04/02/2026
Apri la finestra appena sveglio,
anche se hai sonno.
L’aria nuova rimette in fila i pensieri,
meglio di mille frasi motivazionali.
Lascia entrare il giorno senza difese:
non deve essere perfetto,
deve solo, semplicemente,
accadere.
Bevi il caffè senza fare altro:
niente telefono,
niente notizie,
solo il calore tra le mani.
Quel sorso lento
è una tregua firmata col mondo:
cinque minuti così
sono cura.
Prima di rispondere a tutti,
rispondi a te stesso.
Fai silenzio un attimo,
senti dove sei davvero.
Non tutto è urgente,
non tutto ti appartiene.
Il cuore lavora meglio
quando può riposare.
Guardati allo specchio con rispetto,
non per correggere,
ma per riconoscerti.
Sei arrivato fin qui,
anche inciampando,
anche stanco.
Questa faccia qui
merita dolcezza.
Porta con te un poco di attenzione:
è cibo che non pesa.
Se incontri un cane dagli occhi stanchi
o un gatto che conosce i margini,
fermati un secondo. È sufficiente.
L’universo si stringe in quel gesto.
Niente è piccolo quando è visto,
niente è solo quando è accolto.
Cammina un po’ più piano,
non per paura,
per attenzione.
Il mondo parla a volume basso,
le cose belle non urlano:
se rallenti le incontri,
se corri,
le superi.
Quando qualcosa fa male,
abbracciala.
Metti una mano lì,
come si fa con chi piange.
Il dolore non va risolto,
va ascoltato:
spesso si scioglie
quando smetti di scacciarlo.
Porta sempre una parola buona,
anche se non sai a chi darla.
Succede che serve a te.
Una gentilezza detta a caso
fa centro da qualche parte.
Nulla di luminoso si perde:
fa giri lunghi,
ma arriva.
Andare con calma,
offrire poesia,
restare in empatia col mondo,
sentirsi fortunati perché vivi,
respirare meglio,
sapere che basta poco
se lo guardi davvero,
e lasciare che il giorno
faccia il suo giro.
Andrew Faber