05/04/2023
Il mondo adulto ha grandi difficoltà ad accettare lo sviluppo di un’individualità originale negli adolescenti che non si conformi alle aspettative richieste o desiderate. E’ molto difficile, per gli adulti tollerare che il proprio desiderio, spesso frutto di aspetti proiettivi o di bisogno di riparazioni narcisistiche, non sia assolto dall’adolescente e che questi cerchi di trovare un suo spazio personale. La scomparsa, nella nostra società, della funzione di mediazione e di sostegno della crescita da parte degli adulti, ha causato una vera e propria rottura di quel ponte tra generazioni che permetteva l’incontro e lo scambio delle esperienze, e che costituiva la base dello sviluppo e della continuità di ogni gruppo sociale. Gli adulti persi nell’illusione di un’eterna giovinezza, in realtà dietro l’apparente vitalismo domina una profonda angoscia di morte, sono concentrati, maniacalmente, solo sul raggiungere un proprio godimento narcisistico. Gli adolescenti, quindi, sono costretti a vivere i passaggi di crescita in solitudine o fusi in una gruppalità senza alcun centro ma che diviene spesso l’unico punto di riferimento insieme alle comunità virtuali. La grammatica relazionale è regredita a modalità primitive con prevalenza dell’agito e le condotte autodistruttive e autolesive, la confusione del genere sessuale, la dipendenza da sostanze e i disturbi alimentari sono sempre più diffuse. E’ dominante, nei giovani, una vera e propria fantasia di una dipendenza senza fine che permetta di vivere un tempo senza tempo, senza crescita, senza responsabilità e soprattutto senza conflitti. Tutto ciò produce un profondo diniego delle regole e norme del vivere comune o dell’osservanza dei ruoli che si concretizza in un attacco violento a tutto il mondo adulto, che in alcuni momenti si trasforma, perfino, nell’ignorare completamente l’esistenza stessa del mondo adulto. Anche nella scuola la distanza del rapporto tra professori/alunni sul piano emotivo è assoluta, così anche la trasmissione del sapere e l’esperienza di crescita si impoveriscono e perde di senso la funzione educativa e di passaggio della scuola. Nelle famiglie i genitori giustificano il loro abbandonare i ruoli educativi, l’imperativo è non avere alcun impegno e il rifiuto della gestione dei conflitti necessari alla crescita dei figli, come un desiderio di dare autonomia e libertà ai giovani mentre è solo una fuga verso la deresponsabilizzazione. Il mondo adolescenziale diviene una vera e propria enclave completamente staccata dal contesto sociale anche se continuamente sedotta e blandita da esso attraverso i meccanismi commerciali e post-capitalisti. L’adolescenza nell’attuale si è dilatata fino a divenire quasi interminabile ciò ha prodotto una sorta di adolescentizzazione della società causando la diffusione generalizzata di alcuni tratti negativi dell’adolescenza: l’onnipotenza narcisistica, la trasgressione, l’idealizzazione, l’agito maniacale. La rottura dello scambio e della mutualità tra generazioni è il vero dramma di questi nostri anni.
da "Tra adesso e adesso/tra io sono e tu sei/la parola ponte".L’infinita frattura tra adulti e adolescenti come genesi delle nuove patologie
Matteo De Simone psicoanalista didatta vice-presidente Associazione Italiana di Psicoanalisi/AIPsi, full member International Psychoanalytical Association(I.P.A.)