Dottoressa Daniela Tondo Psicoterapeuta

Dottoressa Daniela Tondo Psicoterapeuta Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dottoressa Daniela Tondo Psicoterapeuta, Psicologo, Via Bagetti 20, Italia 61.

17/03/2022

Che lettera bellissima e quanto è vera!

04/02/2022

Era molto ingrassato, non si tagliava più barba e capelli, faceva l’amore solo da ubriaco ed ha iniziato a pensare, a “sentire”, dentro di sé la presenza ingombrante di un’altra persona a lui sconosciuta.

Un giorno ha accompagnato un suo amico dallo psichiatra ed ha parlato di questo disagio con il terapeuta che ha immediatamente riconosciuto i sintomi dissociativi tipici della schizofrenia.

Così, hanno intrapreso insieme il percorso di cura che gli ha restituito il sorriso.

Ieri sera è stato ospite di Sanremo, a quanto pare era in ottima forma.

Mi piace ricordare il percorso di cura di Cesare Cremonini, da lui stesso reso pubblico in una intervista al Corriere della Sera di qualche anno fa, perché credo che possa essere di ispirazione per tante persone che stanno soffrendo a causa di un disagio mentale.

Smettiamola di pensare che dallo psicologo, dallo psicoterapeuta o dallo psichiatra ci vanno “i pazzi”.

Smettiamola di usare questa parola che ha il sapore antico dello stigma sociale, dell’insulto.

La mente può ammalarsi come qualsiasi altro “organo” del corpo umano, può avere bisogno di cure come qualsiasi altro “organo” e, come qualsiasi altro “organo”, può guarire.

Se state attraversando un momento difficile, non rassegnatevi, parlatene con una persona qualificata, insieme, ritroverete la strada di casa.

4.2.2022

Ottimo, Cesare
❤️

04/11/2021

Durante la pandemia, la componente psicologica della salute è peggiorata in modo più significativo della componente fisica

03/07/2021
10/04/2021

Le parole di Draghi mostrano una conoscenza stereotipata degli psicologi, e forse anche della salute mentale.

Non intendiamo gridare allo scandalo o stracciarci le vesti.

Comprendiamo la situazione di difficoltà e tensione.

Ma la nostra associazione intende prendere fermamente posizione sulle parole di Draghi.

Per noi sono state inappropriate, espressione probabilmente di una scarsa conoscenza del nostro lavoro e forse della salute mentale in Italia.

Ma vogliamo anche spendere qualche parola nel merito della questione delle priorità dei vaccini per gli operatori sanitari.

In emergenza, e in carenza di risorse, è necessario stabilire delle priorità.

Così è accaduto per le vaccinazioni contro il Covid-19.

Le priorità non hanno a che fare con il merito, il riconoscimento, il privilegio.

Sono metodi per massimizzare i risultati.

Per questo le dichiarazioni del presidente Draghi sugli psicologi sono inaccettabili.

Gli psicologi non hanno avuto alcun privilegio, sono stati semplicemente inseriti all'interno di una campagna vaccinale nel posto che è stato loro assegnato dal Governo, dalle Regioni e dalle ASL.

La decisione di inserire intere categorie professionali in priorità, invece di considerare variabili come l'età o il livello effettivo di rischio, non è degli psicologi ma del Governo.

Gli psicologi hanno semplicemente seguito il destino vaccinale delle professioni sanitarie.

Non possiamo essere accusati di essere la causa dei ritardi delle vaccinazioni di anziani e soggetti fragili, specialmente considerando che lo stesso Presidente Draghi ha firmato meno di una settimana fa un Decreto Legge che ci impone l'obbligo vaccinale per poter esercitare.

Il Governo non può scaricare su una categoria professionale le proprie responsabilità di non aver organizzato adeguatamente le priorità vaccinali.

L’OMS aveva dato precise linee guida per stabilire le priorità vaccinali per gli operatori sanitari, in questo documento: [OMS > https://bit.ly/3rt4ksj ]

L'Italia, nel proprio piano vaccinale ancora in vigore, le ha completamente disattese.

Per l’OMS gli operatori sanitari non avrebbero dovuto avere i vaccini in priorità indiscriminata e assoluta, ma avrebbero dovuto essere vaccinati insieme alla popolazione generale secondo quattro fasce di rischio: low, medium, high, very high.

Nella traduzione del Governo italiano, il piano dell'OMS si è tradotto nella nebulosa definizione di 'operatore sanitario in prima linea', che non permette di operare alcuna priorità in base al rischio.

Sono così entrati in priorità vaccinale praticamente tutti gli operatori sanitari italiani, e ad un certo punto questa platea è coincisa con tutti gli iscritti agli albi delle professioni sanitarie.

Draghi ha ragione quando afferma che c'è stato un ampliamento eccessivo del concetto di 'operatore sanitario in prima linea'.

Ma la definizione, del tutto aspecifica, si è prestata alle applicazioni più fantasiose.

E questo non è certo colpa degli psicologi.

Certamente ci sono state pressioni corporative da parte delle più svariate categorie, dagli avvocati ai magistrati, dai giornalisti fino alle professioni sanitarie.

Ma in un contesto di chiarezza delle regole - responsabilità del Governo - nessuna pressione avrebbe potuto attecchire.

Sotto a tutto questo, schiacciati fra la pandemia e le difficoltà di lavoro, ci sono i professionisti.

Forse qualcuno, di qualunque categoria, ne avrà davvero approfittato.

Ma la maggior parte dei professionisti in realtà ha semplicemente risposto alla chiamata della propria ASL o del proprio datore di lavoro.

A maggior ragione, dopo l'introduzione dell'obbligo vaccinale da parte del Governo, motivato dalla necessità di tutelare l'utenza (non il professionista).

A questo richiamo, anche gli psicologi hanno risposto con coscienza e responsabilità verso i pazienti e gli assistiti, che sono spesso soggetti fragili anche nel privato, che in questa cronica carenza del Servizio Pubblico spesso supplisce erogando prestazioni che dovrebbero essere garantite perché iscritte nei LEA.

Le parole di Draghi non colpiscono gli psicologi, ma la salute mentale e psicologica della popolazione duramente provata dalla crisi pandemica.

Confidiamo che questo incidente di percorso sia l'occasione per il Presidente Draghi, per il Governo, per i suoi consulenti, di approfondire in modo puntuale la situazione vaccinale e sanitaria, e i bisogni di salute mentale e psicologica della popolazione.

10/04/2021
29/09/2020

Ascoltate con attenzione e fino alla fine. Grazie 😊

Scoperte...
25/07/2020

Scoperte...

Se fossi in voi seguirei il suo consiglio 😊
16/07/2020

Se fossi in voi seguirei il suo consiglio 😊

https://youtu.be/rhII72fJLW8
27/05/2020

https://youtu.be/rhII72fJLW8

Un ringraziamento a tutti quelli che hanno preso parte a questo progetto, facendoci sentire distanti ma uniti! Grazie a: The Jackal Filippo Tortu Bruno Barbi...

In queste settimane ho raccolto molte testimonianze sullo Smatr Working, in molti lamentano lo sconfinamento nel tempo d...
25/05/2020

In queste settimane ho raccolto molte testimonianze sullo Smatr Working, in molti lamentano lo sconfinamento nel tempo della vita privata o addirittura l’assenza di confini.
Proviamo quindi a pensare di darci delle regole:
✅ Compartimentare, ovvero stabile il tempo del lavoro ,il tempo della famiglia e il tempo libero.
✅Lavorare da casa può essere una risorsa utile in questo periodo( ma non solo) stabiliamo il rispetto dell’orario di lavoro.
✅Quando non siamo al lavoro stacchiamo da tutto e dedichiamoci alle nostre cose importanti.
Sono solo alcuni piccoli suggerimenti che possono facilitare la nostra vita ed aiutarci a gestire lo stress di questo momento.

Lo smart working piace ma andrebbe migliorato per evitare il burnout dei lavoratori: racconti, consigli e analisi di smart worker, psicologi e esperti di lavoro

22/05/2020

Survey reveals 80% of people need support to cope with impact of coronavirus crisis

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Chi sono

Sono una psicoterapeuta che ha fatto del suo lavoro la sua più grande passione. Sono molto felice di aver scelto questo percorso che mi ha permesso di valorizzare una delle mie più grandi doti: l’ascolto. Citando Carl Rogers “Quando si viene ascoltati ed intesi, situazioni confuse che sembravano irrimediabili si trasformano in ruscelli che scorrono relativamente limpidi.”

Sono una terapeuta presente, ovvero vivo pienamente il momento: “il qui ed ora” nella postura come nello sguardo. Nel corso degli anni questa mia presenza si è rivelata di conforto e sostegno. Mi piace pensare di accompagnare le persone per un pezzo della vita, non immagino la terapia come interminabile ma come un momento di crescita e cambiamento insegnando ai miei clienti uno dei concetti fondamentali della terapia rogersiana ovvero che “Esiste un curioso paradosso: quando mi accetto così come sono, allora posso cambiare.”

Il mio studio si trova nel centro di Torino, nella meravigliosa cornice dello stile Liberty.