03/03/2026
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SILENZIO IMBARAZZANTE
SUL PIANO ONCOLOGICO
Si parla tanto di Concentrazione dell'attività oncologica nei grandi ospedali con una ricollocazione di quelli piccoli. A questo punto è utile fare una precisazione. Innanzitutto Ospedali con più di 120 posti letto non possono essere considerati piccoli Ospedali. Quindi sia Gorizia, sia Monfalcone devono essere classificati diversamente.
In secondo luogo va puntualizzato che in linea concettuale la Concentrazione dell'attività più complessa ad Udine e a Trieste, specie per quelle patologie che richiedono la presenza di alta tecnologia o di presidi che non possono essere presenti in periferia, ha la sua ragione di esistere. E lo stesso dicasi per i Professionisti. Se per effettuare un intervento chirurgico è richiesta un'esperienza che solo un grande Ospedale può garantire, ben venga andare là a farsi curare. Questo, nel bene e nel male, sarà quello che accadrà nel prossimo futuro.
La fotografia della situazione attuale però non è in sintonia con questa progettualità. Trieste, il nostro Ospedale di riferimento, è uscita in ginocchio dalla pandemia. Diversi piani di Cattinara sono ancora chiusi per carenza di personale o per motivi strutturali. La sua ristrutturazione bloccata e chissà per quanti anni. Il suo Pronto Soccorso sommerso di pazienti con difficoltà oggettive nella gestione delle urgenze. Le sale operatorie, poi, lavorano a ritmi ridotti a causa di una cronica carenza di Personale.
Sulla qualità dei Professionisti, non si discute. Trieste, si sa, è sede di una prestigiosa Università. Gorizia e Monfalcone, però, non sono da meno. I Direttori delle varie Unità Operative, provengono in larga misura proprio da Trieste, ma anche da Udine o dalla vicina Padova. E allora si dice: che portino i loro pazienti a Trieste e li operino a Cattinara. Ma dove, se i letti sono sempre occupati? In quali sale operatorie se già sono sature dai pazienti triestini? E poi vi immaginate un paziente che si è affidato al Dott. Vianello a Gorizia che viene trasbordato a Trieste dove verrà il Dott. Vianello ad operalo? Peccato che il paziente resta poi degente a Trieste e Vianello rientra finito l'intervento a Gorizia. Il paziente non vedrà mai più in faccia chi l'ha operato, i familiari perderanno il medico di riferimento. E dov'è il contatto umano? E se il paziente si complica, chi lo seguirà? Non certo Vianello che nel frattempo è ritornato nella sua Gorizia.
E nessuno ha poi pensato ai disagi di una popolazione anziana che si deve sobbarcare magari con i mezzi pubblici un viaggio per andare ad assistere il proprio caro? La Stazione dei treni e quella dei bus sono in piano Centro, Cattinara alle pendici del Carso.
Ed è proprio per queste ragioni che il Piano Oncologico fa acqua. Prima di tagliare reparti con una scimitarra, prima di spostare reparti e Professionisti, si rendano i Grandi Ospedali in grado di ospitare tutti i pazienti provenienti dalla Periferia. Ben vengano una Grande Chirurgia o una grande Urologia a Trieste concentrando la tecnologia in un'unica sede. Chi opera però deve essere messo in condizioni di lavorare in maniera ottimale e non di trovarsi in situazioni disagiate senza spazi e con poche sale operatorie. Le famiglie, poi, devono avere dei percorsi facilitati con una particolare attenzione ai trasporti e all'albergaggio.
Quando e se questo sarà possibile ci si può anche ragionare sopra, ma fino a quel momento lasciate lavorare in pace i Professionisti là dove sono, nei loro Ospedali e con le loro equipe. Create prima di distruggere e non il contrario. Allo stato attuale la Concentrazione vorrebbe dire solo Caos, Un Caos Primordiale con effetti devastanti sulla qualità dell'assistenza.
Si tagli, si chiuda pure là dove si trattano 1 o 2 casi all'anno. In questi casi si tratterebbe veramente di situazioni a rischio. Dove però i numeri ci sono e se magari sono sotto di qualche unità (nel caso dell'Urologia ampiamente sopra soglia) non si ragioni con il pallottolliere, si comincino piuttosto a guardare i risultati, cosa che finora non si è voluto mai fare.
Prof. Alessandro Balani