dott.ssa Paola F. Di Franco

dott.ssa Paola F. Di Franco psicodiagnosi
valutazione funzionale
psicoterapia cognitivo-comportamentale
formazione

Intervento socio-emotivo mediato dai pariBella mattinata ieri presso Liceo Statale "P. E. Imbriani" Avellino All’interno...
24/03/2026

Intervento socio-emotivo mediato dai pari
Bella mattinata ieri presso Liceo Statale "P. E. Imbriani" Avellino
All’interno del modello di intervento mediato dal contesto, assume una rilevanza centrale una specifica modalità operativa definita da me come intervento socio-emotivo mediato dai pari.
L’intervento mediato dai pari, in questa prospettiva, non si limita alla facilitazione delle abilità sociali, ma si configura come uno spazio di apprendimento condiviso in cui:
vengono allenate competenze comunicative e relazionali;
si lavora sulla comprensione, espressione e regolazione delle emozioni;
si favorisce la generalizzazione delle competenze in contesti reali e significativi;
il gruppo dei pari diventa agente attivo di cambiamento, contribuendo alla costruzione di un ambiente inclusivo e coerente.
In questo senso, il contesto non è solo lo sfondo dell’intervento, ma ne diventa parte integrante e trasformativa, in linea con una prospettiva ecologica dello sviluppo.

Si conclude oggi, con il modulo a me affidato l. il corso per Tecnico ABA organizzato da Bolla di SaponeGrazie per aver ...
21/03/2026

Si conclude oggi, con il modulo a me affidato l. il corso per Tecnico ABA organizzato da Bolla di Sapone
Grazie per aver scelto ancora una volta di dedicare un modulo a tematiche per me fondamentali — e che considero prioritarie in qualsiasi intervento — e per avermi dato l’opportunità di curarlo.
Credo profondamente che una formazione per tecnici che includa il lavoro sul progetto di vita e l’intervento nei contesti naturali faccia davvero la differenza.

18/03/2026

📢 Nuova diretta dei nostri seminari gratuiti

🗓 Mercoledì 18 marzo
🕣 20:30 – 21:30
📱 Diretta sui nostri social

Parleremo di disabilità e relazione uomo–cane, un tema importante che mette al centro il valore della relazione, dell’inclusione e del rispetto delle diversità.

Durante la diretta presenteremo anche il nuovo progetto itinerante dedicato proprio a questi temi: un percorso di incontri aperti al pubblico per promuovere la cultura cinofila come strumento sociale. 🐾

💬 Interverranno esperti di psicologia, disabilità umana e canina e della relazione uomo-cane.
Perché non esistono esseri difettosi, ma contesti non adatti.

Segui la diretta per scoprire tutti i dettagli del progetto e i prossimi appuntamenti.

🐶💙

Nuovo corso in arrivo!Il 10 e 17 aprile 2026 terrò un corso dedicato alle Social Skills presso il Dipmed Unisa Il percor...
17/03/2026

Nuovo corso in arrivo!
Il 10 e 17 aprile 2026 terrò un corso dedicato alle Social Skills presso il Dipmed Unisa
Il percorso formativo, organizzato da Pegaso Formazione Ecm intitolato “Social Skills: dalla valutazione funzionale al training sociale mediante TTAP”, sarà un’occasione per approfondire strumenti e strategie utili a valutare e potenziare le competenze sociali nei diversi contesti di vita.
Durante il corso parleremo di: valutazione funzionale delle abilità sociali, progettazione di interventi mirati, utilizzo del TTAP come strumento per individuare obiettivi educativi e riabilitativi, costruzione di percorsi di training sociale orientati all’autonomia
Il corso è rivolto a professionisti sanitari e dell’area educativa interessati a sviluppare competenze pratiche nella valutazione e nell’intervento sulle abilità sociali, con particolare attenzione al lavoro con persone nello spettro autistico
Un momento di confronto e formazione per condividere strumenti operativi e riflessioni cliniche sul lavoro quotidiano.
Sarà un piacere lavorare insieme su questi temi

Negli ultimi giorni l’intervista ad Uta Frith  sul concetto di spettro autistico ha generato un dibattito piuttosto divi...
16/03/2026

Negli ultimi giorni l’intervista ad Uta Frith sul concetto di spettro autistico ha generato un dibattito piuttosto divisivo.
Da una parte c’è chi utilizza le sue parole per rafforzare il valore dell’etichetta diagnostica e difendere l’idea di uno spettro sempre più ampio; dall’altra chi le interpreta come una prova per mettere in discussione l’esistenza stessa dell’autismo o ridimensionarne la portata clinica.
Come spesso accade, la realtà che incontriamo nella pratica è meno polarizzata.
Ho letto l’intervista a Uta Frith in cui la storica ricercatrice sull’autismo sostiene che il concetto di “spettro autistico” potrebbe essersi ampliato fino a perdere parte della sua utilità scientifica.
È una riflessione importante: Frith suggerisce che sotto l’etichetta di autismo oggi possano convivere realtà molto diverse tra loro e che in futuro potremmo distinguere sottogruppi con origini differenti.
Dal punto di vista della ricerca questa è una domanda cruciale.
Dal punto di vista clinico, però, la prospettiva spesso appare più concreta.
Nel lavoro psicoterapeutico incontriamo persone che arrivano con una sofferenza significativa: isolamento sociale, ritiro, grande fatica nelle relazioni. Quando si ricostruisce la loro storia evolutiva emerge spesso un filo coerente: bambini senza deficit cognitivi, ma con interessi molto selettivi, difficoltà nella reciprocità sociale e fatica nel cogliere le regole implicite delle interazioni.
Molte di queste traiettorie corrispondono a ciò che in passato veniva chiamato sindrome di Asperger e che oggi rientra nel Disturbo dello Spettro Autistico senza disabilità intellettiva nel DSM-5.
In terapia queste persone raramente arrivano chiedendo aiuto “per l’autismo”. Arrivano piuttosto per le conseguenze di anni di adattamento faticoso: ansia, burnout sociale, senso di estraneità, ritiro.
Il dibattito aperto da Uta Frith è quindi prezioso. Ma nella pratica clinica forse la domanda più utile rimane un’altra: quali traiettorie di sviluppo ci aiutano a comprendere la storia di una persona e la fatica che ha incontrato nelle relazioni?
Le categorie diagnostiche possono evolvere. La sofferenza delle persone e il lavoro per comprenderla restano il punto centrale.
Per questo nel mio lavoro assume grande importanza il contesto. In particolare il lavoro con i pari, a qualsiasi età: bambini, adolescenti o adulti.
Le esperienze relazionali tra pari possono infatti intervenire sulla traiettoria evolutiva: ridurre la fatica sociale accumulata negli anni, offrire contesti più leggibili e meno giudicanti e permettere alle persone di sperimentare modalità di relazione che non siano costruite solo per evitare il disagio.
È proprio lì che il lavoro terapeutico può fare la differenza.

The autism spectrum has widened to the point of collapse, affecting how teachers should support autistic pupils in the classroom, researcher Uta Frith tells Helen Amass

Questa notizia è pubblicizzata ovunque come l'ultima trovata geniale pro-inclusione. Attenzione, ci avviciniamo al 2 apr...
14/03/2026

Questa notizia è pubblicizzata ovunque come l'ultima trovata geniale pro-inclusione. Attenzione, ci avviciniamo al 2 aprile. Spunteranno come funghi queste boiate...
Eh no. Non mi sta niente bene!
Per uno shopping più inclusivo??? Ma veramente la intendete così l'inclusione? Ho un amico autistico che il mercoledì sta tutto il giorno impegnato... è praticamente fregato.
Ma poi chi è questo tizio in trance nella foto..?

Un mercoledì speciale al Centro Commerciale Campania: non per gli sconti o gli eventi, ma per il silenzio. Il centro della grande distribuzione di Marcianise lancia la Silent Hour, due fasce orarie settimanali in cui luci e suoni si abbassano per accogliere chi vive con maggiore sensibilità gli st...

Ieri a Bologna ho partecipato al convegno “Lieve per chi”, organizzato dal Gruppo Asperger. Un’iniziativa importante, ri...
08/03/2026

Ieri a Bologna ho partecipato al convegno “Lieve per chi”, organizzato dal Gruppo Asperger. Un’iniziativa importante, ricca di contributi e riflessioni.
Molto significativi, come sempre, gli interventi di Serafino Corti e Maria Luisa Scattoni, che hanno aiutato a fare chiarezza su aspetti su cui molte famiglie ancora faticano a orientarsi. Preziose anche le testimonianze delle persone autistiche presenti e delle famiglie, e quella di Calvero, che ringrazio, per aver condiviso la sua esperienza.
Eventi come questo sono necessari perché si sappia che molte persone arrivano all’età adulta dopo anni in cui la loro fatica non è stata davvero considerata. Spesso allora si creano “contenitori” ad hoc per lavoro, tempo libero o socializzazione, perché nei contesti naturali questi spazi non esistono.
Ci tengo a ribadire ancora che gran parte di questa fatica potrebbe essere evitata lavorando prima: su contesti accessibili e convivenza delle differenze fin dall’infanzia, a partire dalla scuola ma non solo.
E per rompere un po' le scatole, per non contradditmi, ci tengo a porre l'attenzione su un rischio che è dietro langolo: attenzione agli stereotipi e all’infantilizzazione. Tutte le volte che chiamiamo “ragazzi” persone adulte, o li trattiamo come bambini nel coinvolgimento, rischiamo di fingere di fare la differenza senza farla davvero. L’inclusione passa anche dai dettagli e dal modo in cui pensiamo gli spazi e le situazioni.
Non basta concentrarsi su alcuni accorgimenti simbolici: non è solo un applauso a poter creare difficoltà. Anche il caos e il frastuono di certi momenti come una pausa o una musica ad alto volume possono essere molto faticosi, a volte perfino per chi non ha particolari sensibilità sensoriali.
Il punto, in fondo, è semplice: il mondo è fatto di persone diverse tra loro. Le neurodivergenze esistono da sempre e vanno spiegate e fatte conoscere a chi non le conosce Se impariamo presto a costruire contesti più consapevoli e realmente accoglienti, la fatica per tutti può essere molto minore.

Gruppo Asperger Campania
Gruppo Asperger APS
Claudio Ughetto
Fish Campania ETS

C’è un gioco a cui mi piace giocare. Si chiama Dungeons & Dragons.E in questo gioco ci sono due tipi di caos: caos buono...
03/03/2026

C’è un gioco a cui mi piace giocare. Si chiama Dungeons & Dragons.
E in questo gioco ci sono due tipi di caos: caos buono e caos cattivo.
Ora, il caos cattivo porta anarchia, distruzione, guerra.
Ma il caos buono può portare innovazione, cambiamento.
E questa scuola, francamente, aveva bisogno di cambiare perché eravamo così divisi tra secchioni, atleti, tipi “normali”.
E nel caos, tutti quei muri sono crollati.
E ho fatto nuovi amici.
Ho fatto amicizia con persone che non dovevano nemmeno essere miei amici.
E non ero solo io. Ho visto accadere lo stesso con tanti altri.
E quando inizi a conoscere persone diverse da te, cominci a imparare di più su te stesso.
Cambi, cresci.
Sono una persona migliore ora.
Sono una persona migliore grazie a loro


Grazie a Università telematica Pegaso  per aver dedicato uno spazio a un tema che mi sta a cuore: affettività e sessuali...
20/02/2026

Grazie a Università telematica Pegaso per aver dedicato uno spazio a un tema che mi sta a cuore: affettività e sessualità nello spettro autistico. Nel mio lavoro clinico vedo ogni giorno quanto sia urgente parlarne.
Purtroppo, molti interventi – anche cognitivo-comportamentali – continuano a ignorare questa dimensione fondamentale. Trovo questa esclusione scandalosa: la sessualità non è un optional, è parte integrante dell’identità e della qualità della vita.
https://www.youtube.com/live/g783Tr6cyNs?si=8bpfMRulx83H-hKE

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