Dott.ssa Chiara Canu - Psicoterapeuta

Dott.ssa Chiara Canu - Psicoterapeuta Psicoterapeuta sistemico-relazionale. Consulente Psicologa presso CTR Carbonia. Esperta in Psicopatologia dell'apprendimento.

“Le famiglie sono sicuramente le “seconde vittime” della malattia in quanto si trovano a dover fronteggiare radicali cam...
02/12/2025

“Le famiglie sono sicuramente le “seconde vittime” della malattia in quanto si trovano a dover fronteggiare radicali cambiamenti della vita quotidiana e la frequente perdita di relazioni sociali, spesso accompagnati da condizioni di disagio psichico e sintomi ansiosi e depressivi (Haley et al., 1987). Il fatto che i livelli di stress e di depressione sperimentati dai caregiver dei malati siano influenzati dalle rappresentazioni che gli stessi hanno della propria famiglia sta precisamente a indicare come le modalità con cui le persone fanno fronte alla comparsa e all’evoluzione di questa grave malattia in un proprio congiunto si intrecciano profondamente con le caratteristiche del funzionamento familiare (Camdessus, 199I; Shields, 1992). A tale funzionamento contribuiscono sia la struttura della famiglia sia le rappresentazioni della malattia che la famiglia medesima elabora sulla base dei suoi sistemi di credenze e dell’immagine che la patologia ha sul piano sociale e culturale.
Da questo punto di vista, la crescente diffusione della malattia e l’allarme sociale ad essa associato fanno sì che tale malattia assuma una forte valenza simbolica.

(…) L’età adulta, e in particolare la senilità, rappresentano fasi del ciclo vitale in cui si aspira al raggiungimento di un senso di completezza e di integrità personale al quale molto contribuisce una piena accettazione di sé stessi e delle persone che, nel corso della vita, sono diventate significative e insostituibili. La perdita o la mancanza di tale integrità personale può portare alla disperazione e rendere più intensa la paura della morte che, talvolta, può associarsi a disgusto e disprezzo verso particolari situazioni o persone”.

F. Tramonti, A. Tongiorgi - “Famiglia e malattia. Una prospettiva relazionale in psicologia della salute” (2013)

Sulla miniserie "Adolescence" si può dire tanto e tutto. La si può vedere con gli occhi che più ci identificano: con que...
18/03/2025

Sulla miniserie "Adolescence" si può dire tanto e tutto. La si può vedere con gli occhi che più ci identificano: con quelli del minore, con quelli dei genitori e dei fratelli, con quelli dei compagni di scuola e dell'amico più vicino, con quelli degli insegnanti, e con quelli degli altri professionisti nel loro specifico ruolo. La scelta narrativa di un unico piano sequenza fa largo alla possibilità di immergersi nei panni di ciascun personaggio, riuscendo in questo modo a sentirne lo sguardo e i rispettivi vissuti. Ma "Adolescence" non riguarda la semplice visione cinematografica dallo spettatore passivo: proprio tale scelta di racconto risulta così efficace da attivare parti profonde - e forse inespresse - di noi stessi e del nostro essere, richiamandoci a un'attenzione e ad uno sguardo in più, oltre i singoli fatti manifesti. Cosa porta un minore di 13 anni, sportivo e bravo studente, a commettere un femminicidio in risposta a esperienze di bullismo, nella cornice di una società caratterizzata dal tempo odierno? Quanto in questo risulta imprescindibile, ancora una volta, lo sguardo al sistema e al contesto di appartenenza (famiglia, scuola, sport, rapporto con i pari) e al suo ruolo di soggetto influenzante? Quanto gli eventi hanno a che fare con i "come" e con i "con", al di là del "cosa"?

Quattro puntate in cui lo sguardo individuale diviene ben presto contestuale: dal primo episodio, incentrato sull'accusa e sull'arresto, dunque sulla fragilità di un sistema come quello di un preadolescente; il secondo, in cui ci si sposta al sistema scuola in veste di mera istituzione categorizzante, ai limiti del negante; il terzo, in cui il ruolo della psicologa nella cornice di un colloquio funge da chiave di apertura a emozioni difficili da entrambe le parti, dove la relazione risulta essere la principale direzione verso il raggiungimento dell'espressione di sé; e l'ultima, forse la più dura e complessa, che vede centrale la figura della famiglia e dei rispettivi sottosistemi (genitori, coppia, figli), laddove la colpa (come fatto) e la colpevolezza (come significato) divengono la colpa e il senso di colpevolezza dei padri, delle madri, dei fratelli e dei sistemi tutti, in una messa in discussione, consapevole, dei propri ruoli portati avanti come i migliori e invece erano solamente gli unici possibili. Una realtà individuale che emerge come realtà di relazioni fra sistemi e fra sistemi di persone, fra individuo e ambiente, fra persone e società, in uno scambio di significati che influenza e da cui si è continuamente influenzati, e a cui continuamente rispondiamo, nei limiti delle nostre possibilità. E la “colpa” raccontata in "Adolescence" risulta ancora più forte non solo in quanto tema, ma in quanto sintomo di una difficoltà profonda, prima, e strumento e oggetto di consapevolezza, poi; l’opportunità di comprensione del proprio essere e di un modo diverso di essere. Con dolore e nel dolore.

Da vedere. A voi lo sguardo, i vissuti, l'esperienza.

Quando un sistema designa, il soggetto si comporterà nel modo con cui è stato designato. Quando il mondo percepisce A e ...
08/03/2025

Quando un sistema designa, il soggetto si comporterà nel modo con cui è stato designato. Quando il mondo percepisce A e vuole
A, ogni cosa sarà percepita e assumerà le forme di A. Se li trattiamo come verdura, i pomodori arrivano come verdure.
"Colpa del pomodoro che non è abbastanza dolce da poterlo considerare frutto", direbbero gli accusatori.
"E se il mondo così com'è non esistesse e siamo noi a crearlo ogni giorno col nostro percepire?", chiederebbero i complessi.
Solidarietà per i pomodori (e per i supermercati che non lo sanno).

03/12/2024

“La realtà è un’opinione. Frequentemente sbagliata, perché di rado osserviamo le cose senza pregiudizio. Ma le cose esistono e hanno una voce chiara. Per comprendere, basta osservare i fatti, senza sovrapporre ai fatti nessuna intelligenza umana. Lasciarsi attraversare dalle cose, fino a che esse esprimono quel che hanno da dire nonostante noi (…) La verità è nei fatti, emancipata dal nostro punto di vista”.

Maria Grazia Calandrone, “Dove non mi hai portata”

Tra valutazioni e psicoterapie, immersa nella mia attività.
28/11/2024

Tra valutazioni e psicoterapie, immersa nella mia attività.

La paura più grande non risiede nella risposta che arriva ma nella domanda che ci si fa.
07/05/2024

La paura più grande non risiede nella risposta che arriva ma nella domanda che ci si fa.

10/04/2024

"La cura funziona quando ci si mette scomodi. Quando si osa. Quando si fa quel che non sappiamo fare. La cura funziona quando ce ne si prende cura".

Dott.ssa Stefania Andreoli

Nuovo anno, nuovo studio a Carbonia: da Gennaio ricevo in via Bramante n. 4 (frazione Is Gannaus).Servizi:- Psicoterapia...
15/02/2024

Nuovo anno, nuovo studio a Carbonia: da Gennaio ricevo in via Bramante n. 4 (frazione Is Gannaus).

Servizi:
- Psicoterapia rivolta alle famiglie, alle coppie e al singolo individuo;
- Valutazione e diagnosi per Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA);
- Interventi di potenziamento per DSA (dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia), e per abilità cognitive e neuropsicologiche (attenzione, memoria, funzioni esecutive).

Contatti: 3408948689 - canuchiara88@gmail.com

L'80% dei bambini con diagnosi di Disturbo Specifico dell'Apprendimento, oltre ad insuccessi e difficoltà scolastiche im...
21/01/2024

L'80% dei bambini con diagnosi di Disturbo Specifico dell'Apprendimento, oltre ad insuccessi e difficoltà scolastiche importanti, presenta anche problematiche di tipo relazionale. Se oltre all'etichetta diagnostica del DSA ne viene però accolto anche l'aspetto emotivo - nei termini di una sofferenza percepita dal bambino, dai genitori o da entrambi - è possibile prevenire danni ulteriori che quel bambino affronterà una volta adulto.
Rita Sabatini, in una ricerca che ha incluso interventi di terapia familiare nel lavoro con bambini diagnosticati DSA, dimostra come nel 47% delle diagnosi riscontrate nel suo campione si celassero problematiche interne al sistema familiare dei bambini, quali conflittualità di coppia o divergenze genitoriali nella gestione educativa dei figli. Soprattutto, quanto le difficoltà di apprendimento si attenuassero al ridursi delle difficoltà familiari presenti. Inoltre, Sabatini si domanda: i casi DSA vanno sempre letti sulla base di una neurodiversità? La risposta è no, o meglio, non del tutto e non in ogni contesto.
Non è tanto la descrizione del disturbo - imprescindibile - l'elemento cruciale di una diagnosi, quanto l'esperienza che di quella diagnosi il bambino e la famiglia faranno, esperienza che caratterizzerà l'espressività del DSA come base per la costruzione di sé e delle relazioni con gli altri.

Unire Psicoterapia familiare e DSA comporta allora uno sguardo concettuale e operativo importantissimo: lo dispiegarsi di un intervento globale e inclusivo non solo sul bambino come soggetto portatore di una difficoltà, ma anche sul suo sistema familiare di appartenenza, sul rapporto tra le difficoltà negli apprendimenti e i retroscena familiari che spesso vi si celano: da mera caratteristica individuale anche il DSA funge da elemento di espressione di un movimento familiare più implicito e sotterraneo, per questo scottante. Ovvero: dietro una lettura lenta e poco fluente, dietro una difficoltà nella memorizzazione dei concetti o nella tendenza all'iperattività, vi sono anche dinamiche ed emozioni vissute individualmente oppure in famiglia. In tal senso il DSA svela e racconta una storia, più ampia di quella cognitiva e scolastica inerente a conoscenze, competenze, domini specifici. Del resto, "i sintomi manifesti sono sempre la metafora che la famiglia attribuisce al problema".

È quindi possibile oltrepassare le etichette e guardare il DSA con una lente sistemica e relazionale, e con la stessa lente intervenirne. La dott.ssa Sabatini dice e ricorda proprio questo: la famiglia ha un ruolo, ancora più imprescindibile. Se la presa in carico è orientata sulle persone, e sulle relazioni tra persone e contesti, se di quel "cognitivo" se ne fa "relazione", è allora possibile avvicinare due ambiti della psicologia da sempre considerati divisi e divisivi, affinché anche le famiglie con bambini DSA possano divenire soggetti attivi di cambiamento.

"La fragilità fa parte della vita, ne è una delle strutture portanti, una delle radici ontologiche. Cosa sarebbe la cond...
28/12/2023

"La fragilità fa parte della vita, ne è una delle strutture portanti, una delle radici ontologiche. Cosa sarebbe la condition humaine stralciata dalla fragilità e dalla sensibilità, dalla debolezza e dalla instabilità, dalla vulnerabilità e dalla finitudine, e insieme dalla nostalgia e dall’ansia di un infinito anelato e mai raggiunto? La fragilità come grazia, come linea luminosa della vita, che si costituisce come il nocciolo tematico di esperienze fondamentali di ogni età della vita, della fragilità come ombra, come notte oscura dell’anima, che incrina le relazioni umane e le rende intermittenti e precarie, incapaci di tenuta emozionale e di infedeltà. La fragilità è il nostro destino, certo, ma non nasce, si svolge e si articola in una stretta correlazione con l'ambiente in cui viviamo e cioè con gli altri da noi. La coscienza della nostra fragilità, della nostra debolezza e della nostra vulnerabilità rende difficili e talora impossibili le relazioni umane: siamo condizionati dal timore di non essere accettati, e di non essere riconosciuti nelle nostre insicurezze e nel nostro bisogno di ascolto e di aiuto. Non siano monadi chiuse, e assediate, ma siamo invece, vorremo disperatamente essere, monadi aperte alle parole e ai gesti di accoglienza degli altri; e, quando questo non avviene, le dinamiche relazionali si fanno oscure e arrischiate: dilatando fatalmente le nostre fragilità e le nostre ferite, le nostre insicurezze e le nostre debolezze, le nostre vulnerabilità. Quante volte in un incontro terapeutico una paziente, o un paziente, rimane chiuso in un silenzio che non bisogna interrompere, e che è necessario ascoltare nei suoi enigmatici significati; ed è importante distinguere il silenzio che nasce dal desiderio di solitudine da quello che nasce invece dalla profonda tristezza; e ancora distinguere il silenzio che sgorga dalla nostra incapacità di creare una relazione interpersonale dotata di senso, da quello che ha in sé scintille, o gocce, di speranza. Ma dovremmo sapere che nella vita non tutto è dicibile, e non tutto è esprimibile; e non dovremmo illuderci di potere spiegare i pensieri che abbiamo, e le emozioni che proviamo, con le sole parole chiare e distinte.La parola che tace è talora più importante della parola che parla. Solo nel silenzio si possono ascoltare voci segrete, voci che giungono da un altrove misterioso, voci dell’anima che sgorgano dalla più profonda interiorità, e che portano con sé nel nostro mondo, e nell’autre monde del dolore e dell’angoscia, della malattia e della follia, risonanze emozionali palpitanti di vita".

Eugenio Borgna - "La fragilità che è in noi"

✏ FASI DELLO STUDIO: Sottolineare!📚 Ognuno di noi nella vita utilizza (o ha utilizzato) delle strategie di studio person...
01/12/2023

✏ FASI DELLO STUDIO: Sottolineare!

📚 Ognuno di noi nella vita utilizza (o ha utilizzato) delle strategie di studio personali, soggettive e più o meno efficaci. La fase di sottolineatura è una di queste: successiva a una prima fase di pre-lettura e comprensione globale del testo, sottolineare risulta una strategia fondamentale le capacità di:
➡️ selezione
➡️ discriminazione
➡️ produzione di inferenze.

🧠 Quanto ho compreso di ciò che ho appena letto? Quali informazioni sono davvero rilevanti per l'argomento che devo imparare, prima di elaborarlo e memorizzarlo?

✅ La corretta selezione delle informazioni inoltre risulta determinante per ciò che è appreso inizialmente e ciò che occorrerà per la fase successiva di elaborazione dei contenuti mediante costruzione di mappe concettuali, schemi o riassunti.

👉 In questo caso abbiamo integrato l'uso delle immagini, come le cartine geografiche, come strumento di aiuto per stimolare la produzione verbale delle informazioni selezionate.

26/11/2023

"Se sei insoddisfatto della tua espressione di vita, l'unico modo di cambiarla è distogliere la tua attenzione da ciò che ti sembra reale e innalzare la tua consapevolezza a ciò che desideri essere" (N. Goddard)

Si riceve su appuntamento per:
👥 Psicoterapia individuale, di coppia e familiare
🧩 Interventi di valutazione, diagnosi e potenziamento per Disturbi dell'apprendimento in età evolutiva e adolescenza
📚Metodo di studio e supporto scolastico per studenti della scuola primaria e secondaria

Dott.ssa Chiara Canu
Psicologa Psicoterapeuta

📍 Carbonia - Piazza Marmilla
📍 Quartu S. E. - Via Pindemonte 104

📱3408948689

canuchiara88@gmail.com

🌐 https://chiaracanu.webnode.it/

Psicoterapeuta sistemico-relazionale.
Consulente Psicologa presso CTR Carbonia.
Esperta in Psicopatologia dell'apprendimento.

Indirizzo

Cagliari

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 20:00
Martedì 15:00 - 20:00
Mercoledì 15:00 - 20:00
Giovedì 15:00 - 20:00
Venerdì 15:00 - 20:00

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Chi sono

Dopo la Laurea Magistrale in Psicologia e il conseguimento dell'abilitazione alla professione di Psicologo (matr. 2950 dell’Ordine degli Psicologi della Sardegna), ho conseguito il titolo di Esperta in Psicopatologia dell'Apprendimento grazie al Master di II Livello dell'Università di Cagliari, durante il quale ho approfondito l'ambito dei disturbi specifici dell'apprendimento (dislessia, discalculia, disortografia, disgrafia) e di altri disturbi del neurosviluppo (autismo, ADHD). Il master mi ha permesso di approfondire tali problematiche da un punto di vista pratico mediante un percorso di tirocinio presso l’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile dell’ospedale Santa Barbara di Iglesias, con sperimentazione dei test cognitivi e degli strumenti necessari per la valutazione e la diagnosi. Tale percorso è stato proseguito con un approfondimento dell'ambito affettivo-relazionale entro un percorso diagnostico a partire dagli 8 anni di età. Nel 2018 ho conseguito un secondo master annuale sulla Psicologia Scolastica erogato dall'Istituto Galton, inerente sia problematiche di apprendimento, sia problematiche di carattere sociale, relazionale, cognitivo ed emotivo connesse al mondo della scuola, inclusi il rapporto con i genitori, gli insegnanti e il gruppo dei pari. Questo master mi ha permesso inoltre di acquisire ulteriori conoscenze sulle modalità di trattamento dei DSA (approfondito con un ulteriore corso erogato dal dott. Gianluca Lo Presti) e della conduzione di laboratori di formazione all’interno dei gruppi classe, di ogni ordine e grado.

Da Maggio 2018 conduco due laboratori di scrittura, di cui uno riguardante la Scrittura Terapeutica e uno relativo alla Scrittura di racconti brevi in collaborazione con l'agenzia Eventeam - Organizzazione Eventi Cagliari, in seguito ad una formazione coltivata con dei corsi brevi alla Scuola Holden di Torino di Alessandro Baricco. L'attività di tutor sarà ampliata con altri due laboratori, di cui uno sul Romanzo e uno sulla Lettura Terapeutica.

Attualmente mi occupo di Disturbi Specifici dell'Apprendimento con un'attività privata che include sia il percorso diagnostico sia il percorso di trattamento e potenziamento personalizzato per bambini e adolescenti con problematiche nella sfera cognitiva e scolastica. In caso di diagnosi certificata presso altro ente, mi occupo di pianificare percorsi di potenziamento caratterizzati dall'uso di strumenti di comprovata validità scientifica.