06/02/2026
Svolta terapeutica: le cellule CAR-T efficaci nelle malattie autoimmuni pediatriche
Un risultato scientifico di enorme portata apre nuovi orizzonti nel trattamento delle malattie autoimmuni gravi dell’età pediatrica. Per la prima volta, uno studio clinico coordinato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con l’Università di Erlangen (Germania) ha dimostrato che la terapia con cellule CAR-T dirette contro l’antigene CD19 può indurre remissioni profonde e durevoli in bambini e ragazzi che non rispondevano più ai trattamenti tradizionali. 
I risultati pubblicati su Nature Medicine
I dati dello studio, pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Medicine, provengono da un gruppo di otto pazienti pediatrici affetti da forme gravi, aggressive e refrattarie di malattie autoimmuni. Tutti i bambini avevano un’età compresa tra i 5 e i 17 anni e una storia clinica complessa, con danni d’organo e risposte insufficienti o temporanee alle terapie immunosoppressive convenzionali. 
I risultati principali sono sorprendenti:
• 7 dei 8 pazienti sono oggi in remissione clinica completa, con sospensione totale delle terapie immunosoppressive.
• L’ottavo paziente, affetto da sclerosi sistemica giovanile, mostra un miglioramento clinico significativo e stabile nel tempo.
• Il follow-up osservazionale supera i 24 mesi, confermando la durabilità della risposta. 
Che cosa sono le cellule CAR-T?
Le cellule CAR-T (Chimeric Antigen Receptor T cells) sono linfociti T del paziente che vengono prelevati e geneticamente modificati in laboratorio per esprimere un recettore artificiale in grado di riconoscere un antigene specifico — in questo caso CD19, una proteina presente sulla superficie dei linfociti B. Nelle terapie antitumorali queste cellule riconoscono e distruggono cellule neoplastiche; nelle malattie autoimmuni, invece, mirano ai linfociti B autoreattivi, responsabili dell’attacco ai tessuti sani. 
L’eliminazione selettiva di queste cellule B auto-reattive riduce in modo profondo l’infiammazione e ripristina l’equilibrio del sistema immunitario, con la prospettiva di remissioni durature senza la necessità di farmaci immunosoppressori cronici. 
Implicazioni cliniche e prospettive future
Per i bambini e le loro famiglie, questi risultati rappresentano una svolta clinica: le malattie autoimmuni pediatriche gravi — come il lupus eritematoso sistemico, la dermatomiosite giovanile e la sclerosi sistemica giovanile — spesso richiedono trattamenti prolungati con immunosoppressori associati a effetti collaterali significativi. 
L’approccio CAR-T, già consolidato per alcune leucemie e linfomi, potrebbe dunque aprire una nuova era terapeutica anche per pazienti non oncologici. I ricercatori dichiarano che l’evidenza di un “reset immunitario” — mantenuto anche dopo la ricomparsa delle cellule B — è un elemento distintivo rispetto alle terapie tradizionali. 
Dal punto di vista della sicurezza, gli eventi avversi osservati nello studio sono stati lievi e transitori, senza complicanze gravi significative.
Questo studio, pubblicato su Nature Medicine, rappresenta uno dei contributi più importanti degli ultimi anni nell’ambito delle terapie avanzate per le malattie autoimmuni pediatriche. Con un tasso di remissione clinica senza precedenti e una profonda modifica del profilo immunitario dei pazienti, la terapia con cellule CAR-T potrebbe — in futuro — ridisegnare il paradigma terapeutico per queste condizioni complesse e spesso debilitanti. 
Sette bambini su otto in remissione completa, tutti hanno sospeso le terapie immunosoppressive. Studio condotto in collaborazione con l'Università di Erlangen