Yoga Lover

Yoga Lover un luogo dove condividere la pratica sul tappetino ma sopratutto fuori dal tappetino

YOGA DEL QUOTIDIANO- Non ti serve tempo per riportarti alla presenza ti serve la volontà di farlo.Le micropratiche di Da...
26/03/2026

YOGA DEL QUOTIDIANO-
Non ti serve tempo per riportarti alla presenza ti serve la volontà di farlo.
Le micropratiche di Daniel Odier rappresentano perfettamente spazi di pausa consapevole, sono sandhya.
In genere quando svolgiamo compiti abitudinari il nostro cervello attiva il pulito automatico. In una società che ci chiede di essere perennemente produttivi è facile essere sempre in modalità automatica e questo ci allontana totalmente dalla verità della vita, dalla sua bellezza e complessità. Daniel Odier ci offre un approccio semplice ma profondo per riappropriarci della nostra presenza.
Piccoli atti di attenzione quotidiana, piccole perle di presenza disseminate nell’arco del giorno per rieducare la nostra mente a stare, ad essere.
Di lui vi consiglio i libri Ta**ra e Aprirsi alla gioia.

25/03/2026
PAROLE CHE CURANO Lontanoarchi di nevose cime azzurre.Ma sul ramogià è sbocciato il fiore del pesco,così di miele il sol...
22/03/2026

PAROLE CHE CURANO

Lontano
archi di nevose cime azzurre.
Ma sul ramo
già è sbocciato il fiore del pesco,
così di miele il sole
in quest’aria odorosa di primo marzo,
sento nelle mie vene avvolgersi il mio sangue,
lento in me scende
torpore di primavera.

Sabilla Aleramo

ESERCITAZIONI POETICHE

Arriva presto l’alba a primavera, filtra dagli scuri lasciati aperti e bagna le lenzuola del profumo dell’erba.
I piedi nudi sul pavimento freddo , le fragole a colazione col the alla menta, i vestiti leggeri col maglione pesante.
La confusione allegra e imprevedibile di un tempo incerto che sembra confermarmi che anche io posso essere stramba e colorata e incerta.

… cosa nutre il tuo terreno? non sempre servono cambiamenti importanti per sostenere una fioritura, a volte bastano piccoli gesti di cura quotidiana… quali sono i tuoi? perché non tenere un piccolo quaderno di fioritura?
… le foto non c’entrano tanto con ciò che ho scritto ma c’entrqno tanto con ciò che mi fa stare bene…

PAROLE CHE CURANO Lontanoarchi di nevose cime azzurre.Ma sul ramogià è sbocciato il fiore del pesco,così di miele il sol...
22/03/2026

PAROLE CHE CURANO

Lontano
archi di nevose cime azzurre.
Ma sul ramo
già è sbocciato il fiore del pesco,
così di miele il sole
in quest’aria odorosa di primo marzo,
sento nelle mie vene avvolgersi il mio sangue,
lento in me scende
torpore di primavera.

Sabilla Aleramo

ESERCITAZIONI POETICHE

È primavera
Dormo con le persiane aperte è così bello lasciarsi svegliare dalla luce del sole. Svegliarsi ed aprire le finestre, il freddo frizzante a darmi il buongiorno… e poi mangiare fragole a colazione con the nero alla vainiglia.
Camminare scalza e indossare vestiti leggeri coi maglioni pesanti mentre il vento arriccia la pelle delle gambe n**e.
La confusione allegra e imprevedibile di un tempo incerto, che sembra confermarmi che anche io posso essere stramba e colorata e incerta.

… cosa nutre il tuo terreno? non sempre servono cambiamenti importanti per sostenere una fioritura, a volte bastano piccoli gesti di cura quotidiana… quali sono i tuoi? perché non tenere un piccolo quaderno di fioritura?
… le foto non c’entrano tanto con ciò che ho scritto ma c’entrqno tanto con ciò che mi fa stare bene…

Nel pensiero di Abhinavagupta vikāsa é la coscienza che si espande e saṃkoca , la coscienza che si contrae, si limita, s...
20/03/2026

Nel pensiero di Abhinavagupta vikāsa é la coscienza che si espande e saṃkoca , la coscienza che si contrae, si limita, si focalizza; senza contrazione non ci sarebbe alcuna forma.
Se la coscienza fosse solo espansione infinita non ci sarebbero oggetti, non ci sarebbero individui e non ci sarebbe esperienza.
La contrazione crea limiti, rende possibile la differenza, permette alla coscienza di apparire come qualcosa di specifico. È ciò che trasforma l’infinito in esperienza concreta.
ll “fiorire” (vikāsa) non è solo apertura totale,
ma l’intero processo attraverso cui qualcosa appare.
E per apparire, deve:
1 contrarsi (saṃkoca) -assumere una forma
2 dispiegarsi (vikāsa) - manifestarsi pienamen
Un fiore non è solo apertura, il bocciolo chiuso é saṃkoca, il movimento di apertura é vikāsa e il fiore nella sua pienezza é risultato di entrambi.
Senza la chiusura iniziale, non ci sarebbe alcun fiore
Quando vivi:
• confusione
• paura
• senso di limite
stai sperimentando saṃkoca ma per lo Shivaismo del Kashmir non c’è alcun errore in questo è la coscienza che si sta contraendo per apparire come “te”. I nostri limiti ci definiscono proprio come i nostri talenti, sono parte della nostro manifestarci, parte del processo di fioritura.

Normalmente pensiamo che l’espansione sia bene e la contrazione sia il problema da risolvere.
Qui invece espansione e contrazione sono ugualmente divine, entrambe sono modi del fiorire.
Riconoscere questa verità e imparare ad accogliere e riconoscere il valore dei nostri limiti e di quelli non è sempre facile, riconoscere che anche il dolore ed il “male” fanno parte di un processo di espansione non è affatto intuitivo… e tu cosa ne pensi?

23/02/2026

YOGA DEL QUOTIDIANO- less is more
Tutta questa frenesia di essere, di fare , di comprare, di addizionare esperienze proprio non mi appartiene, anzi rende il mio passo sincopato, altera il battito, toglie energia.
Se c’è una cosa che si sta facendo terribilmente chiara in me è che devo togliere, riportarmi all’essenziale, abitare lunghe pause, spazi ampi, tempi lenti. Cerco questo ritorno al minimo anche nella pratica, pochi gesti, tanto respiro, una pratica più lenta, la volontà di riscoprire la semplicità del movimento che non è facilità ma capacità di riconoscere la linea di forza essenziale che lo rende stabile, armonico, funzionale.
Cerco questo anche nelle relazioni, nelle mie amicizie, nella coppia: una forma di pulizia che toglie il superfluo per far emergere ciò che mi nutre davvero: l’essere riconosciuti, l’onestà intellettuale, il rispetto reciproco.
Credo davvero che questo bisogno di fare e di essere sia solo destabilizzante, sembra che niente ci basti e continuiamo a rincorrerci, alla continua ricerca di qualcosa… ma se continuiamo a ricoprirci di bisogni forse continuiamo solo ad anestetizzare la nostra capacità di ascolto e rimaniamo confusi e insoddisfatti. Forse invece dobbiamo iniziare a togliere, a fermarci, a riscoprire l’umilta del poco e del niente, a stare cosi come siamo, dove siamo…. nella semplice di chi siamo.

PILLOLE DI FILOSOFIA- SATYA-Nel cuore dello Shivaismo del Kashmir, Satya, non è un principio da rispettare, una legge mo...
19/02/2026

PILLOLE DI FILOSOFIA- SATYA-
Nel cuore dello Shivaismo del Kashmir, Satya, non è un principio da rispettare, una legge morale ma un atto ontologico: il riconoscimento diretto (pratyabhijñā) della nostra vera natura , come la stessa coscienza che tutto manifesta. Nella realtà di tutti i giorni si esprime nel vivere senza separazione tra ciò che si è, ciò che si pensa e ciò che si esprime.
Quando la parola nasce dal silenzio consapevole, è Satya.
Quando l’azione sgorga dalla presenza non frammentata, è Satya.
Quando l’identità personale si scioglie nel riconoscimento dell’unità, è Satya.
—————……………….————————-………..
Come sempre l’India mi sbatte davanti ad un specchio e mi obbliga guardare: in quello sguardo ci sono tutte le mie paure, i miei desideri, tutta la mia verità…. e stavolta quello sguardo mi ha detto chiaramente cosa non sono e credevo di essere, quali spazi non voglio abitare e quale ritmo mi fa sentire davvero fuori tempo.

Alcune foto sono di 🙏

PILLOLE DI FILOSOFIA- SATYA-Nel cuore dello Shivaismo del Kashmir, Satya, non è un principio da rispettare, una legge mo...
19/02/2026

PILLOLE DI FILOSOFIA- SATYA-
Nel cuore dello Shivaismo del Kashmir, Satya, non è un principio da rispettare, una legge morale ma un atto ontologico: il riconoscimento diretto (pratyabhijñā) della nostra vera natura , come la stessa coscienza che tutto manifesta. Nella realtà di tutti i giorni si esprime nel vivere senza separazione tra ciò che si è, ciò che si pensa e ciò che si esprime.
Quando la parola nasce dal silenzio consapevole, è Satya.
Quando l’azione sgorga dalla presenza non frammentata, è Satya.
Quando l’identità personale si scioglie nel riconoscimento dell’unità, è Satya.
—————……………….————————-………..
Come sempre l’India mi sbatte davanti ad un specchio e mi obbliga guardare: in quello sguardo ci sono tutte le mie paure, i miei desideri, tutta la mia verità…. e stavolta quello sguardo mi ha detto chiaramente cosa non sono e credevo di essere, quali spazi non voglio abitare e quale ritmo mi fa sentire davvero fuori tempo.

PAROLE CHE CURANO:Vedere un Mondo in un granello di sabbia,e un Cielo in un fiore selvatico,tenere l’Infinito nel cavo d...
15/02/2026

PAROLE CHE CURANO:

Vedere un Mondo in un granello di sabbia,
e un Cielo in un fiore selvatico,
tenere l’Infinito nel cavo della mano
e l’Eternità in un’ora.
(W. Blake)

“ Contempla le forme indivise del tuo corpo e quelle dell’intero universo come appartenenti alla stessa natura, così, il tuo essere onnipresente e la tua forma riposeranno nell’unità e raggiungerai la natura della coscienza.”
Vijñānabhairava Ta**ra

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Manciano
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