07/02/2026
Un atleta, due spalle, due interventi diversi.
Nel video che accompagna questo post vedete un professionista degli sport da contatto che, in momenti differenti della sua carriera, ho dovuto operare per stabilizzare entrambe le spalle.
👉 da una parte è stata utilizzata una tecnica con trasferimento osseo
👉 dall’altra una procedura completamente artroscopica sui tessuti molli
La domanda che nasce spontanea è:
perché due interventi diversi nella stessa persona?
Perché ogni spalla ha una storia differente.
⸻
Instabilità della spalla: cosa dobbiamo capire prima di operare
Quando la spalla esce ripetutamente, il chirurgo deve rispondere soprattutto a una domanda:
📌 quanto osso è stato perso dalla glena?
Da qui deriva gran parte della strategia.
⸻
1) Latarjet procedure – tradizionalmente a cielo aperto
È una procedura estremamente efficace, soprattutto negli sportivi che subiscono contatti violenti.
Cosa avviene durante l’intervento?
✔ si preleva un frammento osseo (coracoide)
✔ lo si trasferisce davanti alla glena
✔ lo si fissa con viti
Risultato:
🛡 più superficie
🛡 effetto barriera
🛡 stabilizzazione molto robusta
Aspetto da conoscere
Il nuovo rapporto tra osso e cartilagine, nel lungo periodo, può favorire artrosi in una percentuale di pazienti descritta in letteratura.
⸻
La variante artroscopica
Esiste, ma:
⚠ è tecnicamente complessa
⚠ praticata in pochi centri
⚠ con curva di apprendimento e possibili complicanze più elevate
Per questo il riferimento più diffuso rimane la procedura a cielo aperto.
⸻
2) ASA technique – stabilizzazione artroscopica anatomica
Qui lavoriamo senza aggiungere osso.
In artroscopia si procede a:
✔ riparare il labbro
✔ ritensionare la capsula
✔ creare un rinforzo anteriore usando il sottoscapolare
👉 l’articolazione resta più vicina alla sua anatomia naturale.
Vantaggio importante
I dati pubblicati mostrano che non emerge un aumento significativo di artrosi nel follow-up.
⸻
Ma negli sport da contatto quale funziona meglio?
La risposta onesta è:
entrambe possono dare ottimi risultati.
Esistono studi che dimostrano tassi di ritorno allo sport elevati sia dopo trasferimento osseo sia dopo stabilizzazioni artroscopiche moderne.
Molto dipende da:
✔ quantità di osso residuo
✔ tipo di lesioni associate
✔ livello dell’atleta
✔ esperienza del chirurgo
⸻
Quando l’osso diventa decisivo
Se la perdita supera circa il 20–25%, molte evidenze suggeriscono che le tecniche solo sui tessuti molli possano non essere sufficienti.
👉 In questi casi il bone block diventa spesso necessario.
La scelta si basa su TAC e misurazioni oggettive.
⸻
Cosa ci insegna il rugbista del video?
Che anche in uno sport durissimo:
✅ entrambe le tecniche possono funzionare
✅ entrambe permettono di tornare a competere
✅ ma la strategia può cambiare tra una spalla e l’altra perché cambia l’anatomia.
⸻
Riferimenti scientifici
• Walch – artrosi dopo trasferimento coracoideo
• Boileau – ritorno allo sport e complicanze
• Lafosse – risultati dell’augmentation del sottoscapolare
• Arciero – soglie critiche di perdita ossea