21/08/2020
Quante volte abbiamo assistito o ascoltato situazioni in cui il padre non assicura un proporzionato sostegno durante la crescita del figlio?
Ma quanti sono a conoscenza del fatto che 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗱𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗮𝗿𝗰𝗶𝘁𝗼?
Stando alla sentenza 1370 del 7.12.2017 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝗶 𝗲̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘀𝗰𝗮𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗴𝗶𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝗱𝗿𝗲 𝗮𝘀𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮 𝗺𝗮𝗶 𝗮𝘃𝘂𝘁𝗼 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼. La richiesta di risarcimento di danno può essere effettuata dal figlio anche se quest’ultimo ha superato i 40 anni d’età.
Non bastano più gli incontri o i regali sporadici a colmare l’assenza della fondamentale figura affettiva. È il figlio che, divenuto ormai adulto, può decidere 𝘀𝗲 𝗿𝗲𝗰𝘂𝗽𝗲𝗿𝗮𝗿𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗺𝗮𝗻𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗺𝗮𝗻𝘁𝗲𝗻𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗮𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝗹𝘂𝗶 𝗲 𝗮𝗹 𝗴𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗼 𝗵𝗮 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗶𝘂𝘁𝗼.
Secondo la sentenza in questione, il padre ha il dovere di rispettare la sentenza del giudice dal momento in cui vi è la separazione ed il divorzio dei due coniugi. L’inadempienza degli obblighi familiari, compreso il versamento dell’assegno alimentare, 𝗳𝗮 𝘀𝗰𝗮𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗱𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗲𝗻𝗱𝗼𝗳𝗮𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗲: si tratta di un danno esistenziale da risarcire su criteri fissati dalle tabelle del danno biologico.
È bene ricordare che il “danno esistenziale” comprende qualsiasi evento che, per la sua incidenza negativa sull’insieme dei rapporti riferiti alla persona, si può ripercuotere in modo consistente e persino permanente sulla sua esistenza. Un fatto causato da terzi, infatti, può risultare dannoso anche quando, pur non causando una lesione dell’integrità psico-fisica, è tuttavia in grado 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝗳𝗹𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗱𝗲𝘁𝗲𝗿𝗺𝗶𝗻𝗮𝗻𝘁𝗲 𝘀𝘂 𝗰𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮 𝗲̀ 𝗶𝗻 𝗴𝗿𝗮𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲.
Anche in questo caso 𝗹𝗮 𝗳𝗶𝗴𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗰𝗼 𝗹𝗲𝗴𝗮𝗹𝗲 𝗲̀ 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 per accertare il danno esistenziale e stabilire la reale sussistenza dei presupposti per la richiesta di un risarcimento.