Mila Bezzon - Counselor e Naturopata

Mila Bezzon - Counselor e Naturopata Counselor e Naturopata
Incontri individuali e di gruppo
Ideatrice di
PROGETTO IO STO BENE Se vuoi approfondire, conosciamoci. Felice che tu sia arrivato qui.

Benvenuto in questa mia pagina, dove l'interesse principale è rivolto al Benessere a 360° e alla Salute corpo-mente. Qui puoi incontrare argomenti di Naturopatia (insieme di discipline naturali per migliorare la qualità di vita) e argomenti di Counseling (idee per lo sviluppo delle risorse personali e il miglioramento delle relazioni interpersonali). Grazie
Mila

30/12/2025

Saggezza orientale e pace nel cuore 💙

🌈✨Pensiero + Corpo + Respiro = Equilibrio

Pippo entra in studio e mi dice di non sentirsi in linea col mondo... Così, parliamo, si confida, e penso ad un fiore di...
17/12/2025

Pippo entra in studio e mi dice di non sentirsi in linea col mondo...

Così, parliamo, si confida, e penso ad un fiore di Bach... ;-)

Un cliente… d’eccezione 😉 Pippo entra in studio con il suo passo un po’ ondeggiante. Il cappello leggermente storto, lo

Hai infinite possibilità sepolte dentro di te. Questo è il pensiero di DALE CARNEGIE. E tu ... riesci a far splendere tu...
16/12/2025

Hai infinite possibilità sepolte dentro di te. Questo è il pensiero di DALE CARNEGIE. E tu ... riesci a far splendere tutte le tue parti?

Come il diamante, esprimiamo la nostra bellezza quando diamo spazio, voce e possibilità a tutte le nostre sfaccettature: alle diverse parti di noi, ai molteplici aspetti della nostra personalità.

01/12/2025

“Mi chiamano il perfettino”

La storia di Marco

Perfezione e rigidità, se in eccesso tolgono gusto alla vita. Rock water e Beech 🌷sono i fiori di Bach che ci aiutano a ritrovare leggerezza!
M

...ciò che facciamo è soltanto ciò che poteva essere...
28/11/2025

...ciò che facciamo è soltanto ciò che poteva essere...

La domanda di Francesca:Come posso non sentirmi in colpa, se mi prendo dello spazio per me ?Cara Francesca, il senso di ...
27/11/2025

La domanda di Francesca:
Come posso non sentirmi in colpa, se mi prendo dello spazio per me ?

Cara Francesca, il senso di colpa nasce da un’idea sbagliata di valore.

“Ti senti in colpa perché credi che il tuo valore dipenda da quanto fai per gli altri. Ma non è così.”

Viviamo in un tempo in cui l’essere occupati è scambiato per essere importanti.
Quindi quando ti fermi, la mente va in allarme: “Sto perdendo tempo! Devo fare di più!” Ma è un’illusione culturale, non una verità. Prendersi spazio non è egoismo, è igiene mentale. Il nostro sistema nervoso ha bisogno di pause come i nostri polmoni hanno bisogno d’aria. Del resto, quando ci prendiamo tempo per noi, non stiamo togliendo nulla a nessuno, stiamo semplicemente evitando di svuotarci. La colpa arriva perchè viviamo nella testa, quella stessa testa che dice: devo fare tutto, devo essere all’altezza. Mentre il corpo, il corpo che sà, dice: respira, rallenta, stai in silenzio, riposa, cammina. E come dice il dott. Morelli, “Il senso di colpa è ciò che provi quando tradisci il tuo corpo.” Se ascolti il tuo corpo, la colpa si scioglie. E poi, lo spazio per se stessi Francesca, non è un lusso, come lo chiami tu, è un bisogno biologico; oggi viviamo di fretta, veloci, e il sistema nervoso va in sovraccarico, così arriva stress e stanchezza. Mentre, quando ci ritiriamo, il nostro cervello si ricarica e diventa più presente, più creativo, più vivo.

Se non ci prendiamo tempo per noi, facilmente diventiamo irascibili e confusi; invece lo spazio personale ci rende più disponibili e amabili. C’è una frase che amo molto: per essere gentili, bisogna essere in pace.

Chiediti: “Di cosa ho bisogno adesso?”

Ascolta la risposta del corpo, non della testa. In quell’ascolto, il senso di colpa non può resistere: è come nebbia al sole.

Prova 🙂

M

Perché il 25 novembre merita nuove parole.Domani è il 25 novembre... Nuove parole per domani. Il 25 novembre è conosciut...
24/11/2025

Perché il 25 novembre merita nuove parole.
Domani è il 25 novembre... Nuove parole per domani.


Il 25 novembre è conosciuto come la Giornata contro la violenza sulle donne. Ogni anno, però, questo titolo mi risuona addosso in modo particolare. Nel linguaggio che usiamo ci sono due parole molto forti: “contro” e “violenza”. Termini che evocano tensione, conflitto, lotta. Le parole non sono neutre: plasmano la percezione, influenzano l’immaginario, direzionano l’emozione.

Per questo, negli anni ho iniziato a chiedermi se un linguaggio più orientato alla costruzione non potrebbe aiutarci a diffondere una cultura diversa. Immagino una giornata non “contro”, ma per qualcosa:

per il rispetto della donna,
per la dignità della persona,
per relazioni sane e consapevoli.

Un cambio di prospettiva che non nega il problema, ma prova a generare un’energia più fertile.

Allo stesso tempo, riconosco che parlare di “rispetto” potrebbe apparire come un modo per addolcire un fenomeno che, invece, va guardato in faccia con chiarezza. La violenza sulle donne è reale, concreta, attuale e i linguaggi forti non servono solo a denunciare: a volte mobilitano, smuovono, fanno uscire dal torpore della nostra quotidianità. “Violenza” e “contro” possono generare disagio, sì, ma è un disagio che in certi contesti ha una funzione precisa: richiamare l’urgenza.

Eppure, proprio dentro questa complessità, sento che vale la pena continuare a riflettere sulle parole.
Possiamo nominare la violenza — perché è giusto farlo — e allo stesso tempo coltivare un linguaggio che orienti verso ciò che vogliamo costruire. Possiamo tenere insieme denuncia e visione, realtà e possibilità.

Forse dovremmo iniziare a celebrare il 25 novembre non solo come una giornata contro la violenza, ma anche come una giornata per il rispetto, per la consapevolezza, per la dignità di ogni persona... e dirlo, e dirlo con le parole, usare queste parole. Senza togliere spazio alle donne, ma ampliando l’orizzonte di ciò che vogliamo generare.

Perché le parole possono ferire, ma possono anche aprire strade nuove.

Il mio professore Raffaele Morelli diceva spesso che "le parole sono semi".

E una cultura cambia quando cambiano sia i gesti che il linguaggio che li accompagna.

M

Ne siamo solitamente inconsapevoli, ma tutti noi viaggiamo per gran parte della nostra vita, sulle montagne russe... tra...
17/11/2025

Ne siamo solitamente inconsapevoli, ma tutti noi viaggiamo per gran parte della nostra vita, sulle montagne russe... tra umore alto e umore basso, in variazioni continue e spesso debilitanti. Queste "onde o fluttuazioni" ci possono creare un instabilità interiore difficile da governare. Neppure il potere o il successo, a differenza di ciò che ci fanno credere in questa società della performance, riescono ad attenuare, se non per un breve periodo, quella certa ansiosa incertezza.

Il punto è che non siamo costruiti per una linearità emotiva.
Dentro ognuno di noi vive un piccolo universo imprevedibile... una sorta di clima interiore che cambia anche quando fuori sembra tutto sereno.

Il problema nasce quando crediamo che queste oscillazioni siano un errore, o peggio, un difetto personale.

Allora iniziamo a lottare contro il nostro stesso funzionamento naturale: ci sforziamo di essere sempre lucidi, sempre forti, sempre “in forma”. Così facendo, il caos non diminuisce… si nasconde, e quando riemerge lo fa con più forza.

Le antiche tradizioni – e anche la psicologia più recente – ci ricordano che l’equilibrio non è un punto fisso, ma un movimento continuo. È qui che entra la parte più difficile, ma anche più liberatoria: smettere di giudicare il nostro caos come un nemico.
Perché è proprio in quelle variazioni che si nasconde il messaggio che può dirci che stiamo ignorando un bisogno.

Il caos, in fondo, è un linguaggio.
E quando smettiamo di soffocarlo, diventa una bussola.

E se ora pensi al tuo caos come ad una bussola... da che parte ti vuole portare? perchè se smettiamo di pensare e cominciamo a sentire, molto probabilmente il "viaggio" si fa più interessante ;-)

M

Siamo sedute una fronte all'altra. Romina sorride e comincia."Non mi lamento, eh… non mi piace lamentarmi. Però… ultimam...
03/11/2025

Siamo sedute una fronte all'altra. Romina sorride e comincia.

"Non mi lamento, eh… non mi piace lamentarmi. Però… ultimamente mi sento stanca. Non tanto nel corpo, ma come se non avessi più una spinta dentro. Eppure continuo: vado al lavoro, mi occupo della casa, di mia madre, dei ragazzi… so che devo farlo, non c’è alternativa."

Io : Ti sento dire “devo” molte volte… come se tutto dipendesse da te. E se per un momento non dovessi fare nulla, cosa accadrebbe?

Romina sorride ancora, ma abbassa lo sguardo. "Oddio… non lo so. Mi sentirei in colpa. O inutile. È che… non riesco a fermarmi. Anche quando mi dico “oggi mi riposo”, poi trovo sempre qualcosa da fare. È più forte di me.

Mila:
È più forte di te...

Romina:
Sì. Mi dice che devo tenere duro, che non posso mollare. Che se mi fermo, tutto crolla.
E poi… chi altro lo farebbe, se non io?

Mila:
Ti sei mai chiesta da quanto tempo resisti così? Da quando hai iniziato a “tenere tutto su”?

Romina:
(una pausa lunga)
Da sempre, credo. Anche da bambina.
Se c’era un problema, io lo risolvevo. Se qualcuno stava male, io c’ero.
Non mi è mai piaciuto mostrare debolezza. Eppure… ultimamente mi capita di piangere senza motivo.
Mi spaventa, perché non è da me... mi sento debole.

Mila:
Forse non è debolezza, Romina. Forse è la parte di te che chiede spazio dopo tanto tempo.
Il corpo, a volte, è come una quercia: può reggere per anni, ma poi ha bisogno di respirare, di farsi attraversare dal vento.
Hai mai pensato che potresti restare forte… anche lasciandoti piegare un po’?

Romina:
(non risponde subito, ma gli occhi si fanno lucidi)
Non lo so se ne sono capace… anche se credo mi farebbe bene.

Mila:
Non serve farlo tutto in una volta.
Puoi cominciare con piccoli gesti... cosa ti fa stare bene nel quotidiano? nelle piccole azioni? Perchè se prendi seriamente anche il tuo "fermarti" o tenti di organizzarlo, si ricade su quel - devo farlo - che non aiuta.

Abbiamo proseguito con il nostro primo dialogo, e deposto un primo seme. Un'idea di trasformare quel “devo resistere” a “posso permettermi di vivere".

Non a caso ho portato l'esempio a Romina della quercia: OAK (quercia) è il fiore di Bach per chi come lei ha un senso del dovere costante, non riesce a fermarsi, ha difficoltà a chiedere aiuto e si sente responsabile di tutto.

Se ti senti riconosci, Oak è il fiore che fa per te. In erboristeria o in farmacia, puoi richiedere da boccetta. Sono sufficienti 4 gocce per 4 volte al dì. Oak aiuta a ritrovare la forza gentile, quella che sa dosarsi; dona coraggio con una certa elasticità per accettare l'importanza di riposare.

Con Romina ora stiamo esplorando le cose, le attività creative e rilassanti che amava fare e che ha trascurato per "dovere". E' tempo di accedere a piccoli riposi ed è necessaria una sferzata di energia creativa :-)

M

In molti casi, dietro l’ipertensione si trova un conflitto tra il bisogno di espandersi (vivere, sentire, dire, muoversi...
09/10/2025

In molti casi, dietro l’ipertensione si trova un conflitto tra il bisogno di espandersi (vivere, sentire, dire, muoversi) e la paura di perdere il controllo...

l'ipertensione è un disturbo circolatorio, caratterizzato da un aumento della forza esercitata dal sangue contro le pareti delle arterie. Come molti altri sintomi, può essere determinata da diversi fattori...

Riconoscere il momento in cui cambiare direzioneSilvia mi dice che si sente confusa; sta mettendo in discussione una sua...
08/10/2025

Riconoscere il momento in cui cambiare direzione

Silvia mi dice che si sente confusa; sta mettendo in discussione una sua decisione professionale. E’ stata convinta per alcuni anni della sua scelta, ma ora sente che qualcosa in lei è cambiato, e ciò che era “perfetto” prima, non lo è più.

Può capitare di non sentirsi più completamente sicuri di una scelta che abbiamo fatto… come Silvia. A volte sembra che quella decisione non risuoni con chi siamo veramente in questo momento. La mente può dire “Sì, va bene”, ma dentro, un piccolo ma insistente segnale ci suggerisce il contrario: “Non è questa la strada” o “Non più, non ora”.

Quel momento… è prezioso. È il momento in cui importante fermarsi.

Se sta capitando anche a te, riguardo qualche ambito della tua vita, …siediti! Prendi un bel respiro. Non correre, non forzare, non giudicare. Aspetta, osserva e lascia che la chiarezza emerga. Si esatto, non è ragionando che arriva la verità, spesso arriva semplicemente ascoltando… noi stessi.

Ricordiamoci, che cambiare idea non è un fallimento: è un atto di onestà verso se stessi. È concedersi il permesso di evolvere, di correggere la rotta e di seguire ciò che davvero risuona con la nostra natura.

La saggezza sta anche nel saper dire: “Posso cambiare direzione”.

“Non c’è coraggio più grande che fermarsi e ascoltare la propria verità, perché in quel silenzio nasce la possibilità di cambiare rotta.” – M

Non so voi, ma io adoro questo avviarsi all'autunno :-)Chiudo le finestre... e ... inizio a godere di essenze ed incensi...
02/10/2025

Non so voi, ma io adoro questo avviarsi all'autunno :-)

Chiudo le finestre... e ... inizio a godere di essenze ed incensi. Lo sapevi che l'olfatto è l'unico dei 5 sensi che attraversa il cervello rettile, la nostra parte più antica ? Ricordi, immagini, sensazioni abitano e si attivano proprio lì. Di conseguenza ciò che avviene in questa zona risulta toccare parti profonde di noi. Fragranze e resine riscaldate, hanno un effetto terapeutico per corpo e mente.

Cosa puoi fare per te?
Ti consiglio naturalmente un aroma gradevole, per te.
Per prima cosa sceglilo con cura. Sceglilo semplice e naturale, prodotto cioè da madre natura.
Privilegia l'acquisto presso la tua erboristeria o un professionista di fiducia per garantirti la qualità.

AROMI PER CASA E UFFICIO

SCEGLI TRA...

- legnetti di palo santo da bruciare
- oli essenziali puri e di qualità (da diluire in acqua nel diffusore)
- resine pure in grani (si sciolgono sul carboncino ardente - la modalità e l'intensità ricorda gli incensi utilizzati nelle chiese cristiane - vi sono aromi più o meno intensi o fioriti)
- bastoncini di incenso (ce ne sono di svariate fragranze)
- fiori di lavanda e aghi di rosmarino essiccati, sono antisettici e deodoranti per la casa (utilizza sempre il carboncino)
- carta di Eritrea, è una cartina profumata ottenuta da resine balsami naturali (da lasciar bruciare lentamente)

In conclusione, scegli bene il tuo aroma perché come dice il Pensiero Zen : "profumi e incensi allietano il cuore"!

Prova :-)
M

Indirizzo

Via Dott. P. Ragazzoni, 36
Marostica
36063

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

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