Simone Gussoni

Simone Gussoni Il dott. Simone Gussoni è Amministratore Unico presso la società di servizi sanitari Studio Gussoni Salute Srl

Hayley Arceneaux ha catturato l'attenzione del mondo non solo come infermiera, ma anche come pioniera nel campo dell'esp...
11/04/2026

Hayley Arceneaux ha catturato l'attenzione del mondo non solo come infermiera, ma anche come pioniera nel campo dell'esplorazione spaziale. La sua storia è un mix di resilienza, determinazione e ispirazione, che ha ispirato molti a sognare in grande.

Hayley è cresciuta a Baton Rouge, Louisiana, e fin da giovane ha sempre avuto una passione per la medicina. Dopo aver affrontato una lotta con il cancro all'età di 10 anni, ha sviluppato un forte legame con il sistema sanitario, decidendo di diventare un'infermiera. La sua esperienza personale l'ha motivata non solo a curare gli altri, ma anche a mostrare che è possibile superare le avversità.

Nel 2021, Hayley ha fatto notizia quando è stata selezionata per partecipare alla missione SpaceX Inspiration4, la prima missione spaziale completamente civile. In qualità di infermiera e sopravvissuta al cancro, rappresentava un simbolo di speranza e resilienza. La missione non era solo un'opportunità per esplorare lo spazio, ma anche per raccogliere fondi per la ricerca sul cancro e sensibilizzare l'opinione pubblica sulla medicina pediatrica.

Durante la missione, Hayley ha vissuto un'avventura indescrivibile. Ha orbitato intorno alla Terra per tre giorni a bordo della navetta Crew Dragon. La vista dallo spazio, le esperienze condivise con l'equipaggio e la realizzazione di un sogno che aveva da tempo sono stati momenti indimenticabili. Hayley ha anche utilizzato la sua piattaforma per evidenziare l'importanza della salute e del benessere, portando il messaggio che nulla è impossibile se si crede in se stessi.

Oltre a essere un'infermiera e una viaggiatrice spaziale, Hayley è un'ispirazione per molte persone. Il suo messaggio è chiaro: affrontare le sfide con coraggio e determinazione può portare a risultati straordinari. La sua storia dimostra che, indipendentemente dalle avversità, si può sempre realizzare un sogno.

Dopo il suo viaggio, Hayley ha continuato a lavorare come infermiera, utilizzando la sua esperienza per aiutare gli altri e promuovere la consapevolezza sul cancro. La sua missione ha avuto un impatto duraturo, non solo nel campo della medicina, ma anche nel mondo dell'esplorazione spaziale.

Hayley Arceneaux non è solo un'infermiera, ma una vera e propria pioniera, che ha sfidato le aspettative e ha dimostrato che anche le sfide più grandi possono essere superate. La sua storia è una testimonianza di speranza e determinazione, che continua a ispirare generazioni future a guardare oltre i propri limiti e a sognare in grande.

Il Paese deve affrontare un tema che ha evitato finora: non riguarda solo numeri o bilanci, ma è profondamente inciso ne...
11/04/2026

Il Paese deve affrontare un tema che ha evitato finora: non riguarda solo numeri o bilanci, ma è profondamente inciso nelle vite degli infermieri che hanno combattuto la pandemia. Questo tema è il Long Covid, una condizione che non può essere ignorata.

Il debito di attenzione verso il Long Covid è urgente, poiché è presente nei luoghi di lavoro degli operatori sanitari, che portano un peso invisibile. Il sindacato Nursing Up, guidato da Antonio De Palma, si fa portavoce di questa situazione, chiarendo che non si tratta di una semplice conseguenza della pandemia, ma di danni biologici reali e duraturi. I dati sono allarmanti: oltre 320.000 infermieri contagiati e più di 90 morti, con il 40% delle infezioni tra operatori sanitari che li ha colpiti.

La realtà è segnata da cambiamenti nei comportamenti quotidiani degli infermieri, che faticano a gestire la loro concentrazione e il loro benessere. Nursing Up sottolinea che il Long Covid ha segni biologici misurabili, spostando l'attenzione da una percezione soggettiva a una condizione medica riconosciuta.

Questo problema non è solo individuale, ma diventa strutturale e influisce sull'economia, con una stima di 135 miliardi di dollari di impatto annuale nei Paesi membri dell'OCSE. In Italia, la mancanza di infermieri potrebbe aggravarsi, con un sistema sanitario già in crisi.

Nursing Up chiede quindi misure concrete: riconoscimento del Long Covid come malattia professionale, screening sistematici e indennità per chi ha subito danni. La situazione è critica e il Paese rischia di archiviare il problema troppo in fretta, mentre gli infermieri continuano a portare il peso delle loro esperienze.

Ignorare questa realtà non è solo ingiusto, ma miope, poiché il conto da pagare arriverà inevitabilmente.

In sintesi, il Paese deve affrontare urgentemente il Long Covid tra gli infermieri, una condizione reale e misurabile che ha conseguenze economiche e strutturali. Nursing Up chiede riconoscimenti e misure adeguate per sostenere chi ha subito danni. La situazione non può essere ignorata, poiché il conto da pagare si farà sentire.

Costretti a rifare letti, cambiare pannolini e rispondere ai campanelli. Cinque infermieri in servizio presso gli ospeda...
11/04/2026

Costretti a rifare letti, cambiare pannolini e rispondere ai campanelli. Cinque infermieri in servizio presso gli ospedali di Asl5 hanno deciso di portare la Madre Azienda Sanitaria in tribunale, dopo aver subito demansionamento, costretti a svolgere compiti non consoni al loro ruolo. Il ricorso è stato presentato solo poche settimane fa, e l’azienda ha prontamente scelto di difendersi, ingaggiando l’avvocato spezzino Daniele Bordigoni per sostenere la propria posizione.

Secondo le informazioni trapelate, gli infermieri avrebbero segnalato di aver svolto per un periodo prolungato attività più simili a quelle di un operatore sociosanitario. Questa situazione, a loro avviso, avrebbe violato il testo unico sul pubblico impiego, in particolare l’articolo che stabilisce i compiti dei dipendenti pubblici e assicura l’assegnazione a mansioni adeguate al profilo lavorativo.

Inoltre, sarebbe stato infranta l’articolo 2103 del Codice civile, modificato dal Jobs Act del 2015, che disciplina il potere del datore di lavoro di modificare mansioni e luogo di lavoro. Tale norma sottolinea che il lavoratore deve essere assegnato a compiti corrispondenti a quelli per cui è stato assunto o a mansioni superiori.

La prima udienza davanti al giudice del lavoro si svolgerà tra due settimane, con i cinque infermieri pronti a sostenere le proprie argomentazioni.

Con l'imminente missione di Artemis II, che segna il primo viaggio umano intorno alla Luna dopo decenni, è cruciale sott...
10/04/2026

Con l'imminente missione di Artemis II, che segna il primo viaggio umano intorno alla Luna dopo decenni, è cruciale sottolineare l'importanza delle competenze salvavita, anche nello spazio.

In un'immagine storica, l'astronauta Margaret Rhea Seddon è ritratta mentre pratica la rianimazione cardiopolmonare (RCP) a gravità zero, utilizzando un manichino Resusci Anne, in preparazione per una missione del 1993. Questo addestramento non è solo un ricordo del passato; oggi, gli equipaggi delle missioni spaziali continuano a esercitarsi nella rianimazione cardiopolmonare in assenza di peso, garantendo che siano pronti a intervenire quando la situazione lo richiede.

In un'epoca in cui l'esplorazione spaziale sta avanzando a passi da gigante, la preparazione e le competenze di emergenza rimangono fondamentali per la sicurezza degli astronauti. 🌌🚀

Cosa ne pensi dell'importanza delle competenze di emergenza nello spazio?

L'Ultimo Controllo Prima di Andare Via…Non hai semplicemente lasciato la stanza.Ti sei fermato.Hai guardato ancora una v...
09/04/2026

L'Ultimo Controllo Prima di Andare Via…

Non hai semplicemente lasciato la stanza.

Ti sei fermato.

Hai guardato ancora una volta
alla coperta…
alle sbarre…
ai piccoli dettagli che nessun altro ha notato.

Hai leggermente aggiustato qualcosa.
Hai spostato qualcosa più vicino.
Hai reso tutto un po' più facile per loro.

Probabilmente non se ne sono nemmeno accorti.

Ma l'hai fatto comunque.

Perché la tranquillità,

faceva parte del lavoro anche essa.

Le migliori infermiere erano sempre un passo avanti.

In un momento in cui la salute è più importante che mai, i nostri medici e infermieri stanno affrontando un aumento del ...
08/04/2026

In un momento in cui la salute è più importante che mai, i nostri medici e infermieri stanno affrontando un aumento del 5,4% nei loro stipendi. Questo è un passo significativo verso il riconoscimento del loro instancabile impegno e della dedizione al benessere dei pazienti ed un ennesimo trionfo sindacale.

Non possiamo dimenticare il lavoro incredibile che fanno ogni giorno, spesso sotto pressione e in condizioni difficili. Questo aumento non solo aiuta a valorizzare le loro competenze, ma è anche un incentivo per attrarre e mantenere professionisti qualificati nel nostro sistema sanitario.

Dopo aver letto il vostro articolo, ho sentito il dovere morale di rispondere, sapendo che forse la mia lettera non verr...
08/04/2026

Dopo aver letto il vostro articolo, ho sentito il dovere morale di rispondere, sapendo che forse la mia lettera non verrà mai presa in considerazione. Ma devo provarci. Devo far sentire la mia voce, anche se sarà solo un sussurro nel silenzio assordante di questo sistema.

Mi chiamo Rocco Barbaro e vivo in provincia di Reggio Calabria. Ho 46 anni, due lauree – una in Economia e una in Infermieristica, quest'ultima conseguita presso l'Università degli Studi di Messina, Facoltà di Medicina e Chirurgia, nel lontano 2012 – e diversi master, compreso quello in coordinamento. 110 e lode. Un traguardo che avevo inseguito con tutto me stesso, perché volevo essere il migliore. Perché credevo che l'eccellenza fosse la chiave per realizzare il mio sogno.

Il mio sogno di diventare infermiere si è fermato lì. A quella pergamena incorniciata che guardo ancora con orgoglio e dolore. A quei voti che non sono serviti a nulla.

Non so quanti concorsi ho fatto. Li ho persi il conto. Mai superati. O peggio ancora: superati, messo in graduatoria, e poi lasciato lì ad aspettare. Tre anni di validità che scadono. Nessuno che chiama. Nessuno che ti considera. Come se quei tre anni di tirocinio, quegli esami, quelle notti passate a studiare l'anatomia, la farmacologia, l'assistenza – come se tutto questo non contasse nulla.

Attualmente, a 46 anni, sopravvivo facendo qualcosa con la laurea in Economia. Lavoro per mantenermi e per mantenere i miei. Sto valutando di ritornare al nord per fare l'insegnante, professione che ringrazio Dio mi piace. Ma ogni giorno mi sveglio con un peso sul petto, perché io volevo fare l'infermiere. Non era un piano B. Era la mia vocazione.

Sono ancora onorato di essere infermiere. Sono ancora iscritto all'albo professionale, e pago ogni anno quella quota come un atto di fede. Mi sposterei immediatamente per una certezza lavorativa, per un contratto degno di questo nome. Non per contratti ridicoli di tre mesi che ti tengono in ostaggio dell'incertezza. Non per strutture private che non ti pagano o che, con una faccia tosta incredibile, ti chiedono la partita IVA. E il bello è che ci siamo adeguati anche a questo. Abbiamo accettato anche l'inaccettabile, pur di esercitare questa professione.

Ma la domanda che mi tormenta è questa: laurea abilitante, tre anni di tirocinio sul campo, esami su esami... che altro concorso dovrebbe fare ancora un infermiere? Cosa dobbiamo dimostrare ancora? Che sappiamo fare il nostro lavoro? L'abbiamo già dimostrato. Che siamo preparati? I nostri titoli parlano per noi.

Chissà quanti siamo, nei vari albi professionali d'Italia. Chissà quanti infermieri qualificati, preparati, motivati, sono a casa, disoccupati o sottoccupati. Eppure in Italia continuano a dire che mancano infermieri. Che gli ospedali sono in emergenza. Che i reparti sono al collasso.

Ed è vero. Gli ospedali sono al collasso. I reparti sono sottodimensionati. I turni sono massacranti per chi ha la fortuna – o la sfortuna – di lavorare. I pazienti aspettano ore al pronto soccorso. L'assistenza è ridotta all'osso.

Ma noi ci siamo. Io ci sono.

Questa è una professione bellissima, la più nobile che esista. È fondata sulla relazione d'aiuto, sulla cura della persona nella sua globalità, sul prendersi cura non solo del corpo, ma anche dell'anima di chi soffre. L'assistenza infermieristica è il cuore pulsante del sistema sanitario: senza di essa, nessuna terapia può essere efficace, nessun paziente può sentirsi veramente preso in carico. Florence Nightingale diceva: "L'infermieristica è un'arte, e se deve essere realizzata come un'arte, richiede una devozione totale e una dura preparazione."

Quella preparazione l'ho avuta. Quella devozione ce l'ho ancora, intatta, dopo tutti questi anni di attesa e frustrazione. Il camice che ho indossato durante il tirocinio è ancora nell'armadio. Pulito, stirato, pronto. Come me.

Io non ho smesso di crederci. Non ho smesso di sentirmi infermiere, anche se non ho mai avuto la possibilità di esserlo davvero.

Allora, con tutta la dignità che mi resta e con tutta la speranza che ancora custodisco, vi chiedo: ditemi dove devo andare a lavorare. Io ci sono. Sono qui. Sono sempre stato qui.

Aspetto solo che qualcuno se ne accorga.

Con stima, speranza e un'ostinata fiducia in questa professione,

Rocco Barbaro
Infermiere (sulla carta e nel cuore)
Provincia di Reggio Calabria

Ricordi il "colpo di polso" più stressante nella storia della medicina...Prima che tutto diventasse sensori digitali e b...
08/04/2026

Ricordi il "colpo di polso" più stressante nella storia della medicina...

Prima che tutto diventasse sensori digitali e beep istantanei, usavamo il termometro di vetro. Non importava quanto fossi stanco o quanti pazienti stessero aspettando: se quella linea argentata non era giù, non ti muovevi.

Conoscevano tutti la routine:

Prenderlo dal vassoio e pregare che le tue mani non fossero troppo scivolose.

Quello specifico "snap" del polso che dovevi perfezionare affinché non volasse in tutta la stanza.

Tenerlo su alla luce con l'angolo giusto, strizzando gli occhi per vedere se il mercurio finalmente si decideva a scendere.

La Regola d'Oro: non ti rendevi conto di quanti superfici dure ci fossero in una stanza di degenza finché non stavi scuotendo un termometro.

Un movimento sbagliato e - clink - era finito il tuo turno.

Era una competenza avanzata, un'arte e un allenamento tutto in uno.

Hai ancora la memoria muscolare per la scossa perfetta?

Dopo la recente firma dell'accordo sugli aumenti di stipendio per gli insegnanti, il focus si sposta ora sulla sanità. L...
08/04/2026

Dopo la recente firma dell'accordo sugli aumenti di stipendio per gli insegnanti, il focus si sposta ora sulla sanità. L'Aran, l'Agenzia che rappresenta il governo, ha atteso l'approvazione degli atti di indirizzo da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef) per poter convocare i sindacati e avviare le trattative relative ai rinnovi dei contratti nella Pubblica Amministrazione.

Il 22 aprile è fissata l'apertura del negoziato per il rinnovo del contratto del triennio 2025-27 per i dipendenti non medici del Servizio Sanitario Nazionale. Questo include un ampio gruppo di professionisti, tra cui 593 mila tra infermieri, ostetriche e altri operatori sanitari.

Il rinnovo contrattuale rappresenta un passo cruciale per migliorare le condizioni lavorative e retributive di questi lavoratori, che sono stati in prima linea durante la pandemia e continuano a svolgere un ruolo fondamentale nel sistema sanitario del paese. Le trattative riguarderanno non solo gli aumenti salariali, ma anche aspetti legati alla sicurezza sul lavoro, alla formazione professionale e ai diritti dei lavoratori.

Con l'intenzione di garantire un miglioramento della qualità del servizio sanitario, l'accordo mira a valorizzare e sostenere il personale, riconoscendo l'importanza del loro contributo nella gestione della salute pubblica.

Questa iniziativa rappresenta una risposta ai crescenti bisogni e alle sfide che gli operatori sanitari affrontano quotidianamente. La speranza è che le trattative possano portare a risultati favorevoli, contribuendo a una sanità più forte e sostenibile per tutti.

Negli ultimi anni, il Bellunese ha visto un preoccupante aumento delle dimissioni di medici e infermieri, aggravato dall...
07/04/2026

Negli ultimi anni, il Bellunese ha visto un preoccupante aumento delle dimissioni di medici e infermieri, aggravato dalla pandemia di Covid-19. Per affrontare questa crisi, l'Ulss Dolomiti ha introdotto uno psicologo per supportare il personale sanitario e migliorare le condizioni di lavoro.

Negli ultimi cinque anni, il Veneto ha registrato circa 8000 dimissioni nel settore sanitario. Sono stati assunti 1802 infermieri e 1964 operatori socio-sanitari, ma mancano ancora medici, con un saldo negativo di -146 unità.

Le cause principali includono stress lavorativo, burnout, condizioni di lavoro difficili e maggiori opportunità lavorative altrove. Le autorità stanno lavorando per migliorare il benessere del personale e attrarre nuovi talenti.

Un turno di dodici ore… che sembrava durare tre giorni.C'è una stanchezza che solo i nostri cuori possono comprendere.No...
06/04/2026

Un turno di dodici ore… che sembrava durare tre giorni.

C'è una stanchezza che solo i nostri cuori possono comprendere.

Non quella di un "ho bisogno di un sonnellino"…
Ma quella che si insinua nelle ossa… nel petto… nell’anima.

A mezzogiorno, hai già vissuto una vita intera.
Un codice rosso. Un ricovero. Una famiglia implorante di risposte che non hai.

Dimentichi di mangiare.
Dimentichi di bere.
A un certo punto… dimentichi te stesso.

Eppure continui a muoverti.

Stanza dopo stanza.
Paziente dopo paziente.
Tenendo mani. Controllando farmaci. Sorridendo… anche quando non hai più nulla da dare.

E in qualche modo…
quando pensi di essere completamente vuoto…

Trovi giusto quel poco di forza
per un altro paziente.

Un altro controllo.
Un altro momento di cura.

Perché è questo che fanno gli infermieri.

E poi finalmente… è finita.

Ti siedi in auto nel silenzio.
Niente musica. Niente telefono. Solo… respiro.

Cercando di lasciare il turno alle spalle,
ma non ti abbandona mai del tutto.

Qual è il turno che pensavi non sarebbe mai finito?
Cosa ti sostiene in quei giorni?
Tagga qualcuno che l’ha vissuto con te 👇

La situazione nelle case di riposo di Este (Padova) sta diventando critica, specialmente per quanto riguarda il personal...
06/04/2026

La situazione nelle case di riposo di Este (Padova) sta diventando critica, specialmente per quanto riguarda il personale infermieristico. La Fondazione Santa Tecla ha deciso di non restare a guardare e ha avviato una soluzione innovativa che potrebbe fare da apripista per molte altre strutture: il reclutamento di infermieri da Paesi extra Ue, con contratti triennali che includono anche vitto e alloggio. 🏥✨

Con la metà degli infermieri rimasti rispetto ai 25 di inizio emergenza Covid, la Santa Tecla ha messo in campo un piano strategico per affrontare questa emergenza. Grazie alla collaborazione con la Cei e il Ministero degli Interni, stanno sfruttando il decreto milleproroghe per portare nuovi professionisti dall'estero.

Il direttore, Francesco Facci, spiega: «Questo decreto ci consente di fare assunzioni, anche se il processo burocratico è lungo e complesso, richiedendo circa due mesi. Gli infermieri devono registrarsi all’albo del loro Paese, presentare la documentazione tradotta all’ambasciata italiana e ottenere un timbro di convalida. Solo così possono richiedere un visto di lavoro. E una volta in Italia, avviano la richiesta di equipollenza del titolo». 📑✈️

Ma come è nata questa idea? «È successo per caso - racconta Facci - un parroco di Borgo Veneto, che ha passato 12 anni in Kenya, ha messo in contatto alcuni infermieri con noi. È stato toccante, l'unica domanda che hanno fatto è stata "Possiamo imparare?". Sono in arrivo sette di loro tra luglio e agosto e noi siamo super emozionati!». 🎉

Questa iniziativa è stata accolta con entusiasmo dai sindacati, che sottolineano quanto sia forte la pressione su operatori e personale, specialmente dopo gli anni difficili del Covid. 💪

Indirizzo

Corso Europa 386/4
Genova
16132

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