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30/12/2025

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FIORI DI CANAPA DOPPIO STOP AI DIVIETI: Decideranno Corte di Giustizia EU e la Consulta.Fiori di canapa, doppio stop ai ...
08/12/2025

FIORI DI CANAPA DOPPIO STOP AI DIVIETI: Decideranno Corte di Giustizia EU e la Consulta.

Fiori di canapa, doppio stop ai divieti: il “decreto sicurezza” finisce anche davanti alla Consulta Costituzionale.
Dopo il rinvio del Consiglio di Stato alla Corte di giustizia UE di fine Ottobre, il tribunale di Brindisi rimette alla corte costituzionale. Le associazioni: «Non si può punire l’inoffensivo».

Il tentativo del Governo di chiudere per legge la strada ai fiori di canapa industriale è finito davanti alle due massime Corti: a Lussemburgo e alla Consulta.

Da una parte, il Consiglio di Stato ha chiesto alla Corte di giustizia UE se i divieti italiani su foglie e infiorescenze di Cannabis sativa L. da varietà certificate e a basso THC siano compatibili con la libera circolazione delle merci e con la politica agricola comune.

Dall’altra, con un’ordinanza del 26 giugno 2025 il GIP di Brindisi ha sospeso un procedimento penale su un carico di canapa e ha rimesso alla Corte costituzionale l’art. 18 del DL 48/2025 (L. 80/2025), il cuore del cosiddetto “decreto sicurezza” in materia di infiorescenze di canapa.

Il giudice di Brindisi ritiene questa scelta costituzionalmente sospetta su tre fronti.

1°) il vizio formale. Il decreto sicurezza viene definito adottato «al di fuori dei casi straordinari di necessità e urgenza» e l’art. 18 è inserito in un provvedimento “omnibus” sulla sicurezza, disomogeneo “per tabulas”, in contrasto con l’art. 77 della Costituzione.

2°) il vizio sostanziale. Trasformare in reato, “a presunzione”, qualsiasi condotta sulle infiorescenze di canapa industriale senza accertare un’efficacia drogante viene giudicato in conflitto con il principio di offensività: «punire l’inoffensivo non è costituzionalmente ammissibile».

3°) il profilo europeo. L’ordinanza parla di una misura che ha «effetto equivalente a restrizioni quantitative delle importazioni», potenzialmente in contrasto con l’art. 34 TFUE, perché la canapa industriale è una coltura agricola legittimamente scambiata nello spazio UE.

Il nodo centrale è chiaro: non può esserci reato penale se manca l’offensività, cioè se il prodotto NON è stupefacente.

Negli ultimi mesi, diversi giudici e anche alcuni Pubblici Ministeri hanno già archiviato denunce e disposto dissequestri quando i fiori di canapa analizzati erano privi di efficacia drogante, applicando in concreto il principio di offensività. Questo significa che non basta la mera presenza di infiorescenze di canapa botanica per configurare un reato: servono delle analisi di laboratorio per accertare, caso per caso, se la sostanza rinvenuta abbia davvero un effetto stupefacente. Se non lo è, non può esserci reato, né ai sensi della L. 242/2016 né – in una lettura costituzionalmente corretta – del DPR 309/1990.

Come reagisce il Governo ai chiari segnali che porteranno alla sospensione dell’art. 18 del Decreto sicurezza?

In primo luogo prova ad inserire un emendamento alla legge di bilancio, poi ritirato a causa di imbarazzi interni alla maggioranza, per normare il prodotto da fumo imponendo un accisa del 40% e poi lancia una serie di rappresaglie, mediante le forze dell’ordine, facendo sequestrare indiscriminatamente ed illegittimamente i fiori ed i derivati nei negozi e nelle aziende agricole di mezza Italia.

Sono gli ultimi disperati colpi di coda di un governo che, dall’angolo dove è stato rinchiuso, continua ad azzannare giovani imprenditori Italiani in nome della sua battaglia ideologica.

La canapa industriale è una filiera agricola che crea lavoro, investimenti e innovazione: merita certezza del diritto, non oscillazioni ideologiche.

«Si deve tornare al diritto, alla scienza e alla Costituzione, non alla presunzione».

Dopo anni di vessazioni e soprusi ai danni di piccoli agricoltori e commercianti, che hanno portato a centinaia di proce...
23/11/2025

Dopo anni di vessazioni e soprusi ai danni di piccoli agricoltori e commercianti, che hanno portato a centinaia di procedimenti penali risolti con piene assoluzione in quanto il fatto non sussisteva, finalmente i nostri commedianti hanno svelato il loro vero intento, ovvero:
Dimezzare i piccoli per poi normare e consegnare il settore ai propri amici.
Non siamo un paese siamo una vergogna !!!

16/10/2025

Da Palermo a Torino, i giudici bocciano l’approccio repressivo del governo: servono prove scientifiche, non arresti a vista. In assenza di prove sull’efficacia drogante, la canapa resta legale

09/10/2025
La luce in fondo al tunnel...
10/09/2025

La luce in fondo al tunnel...

Il foro trentino ha dichiarato inammissibile il ricorso di due aziende, ma nel farlo ha ammesso che gli operatori che coltivano legalmente possono continuare a farlo

LEGGE SULLA CANAPA DA DISAPPLICAREIl Decreto Sicurezza (art. 18) ha modificato pesantemente la legge n. 242 del 2016, ch...
26/06/2025

LEGGE SULLA CANAPA DA DISAPPLICARE

Il Decreto Sicurezza (art. 18) ha modificato pesantemente la legge n. 242 del 2016, che regolava la coltivazione della canapa industriale in Italia. Lo scopo dichiarato: evitare rischi per la sicurezza pubblica e stradale causati dal consumo di infiorescenze di cannabis. L’unica cosa consentita è usare le infiorescenze per la produzione di semi ma solo a livello industriale e con molti vincoli.

Nella giornata di ieri la suprema Corte di Cassazione ha diramato una relazione illustrativa (Relazione 33/2025, Ufficio del Massimario della Corte di Cassazione), cioè un documento di studio e analisi giuridica come strumento decisionale per i giudici e gli enti amministrativi. La Suprema Corte ha evidenziato problemi legali e costituzionali nell’applicazione del decreto di cui sopra.

PROBLEMI LEGALI E COSTITUZIONALI:

1. Incostituzionalità per violazione della libertà economica

La legge blocca un intero settore economico legale e regolato fino a ieri.

Migliaia di imprese e posti di lavoro sono a rischio, nonostante l’assenza di prove scientifiche che dimostrino effetti droganti per prodotti a basso THC.

2. Violazione del principio di “offensività”

Non si può punire penalmente qualcosa che non produce un danno concreto.

La legge presume automaticamente che le infiorescenze siano pericolose, senza valutarne i reali effetti.

VIOLAZIONE DEL DIRITTO EUROPEO:

1. Libera circolazione delle merci

L’UE riconosce e incentiva la coltivazione di canapa con THC < 0,3%.

Impedire la vendita di questi prodotti in Italia viola le regole del mercato unico europeo (artt. 34 e 36 TFUE).

2. Proporzionalità e prove scientifiche

La Corte di Giustizia UE (caso Kanavape) ha detto chiaramente che non si può vietare un prodotto se non ci sono dati scientifici che dimostrano un reale rischio per la salute.

PUNTI CRITICI PRATICI, DANNI ECONOMICI E SOCIALI:

I semi (consentiti) si sviluppano dentro le infiorescenze (vietate), quindi come si fa a produrli legalmente?

Senza contratti o autorizzazioni chiari, anche chi coltiva per i semi rischia sanzioni.

Le forze dell’ordine possono interpretare qualsiasi detenzione come illegale.

Il settore vale 2 miliardi l’anno in Italia e occupa più di 20.000 persone.

L’80–90% del mercato riguarda proprio le infiorescenze, ora vietate.

I prodotti alternativi (semi, fibre) non bastano per sostenere le aziende.

CONCLUSIONI:

La Suprema Corte di Cassazione sottolinea che:

Il nuovo divieto ha un carattere ideologico e non basato su dati scientifici.

Potrebbe essere dichiarato incostituzionale e in contrasto con il diritto europeo.

Le sanzioni penali introdotte sono sproporzionate e ingiustificate per un prodotto non drogante.

La Cassazione, in questo documento, non prende una decisione vincolante né impone allo Stato di cambiare la legge ma analizza criticamente le modifiche introdotte dal Decreto Sicurezza sulla cannabis light.

Segnala i numerosi problemi costituzionali e di compatibilità europea evidenziando i rischi di incostituzionalità e le contraddizioni con Il diritto UE (libera circolazione delle merci, proporzionalità, principio di mutuo riconoscimento) e la nostra Costituzione (libertà economica, principio di offensività, affidamento del cittadino, legalità penale).

IN SINTESI:

Questa relazione è una forte critica tecnica e giuridica, che serve da guida e da monito per i giudici, i politici e gli operatori del settore dando grande fiducia a tutta la filiera canapicola;

Non obbliga lo Stato a modificare la legge, ma fornisce tutte le basi affinché:
• un giudice sollevi una questione di costituzionalità,
• un tribunale disapplichi la norma in contrasto con il diritto UE,
• il Parlamento decida di correggere la legge.

Tutte le motivazioni difensive delle associazioni di filiera sono state riportate dalla Suprema Corte lasciando intendere che questa grave ingiustizia, penalizzante in modo spropositato, verrà al più presto modificata o totalmente cancellata.

CBD PER LA SALUTE DELL’INTESTINOPoiché il legame tra la salute dell’intestino ed il benessere generale sta ricevendo sem...
21/06/2025

CBD PER LA SALUTE DELL’INTESTINO
Poiché il legame tra la salute dell’intestino ed il benessere generale sta ricevendo sempre più attenzione, l’uso del CBD sta emergendo come un promettente rimedio naturale per molti problemi digestivi ed infiammatori.

Interagendo con il microbioma intestinale e riducendo l’infiammazione, l’estratto naturale della pianta di canapa mostra il potenziale per migliorare la digestione, gestire condizioni come l’IBS e promuovere la salute gastrointestinale generale.

L’intestino svolge un ruolo importante nel mantenimento della salute generale. Non solo elabora il cibo che mangi, ma sostiene anche il sistema immunitario, regola l’infiammazione ed influenza la salute mentale.

1 – Il ruolo del microbioma intestinale

Il microbioma intestinale è costituito da trilioni di batteri buoni e altri microrganismi che vivono nel sistema digestivo. Questi microbi sono essenziali per la digestione del cibo, l’assorbimento dei nutrienti e la protezione dagli agenti nocivi. Un microbioma sano favorisce una buona digestione e rafforza il sistema immunitario, mentre un microbioma squilibrato può portare a problemi intestinali e infiammazioni croniche.

2- L’importanza della barriera intestinale

La barriera intestinale, un rivestimento di cellule nell’intestino, impedisce alle sostanze nocive di entrare nel flusso sanguigno. Quando questa barriera è compromessa, una condizione spesso definita “intestino permeabile”, può scatenare un’infiammazione diffusa e contribuire a condizioni come la sindrome dell’intestino irritabile o disturbi autoimmuni. Mantenere una barriera intestinale forte è essenziale per prevenire l’infiammazione e sostenere la salute generale.

Quando l’intestino non funziona correttamente, possono verificarsi sintomi come gonfiore, fastidio e problemi digestivi. I problemi cronici di salute intestinale possono anche portare a stanchezza, ansia o indebolimento del sistema immunitario, rendendo essenziale affrontare questi problemi in modo tempestivo ed efficace.

Cosa dice la scienza sul CBD e l’intestino?

Il CBD, abbreviazione di cannabidiolo, è un composto derivato dalla pianta di cannabis o canapa che interagisce con il sistema endocannabinoide (ECS) dell’organismo. L’ECS è diffuso in tutto il corpo umano e svolge un ruolo fondamentale nella regolazione di molte delle sue funzioni, compresa la salute intestinale.

Potenziali benefici del CBD per i disturbi digestivi

La ricerca scientifica evidenzia diversi modi in cui il CBD può aiutare la salute dell’apparato digerente. Ecco tre applicazioni chiave:

1- Malattie infiammatorie intestinali (IBD)

Condizioni come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa sono caratterizzate da una grave infiammazione dell’intestino. Gli studi suggeriscono che il CBD può aiutare a ridurre l’infiammazione, alleviare i sintomi e favorire la guarigione di queste condizioni. Attraverso la sua interazione con il sistema endocannabinoide, il CBD calma le risposte immunitarie iperattive che causano le IBD.

2 – Gonfiore e fastidio

Il gonfiore e il fastidio digestivo sono problemi comuni per le persone con disturbi intestinali. La capacità del CBD di ridurre l’infiammazione e regolare la motilità intestinale può aiutare ad alleviare questi sintomi. Calmante del tratto digestivo, il CBD favorisce una digestione più regolare e riduce la sensazione di gonfiore.

3 – L’asse intestino-cervello

L’intestino ha una profonda connessione con il cervello attraverso l’asse “intestino-cervello”. L’infiammazione intestinale o uno squilibrio del microbioma possono contribuire a stress, ansia e persino depressione. È così che gli effetti del CBD sulla salute intestinale possono migliorare indirettamente il benessere mentale, favorendo un ambiente intestinale più sano.

Scegliete prodotti di alta qualità

I migliori prodotti CBD per la salute intestinale sono testati da terzi e privi di additivi nocivi. Gli oli CBD a spettro completo e gli oli CBD ad ampio spettro, che contengono cannabinoidi e terpeni aggiuntivi, possono offrire maggiori benefici grazie all’“effetto entourage”.

Gestisci le tue aspettative

Sebbene il CBD abbia dimostrato il potenziale per migliorare la salute dell’intestino, non è una panacea. Il CBD dovrebbe essere considerato un integratore di uno stile di vita sano, che include una dieta equilibrata, esercizio fisico regolare e gestione dello stress. L’uso costante del CBD nel tempo fornisce risultati migliori rispetto all’aspettativa di un sollievo immediato da una singola applicazione. Sii paziente.

CBD e intestino, conclusione:

La capacità del CBD di ridurre l’infiammazione intestinale, promuovere i batteri benefici e sostenere la barriera intestinale lo rende un’opzione promettente per coloro che cercano di migliorare la propria salute intestinale. Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per chiarire i suoi effetti a lungo termine e i dosaggi ottimali, le prove attuali suggeriscono che il CBD può svolgere un ruolo prezioso nella gestione dei problemi digestivi e nel sostegno del benessere generale.

12/06/2025

Finalmente lo ammetteno confermando che il DL e' puramente ideologico e fatto con dolo.
Vergogna !!!

CANAPA LIGHT : IL BANDO AL FIORE VA DISAPPLICATO DAI GIUDICI ITALIANI IN QUANTO NON COMUNICATO PREVENTIVAMENTE ALL'EUROP...
06/06/2025

CANAPA LIGHT : IL BANDO AL FIORE VA DISAPPLICATO DAI GIUDICI ITALIANI IN QUANTO NON COMUNICATO PREVENTIVAMENTE ALL'EUROPA ...

Chigi ha violato l'obbligo di comunicazione a Bruxelles, imposto dalla direttiva n. 1535 del 2015. Tornano a sperare i negozi di cannabis light

LE REGIONI IN AIUTO DELLA FILIERAUnanimità delle Regioni sulla canapa: richiesta urgente di supporto a una filiera da 2 ...
29/04/2025

LE REGIONI IN AIUTO DELLA FILIERA

Unanimità delle Regioni sulla canapa: richiesta urgente di supporto a una filiera da 2 miliardi di euro.

La decisione della Conferenza delle Regioni
In seduta straordinaria del 29 aprile 2025, la Commissione Agricoltura della Conferenza delle Regioni — presieduta dall’assessore veneto Federico Caner — si legge nel comunicato – ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che chiede al Governo di correggere o eliminare l’art. 18 del Decreto Sicurezza (in vigore dal 12 aprile).

L’articolo che vieta la coltivazione, la trasformazione e la vendita di infiorescenze di canapa a basso THC (< 0,3 %), sta mettendo a rischio un comparto che conta migliaia di imprese e investimenti pubblici e privati.

“Dalle Regioni al Ministero parte una richiesta unanime: tutelare la filiera e valutare una revisione immediata del testo di legge.”

Le richieste ufficiali al Governo:

1. Revisione immediata dell’art. 18 per riallinearsi alla normativa europea sul mercato unico.

2.Fondo di emergenza a copertura delle perdite già registrate dagli operatori.

3.Tavolo tecnico permanente con Ministero, Regioni e associazioni di categoria per definire regole chiare e stabili.

Rischi politici per l’esecutivo

- Pressione intra-maggioranza: 14 Regioni guidate dal centro-destra chiedono di correggere un provvedimento varato dallo stesso schieramento al Governo.
- Possibile ricorso alla Corte Costituzionale per conflitto di attribuzione su agricoltura e salute.
- Procedura d’infrazione UE: la limitazione della coltivazione, ma non dell’importazione, potrebbe violare il principio di libera circolazione delle merci.

Il commento di Canapa Sativa Italia (CSI)
“Dal centro-sinistra al centro-destra, la politica italiana converge su un fatto: la canapa è un asset strategico, non un cliché ideologico. Ignorare l’unanimità dei territori isolerebbe Roma in Europa.”
— Mattia Cusani, presidente CSI

Prossimi passi

La lettera unanime sarà inviata al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida entro 48 ore. In assenza di riscontro, le Regioni valuteranno ulteriori azioni istituzionali, inclusa l’impugnativa costituzionale.

Leggi articolo completo su https://www.cbdplusitalia.com/2025/04/29/le-regioni-in-aiuto-della-filiera/

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