Voce al caregiver

Voce al caregiver Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Voce al caregiver, Sito Web di salute e benessere, Via carlo bagni, 10/12, Ferrara.

Il progetto "Voce al Caregiver" integra il Counseling a mediazione corporea bioenergetica e motivazionale, la pedagogia e l'educazione professionale, offrendo supporto, ascolto e opportunità di crescita personale a chi si prende cura degli altri.

Il Progetto di Vita strumento di sostegno ai Caregiver Familiari.Grazie all'   Associazione Down Dadi Polesine Odv per l...
01/02/2026

Il Progetto di Vita strumento di sostegno ai Caregiver Familiari.

Grazie all' Associazione Down Dadi Polesine Odv per l'invito.

con Coach Familiare

Un convegno a Rovigo per mettere al centro autonomia, diritti e partecipazione, tra istituzioni, famiglie e terzo settore

SI PARTE VERSO L'AUTODETERMINAZIONE!!! 🚀😁Siamo contentissime di confermare l'avvio di entrambi i percorsi:- lunedi' 9 fe...
30/01/2026

SI PARTE VERSO L'AUTODETERMINAZIONE!!! 🚀😁

Siamo contentissime di confermare l'avvio di entrambi i percorsi:
- lunedi' 9 febbraio in presenza a Ferrara
- lunedi' 23 febbraio online

Ti puoi ancora iscrivere? certo che si'!

📩 scrivi a:
- eleonora.boarini@gmail.com
- counselor@ceciliasorpilli.it

VOCE AL CAREGIVER INFORMAEssere al fianco delle famiglie delle persone con disabilita' significa per noi anche segnalare...
30/01/2026

VOCE AL CAREGIVER INFORMA

Essere al fianco delle famiglie delle persone con disabilita' significa per noi anche segnalare iniziative interessanti.

SOCIAL NETWORK E DISABILITA' sappiamo essere una tematica che vi trovate ad affrontare quotidianamente e fonte di preoccupazione.

Anziani e non solo propone una serie di incontri gratuiti e online rivolti a genitori e caregiver per acquisire strumenti.

Nella locandina le info per partecipare.

Eleonora e Cecilia

Social network e disabilità: strumenti per genitori e caregiver

Tuo figlio passa molto tempo sui social e non sai come affrontare l’argomento? Vorresti capire meglio rischi e opportunità del mondo online e confrontarti con altri genitori e caregiver?

Ti invitiamo a 4 incontri gratuiti online, pensati per creare uno spazio di confronto informale, pratico e partecipativo, con il supporto di esperti.

Programma degli incontri (ore 18.30 – 19.30):

18 febbraio – Avviare una conversazione sull’uso dei social media
25 febbraio – Riconoscere e identificare rischi e opportunità
4 marzo – Rispondere ad abusi o comportamenti inappropriati
11 marzo – Rischio positivo e autodeterminazione

Per iscrizioni e informazioni:
WhatsApp: 393 9096596
info@anzianienenonsolo.it

Un’occasione per sentirsi meno soli e più consapevoli
Ti aspettiamo!

"il futuro non si aspetta, si costruisce"!A Taranto tutti noi professionisti di Coach Familiare e ISAC Pro Cooperativa S...
28/01/2026

"il futuro non si aspetta, si costruisce"!

A Taranto tutti noi professionisti di Coach Familiare e ISAC Pro Cooperativa Sociale che quotidianamente accompagnamo le famiglie nella costruzione del futuro delle persone con disabilita'

Non vediamo l'ora, stay tuned 😉



Pomeriggio di formazione a apprifondimento sui diritti delle persone con disabilita'Centro Studi Universitario DiVi - pe...
20/01/2026

Pomeriggio di formazione a apprifondimento sui diritti delle persone con disabilita'

Centro Studi Universitario DiVi - per i Diritti e la Vita Indipendente

Una cornice di senso per la riforma della disabilità e il Progetto di Vita
Simona 1 Gennaio 2026

Nel novembre 2025 è stata pubblicata la seconda edizione di “I diritti delle persone con disabilità. Percorsi di attuazione della Convenzione ONU” (Carocci editore), un’opera di Natascia Curto e Cecilia Maria Marchisio che approfondisce la riforma della disabilità, ed in particolare il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato. Tra gli aspetti più qualificanti della pubblicazione: l’aver fornito elementi funzionali ad accrescere la consapevolezza collettiva riguardo ai diritti umani delle persone con disabilità; l’aver calato la riforma della disabilità ed il Progetto di Vita all’interno di una cornice di senso in linea con l’impianto universalista della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
«[…] affinché sia davvero possibile costruire processi che mettano ciascuna persona in grado di accedere ai diritti sanciti dalla Convenzione ONU, servono sostegni, modellamento dei contesti, non competenze, abilità, autonomie», scrivono Natascia Curto e Cecilia Maria Marchisio nella seconda edizione dell’opera I diritti delle persone con disabilità. Percorsi di attuazione della Convenzione ONU (Carocci editore, novembre 2025, pagina 52), focalizzando la propria attenzione su una delle convinzioni ancora largamente condivise – ma priva di fondamento –, quella secondo cui la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità ammetta delle eccezioni, e che pertanto essa si possa non applicare alle persone che non sono in grado di acquisire ed esprimere determinate competenze, abilità, autonomie.
È probabilmente questo uno degli aspetti più dirompenti del volume di Curto e Marchisio. Incentrato sull’analisi della cosiddetta riforma della disabilità, come delineata dalla Legge Delega 227/2021 in materia di disabilità, esso esamina in particolare il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato disciplinato dal Decreto Legislativo 62/2024 (uno dei decreti attuativi della Legge Delega), il principale dispositivo attuativo della riforma, attualmente in fase di sperimentazione, che diventerà pienamente operativo dal 1° gennaio 2027.
Tuttavia, prima di entrare compiutamente nel merito dei temi centrali, le Autrici si ritrovano a dover sgomberare il campo dalle erronee interpretazioni della Convenzione ONU che ancora oggi, a 16 anni dalla ratifica da parte dell’Italia (con la Legge 19/2009), insistono nell’intendere la disabilità come una caratteristica della persona, sebbene la stessa Convenzione sia piuttosto chiara nell’evidenziarne la matrice relazionale: la disabilità si concretizza quando la persona con disabilità interagisce con barriere di diversa natura che impediscono la sua piena ed effettiva partecipazione alla società su base di uguaglianza con le altre persone. Come si può intuire, la questione è tutt’altro che marginale perché queste erronee interpretazioni hanno dato vita ad un sistema di servizi orientato alla custodia e alla protezione delle persone con disabilità che, invece di promuoverne l’autodeterminazione e l’emancipazione, ha finito per precludere loro numerosi diritti garantiti sia dalla Costituzione che dalla Convenzione ONU.
Per questi motivi, pur essendo ormai tracciato giuridicamente e operativamente sia dalla Convenzione ONU che dalla riforma della disabilità, il percorso di transizione dal vecchio sistema di welfare orientato alla custodia e alla protezione delle persone con disabilità, a uno volto a garantire loro il pieno ed uguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali, risulta ostacolato dal persistere nella società di un atteggiamento paternalista (che, proprio usando come motivazione le supposte esigenze di protezione, finisce col negare alle persone con disabilità il diritto di determinare il corso della propria vita), di una visione abilista (che postulando l’esistenza di uno standard di essere umano di riferimento, attribuisce minore valore alle persone che se ne discostano), e di una cornice di medicalizzazione (che assume la diagnosi quale elemento cruciale per definire l’intera esperienza di vita della persona con disabilità). Sia la Convenzione ONU, che la riforma della disabilità, non sono arrivate in uno spazio vuoto di idee e connessioni, avvertono le Autrici, ma in uno “spazio pieno”, ossia in un contesto nel quale era già presente un paradigma precedente che ora viene inevitabilmente messo in discussione. «È uno spazio in cui il sovrapporsi delle pratiche e degli assetti ha definito rapporti di potere, rendite di posizione, ha generato esperti e alimentato settori. Uno spazio, dunque, in cui è fisiologicamente complicato portare un cambiamento», spiegano (pagina 42). Un aspetto, questo delle resistenze al cambiamento, che ricorre in più parti dell’opera.
È fondamentate evidenziare che quella esposta nel volume non è una mera speculazione teorica, ma la descrizione una metodologia consolidata in quindici anni di pratiche, realizzate in cinque regioni d’Italia, attraverso le quali è stato ampiamente dimostrato e documentato come, attraverso lo strumento del Progetto di Vita, sia possibile lavorare in termini di personalizzazione delle risposte e garantire il diritto all’autodeterminazione delle persone con disabilità. Un diritto, quest’ultimo, che si connota come incomprimibile anche nel caso in cui esse abbiano necessità di sostegni ad alta intensità.
Facendo proprio l’impianto universalista della Convenzione ONU, la riforma della disabilità ha assunto come proprio fondamento tre pilastri che, ovviamente, trovano ampia trattazione nella pubblicazione: la deistituzionalizzazione, la partecipazione e l’emancipazione delle persone con disabilità.
Poiché a chi scrive sembra che, almeno in teoria, nessuno/a neghi esplicitamente che le persone con disabilità debbano essere messe in condizione di partecipare alla società e di emanciparsi, mentre sul tema della deistituzionalizzazione, anche all’interno dell’associazionismo delle persone con disabilità, vi sono posizioni diverse*, può essere utile richiamare alcuni dei numerosi passaggi nei quali il testo in esame affronta questo tema.
Scrivono, ad esempio, le Autrici: «ciò che, di fatto, la Convenzione ONU sancisce per le persone con disabilità è proprio il diritto a una vita deistituzionalizzata: le riconosce, cioè, pienamente titolari di diritti, eliminando la legittimità di ogni limitazione della cittadinanza in funzione della loro condizione. Da questo riconosimento muove, proprio come per il movimento di superamento dei manicomi, la necessità di modificare pratiche di cura e di sostegno nate e sviluppatesi in precedenza, che erano possibili in un mondo in cui tali diritti non erano riconosciuti» (pagina 11). Un altro passaggio interessante è questo: «Se eri una persona con disabilità, prima della riforma, libertà e diritti erano un esito esistenziale possibile, ma non garantito. La riforma costituisce un passo ulteriore, l’ultimo atteso nell’evoluzione normativa e culturale del nostro paese: il passo in grado di far uscire l’istituzionalizzazione dall’orizzonte di tutte le persone con disabilità, indipendentemente (cfr. l’art. 19 della Convenzione ONU) dalle condizioni personali» (pagina 99).
Come accennato, i temi centrali dell’opera sono la riforma della disabilità ed il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato, lo spirito emancipatorio dell’una e la portata trasformativa dell’altro. Tanti gli aspetti qualificanti che ne rendono la lettura consigliata: le indicazioni operative per la stesura del Progetto di vita, il confronto tra i differenti modelli organizzativi, le specifiche sui meccanismi di allocazione delle risorse ed il budget di progetto, ecc. Ma ciò che abbiamo maggiormente apprezzato nel lavoro di Curto e Marchisio è l’aver fornito elementi funzionali ad approfondire la conoscenza della Convenzione ONU e, dunque, ad accrescere la consapevolezza collettiva dei diritti umani delle persone con disabilità, ma anche l’essere riuscite a calare la riforma della disabilità ed il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato all’interno di una cornice di senso in linea con l’impianto universalista della stessa Convenzione ONU. Infatti è proprio all’interno di questa cornice che concetti come, ad esempio, istituzionalizzazione, paternalismo, servizi standardizzati, persone con disabilità “troppo gravi” per vivere nel mondo di tutti e tutte… prima ancora che lesivi dei diritti umani, appaiono completamente insensati.
Simona LancioniResponsabile di Informare un’h – Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa).

* Per onestà intellettuale segnaliamo che il Centro Informare un’h è impegnato in una campagna di sensibilizzazione per rivendicare la promozione della deistituzionalizzazione e lo stop all’istituzionalizzazione. Temi su cui si è avviato un confronto pubblico. In calce alla pagina “Riforma della disabilità: eliminiamo la possibilità di istituzionalizzare le persone” (in aggiornamento) sono segnalati i contributi che di volta in volta si stanno susseguendo.

Nota: i grassetti nelle citazioni testuali sono un intervento della redazione.

Estremi dell’opera:Natascia Curto e Cecilia Maria Marchisio, I diritti delle persone con disabilità. Percorsi di attuazione della Convenzione ONU. Nuova edizione, Collana Tascabili Faber / 329, Roma, Carocci editore, 2025, 164 pagine, 16 euro.
Nota sulle Autrici:Natascia Curto è ricercatrice in Pedagogia speciale nel Dipartimento di Filosofia e scienze dell’educazione dell’Università di Torino. Cecilia Maria Marchisio è professoressa associata di Pedagogia speciale nel Dipartimento di Filosofia e scienze dell’educazione dell’Università di Torino. Entrambe sono componenti fondatrici del Centro studi per i diritti e la vita indipendente dell’Università di Torino.



Link al primo commento

18/01/2026

Dal paradigma assistenziale a quello dei Diritti.

La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilita', legge in Italia, implica un cambio di sguardo 👀 sulla disabilita' e la messa in discussione (e superamento) di tre principi:

- il PATERNALISMO: in un sistema orientato a custodia e protezione le persone con disabilita' sono considerate legittimamente privabili della piena facolta' di determinare il corso della propria vita.

- l'ABILISMO: esisterebbe una forma standard di essere umano a cui ambire con una tensione normalizzatrice. La persona con disabilita' non viene descritta per le sue caratteristiche, bensi' giudicata per come dovrebbe essere.

- la MEDICALIZZAZIONE: la diagnosi rimane il centro della persona con disabilita' lasciando sullo sfondo le caratteristiche dell'esperienza umana della singola persona.

L'affermarsi di un NUOVO SGUARDO condiviso dipende da ciascuno/a di noi e il Caregiver Familiare ha un ruolo da protagonista in questo cambiamento culturale e sociale.

IO POSSO!



Il DOPO DI NOI deve nascere nel PROGETTO DI VITA.L'Avv. Laura Andrao"....La legge lo dice chiaramente: al centro deve es...
12/01/2026

Il DOPO DI NOI deve nascere nel PROGETTO DI VITA.

L'Avv. Laura Andrao
"....La legge lo dice chiaramente: al centro deve esserci il Progetto di vita della persona, non l’evento della morte dei genitori”.


Coach Familiare

Legge sul “Dopo di noi”, dieci anni dopo la norma ancora arranca...

Da quasi dieci anni esiste una legge, denominata “Dopo di Noi” ma associazioni e caregiver ne denunciano le grandi lacune.
A mancare non sono solo le risorse, ma anche le difficoltà di organizzazione a livello territoriale (con una riforma della disabilità ancora incompleta), che impediscono alle Regioni di spendere nel modo corretto i fondi che, paradossalmente, sono costretti a restituire.
L’ultimo caso è quello di Catanzaro: il Comune ha restituito alla Regione Calabria oltre 400mila euro destinati al Dopo di noi.
Motivo? “Incapienza dei fondi di spesa”
Ovvero: non si è riusciti a spenderli in tempo. Un fenomeno per niente isolato.
Secondo una analisi della Corte dei Conti, tra il 2016 e il 2022 circa 466 milioni di euro sono stati stanziati, ma solo circa 240 milioni sono stati effettivamente trasferiti alle Regioni.

L' Avvocato Laura Andrao , esperta in materia di legislazione sulle disabilità, ci spiega:

“Gli strumenti ci sono, la cornice normativa esiste, ciò che manca troppo spesso sono fondi e politiche realmente orientate allo sviluppo del “Progetto di vita”.
L’unico percorso che può condurre a un vero “Dopo di noi” che senza investimenti, resta però un’illusione.
Il Dopo di Noi è una legge chiara, avanzata, che mette a disposizione strumenti giuridici e patrimoniali fondamentali.
Tuttavia, quegli strumenti, come trust, vincoli di destinazione, fondi speciali, soluzioni abitative, non hanno alcun valore reale se restano scollegati da un Progetto di vita costruito nel tempo.
Senza progettualità, diventano meri contenitori vuoti, standardizzati, incapaci di rispondere alla singolarità di ogni persona.
Il Dopo di Noi non può e non deve essere concepito come un’azione emergenziale, da attivare improvvisamente al momento della morte dei familiari.
Questa visione è non solo limitata, ma profondamente ingiusta.
Il Dopo di Noi è il risultato di un lavoro continuo, quotidiano, che nasce nel Progetto di vita che è una pratica permanente, il percorso di accompagnamento verso il massimo livello possibile di autonomia, autodeterminazione e benessere.
È un processo che inizia dalla nascita del bambino e prosegue per tutta la vita.
È un continuo sperimentare contesti, relazioni, competenze, autonomie, capire cosa funziona e cosa no, correggere, adattare, riprogettare.
Non esistono soluzioni preconfezionate, esistono solo percorsi costruiti su misura.
La legge lo dice chiaramente: al centro deve esserci il Progetto di vita della persona, non l’evento della morte dei genitori”.

Nell'immagine di alamy.it sono disegnate un gruppo di persone con disabilità. Sopra la scritta: "Il Dopo di Noi" deve nascere nel "Progetto di vita"

Per un ulteriore approfondimento
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/12/27/dopo-di-noi-fondi-regioni-disabilita-corte-conti-notizie/8237314/

“ 𝘾𝙤𝙨𝙖 𝙛𝙖𝙧𝙖' 𝙩𝙪𝙤 𝙛𝙞𝙜𝙡𝙞𝙤/𝙖 𝙘𝙤𝙣 𝙙𝙞𝙨𝙖𝙗𝙞𝙡𝙞𝙩𝙖' 𝙙𝙖 𝙜𝙧𝙖𝙣𝙙𝙚?”È una domanda impensabile!Come se l'eterno oggi in cui si vive non ...
10/01/2026

“ 𝘾𝙤𝙨𝙖 𝙛𝙖𝙧𝙖' 𝙩𝙪𝙤 𝙛𝙞𝙜𝙡𝙞𝙤/𝙖 𝙘𝙤𝙣 𝙙𝙞𝙨𝙖𝙗𝙞𝙡𝙞𝙩𝙖' 𝙙𝙖 𝙜𝙧𝙖𝙣𝙙𝙚?”
È una domanda impensabile!
Come se l'eterno oggi in cui si vive non permettesse di alzare lo sguardo al futuro e ad un progetto di vita. Sì, anche per chi ha una disabilità.

E tu Caregiver, chi sei oltre il ruolo di cura?
Quale spazio hanno le tue scelte, i tuoi desideri, il tuo futuro?

“ 𝙎𝙘𝙚𝙜𝙡𝙞 𝙥𝙚𝙧 𝙩𝙚 𝙨𝙤𝙨𝙩𝙞𝙚𝙣𝙞 𝙡𝙖 𝙨𝙘𝙚𝙡𝙩𝙖 𝙖𝙡𝙩𝙧𝙪𝙞” è un percorso di 5 incontri per genitori e caregiver familiari che vogliono fermarsi, riflettere e costruire basi più consapevoli per il domani, proprio e dei propri cari con disabilità.

Non è un corso, ma uno 𝙪𝙣𝙤 𝙨𝙥𝙖𝙯𝙞𝙤 𝙥𝙧𝙤𝙩𝙚𝙩𝙩𝙤 dove provare a riconoscere legittime paure e automatismi e rimettere al centro la tua autodeterminazione, per accompagnare con più consapevolezza il futuro di tuo figlio.

📍 In 𝙥𝙧𝙚𝙨𝙚𝙣𝙯𝙖 a Ferrara
💻 oppure 𝙤𝙣𝙡𝙞𝙣𝙚
📅 Febbraio – Giugno 2026
🕕 18:00 – 20:00
📝 𝙄𝙨𝙘𝙧𝙞𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙚𝙣𝙩𝙧𝙤 𝙞𝙡 31/1/2026

Se sei arrivato fin qui a leggere, forse questo percorso è per te 😉.

Info e iscrizioni:
📩 counselor@ceciliasorpilli.it
📩 eleonora.boarini@gmail.com

Progetto a cura di Voce al Caregiver

Dopo la scuola...
09/01/2026

Dopo la scuola...

Dopo la scuola: il punto critico

🧭 La fine della scuola è il punto in cui molte famiglie si trovano senza appigli.

Non per “mancanza di buona volontà”, ma per mancanza di una traiettoria scritta bene.

Se il Progetto di Vita non c’è, spesso succede questo:
1️⃣ si passa da un servizio all’altro senza continuità
2️⃣ si riparte sempre da capo con persone nuove
3️⃣ la vita adulta si riduce a “occupare il tempo”

Con un Progetto di Vita costruito bene, invece:
🎯 gli obiettivi diventano adulti e misurabili
🏠 i contesti si scelgono in base alla persona, non al posto libero
🤝 la responsabilità non resta solo sulla famiglia

👉 Scopri di più nel blog Coach Familiare: https://coachfamiliare.it/



PS. Contenuti ed immagine generati con l’assistenza dell’IA

Con il Progetto di Vita non si chiede “quello che c’è”, si costruisce quello che serve alla Persona e lo si rivede quand...
06/01/2026

Con il Progetto di Vita non si chiede “quello che c’è”, si costruisce quello che serve alla Persona e lo si rivede quando cambiano le condizioni.

Approccio ai Diritti.

Ripartire dal diritto

🔍 “Il servizio non è disponibile.”
È una risposta che molte famiglie ricevono.

Ma attenzione:
👉 la mancanza di un servizio non annulla un diritto.

Con il Progetto di Vita non si chiede “quello che c’è”,
si costruisce quello che serve.

📜 il bisogno va riconosciuto
🧩 il servizio va adattato o creato
🤝 la decisione è condivisa

📌 Questo non è un favore.
È ciò che la legge prevede.

📖 Scopri di più nel blog Coach Familiare



PS. Contenuti ed immagine generati con l’assistenza dell’IA

Questo tempo di fine anno ci invita a rallentare, a prenderci cura e ad ascoltare.Crediamo in percorsi che mettono al ce...
24/12/2025

Questo tempo di fine anno ci invita a rallentare, a prenderci cura e ad ascoltare.
Crediamo in percorsi che mettono al centro le persone e i loro desideri, sostenendole nel dare direzione al proprio progetto di vita, oltre ogni diagnosi.
A tutti i caregivers, alle famiglie e a chi cammina con noi:
vi auguriamo feste il più possibile serene e un nuovo anno ricco di nuove possibilità.
💫 Voce al Caregiver
Eleonora e Cecilia

Indirizzo

Via Carlo Bagni, 10/12
Ferrara
44124

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