27/12/2025
Se dovessi scegliere un prodotto italiano famoso nel mondo, parlerei subito della moka.
È nelle case di tutti gli italiani e soprattutto di tutti gli italiani che vivono all’estero perché ovunque ci sia un italiano, c’è sempre una Bialetti.
Se sfogliate le foto nel carosello, vedrete la mia prima esperienza da italiana residente all’estero, a Cipro. Avevamo solo una piastra a induzione e, pur di far funzionare la mia moka, avevo inventato un piccolo accrocchio improvvisato. 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐟𝐟𝐞̀ “𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐚 𝐜𝐚𝐬𝐚” 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐮𝐭𝐞.
Ma perché oggi vi parlo della moka?
Perché dietro questo oggetto così semplice e iconico c’è 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 che ha cambiato una delle nostre abitudini più profonde: il modo di fare (e di vivere) il caffè.
Celestina Bialetti, ultima figlia dell’inventore Alfonso, ha dedicato un libro meraviglioso alla storia della sua famiglia. Il successo della moka non è stato solo merito del padre o del fratello Renato, ma di tutta la famiglia Bialetti: una storia non tutta rose e fiori, ma fatta di tentativi, cadute, intuizioni e soprattutto scopo.
𝐂𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨 𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐮𝐧𝐪𝐮𝐞 𝐯𝐨𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚: i meccanismi invisibili, la forza della fiducia paterna, la determinazione che passa di generazione in generazione.
Leggendolo, rivediamo un po’ anche la nostra storia, la moka non è solo un oggetto bensì un ricordo.
A me riporta a quando ero bambina, al periodo di Natale, quando andavo dai nonni e sentivo il borbottio della moka in cucina.
Mi chiedevo cosa trovassero gli adulti in quella bevanda scura. Ora lo so: non era solo caffè, era una tradizione. Era casa.