15/11/2025
COSA DIREBBE oggi A.T. Still? (PADRE DELL'OSTEOPATIA)
Mi chiedo cosa penserebbe Still se fosse qui a vedere cosa si sta combinando con la regolamentazione dell’Osteopatia.
Leggendo più volte i suoi Quattro Saggi, posso immaginare con una certa approssimazione cosa direbbe oggi.
Forse la sua prima domanda sarebbe:
«Ragazzi, cosa state facendo della mia creatura?»
Capisco che cerchiate di curare, di capire, di applicare i miei principi per poter regolamentare migliaia di osteopati che dicono di praticarla.
Ma non capisco: vi vedo troppo presi dalla materia.
Vi perdete nei meccanismi, nelle ossa, nei muscoli, nei protocolli.
Avete dimenticato lo Spirito che muove tutto questo.
Io ho parlato di struttura, funzione, relazione.
Ho indicato una via: il corpo è il tempio, non la divinità.
L’Osteopatia è molto più di una tecnica: è una forma di coscienza.
Che state combinando?
Guardate che l’Osteopatia è arte dell’ascolto, è istinto, è esperienza percettiva.
State denaturando la mia creatura, volete definirla con codici, regole, protocolli… siete proprio fuori da ogni logica.
L’avete ingabbiata, sterilizzata, svuotata di anima.
State perdendo il suo cuore, la sua essenza.
L’Osteopatia non si insegna, si trasmette.
Non si misura, si percepisce.
Non si applica, si vive.
Negli ultimi anni mi dedico al tirocinio dei neo-osteopati: reduci di scuole a tempo pieno di cinque anni, preparati meticolosamente ma con le mani vuote, desiderosi di mettere in pratica ciò che hanno appreso.
E le università triennali che stanno nascendo ora?
Meglio tacere, altrimenti mi querelano.
La nuova regolamentazione?
Bene, se approveranno il decreto, dovrò integrare i crediti — lo farò perché la legge lo impone — ma mai e poi mai sposerò un’osteopatia vuota, tecnica, fatta di protocolli.
Ovviamente, nel mio metodo di lavoro continuerò a misurare, osservare e raccogliere dati per affinare la ricerca, ma senza perdere la coscienza.
Continuerò a fare quello che ho sempre fatto: lavorare con presenza, rispetto e ascolto.
Anzi, potenzierò le ore di insegnamento e laboratorio, dedicandomi ai giovani osteopati per trasmettere, nel mio piccolo, il messaggio che l’Osteopatia, per come è nata, non va perduta nel tempo.
Invito tutti i colleghi, vecchi e giovani, a tornare a frequentare i corsi dei pochi maestri rimasti — quelli veri.
Non farò nomi: nell’ambiente si sa chi sono.
Perché sono quei corsi che fanno crescere, non quelli promossi da albi, associazioni o registri che cercano solo consenso elettorale e una poltrona in prima fila nel grande teatro della formazione universitaria.
Ovviamente essendo un arte che ha a che fare con la salute non dimenticare mai di aggiornarsi e ripassare radiologia , diagnostica per immagini fisiopatologia degli apparati; ginecologia; nefrologia ; qualche elemento di farmacologia serve sempre; igiene alimentare ; immunologia ; test differenziali ortopedici ; neurologia periferica e altro .....
E se si ha qualsiasi dubbio inviate dal medico o dallo specialista,non si gioca mai a fare i piccoli dottor house ; quello e' un film ; bisogna aver bene in mente cosa e' osteopatico da cosa non lo e' .
Info 339 648 3676