09/09/2025
“Appoggio male il piede.”
Ma male rispetto a cosa?
Tutti parlano di “camminare bene”, “avere un appoggio neutro”, “evitare l’iperpronazione”..
Ma in questa immagine c’è la verità più scomoda del cammino umano.
Non esiste un appoggio perfetto. Esiste un sistema che si adatta.
La camminata non è un gesto semplice. È una sinfonia biomeccanica. Ogni fase ha un tempo, un’estensione, un’attivazione muscolare precisa:
estensori che frenano (eccentrico), flessori che spingono (concentrico), abduttori che stabilizzano il bacino, il piede che dorsiflette, poi rilascia, poi spinge.
Ma tutto questo dipende da una cosa sola: come si comporta l’appoggio nel contatto col suolo.
Il piede non è mai “dritto”, non è mai “fisso” in un assetto neutro. Durante la camminata fisiologica, si muove continuamente tra pronazione e supinazione, per assorbire carichi e restituire energia.
Ma quando resta troppo a lungo in una posizione (over-pronation o over-supination), il sistema perde la capacità di adattarsi.
Nascono dolori, tendiniti, distorsioni.fasciti alla pianta del piede, sindrome tarsale , etc..
Nota bene: quella che spesso chiamiamo “iper-pronazione” è una variazione individuale. Diventa disfunzionale solo se persiste in ogni fase.
Doppia lettura
Livello 1 – per pazienti
Non cercare l’appoggio “perfetto”.
Cerca un appoggio che si adatta, che varia, che si muove. Perché il tuo piede non è una base.. è un sistema. L'APPOGGIO DEL PIEDE NON DIPENDE DALLA TUA VOLONTÀ, MA DALL'EQUILIBRIO E DALL'ARMONIA DI TUTTE LE CATENE MUSCOLARI.
Livello 2 – per clinici
La gestione della pronazione o supinazione non è una correzione da fare “in statico”, ma una strategia dinamica valutando la variabilità del passo, stimolando la capacità elastica delle catene muscolari e del diaframma.
Valutare il cammino non significa giudicare se è “giusto”, ma capire come funziona il sistema nel suo insieme: appoggio, bacino, femore, catene muscolari, controllo motorio.
Non blocchiamo il piede con plantari o scarpe “correttive” senza motivo, non fa altro che fissare la disfunzione. Il plantare può essere utile inizialmente in fase acuta, per redistribuire carichi o ridurre dolore, ma non deve sostituire il lavoro attivo sulle catene muscolari. La rigidità muscolare è causa di alterazioni posturali come per esempio la intrarotatazione del femore o le gambe a X (in valgismo) e quindi anche della pronazione del piede che è una conseguenza.
E quindi?
Se un paziente ti dice “cammino storto”.. la risposta non è "cerca di appoggiare meglio il piede" perché non dipende dalla sua volontà , ma di normalizzare ed elasticizzate tutte le catene muscolari in modo integrale, soprattutto la catena muscolare posteriore e il diaframma, per migliorare spontaneamente l'appoggio del piede ....