Dott.sa Paola Girelli

Dott.sa Paola Girelli Sono psicologa e coach strategica, aiuto a dare forma al proprio benessere personale e lavorativo. sono esperta di job crafting e approccio strategico breve.

Quando evitiamo una discussione stiamo tentando di proteggerci.Non è un errore. Il silenzio, in molti casi, è una strate...
20/02/2026

Quando evitiamo una discussione stiamo tentando di proteggerci.

Non è un errore. Il silenzio, in molti casi, è una strategia efficace: riduce l’ansia, abbassa la tensione, ci fa sentire al sicuro. Fino a quando non diventa l’unico modo che abbiamo per stare in relazione.

Se aggiriamo ogni tensione, il rapporto si adatta: chiariamo meno, rischiamo meno, investiamo meno. E ciò che nasce come protezione può trasformarsi, lentamente, in distanza.

Nelle interazioni umane accade spesso questo: una modalità che inizialmente funziona tende a ripetersi. Quella che era una scelta diventa un automatismo. E, poco alla volta, l’unico modo con cui gestiamo il rapporto con l’altro.

Non si tratta di discutere di più.
Si tratta di avere più possibilità.
Di poter scegliere come stare in un conflitto, invece di evitarlo sempre.

Ti riconosci in questa dinamica?

Se vuoi approfondire o senti che questo tema riguarda le tue relazioni, puoi scrivermi per una call conoscitiva:
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19/02/2026

Sconfiggere gli attacchi di panico è possibile se prima si impara sprofondare nella paura, a dedicarle del tempo, a conoscerla a fondo, per prevenire, aggirare e poi annullare la fobia

MASTER IN PSICOLOGIA CLINICA STRATEGICA
Iscrizioni aperte

📍 In presenza (Milano, Roma, Padova) o da remoto
📋 Durata: 14 giornate
✅ 50 crediti ECM
🎓 Destinato a: psicologi, psicoterapeuti, medici e psichiatri

CONTATTI:
🔗 Informazioni: link in bio
📞 Telefono: +39 392 5588548
✉️ Email: master@centroditerapiastrategica.com

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📚 Attivo da oltre 25 anni, questo Master ha l’obiettivo di formare professionisti che vogliono acquisire competenze specialistiche nel modello di intervento clinico basato sull’approccio breve strategico. Un modello sviluppato da Giorgio Nardone e validato a livello internazionale per la sua efficacia ed efficienza, applicato da centinaia di terapeuti in tutto il mondo.

🎯 Il master si fonda sul principio del learning by doing: lezioni teorico-applicative, analisi di casi clinici trattati dalla prima all’ultima seduta, esercitazioni sulle tecniche di intervento e addestramento all’uso della comunicazione strategica. L’obiettivo è costruire un apprendimento esperienziale, capace di tradurre la teoria in pratica clinica e di fornire strumenti immediatamente utilizzabili con i pazienti.

Non tutte le relazioni di lavoro hanno lo stesso peso.E non tutte vanno gestite allo stesso modo.Nel job crafting relazi...
13/02/2026

Non tutte le relazioni di lavoro hanno lo stesso peso.
E non tutte vanno gestite allo stesso modo.

Nel job crafting relazionale parliamo proprio di questo: la possibilità di modulare le interazioni, scegliere dove investire collaborazione, costruire alleanze che sostengono il lavoro invece di logorarlo.

Non significa evitare il confronto o creare esclusioni.
Significa riconoscere che le relazioni influenzano energia, lucidità, clima e qualità delle decisioni.

Molte persone restano incastrate nell’idea che un team debba funzionare in modo uniforme. In realtà, saper regolare le distanze è una competenza strategica.

Se senti che una relazione professionale sta incidendo troppo sulle tue giornate, possiamo lavorarci.

Se vuoi approfondire il job crafting strategico o capire come applicarlo nel tuo contesto, contattami per una call conoscitiva.
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Hai mai provato a cambiare il modo in cui ti relazioni con qualcuno al lavoro?

Il controllo nasce con una promessa semplice:se controllo, mi tranquillizzo.All’inizio succede davvero.Il dubbio si abba...
07/02/2026

Il controllo nasce con una promessa semplice:
se controllo, mi tranquillizzo.

All’inizio succede davvero.
Il dubbio si abbassa, la tensione cala.
Ma dura poco.

La mente impara presto che, per calmarsi, ha bisogno di nuove verifiche.
E così il controllo aumenta.
La gelosia si rafforza.
La ricerca di prove diventa sempre più frequente, più urgente, più faticosa.

In psicologia strategica questo passaggio è centrale:
una soluzione usata per ridurre la paura finisce per alimentarla.
Ogni controllo prepara il successivo.

Nel frattempo l’altro si protegge, la relazione si irrigidisce
e chi controlla resta intrappolato in uno stato di allerta continua.

Uscire da questo circolo non significa “smettere di avere dubbi”,
ma interrompere una strategia che, nel tempo, rende tutto più pesante.

👉 Ti riconosci in questa dinamica?
Se senti che il bisogno di controllare cresce invece di calmarsi, possiamo parlarne.
Scrivimi per una call conoscitiva.
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A volte desideriamo e inseguiamo un cambiamento lavorativo, e quando finalmente arriva… ci spiazza.Succede più spesso di...
30/01/2026

A volte desideriamo e inseguiamo un cambiamento lavorativo, e quando finalmente arriva… ci spiazza.

Succede più spesso di quanto si dica: non è che non siamo pronti, è che il nuovo ruolo, il nuovo inizio, il rientro in un contesto di lavoro dopo tanto tempo cambiano le regole del gioco.

Le certezze abituali non funzionano più, e i nuovi riferimenti non sono ancora stabili.
È in questa “terra di mezzo” che può emergere la fragilità.

Non è un fallimento.
È un segnale: serve trovare il proprio modo di stare — e, a volte, anche di pensarsi — in quella nuova realtà professionale.

👉 Ti è successo in un momento di transizione?
Raccontalo nei commenti o scrivimi.

Se anche tu senti che qualcosa sta cambiando, ma non sai bene come attraversarlo,
📩 contattami per una call conoscitiva: www.craftingstrategico.it


Non si resta in silenzio per caso.Spesso è il risultato di microsegnali, frasi ambigue, reazioni taglienti o battute che...
23/01/2026

Non si resta in silenzio per caso.
Spesso è il risultato di microsegnali, frasi ambigue, reazioni taglienti o battute che – nel tempo – ci insegnano che è meglio stare attenti.
Chiedere, proporre o semplicemente dire la propria smette di essere spontaneo, e diventa un calcolo: vale la pena esporsi?

Dal punto di vista della psicologia strategica, questo non è un problema personale, ma una risposta funzionale. Una forma di adattamento.
Il punto è: quanto ci costa questa strategia? E cosa succede se iniziamo a metterla in discussione – con piccoli spostamenti?

Se ti riconosci – in famiglia, tra amici, in un gruppo o al lavoro – e senti che “potresti dire di più” ma spesso ti fermi, possiamo ragionarci insieme.
Scrivimi per una call conoscitiva: capire come si è formato quel silenzio può essere il primo passo per scegliere, davvero, quando parlare.

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Per comunicare in modo funzionale non conta solo cosa viene detto, ma l'effetto che si ottiene.Spesso, nel tentativo di ...
15/01/2026

Per comunicare in modo funzionale non conta solo cosa viene detto, ma l'effetto che si ottiene.
Spesso, nel tentativo di chiarire, si aggiungono parole, spiegazioni, precisazioni. Ma più contenuto non significa più comprensione: questo può anzi generare resistenza, confusione o blocco.

La comunicazione strategica utilizza una logica circolare: non è solo l’intenzione a determinare l’esito, ma anche la risposta che si attiva nell’altro.
Per questo non basta “spiegarsi meglio”: è necessario progettare il messaggio in funzione dell’effetto desiderato, del contesto e della relazione.

Allenare questo tipo di comunicazione permette di ridurre la fatica e arricchire e migliorare la qualità degli scambi.

Lo scorso fine settimana ho tenuto una docenza nel secondo modulo del Master in Comunicazione, Problem Solving, Scienza della Performance e Coaching Strategico del Centro di Terapia Strategica di Arezzo, trattando la pragmatica della comunicazione e la gestione della prima impressione attraverso la comunicazione strategica.
In questa occasione abbiamo lavorato anche su questo: una comunicazione che funziona non si limita a chiarire, ma ha il potere di produrre cambiamento. Perché la comunicazione, se ben costruita, non spiega: modifica.

📞 Se senti che questo tema ti riguarda, possiamo parlarne in una call conoscitiva. Contattami!

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A volte non è la paura in sé a bloccare, ma la vergogna di provarla.Molte persone convivono con timori che non raccontan...
31/12/2025

A volte non è la paura in sé a bloccare, ma la vergogna di provarla.

Molte persone convivono con timori che non raccontano a nessuno, proprio perché non vogliono essere giudicate, escluse o definite solo attraverso ciò che fa loro paura.

Nella pratica strategica si lavora proprio qui: sul cambiare la relazione con ciò che attiva la paura, per recuperare libertà in situazioni che sembravano impossibili da affrontare.

Hai mai avuto la sensazione che una tua paura stia diventando troppo vincolante? Raccontamelo nei commenti.

Se vuoi approfondire o senti che è arrivato il momento di agire, puoi contattarmi per un incontro conoscitivo:
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A volte il problema non è la cena di Natale, ma il pilota automatico con cui diciamo “Sì, certo, vengo”.Per paura di del...
22/12/2025

A volte il problema non è la cena di Natale, ma il pilota automatico con cui diciamo “Sì, certo, vengo”.
Per paura di deludere, di passare per scortesi, di sentirci sbagliati, finiamo per accettare situazioni in cui preferiremmo non trovarci.

Il punto, però, non è scegliere tra andare o non andare.

In mezzo al bianco e nero del “ci sei o non ci sei”, esiste uno spazio di scelta che ci permette di trovare un compromesso accettabile: come esserci, quanto restare, quali conversazioni alimentare e quali no.

È lì che il Natale smette di essere una prova di resistenza e diventa un allenamento a stare nelle relazioni senza annullarti.

Come vivi le feste?

Se senti di aver bisogno di trovare il tuo modo per affrontarle, contattami per una call conoscitiva.
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A volte non è quello che ci dicono, ma il modo in cui ci valutiamo che ci fa sentire inadeguati.E anche se nessuno ci cr...
12/12/2025

A volte non è quello che ci dicono, ma il modo in cui ci valutiamo che ci fa sentire inadeguati.
E anche se nessuno ci critica, la voce interiore può continuare a chiederci di fare di più, di essere di più, di dimostrare di più.

È una modalità che abbiamo interiorizzato nel tempo, forse per proteggerci o per farci riconoscere. Ma quando diventa l’unico metro con cui ci misuriamo, rischia di trasformarsi in una gabbia.

La buona notizia è che si può intervenire sul meccanismo — non per convincerci che andiamo bene, ma per smettere di rincorrere un’idea di valore che non ci serve più.

Ti sei mai sentito inadeguatə anche senza un motivo preciso?

Se vuoi smettere di misurarti con uno standard che ti logora, scrivimi. Possiamo lavorarci insieme.

👉 www.craftingstrategico.it


La fine di una relazione — professionale o personale — spesso non arriva per un singolo gesto, ma per ciò che quel gesto...
06/12/2025

La fine di una relazione — professionale o personale — spesso non arriva per un singolo gesto, ma per ciò che quel gesto rende evidente. La fiducia funziona così: apre uno spazio. Uno spazio che permette collaborazione, vicinanza, scambio. Ma quando chi abbiamo vicino non tratta quello spazio con la stessa cura, emerge una distanza che non avevamo visto.

A volte ci accorgiamo che la delusione non nasce dal gesto in sé, ma da ciò che avevamo proiettato sulla relazione. Pensavamo che l’altro occupasse un certo ruolo, che condividesse lo stesso modo di custodire ciò che per noi è importante. Solo dopo capiamo che quelle aspettative non erano realistiche.

Altre volte, invece, non è una proiezione: è un vero disallineamento. La fiducia data mette a fuoco ciò che prima non vedevamo. Può bastare un gesto apparentemente piccolo — una frase non detta, una scelta unilaterale, o anche prendere un’idea senza chiedere — per capire che il modo di stare nella relazione è diverso da quello che speravamo.

Il punto non è accusare, ma leggere il segnale: capire se quella distanza può essere colmata o se restare avrebbe un costo troppo alto.

Ti è capitato di vivere qualcosa del genere?
Se vuoi approfondire o stai attraversando una situazione simile, contattami per una call conoscitiva.
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Spesso chi sperimenta la sindrome dell’impostore ha una caratteristica precisa: fa bene il proprio lavoro, ma non lo ric...
27/11/2025

Spesso chi sperimenta la sindrome dell’impostore ha una caratteristica precisa: fa bene il proprio lavoro, ma non lo riconosce.
Non si tratta di falsa modestia, ma di una strategia involontaria che mantiene sotto controllo l’ansia da prestazione:
“Se non mi prendo troppo sul serio, non rischio di deludere nessuno.”

Il problema? Questa logica, nel tempo, logora. Perché non dà mai il permesso di godere davvero di ciò che si è raggiunto.
E non si può costruire qualcosa di nuovo se si parte sempre dal dubbio.

Il Job Crafting Strategico interviene qui: ti aiuta a rompere il meccanismo di svalutazione, non con affermazioni generiche, ma con azioni mirate e misurabili.
Perché il valore professionale non si dimostra, si costruisce.

🔎 Ti ritrovi in queste dinamiche?
👉 Se vuoi approfondire, se senti che è arrivato il momento di dare una forma diversa al tuo ruolo, contattami per una call conoscitiva:
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professionale

Indirizzo

P. Zza Roma, 2
Cremona
26100

Orario di apertura

Lunedì 14:00 - 20:00
Martedì 10:00 - 19:00
Mercoledì 10:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 13:00

Telefono

+393889415292

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