StudioTecnico Montanaro

StudioTecnico Montanaro Eliel Saarinen

"Progetta sempre una cosa

considerandola nel suo

più grande contesto ,

una sedia in una stanza ,

una stanza in una casa ,

una casa nell'ambiente ,

l'ambiente nel progetto di una città."

18/03/2023

“Oggi vi parlo delle responsabilità dell'amministratore per lavori eseguiti dai proprietari nei singoli appartamenti”

Lavori in unità immobiliare privata in condominio: sicurezza e responsabilità.

Quando si eseguono lavori sulle parti comuni di un condominio, l'amministratore, in base a quanto previsto dal d. lgs 81/08 (Testo Unico per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro), assume il ruolo di committente e/o responsabile dei lavori.

Lavori in unità immobiliare privata in condominio privo di dipendenti

Se il condominio non ha dipendenti, l'amministratore è tenuto comunque a verificare che l'impresa o le imprese scelte dal condomino per eseguirei i lavori rispettino tutte le norme e le prescrizioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, per preservare l'incolumità degli altri abitanti o dei visitatori da eventuali rischi dovuti a interferenze nelle aree comuni.

Ed è proprio questo il compito principale dell'amministratore: vigilare affinché non sia messa a rischio l'incolumità dei propri amministrati.

L'art. 1176 del codice civile infatti prescrive a ogni professionista, nell'esercizio della propria attività, la "di diligenza del buon padre di famiglia" e, in questo caso, la diligenza si può interpretare proprio come una giusta attenzione alla salute e sicurezza dei condòmini.

La diligenza impone all'amministratore di fare tutto quanto sia necessario a soddisfare l'interesse delle persone a cui presta l'opera, quindi in questo caso non solo i condòmini, ma anche i visitatori occasionali del condominio che possano risultare coinvolti.

Durante i lavori in un appartamento possono esserci infatti interferenze anche nelle parti comuni del condominio e, se in una di queste parti, avviene un incidente, l'amministratore rischia una denuncia.

Un caso frequente in condominio è ad esempio la mancata recinzione dell'area dell'area di stoccaggio delle macerie dovute ai lavori nell'alloggio.

Considerati questi rischi e considerate le responsabilità che ne conseguono per l'amministratore, appare indispensabile che questi obblighi i condòmini a segnalargli preventivamente gli eventuali lavori da eseguire nel proprio alloggio.

Una segnalazione è buona norma da parte dei condòmini, anche per informare gli altri proprietari di eventuali fastidi a cui saranno soggetti durante la durata dei lavori.

Per i motivi che abbiamo testé analizzato, però, risulta indispensabile per l'amministratore conoscere in anticipo questa eventualità, visti gli obblighi e gli adempimenti connessi alla sicurezza che gli competono.

L'amministratore deve quindi interfacciarsi con il committente e responsabile dei lavori che, in questo caso, non sarà lui stesso, ma il proprietario dell'appartamento in cui si faranno i lavori.

Solitamente un proprietario risulta completamente a digiuno delle questioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, molto più di quanto non lo sia l'amministratore che, pur non essendo un tecnico, ha un minimo bagaglio di competenze in materia, acquisite attraverso i corsi di formazione e aggiornamento oggi obbligatori.

Questo rapportarsi diventa quindi fondamentale per garantire tutte le tutele necessarie ai soggetti coinvolti.

Se il proprietario ha provveduto a nominare un coordinatore per la sicurezza, sarà con questo professionista che occorrerà interloquire, chiedendogli per prima cosa quali sono le prescrizioni che ha ritenuto di adottare per evitare i rischi da interferenze nelle aree comuni.

L'amministratore dovrà sapere se l'impresa incaricata saprà muoversi in maniera corretta all'interno del fabbricato, verificare se sono state prese in considerazione tutte le possibili interferenze ed eventualmente quali sono i provvedimenti programmati per evitare possibili rischi.

Il primo aspetto da gestire correttamente è l'allestimento del cantiere, in particolare se deve essere presente un ponteggio. In ogni caso, l'area di cantiere deve essere correttamente delimitata e il carico e scarico di materiale e macerie deve avvenire in un luogo opportunamente recintato in cui non ci sia il passaggio dei condòmini. Nel caso in cui questo non possa essere evitato, dovrà essere adeguatamente protetto.

Purtroppo ciò avviene molto raramente, anzi, accade spesso che, per risparmiare sull'allestimento dell'area di cantiere, si utilizzino le scale condominiali per il trasporto a rifiuto delle macerie. Invece è proprio questo che occorre evitare.

17/03/2023

“Oggi vi parlo dei tramezzi”

Le demolizioni: la prima e più sottovalutata fase di un cantiere di ristrutturazione

L’inizio di una ristrutturazione coincide sempre con la fase delle demolizioni che troppo spesso viene sottovalutata e affrontata in modo leggero, sia da committenti che credono di poter fare da soli, sia dagli operai specializzati che non prendono sempre le necessarie cautele

I tramezzi non hanno funzione strutturale, però questo non significa che si possono demolire senza prestare attenzione: il motivo è che negli anni possono essere diventati parzialmente portanti, cioè i solai superiori si sono “appoggiati” sui tramezzi. Questo succede quando vengono realizzati tramezzi molto lunghi lontano da pilastri o pareti portanti. In ogni caso non significa che tali tramezzi non possono essere rimossi, semplicemente in questi casi la demolizione dovrebbe essere fatta un po’ alla volta (non tutto il muro insieme) e deve essere posta attenzione a controllare eventuali abbassamenti del solaio superiore.

28/05/2022
14/11/2021

Se il tecnico falsifica i permessi per la realizzazione di un intervento edilizio, frodando il committente, il Comune non deve tenerne conto e può pretendere il pagamento delle sanzioni per il rilascio del permesso di costruire in sanatoria. È la decisione del Consiglio di Stato con la sentenza 74...

“L‘architettura è troppo importante per essere lasciata agli architetti” è l’aforisma più noto di Giancarlo De Carlo, ch...
25/09/2021

“L‘architettura è troppo importante per essere lasciata agli architetti” è l’aforisma più noto di Giancarlo De Carlo, che negli anni ’60 con questo assioma voleva mettere in discussione le prassi progettuali consolidate in urbanistica e in architettura. Intendeva ribaltare, fin dall’impostazione, la metodologia di chi sostiene l’autonomia disciplinare e il primato del linguaggio; una logica autoreferenziale che, spesso, tiene poco conto dei bisogni reali dei fruitori e che porta a una trasformazione urbana poco condivisa. De Carlo proponeva la Progettazione Partecipata, spesso attraverso la metodologia del workshop, in cui l’utente è da subito coinvolto nel processo decisionale, dando rilievo e sostanza alle sue aspettative. Poneva a se stesso precisi confini operativi: come tecnico si limitava a far convergere i singoli ‘desiderata’ verso un comune interesse per la qualità complessiva, funzionale, tecnico-economica ed estetica.

Ribadiva che, solo il “dialogo orizzontale” tra amministrazioni, progettisti e cittadini consente di ridurre le possibilità di errore nell’operare, in particolare nei processi di trasformazione urbana. “L’architettura del futuro –affermava – sarà caratterizzata da una partecipazione sempre maggiore dell’utente alla sua definizione organizzativa e formale”, determinando una confluenza d’intenti tra la committenza, i progettisti e i realizzatori.

Nel saggio Giancarlo De Carlo, L’architettura della partecipazione (Quodlibet, 2013) la curatrice Sara Marini ripubblica alcuni importanti scritti di De Carlo, tra cui appunto L’architettura della partecipazione del 1972, in cui l’architetto sulla scorta di quanto stava verificando a Terni aveva sistematizzato/corretto l’approccio teorico di una precedente conferenza tenuta a Melbourne. Il villaggio Matteotti e il Piano particolareggiato per il centro storico di Rimini sono occasioni di sperimentazione concreta che Giancarlo De Carlo mette in piedi con un team multidisciplinare, cui faceva parte anche Franco Berlanda, Bruno Gabrielli e il sociologo Domenico De Masi.

Rifiutando l’idea dell’architettura come pura astrazione, De Carlo ha indirizzato la sua ricerca verso un paziente lavoro di relazione tra approccio teorico e concretezza del fare, verso una semplificazione che conservava i valori della complessità, coniugando razionalmente e poeticamente il concetto di ‘forma aperta’.

“Quando tutti intervengono in egual misura nella gestione del potere, oppure – forse così è più chiaro – quando non esiste più il potere perché tutti sono direttamente ed egualmente coinvolti nel processo delle decisioni” l’utopia diventa realtà e l’architettura si pone al centro tra l’uomo e l’ambiente, con il solo obiettivo di definire un grado di trasformabilità compatibile.

08/05/2021
14/03/2021

Xreference architects: Winestore 1187, El Vendrell

14/03/2021

Mateo Arquitectura: Edifici d'habitatges al Carrer Marimón, Barcelona

14/03/2021

Carles Enrich Studio: Torre Marola, Puig-Reig

Indirizzo

Via Gran Bretagna, 5
Monte Urano
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Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
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