Simone Gussoni

Simone Gussoni Il dott. Simone Gussoni è Amministratore Unico presso la società di servizi sanitari Studio Gussoni Salute Srl

Hai effettuato una chiamata accidentale al NUE 112?👉 Non preoccuparti, può capitare! Ma non riagganciare: rimani in atte...
02/02/2026

Hai effettuato una chiamata accidentale al NUE 112?

👉 Non preoccuparti, può capitare! Ma non riagganciare: rimani in attesa.

Ogni giorno le centrali operative ricevono chiamate involontarie.
Se riattacchi immediatamente, gli operatori devono richiamarti per accertarsi che non ci sia un’emergenza vera.

⏱️ Questo comporta una perdita di tempo prezioso
🚑 Tempo che potrebbe essere fondamentale per chi ha realmente bisogno di assistenza.

✔️ Se hai chiamato per errore, rimani in linea e informa che non si tratta di un’emergenza.
✔️ In alternativa, rispondi alla richiamata.

Aiuta a garantire un servizio veloce ed efficace.

Lavorava fino a 119 ore a settimana, facendo le notti in nero nella stessa azienda ospedaliera, senza nessuna pausa.La s...
01/02/2026

Lavorava fino a 119 ore a settimana, facendo le notti in nero nella stessa azienda ospedaliera, senza nessuna pausa.

La situazione riscontrata ha portato il Tribunale Regionale del Lavoro a condannare un ospedale di Belo Horizonte per aver tenuto un’infermiera in condizioni analoghe a quelle di schiavitù.

L’Azienda Ospedaliera brasiliana è stata condannata a pagare 200mila dollari di risarcimento danni morali a un'infermiera sottoposta a turni extra in nero, senza un adeguato riposo e con un grave impatto sulla sua salute fisica e mentale.

Ha racconto di aver svolto un turno regolare dalle ore 7:00 alle ore 17:00, periodo in cui assisteva circa 20 pazienti, eseguendo procedure ad alta complessità e assumendo anche funzioni amministrative.

Oltre al turno “regolare”, la lavoratrice ha riferito che nelle settimane in cui vi erano colleghi assenti, svolgeva un turno aggiuntivo dalle ore 17:00 alle ore 7:00 del giorno seguente.

Fonte: Julia Martins/Il popolo

Si trova ora ricoverato con numerose fratture, escoriazioni e traumi l’agente di Polizia 29enne accerchiato da un branco...
01/02/2026

Si trova ora ricoverato con numerose fratture, escoriazioni e traumi l’agente di Polizia 29enne accerchiato da un branco di criminali intenti a protestare per evitare lo sgombero del centro sociale Askatasuna.

Aggredito durante il servizio, proprio come accade quotidianamente a molti professionisti della salute in corsia o in Pronto Soccorso.

È stato preso a calci, pugni, bastonate e colpito tre volte con un martello mentre si trovava a terra. Fortunatamente gli energumeni sono già stati individuati ed arrestati. Un augurio per una pronta guarigione.

In questo scatto molto profondo vengono ritratti una bambina di 5 anni intenta ad aiutare suo fratello di 4 in preda agl...
31/01/2026

In questo scatto molto profondo vengono ritratti una bambina di 5 anni intenta ad aiutare suo fratello di 4 in preda agli effetti collaterali della chemioterapia per curare la sua leucemia.

In una sola foto vengono trasmessi il dolore e la sofferenza che non colpisce solo l'ammalato ma l'intero nucleo famigliare.
Quasi un terzo di tutti i bambini malati di cancro ha la leucemia.
Esistono numerosi tipi di leucemia e ad ogni tipo si applica una terapia mirata.

Alcune forme possono oggi essere sconfitte con elevate percentuali di successo, mentre altre forme non superano il 10% di sopravvivenza.

Spezza il cuore comprendere a fondo gli eventi e le emozioni che i bambini, insieme alla loro famiglia stretta, devono subire dal momento in cui giunge una diagnosi di leucemia. Una foto che emana tanta tristezza e tanto amore.

Negli anni '70 e '80, milioni di bambini nell'Unione Sovietica subirono la rimozione delle tonsille, spesso solo perché ...
30/01/2026

Negli anni '70 e '80, milioni di bambini nell'Unione Sovietica subirono la rimozione delle tonsille, spesso solo perché ingrossate. I medici ritenevano le tonsille inutili e responsabili di mal di gola e infezioni, così, in caso di malattia frequente, la soluzione era la tonsillectomia.

Questa procedura veniva presentata ai genitori come una pratica standard e necessaria, ma per i bambini era traumatica. Spesso eseguita senza anestesia generale, la chirurgia avveniva in ambienti sterili e senza spiegazioni rassicuranti, portando a ricordi di dolore e paura.

All'epoca, si ignorava il ruolo immunitario delle tonsille, che aiutano a combattere le infezioni. Oggi, la tonsillectomia non è più vista come una soluzione automatica, e molti adulti cresciuti nell'URSS ricordano quell'esperienza come un primo incontro con la vulnerabilità e la paura.

Questo capitolo, poco discusso, evidenzia quanto la medicina sia evoluta e l'importanza di trattare i giovani pazienti con rispetto e compassione, piuttosto che come semplici problemi da risolvere. La crescita nella medicina non riguarda solo la tecnologia, ma anche l'approccio umano alla cura.

Oltre al defunto esame di italiano, accantonato temporaneamente dal cosiddetto “decreto bollette”,  potrebbe essere l’or...
30/01/2026

Oltre al defunto esame di italiano, accantonato temporaneamente dal cosiddetto “decreto bollette”, potrebbe essere l’ora di introdurre il dialetto veneto come requisito per poter assumere infermieri stranieri?

Un grave incidente è avvenuto oggi sulla Palermo-Agrigento, coinvolgendo un camion e un'auto medica. Il bilancio è tragi...
30/01/2026

Un grave incidente è avvenuto oggi sulla Palermo-Agrigento, coinvolgendo un camion e un'auto medica. Il bilancio è tragico, con tre vittime: una donna di 95 anni e i due soccorritori a bordo del veicolo.

L'incidente, le cui cause sono ancora in fase di indagine, si è verificato nel comune di Misilmeri, nella zona di Coda di Volpe. L'auto medica è gestita dall'associazione di volontariato "Madonie soccorso", che si occupa del trasporto di pazienti vulnerabili verso gli ospedali.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Stradale di Lercara Friddi, i carabinieri e il personale del 118, che stanno effettuando i rilievi necessari e mettendo in sicurezza l'area. Il traffico sulla strada statale è attualmente fermo. Il percorso alternativo suggerito prevede l'uso della strada provinciale 77, con rientro allo svincolo di Bolognetta (al km 239,350).

Notizia in aggiornamento…

Il Sarco Double è un dispositivo progettato per facilitare la morte assistita, offrendo un metodo che consente alle pers...
29/01/2026

Il Sarco Double è un dispositivo progettato per facilitare la morte assistita, offrendo un metodo che consente alle persone di porre fine alla propria vita in modo indolore e dignitoso.

Il Sarco Double è una capsula che utilizza azoto per ridurre la quantità di ossigeno presente all'interno, portando a una morte indolore. La persona all'interno può attivare il processo tramite un'interfaccia semplice. Questo dispositivo è stato concepito per garantire un ambiente controllato e confortevole durante il momento della morte.

Il suicidio di coppia, d'altra parte, è un fenomeno in cui due persone decidono di porre fine alla propria vita insieme. Le ragioni possono variare e includere legami emotivi profondi che le uniscono nella scelta di affrontare la morte insieme, spesso come atto di amore o solidarietà. Inoltre, fattori esterni come malattie terminali, depressione o eventi traumatici possono spingere una coppia a prendere questa drammatica decisione.

Le implicazioni di queste scelte sono molteplici e sollevano importanti questioni legali ed etiche. Il suicidio assistito è controverso in molte giurisdizioni e può avere conseguenze legali significative. È fondamentale fornire supporto psicologico a coppie in crisi per prevenire tali decisioni estreme. Questo tema, infatti, richiede un dibattito aperto e una riflessione profonda sui diritti di scelta, sulla vita e sulla morte.

La storia di Saliou Bah inizia nelle polverose strade della Guinea Conakry, dove, da giovane, percorreva a piedi dieci c...
29/01/2026

La storia di Saliou Bah inizia nelle polverose strade della Guinea Conakry, dove, da giovane, percorreva a piedi dieci chilometri per raggiungere la scuola, sognando di imparare e crescere. Con grandi sacrifici, riesce a diventare insegnante di fisica e matematica nella capitale. A soli 23 anni, viene nominato segretario di un partito d'opposizione e inizia a combattere contro un regime dittatoriale. Tuttavia, la sua vita è in pericolo e deve fuggire.

Il suo viaggio per la libertà lo porta prima in Burkina Faso, ma un incontro sfortunato lo conduce in Libia, dove viene venduto e costretto a vivere in lager. Nonostante le difficoltà, riesce a fuggire e, con i risparmi dei genitori, affronta il Mediterraneo su un gommone, raggiungendo finalmente Lampedusa l'11 o 12 giugno 2016.

Arrivato a Murialdo, incontra Giampiero Icardo, che lo aiuta a ottenere la licenza media, proseguendo fino all'università a Genova, dove studia Infermieristica. Recentemente, Saliou ha discusso la sua tesi e ha condiviso il momento con Icardo, che si è commosso vedendolo con il diploma, simbolo del suo straordinario percorso.

Questa storia di resilienza e speranza evidenzia l'importanza di non lasciare indietro nessuno nella lotta per un mondo migliore. Saliou Bah rappresenta un esempio di coraggio e determinazione, dimostrando come incontri inaspettati possano cambiare il destino di una persona.

Oggi ho portato una bottiglia di vino al pronto soccorso. C'ero stato otto giorni fa con un mio caro, convinto che avrei...
29/01/2026

Oggi ho portato una bottiglia di vino al pronto soccorso.
C'ero stato otto giorni fa con un mio caro, convinto che avrei passato la giornata in attesa. L'atrio era una bolgia: malati veri contro ipocondriaci, ferite sanguinanti, sofferenze silenziose, solitudini, voci concitate. Io ero convinto che fossimo un codice bianco, così mi sono messo in fila. Attorno a noi invece almeno un paio erano convinti di stare per morire. Che poi è normale, voglio dire: il nostro parere non può essere l'unico metro di giudizio. Serve qualcuno in grado di discernere, di capire e intervenire, servono i professionisti.
Quello che ho incontrato io si chiama Paolo. E' uscito in quel delirio con calma serafica e ha iniziato a fare poche domande mirate.

Lo osservavo incuriosito: era una specie di scanner umano. Leggeva ogni volto, si fermava su alcuni, chiedeva, tranquillizzava e assegnava codici nella sua mente.
"Tu cos'hai?" Mi ha chiesto.
"Sono qui per lui, ha solo un bel po' di affanno"
Uno sguardo.

"Vieni, portiamolo dentro".
Dentro ne aveva già tre o quattro. Andava da uno all'altro, velocissimo e rilassato insieme.
Gli ha messo due elettrodi e alle prime due dita di foglio stampato ha fatto cenno ai suoi colleghi.
Era ancora più calmo di prima.
Mi ha sorriso: "la situazione è grave, lo portiamo di la, ma tu aspettaci fuori, vedrai che siamo in tempo".

Era sicuro e sereno, così lo sono rimasto anche io.
Ho seguito la barella con lo sguardo, ero un po' sballottato, in fondo era successo tutto in due minuti.

Sono passati otto giorni.
Alla fine è andato tutto bene.
La cardiologa è stata bravissima, ma ha detto che sarebbero bastati due minuti in più per scrivere un altro finale.

Sono i due minuti di Paolo.
Sono la sua professionalità e quella degli infermieri e dei medici del servizio pubblico.

Sono le tasse che paghiamo.
Che ce ne lamentiamo, eh, sia chiaro. Ogni mese. Perché la sanità è uno schifo e lo diciamo forte.

Tanto Paolo ci salva uguale.

(Simone Arminio)

Ciao…mi chiamo Franco Amoroso.Avevo 60 anni.Ero un malato oncologico.Sono entrato in un pronto soccorso con una speranza...
28/01/2026

Ciao…
mi chiamo Franco Amoroso.

Avevo 60 anni.
Ero un malato oncologico.

Sono entrato in un pronto soccorso con una speranza semplice, umana:
essere curato con dignità.

Ma quella dignità, quella notte, è rimasta fuori.

Ho aspettato ore.
Ore infinite.
Con il dolore che cresceva.
Con mia moglie accanto, che cercava una barella, un posto per farmi stendere.

La risposta è stata sempre la stessa:
“Non ce ne sono di disponibili.”

Così mi sono ritrovato a terra.
Su una coperta.
In un corridoio.
Con accanto solo la sacca del catetere.

E qualcuno ha scattato una foto.

Quell’immagine ha fatto il giro d’Italia.
Non perché fosse scandalosa…
ma perché era vera.
Perché raccontava una sanità che, in certi momenti, non riesce più a proteggere i più fragili.

Io oggi non ci sono più.
Sono andato via pochi giorni dopo essere mandato a casa.

Ma la mia storia resta.
E resta una domanda che pesa come un macigno:

È normale tutto questo?
È normale che nel momento più difficile una persona debba aspettare a terra?

Dicono: “Protocollo rispettato.”
Ma la dignità… chi la rispetta?

Per Franco.
Per chi soffre.
Per chi verrà dopo.

Non giriamoci dall’altra parte. 🕯️

-Immagine ricreata a scopo illustrativo.

Daniele Surace

Un professionista barese di 47 anni è finito agli arresti domiciliari con l'accusa di tentato omicidio dopo aver staccat...
28/01/2026

Un professionista barese di 47 anni è finito agli arresti domiciliari con l'accusa di tentato omicidio dopo aver staccato i tubi e i sondini dei macchinari che mantenevano in vita sua madre, gravemente malata. Quando i medici gli hanno chiesto spiegazioni, ha dichiarato di affidarsi alla volontà di Dio.

La vicenda è avvenuta il 15 dicembre, quando l'infermiera del servizio di assistenza domiciliare ha scoperto che le apparecchiature erano state scollegate. La donna, affetta da una grave patologia oncologica, è stata immediatamente trasportata all'ospedale “Di Venere”, dove è attualmente ricoverata.

Durante l’interrogatorio davanti al giudice, il figlio ha scelto di non rispondere. Inizialmente, il giudice aveva previsto un divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico, ma l'uomo ha rifiutato il dispositivo per motivi ideologici, finendo quindi ai domiciliari.

Indirizzo

Corso Europa 386/4
Genova
16132

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