07/02/2026
Era mattino presto. I primi sfavilli del Sole si affacciavano, mentre le stelle ancora si attardavano a salutare l’imminente arrivo del giorno.
Sugli alberi i primi uccellini già festeggiavano la nascita di una nuova serena giornata, mentre nel prato i fiorellini ancora sonnecchiavano nell’attesa di un po’ di tepore solare. Le formichine cercavano cibo, il ragnetto sistemava la sua tela, lo scoiattolo raccoglieva ghiande e così via, come sempre.
Pian piano la natura si animava offrendo a occhi attenti uno spettacolo ineguagliabile.
D’un tratto in lontananza un luccichio avrebbe attratto l’attenzione di un acuto osservatore. Di certo si sarebbe incuriosito chiedendosi cosa fosse, nella speranza che la fonte da cui proveniva la luce si mostrasse e si avvicinasse.
Il brillio sembrava attardarsi un paio di secondi sopra a ogni fiore che subito dopo, come per magia, si schiudeva.
Con grande stupore e meraviglia negli occhi, il nostro ipotetico osservatore, avrebbe avuto la fortuna di contemplare uno dei tanti miracoli della natura, in cui l’uomo ancora non riusciva a credere. Quella che, infatti, si sarebbe mostrata ai suoi occhi, era una fatina dei fiori. Come ogni mattina da tempo immemore, lei aiutava e incitava i giovani boccioli a schiudersi recitando una dolce formula:
Apriti, oh fiore
col tuo splendore.
Dona la vita
con tanto amore.
La mole del suo lavoro, in effetti, era molto di più di quel che si poteva vedere. Oltre a far aprire i nuovi fiori, lei aiutava a far nascere le giovani fatine, che avrebbero contribuito all’aumento numerico di questo popolo così importante per l’equilibrio del cosmo e della stessa umanità.
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Dalla favola "La casa della fatina" contenuta nella trilogia di favole interattive "Fabule Sognanti".