D.ssa Roberta Marseglia

D.ssa Roberta Marseglia Mi occupo di inclusione, fomazione e risorse umane. Educatrice Prof. Domiciliare e Scolastica
Coordinatrice Ped.

presso Centro Diagnostico Ippolito e Progetto Sociale EasyGo

PRIMA NON SI ANDAVA DAL PEDAGOGISTALo dice chi oggi guarda Mario, Rosa e Pietro e li liquida come "gli emarginati", "gli...
22/03/2026

PRIMA NON SI ANDAVA DAL PEDAGOGISTA

Lo dice chi oggi guarda Mario, Rosa e Pietro e li liquida come "gli emarginati", "gli analfabeti", "i pazzi del paese". Ma la verità è un'altra, ed è una verità che fa male.

Oggi da me sarebbe venuto MARIO.
In paese lo chiamano "l’asino" o lo scansafatiche che vive di sussidi. La realtà? Mario è disabile. Non è stupido, ha accumulato umiliazioni finché non ha smesso di provare. Con un supporto pedagogico, oggi Mario sarebbe un adulto realizzato, consapevole del suo talento e con un lavoro dignitoso.

Oggi da me sarebbe venuta ROSA.
A 70 anni è considerata un’analfabeta, quella che abbassa lo sguardo e trema se deve firmare un modulo in posta. La realtà? Rosa ha un Disturbo dell'Apprendimento mai diagnosticato. Il suo cervello leggeva un codice che nessuno le ha mai spiegato. Se avesse avuto supporto, oggi Rosa non nasconderebbe le mani: starebbe leggendo una favola ai suoi nipoti.

Oggi da me sarebbe venuto PIETRO.
Per tutti è "il matto", l'ombra che cammina da sola e parla al vento. La realtà? Pietro è nello spettro autistico. Il suo isolamento non è una scelta, è il risultato di un mondo che non ha saputo comunicare con lui. Con un Progetto di Vita individuale, oggi Pietro non sarebbe "il pazzo", ma un uomo con la sua autonomia e il suo posto nel mondo.

Vi dà fastidio questo dito nella piaga? Dovrebbe.

Perché la differenza tra un "emarginato" e una persona realizzata sta spesso in un intervento pedagogico mancato. Dietro ogni "asino" c'è un disturbo non visto; dietro ogni "pazzo" c'è un diritto negato.

Come professionista specializzata sulla disabilità, il mio lavoro è impedire che i bambini di oggi diventino i Mario, le Rosa e i Pietro di domani. La pedagogia speciale non è un lusso, è un atto di giustizia.

Smettiamo di creare emarginati. Iniziamo a progettare esistenze.

Fare il papà quando c’è di mezzo la disabilità è un viaggio incredibile, ma diciamocelo chiaramente: è un percorso che a...
19/03/2026

Fare il papà quando c’è di mezzo la disabilità è un viaggio incredibile, ma diciamocelo chiaramente: è un percorso che a volte spacca il cuore e stanca le ossa. È un ruolo che ti chiede di essere due cose opposte nello stesso momento: un guerriero che combatte contro i "no" del mondo e una spalla morbida su cui tuo figlio può crollare.

Significa diventare scavatori di strade. Non aspetti che il sentiero sia pronto, lo apri tu con le unghie, lottando contro la burocrazia o gli sguardi della gente, solo per garantire a tuo figlio il diritto di esserci. È un amore fatto di fatica vera, di schiene che si piegano per sollevare e di mani che non mollano mai la presa.
In questo cammino impari una lingua nuova. Diventi un traduttore di silenzi: capisci un desiderio da un battito di ciglia o da un movimento che per gli altri non vuol dire nulla. È qui che la cura diventa vita: smetti di guardare l’orologio che corre e impari a seguire il ritmo di tuo figlio.È una scelta rivoluzionaria: decidere che la velocità del mondo non conta niente rispetto al tempo di un suo piccolo, immenso progresso. La sfida più dura, però, è quella del cuore. È il momento in cui smetti di inseguire il "figlio ideale" che avevi sognato e ti innamori perdutamente del figlio reale che hai davanti. Non è una resa, è l’accoglienza più pura che esista. Essere un papà così significa vedere la persona dove gli altri vedono solo una diagnosi, scommettendo ogni giorno sulla bellezza di una vita che, anche se faticosa, merita di fiorire in tutta la sua luce.

A chi lotta, a chi resta, a chi ama oltre ogni limite: buona festa del papà.

Siamo tutti un po' falchi a metà, ma per qualcuno il vento è più forte." 🦅Nell'adolescenza rara, la sfida non è solo med...
15/03/2026

Siamo tutti un po' falchi a metà, ma per qualcuno il vento è più forte." 🦅

Nell'adolescenza rara, la sfida non è solo medica. È educativa.
Il rischio più grande è che la malattia diventi l'unico specchio in cui il ragazzo si riflette, annullando sogni, ambizioni e desideri.
Qui entra in gioco il Pedagogista
Il suo compito? Non è "guarire", ma educare alla libertà. Cercare quella fessura nel muro della cronicità per far passare la luce di un progetto di vita possibile, autonomo e dignitoso.
Perché ogni adolescente ha il diritto di immaginarsi nel futuro, oltre ogni statistica o referto.

Cosa succede quando due cuori si fondono?Succede che la clinica della Dott.ssa Dorella Basta  incontra le scienze dell'e...
15/03/2026

Cosa succede quando due cuori si fondono?
Succede che la clinica della Dott.ssa Dorella Basta incontra le scienze dell'educazione della Dott.ssa Marseglia. E in quell'abbraccio tra mente e azione, nasce un miracolo chiamato "Riflessi Fuori Voce".

Non è un corso. È una promessa.

È per te, che ti guardi allo specchio e vedi solo frammenti. Per te, che hai un nodo alla gola che non sai come sciogliere. Abbiamo unito la profondità della cura alla forza della parola per dirti una cosa sola: la tua fragilità è la tua musica più bella.

Passeremo dal silenzio dello specchio al suono di un Podcast.
Trasformeremo il tuo "non ce la faccio" in una voce che il mondo ha bisogno di sentire.

Smetti di nasconderti dietro i tuoi silenzi.
Vieni a riprenderti la tua immagine. Vieni a far tremare l'aria con la tua voce.
Contatta PEG per maggiori informazioni

🎗️ 𝑨 𝒗𝒐𝒍𝒕𝒆 𝒍𝒐 𝒔𝒑𝒆𝒄𝒄𝒉𝒊𝒐 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒏𝒕𝒂 𝒊𝒍 𝒑𝒐𝒔𝒕𝒐 𝒑𝒊𝒖̀ 𝒅𝒊𝒇𝒇𝒊𝒄𝒊𝒍𝒆 𝒅𝒂 𝒈𝒖𝒂𝒓𝒅𝒂𝒓𝒆.

Dietro un riflesso possono nascondersi pensieri pesanti, emozioni confuse, battaglie che nessuno vede.

In occasione della 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 per la lotta contro i 𝐃𝐢𝐬𝐭𝐮𝐫𝐛𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢, 𝐏𝐄𝐆 vuole fare qualcosa di concreto.

💜 𝗡𝗮𝘀𝗰𝗲 ”𝗢𝗟𝗧𝗥𝗘 𝗟𝗢 𝗦𝗣𝗘𝗖𝗖𝗛𝗜𝗢”

Un percorso di 10 incontri dedicato a adolescenti e giovani adulti (16-30 anni) per trasformare il silenzio in parola e la propria storia in forza.

✨ Durante il laboratorio:

✍️ Daremo un nome alle emozioni
📖 Useremo la scrittura per raccontare e trasformare le nostre storie
🎙️ Creerai il tuo podcast personale, perché la tua esperienza può aiutare anche altri

Non devi affrontare tutto da solo.
Qui troverai ascolto, condivisione e uno spazio sicuro per raccontarti.

🎁 𝗣𝗥𝗢𝗠𝗢 𝗦𝗣𝗘𝗖𝗜𝗔𝗟𝗘
Usa il codice PEGINILLA per ottenere uno sconto sulla quota di partecipazione.

📌 Il laboratorio partirà al raggiungimento di 10 partecipanti.

📩 Scrivici in 𝗗𝗠 per informazioni e iscrizioni.

Che tu oggi sia la bambina che sogna, la figlia che sostiene, la madre che accoglie o la caregiver che con cura silenzio...
09/03/2026

Che tu oggi sia la bambina che sogna, la figlia che sostiene, la madre che accoglie o la caregiver che con cura silenziosa sorregge il mondo degli altri... questa lettera è per te. Nella mia pratica pedagogica incontro ogni giorno i vostri volti. Vedo la fatica di cambiare pelle, di adattarsi ai ruoli, di essere "abbastanza" per tutti. Ma in questo continuo mutare, c'è un rischio invisibile: quello di perdersi di vista.

Ricordati di amarti.

Non come un atto di egoismo, ma come il più alto atto educativo verso te stessa. Amati quando i ruoli pesano, quando la stanchezza si fa sentire, quando senti di non avere più spazio per i tuoi desideri.

Il tuo valore non risiede in ciò che fai per gli altri, ma nella luce che conservi
Qualunque ruolo tu ricopra oggi, non dimenticare di essere la protagonista della tua storia. Coltiva la tua libertà, proteggi il tuo tempo, onora la tua evoluzione.
Ti auguro di essere, prima di ogni altra cosa, fedele a te stessa.

Nessuno ci pensa: tu sei una persona prima di ogni altra cosa.La malattia o la difficoltà sono solo una parte del percor...
03/03/2026

Nessuno ci pensa: tu sei una persona prima di ogni altra cosa.

La malattia o la difficoltà sono solo una parte del percorso, non l'identità intera. Hai il diritto di essere guardato per le tue risorse, per i tuoi sogni e per la tua unicità, non solo per i tuoi sintomi.

Il mio lavoro non è "curare un caso", ma accompagnare una persona. Con me non troverai etichette, ma uno spazio dove:

➡️Il tuo vissuto viene prima della tua cartella clinica.

➡️L'obiettivo è tornare a progettare la tua vita, fase dopo fase.

➡️Il rispetto è la base di ogni trasformazione.

Non permettere a un nome medico di definire chi sei. Riprenditi il diritto di essere te stesso, oltre ogni pregiudizio. Vuoi iniziare un percorso dove al centro ci sei TU e non il tuo limite?

Contattami in DM per fissare un primo incontro. Insieme, guarderemo oltre l'etichetta.

3.000 storie. 3.000 famiglie in Puglia che oggi guardano il calendario con il fiato sospeso. 🗓️Compiere 18 anni dovrebbe...
25/02/2026

3.000 storie. 3.000 famiglie in Puglia che oggi guardano il calendario con il fiato sospeso. 🗓️

Compiere 18 anni dovrebbe essere una festa, un traguardo di libertà. Ma per chi convive con una malattia rara, spesso quel giorno coincide con un "salto nel vuoto".

Finiscono i protocolli pediatrici, i medici che ti conoscono da una vita ti salutano e le famiglie si ritrovano improvvisamente sole a gestire un sistema frammentato, dove sembra che non ci sia più un posto per "diventare grandi". 💔

Perché rivolgersi a me in questa fase?

Perché se il medico si occupa della diagnosi, io mi occupo della Persona
Il mio lavoro è evitare che quel "ciao ciao" delle istituzioni diventi un muro insuperabile. Insieme possiamo:

✅ Costruire un Progetto di Vita concreto (non solo sulla carta!).
✅ Trasformare l'ansia del futuro in passi d'autonomia quotidiana.
✅ Non perdere la rotta tra burocrazia e nuovi bisogni dell'adulto.

La rarità è una sfida gigante, ma la solitudine non deve farne parte. In Puglia siamo tanti, e se facciamo rete, nessuno dovrà più camminare da solo. 🤝

✨ PARLIAMONE:
Sei un genitore che sta vivendo questo passaggio?
O temi il momento in cui accadrà? Raccontami la tua esperienza nei commenti o scrivimi in DM. Il tuo vissuto può aiutare altri a sentirsi meno soli.

📌 Salva questo postper non dimenticare che una strada c’è sempre.
📅 Ci vediamo ogni martedì con la rubrica "Malattie Rare & Pedagogia".

DopoDiNoi

24/02/2026
Oggi vi presento chi sono 📚🏠
23/02/2026

Oggi vi presento chi sono 📚🏠

Esiste un’idea pericolosa che si tramanda di generazione in generazione: quella secondo cui la fermezza di una donna sia...
05/02/2026

Esiste un’idea pericolosa che si tramanda di generazione in generazione: quella secondo cui la fermezza di una donna sia una sfida, la sua chiusura una fragilità e il suo silenzio un’immaturità. È giunto il momento di scardinare questa narrazione, parlando direttamente agli uomini di oggi, ai ragazzi di domani e ai bambini che stanno imparando a stare al mondo.

Il valore del "No" non è negoziabile
Dobbiamo insegnare ai nostri figli, e ricordare a noi stessi, che la libertà degli altri non finisce dove inizia la nostra volontà, ma dove l’altro decide di tracciare una linea. In pedagogia, il limite è un atto d’amore e di chiarezza. Quando una bambina, una ragazza o una donna dice "No", non sta aprendo una trattativa. Non sta chiedendo di essere convinta. Sta definendo il proprio perimetro di sicurezza.

Se un bambino impara che "No" significa fermarsi subito, diventerà un uomo capace di relazioni sane. Se un ragazzo capisce che l'insistenza non è "corteggiamento" ma pressione psicologica, diventerà un adulto rispettato. L'insistenza non è una prova d'amore; è un'incapacità di ascoltare l'altro.

Il blocco non è immaturità, è auto-tutela
Troppo spesso, quando una donna interrompe una comunicazione o blocca un profilo, viene etichettata come "pazza", "esagerata" o "immatura". Questo è un ribaltamento della realtà.

Bloccare una persona insistente è, al contrario, la massima espressione di maturità digitale ed emotiva. Significa dire: "Ho comunicato il mio limite, tu non lo hai rispettato, quindi proteggo il mio spazio interrompendo il canale". Non è un atto di debolezza, è un atto di sovranità. È la scelta consapevole di non farsi trascinare in conflitti sterili o in dinamiche tossiche.

Cari uomini, quando sentite il bisogno di definire "pazza" una donna che vi ha tolto la parola, fermatevi. Quella parola è spesso solo uno scudo per il vostro ego ferito dal rifiuto. Una donna che mette un confine non è fuori di testa; è una persona che sa cosa vuole e cosa non è più disposta a tollerare.

Il vero uomo non è colui che abbatte i muri, ma colui che sa onorare le porte chiuse. La maturità non risiede nel voler avere l'ultima parola a ogni costo, ma nel saper accettare il silenzio altrui con dignità.

Educare al rispetto significa capire che una chat bloccata non è un’offesa, ma una richiesta di pace. E la vera forza sta nel saper fare un passo indietro, senza giudizio e con profondo rispetto per quel confine.

03/01/2026

⚖️ Conoscere i propri diritti è il primo passo per l'autonomia 🐧

È uscita la versione aggiornata della guida dell'Agenzia delle Entrate sulle agevolazioni fiscali per le persone con disabilità. Perché è importante leggerla? Perché rispetto allo scorso anno ci sono conferme importanti.

🏠 La casa accessibile: Chi vive con la CMT sa quanto le scale possano diventare un nemico. Fortunatamente, è stato rinnovato per tutto il 2025 il Bonus Barriere Architettoniche al 75%. Se stavi rimandando l'installazione di un montascale o l'adeguamento del bagno, questo è l'anno giusto per farlo.

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17/10/2025

“Pretendi troppo”

Me lo sento dire spesso.
“Pretendi troppo dai docenti.”
“Pretendi troppo dai collaboratori.”
“Pretendi troppo dai colleghi, dai terapisti, dai medici.”

E ogni volta mi chiedo: è davvero pretendere troppo… o semplicemente non voler accettare il troppo poco?

Viviamo in un tempo in cui si moltiplicano titoli, attestati, corsi e certificazioni, ma dove spesso manca ciò che davvero fa la differenza: la competenza autentica, l’esperienza viva, la capacità di “esserci” con consapevolezza e umanità
Ci sono persone che sanno spiegare, ma non sanno ascoltare; che conoscono le parole giuste, ma non sanno guardare negli occhi chi hanno davanti; che parlano di empatia, ma non la praticano; che sanno cosa dire ma non cosa fare

Sento citare spesso termini come “strumenti compensativi”, “approcci personalizzati”, “inclusione”, “presa in carico globale”. Ma troppe volte queste parole restano vuote, ripetute come formule, scollegate dalla realtà dei ragazzi, delle famiglie, delle difficoltà concrete.
E questo non è solo un limite professionale: è un rischio umano enorme.

Perché dietro ogni nostro errore, ogni leggerezza, ogni superficialità, c’è una vita vera
Una persona, un bambino, un adolescente che si fida di noi, che si affida a noi.
E il nostro errore può lasciare segni profondi, invisibili ma permanenti.
Quando si lavora con la mente, con le emozioni, con la crescita, non stiamo semplicemente “facendo un mestiere”: stiamo toccando vite umane. E se non lo ricordiamo ogni giorno, rischiamo di ferire proprio coloro che dovremmo proteggere.

Non pretendo la perfezione.
Pretendo coscienza, studio coerenza, responsabilità
Pretendo che chi lavora con le persone si formi davvero, si aggiorni, si interroghi, sappia dire “non lo so” e abbia il coraggio di imparare ancora.
Pretendo che ci si metta in gioco, che si rispetti il valore e la fragilità di ogni percorso umano.

Non è “pretendere troppo”.
È chiedere che il nostro lavoro — qualunque esso sia — rispetti la dignità e la fiducia di chi ci sta davanti.
Perché dietro ogni decisione, ogni parola, ogni silenzio, può esserci un danno o una possibilità, una ferita o una rinascita.

E forse sì, nei miei 12 anni di esperienza professionale possono sembrare pochi.
Ma nei miei 35 anni da persona fragile da bambina e poi da adolescente che certe cose le ha vissute sulla propria pelle, ho visto e sentito abbastanza per sapere quanto male può fare la paura di non essere aiutati come si dovrebbe.
Ed è proprio per questo che, oggi, pretendo di più — da me stessa e da chi lavora accanto a me.
Perché so quanto costa non essere visti, non essere capiti, non essere presi davvero in carico.
E perché chi affido o accolgo merita di più del “basta che ci provi”: merita attenzione, competenza, verità e cura autentica.

Indirizzo

Carovigno

Orario di apertura

09:00 - 17:00

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