Dott.ssa Chiara Cangemi - Psicologa

Dott.ssa Chiara Cangemi - Psicologa Psicologa e Specializzanda in Psicoterapia Cognitiva. Offro ascolto e sostegno alle donne vittime di violenza

Offro sostegno per difficoltà legate all'ansia, allo stress, al lutto, ai momenti di transizione, utilizzando anche pratiche di Mindfulness.

Ci sono momenti, prima di una seduta, in cui il terapeuta è lì… in attesa.La stanza è pronta, la sedia vuota, il tempo d...
09/02/2026

Ci sono momenti, prima di una seduta, in cui il terapeuta è lì… in attesa.
La stanza è pronta, la sedia vuota, il tempo della seduta sta per cominciare.
Ma nella stanza non c’è solo l'attesa del paziente che arriva con la sua storia.
C’è anche il terapeuta, con le sue emozioni; c’è la curiosità per ciò che emergerà, il desiderio di esserci nel modo giusto, la speranza che quello spazio possa essere utile.
E, a volte, c'è anche un po’ di preoccupazione: "Come starà oggi?" "Riuscirò a capirlo davvero?" "Saprò aiutarlo?"
Il terapeuta non entra in seduta come una macchina neutra.
Entra come essere umano: formato, consapevole, ma pur sempre umano.
La relazione terapeutica non è a senso unico: si costruisce in due, e in due si sente.

Il terapeuta non è estraneo alla relazione, ne fa parte.
Ricordarlo è importante: la terapia non è un luogo freddo e distante, ma uno spazio relazionale in cui due persone lavorano insieme sul cambiamento, un cambiamento che non riguarda solo il paziente; ogni incontro lascia tracce anche nel terapeuta: nel modo di guardare le persone, di comprendere il dolore,
di stare nella relazione.
La terapia è un incontro vivo e trasformativo per entrambi: non qualcuno che “aggiusta” qualcun altro, ma due persone che si incontrano in uno spazio protetto per dare senso a ciò che sembra non averne.

NON SEI DEBOLE, SEI SOVRACCARICA 🥀Essere donna oggi significa spesso essere tutto insieme:madre, lavoratrice, compagna, ...
28/01/2026

NON SEI DEBOLE, SEI SOVRACCARICA 🥀

Essere donna oggi significa spesso essere tutto insieme:
madre, lavoratrice, compagna, figlia...ed essere presente, efficiente, disponibile, forte.
Quando il carico diventa eccessivo, arriva l'𝐨𝐯𝐞𝐫𝐰𝐡𝐞𝐥𝐦𝐞𝐝, una condizione di sovraccarico emotivo e cognitivo che provoca una sensazione di sopraffazione costante: la mente non si ferma mai e il corpo è sempre in tensione. Ci si sente impotenti, paralizzate.

Non si tratta solo di stanchezza, ma di:
✔ iper-responsabilità
✔ riduzione degli spazi personali
✔ pressione sociale sul “dover funzionare”
✔ difficoltà a chiedere aiuto

Le conseguenze possono essere:
🚩aumento di ansia e irritabilità
🚩senso di inadeguatezza
🚩ritiro emotivo
🚩difficoltà relazionali

Questo stato non riguarda solo la donna, ma ha un impatto sul sistema familiare: sul clima emotivo, sulla comunicazione, sulla qualità della presenza genitoriale.

Intervenire sul benessere psicologico della donna significa lavorare sulla salute dell’intero nucleo familiare.

È un atto di prevenzione e di amore, per sé e per chi le sta accanto.

👉 Ti sei mai sentita così?
👉 Ti riconosci in questo vissuto?

Scrivilo nei commenti e... concediti oggi una domanda diversa dal solito:
🌸“Di cosa avrei bisogno io, in questo momento?”

17 Dicembre 2025: nel codice penale italiano viene introdotta la legge n.181/2025, che sancisce il reato autonomo di fem...
18/12/2025

17 Dicembre 2025: nel codice penale italiano viene introdotta la legge n.181/2025, che sancisce il reato autonomo di femminicidio.
Di fronte a questa svolta, sento l’esigenza di una riflessione che attraversa sia il piano personale che quello professionale.
Questa legge rappresenta un segnale simbolico forte: il riconoscimento istituzionale che il femminicidio non è un fatto privato né una tragica deviazione individuale, ma l’esito estremo di una violenza strutturale, radicata in dinamiche di potere, controllo e disuguaglianza di genere.
Un riconoscimento che giunge drammaticamente in ritardo, dopo una lunga scia di nomi, volti e vite spezzate che avrebbero dovuto essere sufficienti, già da tempo, a imporre un cambiamento.
Tuttavia, anche nella sua tardività, segna una presa di posizione chiara: la violenza contro le donne è una questione politica, sociale e culturale, non solo giudiziaria.
Come psicologa, però, non posso fermarmi al valore simbolico. Dal punto di vista professionale, questa legge pone interrogativi complessi.
Il rafforzamento della risposta penale è necessario, soprattutto in termini di tutela immediata delle vittime e di riconoscimento della gravità del reato; ma la clinica insegna che la violenza di genere non nasce nel momento dell’atto estremo: è preceduta da segnali, escalation, dinamiche relazionali patologiche, spesso intercettabili molto prima. Modelli relazionali disfunzionali, attaccamenti insicuri, difficoltà nella regolazione emotiva e credenze rigide legate al possesso o alla paura dell'abbandono possono creare un terreno fertile per la violenza. Per cui, se la legge non si accompagna ad un investimento strutturale nella prevenzione, nella formazione degli operatori, nel sostegno psicologico continuativo alle vittime e nel lavoro sui potenziali autori di violenza, il rischio è che resti una risposta ex post, necessaria ma insufficiente.
Riconoscere e punire il femminicidio è necessario, ma non può sostituire il lavoro educativo e sociale che dovrebbe trasformare il modo in cui pensiamo ai legami, all’affettività e al conflitto.
La vera sfida è intervenire prima che si arrivi all’irreparabile: educare, ascoltare, sostenere chi è a rischio e offrire strumenti concreti a chi subisce violenza.
Ogni femminicidio racconta una vita interrotta, un futuro spezzato, e il dolore delle famiglie non può essere compensato solo dalla punizione.
Soltanto attraverso un lavoro psicologico preventivo, attento e costante, unitamente ad un impegno culturale diffuso, possiamo sperare di fermare questa catena di perdite e costruire relazioni fondate sul rispetto, sulla consapevolezza e sulla cura reciproca.

La paura di rivolgersi ad un/a professionista della salute psicologica nasce spesso da false credenze ancora troppo diff...
15/12/2025

La paura di rivolgersi ad un/a professionista della salute psicologica nasce spesso da false credenze ancora troppo diffuse.
In realtà è il sostegno psicologico crea uno spazio di cura di sé, crescita e benessere.
Normalizzare la richiesta di aiuto significa promuovere salute mentale.
Se stai pensando di iniziare un percorso, stai ascoltando un segnale importante.

06/12/2025
Non per tutti il Natale profuma di gioia.C’è chi aspetta le feste con entusiasmo, riempiendo la casa di lucine, colori e...
06/12/2025

Non per tutti il Natale profuma di gioia.
C’è chi aspetta le feste con entusiasmo, riempiendo la casa di lucine, colori e playlist natalizie 🎄💫...
E poi c’è chi, quando arrivano le prime decorazioni nei negozi, sente una f***a allo stomaco 😞.

Per alcune persone, questo periodo non porta calore, ma tanta malinconia.
Le feste fanno rumore: parlano di famiglie perfette, di tavole piene, di abbracci, di momenti che sembrano usciti da una pubblicità.
E se dentro non ci si sente così, è facile pensare di essere “fuori posto”.

La verità è che il Natale può amplificare quello che già c’è: mancanze, ricordi, solitudini, bilanci che non tornano, aspettative che pesano.
E non c’è nulla di strano in tutto questo.
A volte, il periodo delle feste chiede più silenzio e meno scintille.
Più ascolto e meno corsa.
Più autenticità e meno sorrisi “di circostanza”.

Se ti riconosci in queste sensazioni, sappi che non sei l’unico e che non c’è niente da “aggiustare”.
Ci sono momenti dell’anno che toccano corde più delicate, e va bene così.
Concedersi di sentire ciò che c’è - senza giudizio - può essere il primo gesto gentile verso se stessi.
E se questo periodo pesa un po' più del solito, parlarne con qualcuno di fiducia può alleggerire il carico.
Anche questo è un modo di prendersi cura di sé 🫂

02/12/2025

📢 È stata pubblicata la nuova ricerca di Telefono Arcobaleno sui femminicidi e sui cinque anni di applicazione del Codice Rosso, un lavoro che mette insieme dati, storia, sociologia, diritto e analisi culturale per comprendere davvero la natura profonda della violenza di genere in Italia.
👉 LINK ALLA PUBBLICAZIONE:
🔗 https://series.francoangeli.it/index.php/oa/catalog/book/1497
È un documento che non si limita a contare, ma prova a capire.
E non si limita a capire: prova a dare nome, visione, direzione.

Puntata del TGS del 25 novembre, dedicata alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Si parla di alcun...
27/11/2025

Puntata del TGS del 25 novembre, dedicata alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Si parla di alcune delle attività di prevenzione e contrasto alla violenza che sono state svolte nelle scuole e presso l'Ospedale Buccheri La Ferla che è sempre attivo nella lotta.
Molto sentite e toccanti le rappresentazioni dei ragazzi delle scuole...l'auspicio è che queste, considerate fondamentali e primarie agenzie educative per gli adulti di domani, continuino incessantemente (e non solo in occasione del 25 novembre) l'attività di prevenzione e contrasto della violenza in tutte le sue forme.
Sempre presente il Centro Antiviolenza Lia Pipitone, portavoce instancabile ed incessante della cultura del rispetto, e sempre attivo nella presa in carico delle richieste di sostegno e nell'avvio dei percorsi di fuoriuscita dalla violenza per le donne 👠🌹
Perché il 25 novembre sia tutti i giorni.

Il notiziario di Tgs, edizione del 25 novembre – ore 13.50

Indirizzo

Palermo
90142

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 08:00 - 13:00
Giovedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00

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