24/12/2025
😅
Ossiuri e “sparadrapp” (dialetto barese per “cerotto”)
(scena di vita vera in uno studio pediatrico verace)
Oggi, momento epico.
Una mamma arriva trafelata, accompagnata dal nonno, con una comunicazione nella chat delle mamme:
“Presenza di ossiuri.”
Panico.
Faccio subito chiarezza e sedo l’ansia.
Gli ossiuri sono piccoli nematodi intestinali (Enterobius vermicularis), responsabili dell’enterobiasi, un’infezione molto frequente in età pediatrica. Il sintomo cardine: il prurito al culetto, specie notturno.
La trasmissione avviene per via oro-fecale: contatto con superfici contaminate oppure, più spesso, grattamento della zona perianale e successiva ingestione accidentale delle uova.
Sì, è una cosa comune.
Sì, è un po’ schifosa.
Il trattamento è semplice:
➡️ farmaci antielmintici in dose singola, da ripetere dopo 2 settimane.
➡️ vanno trattati tutti i conviventi, quindi fratelli-sorelle-mamma-papà, perché la reinfezione è dietro l’angolo.
➡️ fondamentale associare misure igieniche: lavaggio delle mani, cambio e lavaggio frequente della biancheria, pulizia delle superfici.
Fin qui tutto chiaro.
Poi arriva la parte più delicata: la diagnosi.
Spiego che si basa sul cosiddetto “scotch test”: un nastro adesivo va applicato sulla regione perianale del bambino al risveglio, prima di lavarsi, per 3 mattine consecutive, e poi osservato al microscopio alla ricerca delle uova.
Aggiungo che, in alternativa, anche la visualizzazione diretta dei vermi, soprattutto di notte, è già diagnostica.
La mamma mi guarda.
Perplessa.
Pallida.
Visibilmente disgustata.
Silenzio.
Il nonno, che fino a quel momento aveva ascoltato serio serio, prende in mano la situazione e, con tono rassicurante, sentenzia:
“Ngiu mettc’ ji u sparadrapp ngul au piccinin.”
“Grazie dotto’ e Buon Natale!”
Chiusura del sipario. Ho adorato questo nonno. Sintetico. Risolutivo.
Non potevo non condividere🤣