24/04/2026
Diciamo "ciao ragazzi" a un team misto. Parliamo di "un buon padre di famiglia" per indicare una persona responsabile. Frasi che ci sembrano cordiali e neutre.
Il punto è che la gentilezza non dipende solo dalle nostre intenzioni.
Il maschile usato come neutro ("ragazzi", "candidato", "utenti") porta con sé una domanda tacita: chi viene nominato e chi resta invisibile? Non è il tono a decidere, è la struttura della frase.
Watzlawick chiamava "punteggiatura" il modo in cui ciascuno legge una sequenza di comunicazione dal proprio punto di vista. Noi vediamo cordialità. Chi ci ascolta può leggere esclusione.
Se applichiamo la comunicazione strategica, addolcire il tono senza interrogare la struttura del linguaggio è una tentata soluzione: tiene un clima armonioso, ma lascia intatta la logica di chi entra nello scambio e chi no.
La gentilezza efficace è scelta.
Invece di "ciao ragazzi", "ciao a tutte e tutti".
Invece di "cerchiamo un candidato brillante", "cerchiamo una persona brillante".
Invece di "chiama la segretaria", "chiama chi lavora in segreteria".
Piccoli spostamenti che decidono chi c'è davvero nella conversazione.
Ti è mai capitato di sentirti fuori da uno scambio mentre chi parlava pensava di essere cordiale?
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