29/03/2016
STRESS DA DIAGNOSI ERRATA: RISARCIBILITA' DEL DANNO
Il paziente vittima di un errore medico da cui derivi anche solo una forte preoccupazione, ha diritto al risarcimento del danno.
Va, quindi, risarcita la paura e la depressione da malattia inesistente.
E' quanto affermato dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 1551 del 24/01/07, che è giunta a riconoscere il diritto al risarcimento del danno morale per la sofferenza psicologica provocata al paziente da un errore diagnostico, nonostante l’assenza di una vera e propria patologia.
Poichè l’intervento del medico non incide soltanto sul corpo del paziente, ma anche sulla integrità della persona, una eventuale errata diagnosi è destinata a ledere non solo la salute fisica, ma anche l’equilibrio psicologico del soggetto.
IL RISARCIMENTO SPETTA ANCHE AI PARENTI
Con la sentenza n. 14040 del 04/06/13, poi, la Suprema Corte ha riconosciuto il risarcimento del danno morale per essere stato erroneamente diagnosticato un male incurabile al coniuge, così sancendo il principio secondo cui non solo la diretta vittima dell’errore medico, ma anche i suoi prossimi congiunti hanno diritto a una tutela risarcitoria per l’ansia provocata dall’errore medico.
Pertanto, deve essere risarcito il danno morale subito non solo dal paziente ma anche dai suoi familiari, quando dalla errata diagnosi della patologia scaturiscano anche per questi ultimi delle sofferenze di carattere emotivo.