11/02/2022
INTELLIGENZA EROTICA
L' autoerotismo e i taboo del piacere
Nelle ultime settimane ogni giorno, mi sono trovata ad ascoltare le molte credenze limitanti sulla sessualità, sia da parte di donne che da parte di uomini.
Come già detto in altri post, ritengo che il piacere sia una componente imprescindibile del benessere psicofisico, e soprattutto nella sessualità istinto, psiche e spirito si incontrano per mostrarci l'essenza di ciò che siamo e quali parti di noi inconsciamente ci abitano.
Eppure ancora oggi, riteniamo "sporco" tutto ciò che afferisce a questa componente fisiologica fondamentale dell'essere umano. Infatti alcune delle frasi che ho ascoltato andavano in questa direzione, ve ne cito alcune: "Mi sento una poco di buono nel lasciarmi completamente andare con il mio partner". "Dopo aver fatto sesso mi sento un maiale".
Il tema del "porco" si è ripetuto in maniera impressionante in entrambi i generi, a me i maiali piacciono, sia come prosciutti che come animali e questo mi ha spinto ad indagare ulteriormente sull'uso del termine con accezione prevalentemente negativa. In realtà a livello simbolico il maiale rappresenta nutrimento, cure amorevoli e fertilità (ah...Tu pensa... e non sarà proprio quello che cerchiamo nel sesso?!)
Ironia a parte, è evidente che le emozioni prevalenti che ci abitano quando parliamo di sessualità sono vergogna e senso di colpa, unite ad una buona dose di distacco tra mente e corpo nell'atto sessuale.
La maggior parte di noi è ormai abituato a vivere una sessualità "immaginifica" legata ad immagini mentali, che come conseguenza portano all'eccitazione, sia per il dilagare della pornografica sia perchè è più "semplice" partire da fantasie erotiche immaginali autoindotte per soddisfare l'impulso sessuale piuttosto che sentire e stare con il corpo. Vivere il sesso dal piano mentale mi da l'illusione del controllo e le mie maschere sono ben felici di essere preservate.
Qui nasce parte del problema. Spesso infatti chiedo: Quali sono i tuoi punti erogeni? Dove e come ti piace essere accarezzata/o? Mentre sei con l'altro come reagisce il tuo corpo, dove senti maggior pressione e calore, e come cambia la respirazione? Beh, ricevo come risposta lunghi silenzi.
L'intimità vera e l'unione sessuale autentica è imprescindibile dal "sentire" il corpo, molto spesso un massaggio al piede oppure una stimolazione dei capezzoli provoca più piacere della fantasia mentale "classica".
- Quanto siamo in grado di ascoltare il nostro piacere fisico? Partendo dalla sensorialità e non dalla mente?
- Quanto tempo dedichiamo all'autoerotismo consapevole dello sperimentare cosa piace al mio corpo?
- Quanto sono in grado di aprirmi al piacere attraverso il contatto autentico con il corpo dell'altro, con il suo odore, il suo modo di toccarmi e baciarmi, i suoi movimenti e sospiri, se non ho mai ascoltato i miei o peggio ancora li ho inibiti e repressi?
- Che emozioni mi attraversano mentre il mio corpo prova piacere?
La sessualità è il ponte tra l'animalità e la trascendenza, e dare il giusto tempo alla conoscenza di questa parte di noi è ciò che può portarci più facilmente all'Unione dei due principi Yin e Yang.
Siamo abituati ad avere una visione dell'autoerotismo come sfogo di un impulso e a farlo più in fretta e più al buio possibile, e non sappiamo nutrirci, coccolarci e conoscerci davvero attraverso di esso.
Il discorso vale per uomini e donne, ma mentre la sessualità maschile è più "standardizzata" nella risposta fisiologica, la sessualità femminile ha una variabilità e complessità ricca di sfumature che rendono imprescindibile la conoscenza e la cura di sè stesse in questo ambito.
Una vita sessuale appagante è terapeutica per i nostri bisogni di base (bisogno di connessione, fiducia e amore soprattutto), ed è un passo sacro nel percorso dell'Amore di Sè.
Se mentre facciamo l'amore con il nostro partner ci sentiamo sporche, lui lo percepirà e lo faremo sentire altrettanto sporco. Se viceversa, lui si sente non accolto nella sua istintualità, non si crea la giusta intimità e verrà meno il sano senso di appartenenza nella coppia.
Il motto è "solo sesso" non regge più, in quel "solo" sesso siamo comunque nudi e vulnerabili e in un modo o nell'altro cerchiamo anche affetto, cura, accoglienza e comprensione.
È "solo" sesso è una bugia che diciamo a noi stessi per mantenerci distanti e arroccati dietro le nostre maschere.
È "solo sesso" se stiamo usando l'altro come oggetto e rimaniamo quindi nella masturbazione impulsiva e meccanica senza un reale incontro e lì allora si innesca vergogna e senso di colpa.
È "solo sesso" per chi non conosce davvero cos'è il piacere autentico, quello per cui è grazie all'altro che posso anche solo per un pò uscire dal tempo ed è grazie all'Unione che posso trascendere Chi penso di Essere e ritrovare Chi Sono sentendomi integrato nella dimensione istintiva, emozionale e spirituale.
Nella sessualità siamo un pò Dei e un pò animali e finalmente il miracolo di queste due parti di noi assieme può accadere.
Uomini e Donne che vivono una sessualità sana sviluppano un maggior senso di libertà, fiducia in sè stessi e compassione, e sono più difficili da sottomettere, passano da una visione duale della realtà ad una inclusiva, perché loro per primi si sono accolti ed hanno saputo accogliere.
E visti i tempi che corrono, direi che è proprio arrivato il momento di prenderlo sul serio questo è "solo sesso".
Vi abbraccio,
💫💖🔥
Silvia