Studio Il Loto

Studio Il Loto Studio di Psicologia e Psicoterapia e attività laboratoriali, seminari multidisciplinari.

Lacci si concentra principalmente sui legami di coppia e familiari, affrontando tematiche profonde come la crisi coniuga...
02/02/2026

Lacci si concentra principalmente sui legami di coppia e familiari, affrontando tematiche profonde come la crisi coniugale, la rabbia e la sofferenza che possono scaturire dalle difficoltà relazionali.

La forza del romanzo risiede nella capacità di suscitare reazioni diverse in chi legge: a seconda della propria visione della coppia e della propria storia personale, si può provare empatia verso i protagonisti o, al contrario, nutrire sentimenti di astio nei confronti di uno o più personaggi. Questo coinvolgimento emotivo rende la lettura ancora più intensa e personale.

Lacci invita il lettore a interrogarsi sul senso più profondo delle relazioni, sulla libertà individuale e su quanto, talvolta, la famiglia possa trasformarsi in una sorta di piccola gabbia. La storia spinge a riflettere sulla propria idea di famiglia e a chiedersi come ci si comporterebbe in situazioni simili a quelle dei protagonisti.

Il romanzo lascia spazio a interrogativi importanti: è giusto rimanere insieme per il bene dei figli? Oppure è più corretto separarsi pensando proprio a loro? Cosa farei io se mi trovassi in una situazione analoga? Queste domande, sollevate dalla lettura, restano sospese e accompagnano il lettore ben oltre l’ultima pagina, rendendo Lacci un libro che va oltre la semplice narrazione per diventare uno spunto di riflessione personale.

Se senti che per te è importane riguardare la tua storia familiare per un percorso di crescita, contattaci.

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 #  si pensa che, per stare bene, sia necessario trovare un lavoro creativo.Ma le ricerche in psicologia del lavoro racc...
30/01/2026

# si pensa che, per stare bene, sia necessario trovare un lavoro creativo.
Ma le ricerche in psicologia del lavoro raccontano qualcosa di diverso: non è tanto il tipo di lavoro a fare la differenza, quanto il modo in cui lo si abita.

La creatività non è solo fare arte o inventare cose nuove.
È il modo personale di affrontare un compito, di risolvere problemi, di metterci del proprio. Quando una persona può usare iniziativa, curiosità e intelligenza, anche un lavoro semplice diventa più gratificante.

Inserire creatività nel lavoro:

aumenta il senso di autonomia
sostiene la motivazione
alimenta il divertimento
soddisfa il bisogno di sviluppo mentale.
La psicologia parla di job crafting: la capacità di modellare il proprio lavoro dall’interno, dando significato a ciò che si fa.
La filosofia, da Aristotele in poi, ricorda che la realizzazione umana non dipende solo dal “che cosa” facciamo, ma dal come lo facciamo.

In questo senso, la creatività non è un’aggiunta opzionale, ma una funzione vitale: permette di non vivere il lavoro in automatico, di sentirsi presenti, coinvolti, vivi.

In che modo riesci a portare la tua creatività nel lavoro che fai oggi?

Se senti che la tua attività lavorativa non è gratificante per te, forse è il caso di esplorare ciò che vuole vivere e come può farlo. Contattaci per essere accompagnato in questo percorso.

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Quando si parla di violenza, l’attenzione va (giustamente) alle forme più evidenti: aggressioni fisiche, femminicidi, ab...
26/01/2026

Quando si parla di violenza, l’attenzione va (giustamente) alle forme più evidenti: aggressioni fisiche, femminicidi, abusi. Sono fatti gravi, drammatici, che richiedono condanna e intervento immediato.
Ma la violenza non inizia quasi mai da lì.
Esiste una forma di violenza molto più silenziosa, difficile da riconoscere e spesso socialmente accettata: rendersi indispensabile per l'altro, fino a togliergli autonomia.
Non è la violenza di chi colpisce, ma di chi:

- decide al posto tuo “per il tuo bene”
- si offre come unico punto di riferimento
- ti fa sentire incapace senza di lui o di lei
- ti protegge… ma solo a patto che tu resti dipendente

È una violenza che non urla, non minaccia apertamente, non usa le mani.
Usa il bisogno, il senso di colpa, la paura di perdere l’altro.
Progressivamente, chi la subisce smette di scegliere:

- si affida
- delega
- rinuncia
- si adatta

E spesso fatica perfino a chiamarla violenza, perché viene scambiata per amore, premura, sacrificio.
Ma una relazione sana non rende indispensabili.
Rende liberi di esserci.
Riconoscere queste dinamiche è fondamentale, perché la violenza più pericolosa è spesso quella che si traveste da cura.
E ogni percorso di consapevolezza inizia da una domanda semplice, ma radicale:

In questa relazione sto diventando più me stesso… o sempre più dipendente?
E ripensa a tua mamma e a tuo papà: la loro presenza ti portava all'autonomia o alla dipendenza?
Se pensi di essere dentro una relazione di dipendenza sotto l'aspetto di una relazione di cura e vuoi essere accompagnato a risanare la situazione, chiamaci.

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“Mamma, ho sepolto pathos in panciaOra la ragione è il mio rottweiler da guardiaE guarda, non fa più una grinza la facci...
23/01/2026

“Mamma, ho sepolto pathos in pancia
Ora la ragione è il mio rottweiler da guardia
E guarda, non fa più una grinza la faccia
Si confonde tra quelle dell’Isla de Pascua
Viaggio fuori dalla pathosfera
Sto andando fuori dalla pathosfera
Troppi asteroidi nella pathosfera”
Caparezza, Pathosfera, da Orbit Orbit

Il 5 dicembre è uscito in tutte le radio “Pathosfera” secondo singolo tratto da Orbit Orbit di Caparezza, ultimo album pubblicato lo scorso 31 ottobre 2025. Si è fatto attendere qualche anno, ma è tornato con il botto e come sempre ha qualcosa da dire.
Questa canzone è veramente interessante su un piano psicologico e sociale; come molti suoi testi, del resto. Invitiamo ad ascoltarla, ma anche a prestare attenzione alle parole. Qui riportiamo il ritornello, ma anche le strofe sono interessanti e molto esplicite.
Il brano “Pathosfera” pone al centro della sua narrazione la tematica della dissociazione emotiva, interpretata come una strategia di autodifesa. Attraverso riferimenti diretti e immagini evocative, l’autore descrive una condizione in cui il pathos, cioè la componente emotiva più profonda e autentica, viene “sepolto” e messo da parte. Questa scelta non nasce da superficialità, ma piuttosto da una necessità di protezione nei confronti di un mondo percepito come ostile o troppo invadente.
Il viaggio “fuori dalla pathosfera” diventa metafora di un percorso di distanziamento dalle emozioni, quasi un’esplorazione di una nuova dimensione in cui si cerca di sfuggire agli agli ostacoli e ai traumi che risiedono nella sfera emotiva.

La conosci? Cosa ne pensi?

Per ascoltarla su YouTube: https://youtu.be/pLNfH7TTUhM

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Dal 30 gennaio partono le supervisioni psicocorporee per i professionisti della salute che integrano l’uso del proprio c...
22/01/2026

Dal 30 gennaio partono le supervisioni psicocorporee per i professionisti della salute che integrano l’uso del proprio corpo nel loro intervento terapeutico con minori o adulti.

A partire dalle sensazioni del proprio corpo, ognuno ha l'opportunità di approfondire il proprio vissuto all'interno di un gruppo protetto, per decifrarlo ed integrarlo. Può così diventare un professionista d'aiuto più solido, più competente e più empatico.

Se sei interessato, leggi l'articolo di presentazione al link riportato sotto, dal quale puoi anche scaricare il volantino.



https://www.studioilloto.it/supervisione

Sognare non è un’attività casuale o priva di senso. Dal punto di vista psicologico, i sogni rappresentano uno spazio pri...
19/01/2026

Sognare non è un’attività casuale o priva di senso. Dal punto di vista psicologico, i sogni rappresentano uno spazio privilegiato di espressione di ciò che, nella vita quotidiana, resta implicito, trattenuto o non ancora razionalizzabile.
Può essere utile esaminare come le diverse discipline psicocorporee offrano letture complementari: per farlo ti rimandiamo al link che trovi a fine post.

È possibile riassumere come i sogni aiutano la conoscenza di sé. Lo fanno perché:

- rendono visibili dinamiche interiori implicite;
- mettono in luce bisogni non ascoltati;
- mostrano schemi ripetuti di risposta alla realtà.

Lavorare sui sogni non significa interpretarli in modo rigido, ma ascoltarli, sentirli e metterli in dialogo con la vita quotidiana.
Quando il messaggio del sogno viene integrato, la persona può scegliere azioni più coerenti, può uscire da automatismi e può quindi agire in modo più consapevole ed efficace.

I sogni non dicono cosa dobbiamo fare: ci mostrano come stiamo funzionando.
E da lì può nascere un cambiamento reale.

Ti proponiamo otto domande che forse ti aiutano a capire meglio i tuoi sogni.
Ti è mai capitato di svegliarti con la sensazione che un sogno avesse “qualcosa da dirti”?
Ci sono sogni che ricordi da anni, anche se non li capisci del tutto?
Quando ripensi a un sogno, ti ricordi più le immagini o le sensazioni nel corpo?
Che sensazione fisica ti resta addosso dopo un sogno intenso?
Nei tuoi sogni ti muovi, scappi, resti fermo… o osservi da fuori?
Nei sogni affronti gli ostacoli o li eviti?
Nei tuoi sogni ti senti più bambino, giudicato o lucido e presente?
Che “voce interiore” riconosci più spesso nei tuoi sogni?

https://www.studioilloto.it/social/20260119

Il 16 di gennaio la newsletter è stata spedita a tutti gli iscritti.Se non sei iscritto, puoi comunque leggerla online c...
16/01/2026

Il 16 di gennaio la newsletter è stata spedita a tutti gli iscritti.

Se non sei iscritto, puoi comunque leggerla online cliccando sul link che trovi a fine testo.

Questo mese parliamo di collezionismo.

L'atto di collezionare è espressione della storia personale, dell’ordine interno e del bisogno di appartenenza. Dal punto di vista psicologico, il collezionismo nutre il Sé, ma può anche diventare fuga o accumulo compulsivo. È perciò importante saper riconoscere l’equilibrio.

Nella newsletter vengono trattati cinque punti relativi al collezionismo.

Le collezioni e i bisogni soddisfatti. Curare una collezione nutre il proprio Sé e infonde una sensazione di ordine interno. È anche un modo per nutrirsi di sicurezza.

La caccia come emozione. Ricercare intensamente un pezzo mancante e finalmente averlo tra le mani è una gratificazione importante, grazie al rilascio di dopamina. Ma occorre saper distinguere i segnali che indicano che non si tratta di una dipendenza.

Le relazioni e la compensazione emotiva. I gruppi di collezionisti sono fucine di relazioni. Ma di che tipo di relazioni si tratta? Anche in questo caso è importante distinguere tra relazioni autentiche e compensazioni.

La crescita interiore e la cura di sé. Il prendersi cura della collezione può significare prendersi cura di sé e riscoprire la calma nel gesto ripetitivo.

Il rischio dell’accumulo e l’ora di smettere. Una collezione può non essere tale, ma costituire un accumulo difensivo che maschera una realtà percepita come minacciosa. D'altra parte, la decisione di smettere di collezionare può essere un passo di crescita.

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Quando ascoltiamo musica, soprattutto ritmica, si attivano i gangli della base: sono strutture profonde del cervello che...
12/01/2026

Quando ascoltiamo musica, soprattutto ritmica, si attivano i gangli della base: sono strutture profonde del cervello che regolano il movimento, il tempo e gli automatismi.
Ecco perché viene spontaneo ba***re il piede, dondolarsi o muoversi a tempo, anche senza volerlo.
La musica agisce anche sul corpo: può rallentare o accelerare il battito cardiaco, influenzare la respirazione e contribuire a ridurre lo stress.
Opera anche sul piano mentale ed emotivo: attiva il sistema limbico (emozioni e memoria), stimola il rilascio di dopamina (che è legata al piacere e alla motivazione) e facilita il richiamo di ricordi profondi, spesso autobiografici
Non a caso la musica è usata in ambito clinico:

- nella riabilitazione neurologica (per esempio nel Parkinson)
- nella gestione del dolore
- nel supporto emotivo.

Ma c’è di più. La musica ha anche un ruolo sociale fondamentale: cantare, suonare o ascoltare insieme aumenta il senso di appartenenza e di connessione. È un linguaggio che unisce prima ancora delle parole.

Ecco alcune domande che possono aiutarti a comprendere meglio come la musica ha a che fare con te.

C’è una musica che riesce a cambiarti lo stato d’animo in pochi secondi? Qual è?
Ti capita di accorgerti che il corpo si muove a tempo prima ancora che tu ci pensi?
Usi la musica solo come sottofondo o anche come strumento per prenderti cura di te?
Qual è la musica che ti fa sentire più “in sintonia” con gli altri?
Che cosa ti fa fare il corpo quando parte “quella” musica?
Ci piacerebbe che condividessi con noi le tue risposte!

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Ci sono quattro approcci che vengono generalmente usati per programmare le prossime vacanze.1. Lascio che sia qualcun al...
09/01/2026

Ci sono quattro approcci che vengono generalmente usati per programmare le prossime vacanze.

1. Lascio che sia qualcun altro a scegliere e io vado a rimorchio

2. Vado dove sono sempre andato e dove so che cosa aspettarmi

3. Metto in conto più viaggi, visite ed escursioni possibile, perché la vacanza è fare tutto e di più

4. Che sia alla maniera di una balena spiaggiata o nello stile di Nebbia (il cane di Heidi), l'importante è riposarmi e guai a chi mi sveglia.

Sono approcci molto diversi e, a dirla tutta, l'elenco non è neppure esaustivo. Ad esempio, manca la voce che riguarda l'attenzione verso coloro di cui abbiamo la responsabilità: bambini, anziani e animali. A meno di non considerarli pacchi al seguito, occorre tenere conto delle loro esigenze e preferenze.

Ma è importante rendersi conto che ognuno dei quattro punti è l'espressione di un bisogno interiore e che, proprio per questo, le vacanze sarebbero più semplici se fossimo pienamente coscienti di questo bisogno e fossimo anche capaci di condividerlo con le persone che abbiamo attorno.

Le vacanze vanno progettate tenendo conto delle esigenze del corpo, dello spirito e dell'anima.

Ma se le vacanze sono spesso per te la miccia che fa scoppiare la bomba, ti invitiamo ad esplorare il tuo vissuto per comprendere ciò che ti muove.

Se vuoi essere accompagnato in questo lavoro su di te, contattaci.

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La busta paga, i benefit aziendali e la vicinanza a casa sono i criteri più usati per valutare il lavoro. Ma ce ne sono ...
05/01/2026

La busta paga, i benefit aziendali e la vicinanza a casa sono i criteri più usati per valutare il lavoro. Ma ce ne sono altri che purtroppo sono tenuti quasi sempre in poca considerazione.

Eppure hanno a che fare con i bisogni più profondi dell'esistenza umana: dal sentire che trova espressione una parte importante di me, al sentire che sto facendo qualcosa di utile per la società, al vivere relazioni profonde e gratificanti.

Ridurre tutto a un calcolo economico è una vera e propria porcata, perché non tiene conto dei bisogni interiori. Per essere chiari: i bisogni primari sono mangiare, dormire e stare al caldo, oltre che poter contare su una certa sicurezza personale. Su questo non ci piove ed è sacrosanto che si stia attenti a questo. Ma non è tutto qui.

Se vivi un momento di insoddisfazione in ambito lavorativo e non sai deciderti su che cosa e su come cambiare, forse ti può essere utile un accompagnamento per fare chiarezza, a partire da ciò che è importante per te, che chiede a gran voce di vivere e che finora non è stato riconosciuto.

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Mi piace questa citazione di Jung, perché in poche parole spiega il senso della psicoterapia: accompagnare le persone in...
02/01/2026

Mi piace questa citazione di Jung, perché in poche parole spiega il senso della psicoterapia: accompagnare le persone in un viaggio dentro di sé, di riscoperta e di apertura.

Il risveglio di sé stessi è possibile attraverso un viaggio nel profondo.

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Non preoccuparti: non è il solito post di fine anno che ti spiega, una volta di più, come fare l'elenco dei buoni propos...
29/12/2025

Non preoccuparti: non è il solito post di fine anno che ti spiega, una volta di più, come fare l'elenco dei buoni propositi per l'anno nuovo.

Men che meno, non saremo qui a riempirti la testa di consigli su come stilare progetti realizzabili, sostenibili a lungo e in sintonia con la tua sensibilità. Tanti altri l'hanno già fatto e in Rete di materiale ce n'è in abbondanza.

Vogliamo però svelarti il rovescio della medaglia.

Detto brutalmente: qual è il tuo tornaconto nel fallire una volta di più? Che cosa ci guadagni a fare progetti che poi vedi miseramente naufragare?

Sicuramente non sei una persona stupida, perciò se i tuoi buoni propositi sembrano costantemente votati al fallimento ci deve essere una buona ragione.

E non è la mancanza di determinazione o la mancanza di costanza...

Troppo spesso, i ripetuti fallimenti sono invece la giustificazione per non voler davvero cambiare stile di vita.
"Vorrei smettere di fumare". In realtà, fumare mi piace e non voglio smettere.
"Vorrei dimagrire". In realtà, mi piace mangiare e godere della buona tavola.
"Vorrei essere più buono". In realtà, il mondo è pieno di stronzi.
Eccetera.
Se i buoni propositi sono semplicemente una rinuncia a qualcosa che mi piace, sono sicuramente destinati ad essere disattesi.

In più, danno la scusa per dire: "Io ci provo, ma..."

Così assumiamo i panni della vittima e diamo la colpa alla vita, al destino, a questa società ingiusta o a chissà cos'altro.

Ora il domandone: perché voglio fare la vittima? Chi mi ha insegnato un simile atteggiamento verso la vita?

Lo sappiamo: come auguri di buon anno sono un po' bruschi. Ma sono sinceri: davvero a noi in Studio importa che ognuno possa diventare sempre più autenticamente sé stesso, libero di godere della propria vita, del proprio corpo e delle proprie relazioni.

Buon 2026!

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Indirizzo

Via Del Lavoro, 33
Cassano Magnago
21012

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Sabato 08:00 - 12:00

Telefono

+393407099445

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