04/11/2025
Parlare di 𝗰𝗮𝗿𝗲𝗴𝗶𝘃𝗶𝗻𝗴 significa anche tornare a quando l’Italia non aveva ancora un vero sistema di welfare.
Fino alla Prima guerra mondiale, la cura degli anziani era soprattutto una questione di 𝘧𝘢𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘢, sostenuta da reti morali e dalle istituzioni religiose. Lo Stato? Un supporto marginale, più simbolico che strutturale.
Con il conflitto arrivano pensioni e sussidi per molti lavoratori ed ex combattenti, ma 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝗻𝗶 restano 𝗶𝗻𝘃𝗶𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶 nel quadro dei diritti sociali: assimilati agli indigenti, affidati a reti private, ancora lontani da una tutela piena.
Il regime successivo prova a centralizzare il settore assistenziale, ma il risultato è un sistema 𝘥𝘪𝘴𝘤𝘳𝘦𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦 e frammentato, attraversato da interessi pubblici, privati e religiosi. Una logica più vicina alla beneficenza che ai diritti.
Una tappa fondamentale per capire come siamo arrivati al presente — e perché, per molto tempo, la cura sia rimasta “privata” anche quando riguardava tutti. 🌱
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Per un approfondimento, consigliamo questi testi:
🔹 Silvia Inaudi, A tutti indistintamente: l’Ente opere assistenziali nel periodo fascista, Bologna, CLUEB, 2008
🔹 Chiara Giorgi e Ilaria Pavan, Storia dello Stato sociale in Italia, Bologna, Il Mulino, 2021
🔹 Giacomo Canepa, Riabilitare gli italiani. Politiche dell’assistenza post-bellica e costruzione della cittadinanza, Roma, Viella, 2024