20/12/2025
Carissimi del LAB,
Siamo giunti anche al termine del 2025.
L'altra sera, durante la pratica di danza consapevole del giovedì, Elisita ci ha proposto alcune frasi suggestive di Krishnamurti, che invitano a fare qualcosa di incredibilmente semplice e, al tempo stesso, incredibilmente difficile: provare a muoversi nella sala – e nella vita – cessando di pretendere continuamente di sapere chi e cosa siamo. Successivamente, ci ha proposto di tracciare un percorso su due fogli: il primo relativo all’anno ormai trascorso; il secondo in anticipazione dell’anno che verrà, cioè del percorso che desideriamo e presagiamo di compiere.
Noi esseri umani viviamo in una curiosa tensione attiva tra passato e futuro, tra attualità e potenzialità. È una caratteristica propria di ogni entità capace di atti creativi. Curiosamente, tra i miei due fogli se ne era nascosto un terzo, e questo mi ha suggerito qualcosa di importante. Ogni passaggio – la fine di una giornata, di una settimana, di un mese, di un anno, di una vita – si presenta sempre con questa tensione tra ciò che è stato e ciò che potrà essere. In essa si cela una singolarità, nel senso di un’impredicibilità fondamentale: qualcosa di inatteso può accadere, qualcosa che non potevamo prevedere nel momento in cui abbiamo tracciato il percorso del nostro futuro potenziale.
Oggi l’umanità si muove in una fase di forte accelerazione, e questa singolarità è ormai diffusa. Le previsioni diventano sempre più fragili, sempre più sensibili a minime fluttuazioni. In sostanza, ci muoviamo in una realtà sempre più indeterministica. Se accettiamo questa condizione, invece di tentare di controllare l’incontrollabile, possiamo imparare a cavalcare l’imprevisto, la sorpresa, l’inaspettato. Ma per farlo è necessario seguire il suggerimento di Krishnamurti: abbandonare le nostre certezze, in particolare quelle che riguardano il nostro presunto limite nel cambiare, anche quando tali certezze sembrano costituire il fondamento della nostra identità.
In questo modo possiamo sciogliere le nostre false idealizzazioni e i potenti condizionamenti che esse portano con sé. Distruggendo questi falsi idoli, del passato o del presente, possiamo entrare in un contatto più autentico e oggettivo con la sostanza del reale, che ci offre una trama di possibilità ancora inesplorate. Tuttavia, come dicevo, cogliere queste possibilità è qualcosa di incredibilmente semplice e incredibilmente difficile allo stesso tempo.
La scimmietta ha fame e la banana è davanti a lei. Perché non la afferra? Porsi davvero questa domanda significa entrare in un percorso di autoricerca.
Auguro quindi a tutti voi che il passaggio di questa nuova singolarità vi apra al mistero della “banana” che l’universo ci offre generosamente, ma che pochi di noi scelgono di afferrare – o
addirittura di gustare.
Grazie a tutti coloro che quest’anno si sono lasciati accogliere dall’energia della Sala Mammut, danzando, praticando yoga, meditando, dialogando. Grazie ai collaboratori del LAB per la loro
dedizione, anche nella creazione di testi ricchi di ispirazione pubblicati nella rivista AutoRicerca.
Massimiliano
Laboratorio di Autoricerca di Base
PS: Per la ripresa, ecco alcune date importanti. Mi raccomando, non esitate a leggere le descrizioni dei lavori proposti sul sito del LAB (https://autoricerca.ch) e lasciarvi ispirare.
Meditazione Zen, lunedì 12 gennaio, ore 19:00
Vagabondaggi stellari, martedì 13 gennaio, ore 19:00
Yoga Integrale, mercoledì 14 gennaio, ore 19:00
Danza Consapevole, giovedì 15 gennaio, ore 19:00
Varchi di Luce, giovedì 22 gennaio, ore 19:00
Cammino di Danza Consapevole, martedì 3 febbraio, ore 12:15