09/12/2025
Lettura interessante...
IL LEGAME IGNORATO TRA REFLUSSO, ARITMIE E NUTRIZIONE
Uno spunto di Riflessione (scientifica)
Ci sono pazienti che arrivano in studio dopo anni di sintomi apparentemente diversi tra loro: reflusso persistente, tachicardie dopo i pasti, pienezza che risale verso la gola, vertigini, extrasistoli, fame d’aria.
Quasi sempre raccontano la stessa storia.
A ogni sintomo è stata data una risposta rapida, automatica, prescrittiva, un farmaco:
Inibitori di p***a per il reflusso.
Procinetici per la digestione.
Betabloccanti per il cuore.
È la medicina del sintomo isolato, che spegne il segnale senza chiedersi da dove provenga.
Ma la fisiologia e l’esperienza clinica quotidiana, raccontano un’altra storia.
Cosa accade davvero quando lo stomaco si distende ?
Quando lo stomaco si distende oltre una certa soglia, soprattutto in presenza di digestione rallentata o disbiosi intestinale, succede qualcosa che viene sistematicamente ignorato.
La grande curvatura gastrica spinge verso l’alto il diaframma.
Il diaframma, a sua volta, esercita una pressione diretta sull'atrio sinistro del cuore.
Non è un’opinione, è anatomia.
Stomaco, diaframma e atrio sinistro sono separati da pochi millimetri. Lo dimostrano chiaramente TAC e risonanze magnetiche come quella riportata in questo post ( la TC assiale toracica, evidenziate le quattro camere cardiache RA = atrio destro, RV = ventricolo destro, LA = atrio sinistro, LV = ventricolo sinistro e La freccia bianca indica la parete posteriore dell’atrio sinistro. Subito al di sotto e posteriormente all’atrio sinistro si osserva stomaco / giunzione gastro-esofagea).
Questa relazione meccanica modifica la dinamica dell’atrio e la sua stabilità elettrica, predisponendo a fenomeni come extrasistolia, tachicardie post-prandiali, percezione del battito in gola, fame d’aria, senso di oppressione toracica.
Il fenomeno è noto da oltre un secolo ed è stato descritto per la prima volta da Ludwig Roemheld come sindrome gastro-cardiaca.
La letteratura moderna lo ha poi confermato, mostrando come il reflusso e la distensione gastrica possano correlarsi a disturbi del ritmo cardiaco (Aro et al., Journal of Internal Medicine; Roy et al., American Journal of Physiology).
Il ruolo chiave del sistema nervoso e del microbiota
Lo stomaco non è un semplice contenitore, è un organo altamente innervato, regolato dal sistema nervoso autonomo e profondamente influenzato dallo stato del microbiota intestinale.
Un intestino in disbiosi produce fermentazioni, gas, distensione, rallenta lo svuotamento gastrico e attiva in modo anomalo il nervo vago. Questo genera un segnale neurovegetativo alterato che si riflette immediatamente sul cuore, perché apparato digerente e sistema cardiovascolare condividono gli stessi circuiti autonomici.
La letteratura sull’asse intestino-cervello e intestino-cuore è ormai ampia e consolidata (Carabotti et al., CMGH; Rao, Neurogastroenterology Reviews).
Infiammazione Neuro-Enterica, iper stimolazione vagale e instabilità elettrica atriale non sono eventi separati: sono parti della stessa catena fisiopatologica.
Qual'è il limite della medicina prescrittiva ?
Di fronte a questo quadro, la risposta più frequente è quella del farmaco di circostanza:
Se compaiono aritmie, si prescrive un betabloccante.
Se c’è reflusso, un inibitore di p***a.
Se c’è gonfiore, un antiacido.
Raramente qualcuno si chiede perché lo stomaco sia così disteso, perché il diaframma non lavori più in modo fisiologico, perché il microbiota sia alterato, perché il sistema autonomo sia costantemente in allarme.
Eppure è lì che nasce il problema.
Cosa osserviamo realmente nella pratica clinica ?
Nella mia esperienza quotidiana, pazienti con reflusso cronico, tachicardie dopo i pasti, eruttazioni continue, sensazione di corpo estraneo in gola, extrasistoli e instabilità cardiaca migliorano in modo significativo quando si interviene sulle cause profonde,
ovvero :
si mette Ordine nutrizionale e quindi si Ripristina l’Eubiosi microbica.
Questi due , imprescindibili aspetti, conducono ad una graduale Riduzione dell’infiammazione intestinale e al conseguente Riequilibrio del sistema nervoso autonomo.
È in quel punto che il nodo si scioglie davvero, Non silenziando il sintomo, ma riportando quel sistema verso la Fisiologia.
La letteratura lo conferma:
la modulazione vagale, la nutrizione e l’equilibrio del microbiota ( 3 macro aspetti intimamanete correlati) hanno un impatto diretto sulla stabilità cardiaca e sulla sintomatologia gastroesofagea (Sonnenburg & Bäckhed, Nature; Zhang et al., Autonomic Neuroscience; Shah et al., Gastroenterology Clinics).
Conclusione
Reflusso, aritmie, gonfiore, bruciore retrosternale sono linguaggi diversi della stessa storia biologica.
E molto spesso quella storia inizia nell’intestino.
Prima di aggiungere un nuovo farmaco, dovremmo sempre chiederci se abbiamo davvero ripristinato la Fisiologia a partire dal sistema intestinale, perché un microbiota in equilibrio e una nutrizione adeguata valgono più di qualsiasi compressa.
La mia esperienza clinica me lo conferma ogni giorno:
quando l’intestino guarisce, il cuore smette di soffrire e i sintomi non spariscono per magia.
Spariscono perché non servono più.
A prossimo Spunti di Riflessione.
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