Comitato Ventotene

Comitato Ventotene Associazione Culturale che ha come fine la diffusione dei valori dell’europeismo e delle libertà individuali.

Il Comitato Ventotene nasce dall'iniziativa di una ventina di ragazzi under 35 desiderosi di partecipare attivamente alla vita culturale e politica del paese. Siamo un gruppo che non si rispecchia in nessuna delle formazioni politiche attualmente in campo nello scenario politico italiano

Ci manchi.La mappa della sopravvivenza indica una sola destinazione: il federalismo. Mario Draghi è tornato a tracciare ...
04/02/2026

Ci manchi.
La mappa della sopravvivenza indica una sola destinazione: il federalismo. Mario Draghi è tornato a tracciare la rotta di un'Europa che, al cospetto di Stati Uniti e Cina, rischia di trovarsi "subordinata, divisa e deindustrializzata".

Dal podio dell'Università belga di Leuven, una delle più antiche del continente, l'ex premier non ha ancora una volta concesso spazio agli alibi: a 511 giorni dall'ultimatum più severo - agire o scivolare in una "lenta agonia" - il volume del suo messaggio è tornato ad alzarsi, complici la nuova assertività di Washington e un ordine globale "ormai defunto". Con il ritorno di Donald Trump, ha osservato, la Casa Bianca punta apertamente al "dominio" e "alla frammentazione dell'UE".

🇺🇦 GLORIA AGLI EROI: QUATTRO ANNI DI GUERRAA quattro anni dall'inizio dell'invasione su larga scala, Roma ospita un mome...
02/02/2026

🇺🇦 GLORIA AGLI EROI: QUATTRO ANNI DI GUERRA
A quattro anni dall'inizio dell'invasione su larga scala, Roma ospita un momento fondamentale di analisi e confronto. Il 21 febbraio 2026, presso il Centro Convegni Carte Geografiche, faremo il punto sulla situazione in Ucraina attraverso tre panel tematici di altissimo profilo.
Discuteremo di scenari geopolitici, testimonianze dal campo e strategie future con diplomatici, analisti, giornalisti e attivisti.
Interverranno, tra gli altri:
🔹 L'Ambasciatore Pierfrancesco Zazo
🔹 Il Generale Vincenzo Camporini
🔹 Esperti di IAI, Istituto Germani e rappresentanti della comunità ucraina.
Un evento per capire, ricordare e guardare al futuro dell'Europa.
📍 Dove: Centro Convegni Carte Geografiche - Via Napoli 36, Roma
📅 Quando: 21 Febbraio 2026, ore 16:00
🎟️ Ingresso libero
Con il patrocinio dell'Ambasciata d'Ucraina nella Repubblica Italiana.
Slava Ukraini!

HE WAS A GENERAL, SHE WAS A SQUATTER... CAN I MAKE IT ANY MORE OBVIOUS? ❤️🥀 🎬L'amore, si sa, non ha confini. E a volte n...
25/01/2026

HE WAS A GENERAL, SHE WAS A SQUATTER... CAN I MAKE IT ANY MORE OBVIOUS? ❤️🥀 🎬
L'amore, si sa, non ha confini. E a volte nemmeno la politica.
Dimenticate Romeo e Giulietta. Dimenticate Step e Babi di Tre Metri Sopra il Cielo. La vera rom-com dell'anno va in scena nell'emiciclo di Strasburgo.
Sulla carta, dovrebbero odiarsi. Dovrebbero essere l'acqua santa e il diavolo (fate voi chi è chi). Eppure... il destino ha un senso dell'umorismo crudele e romantico.
È il 17 Luglio 2024. L'aria condizionata del Parlamento Europeo ronza in sottofondo. Ursula von der Leyen sta parlando di armi all'Ucraina. La tensione si taglia col coltello.
Roberto sta per premere il tasto rosso NO. Lo fa per la Patria, per non essere suddito della NATO.
Dall'altra parte dell'aula, Ilaria sta per premere lo stesso tasto rosso NO. Lo fa per il Pacifismo, per il disarmo globale.
I loro indici calano sul pulsante nello stesso, identico istante.
Click.
I tabulati registrano la sincronia perfetta. Una scintilla scocca attraverso i banchi dell'emiciclo. I loro sguardi si incrociano sopra la testa di un deputato liberale confuso.
🧠 Roberto pensa: "Vedi? Anche lei odia il pensiero unico. È una combattente. Magari non della Decima, ma ha carattere."
🧠 Ilaria pensa: "Guarda come si oppone all'imperialismo atlantista. È un reazionario, certo, ma almeno non è un ipocrita turboliberista."
Poi arriva il voto sul Mercosur.
Di nuovo, 4 giorni fa: votano insieme per rimandare l'accordo.
Lui: "NO, difendiamo il Made in Italy!"
Lei: "NO, difendiamo l'Amazzonia!"
Ma le parole non contano. Conta solo quel rosso lampeggiante che si accende all'unisono sui loro schermi. È il codice morse dell'amore proibito.
È la Teoria del Ferro di Cavallo che diventa la sceneggiatura di un film di Federico Moccia.
Immaginateli. Si incontrano alla macchinetta del caffè
Non è politica. È chimica. Uno dice un "noi" e tutto cambia già.
Mentre il resto dell'Europa vota "Sì mi", loro due restano lì, soli contro tutti, uniti in un "NO" che sa di promessa eterna. Che paralizza l'Europa, ma*****ia a loro.
Prossimamente al cinema.

GUAI A STRINGERE LE MANI AI TRADITORIMentre tiriamo un sospiro di sollievo visto che grazie alla reazione europea il tir...
24/01/2026

GUAI A STRINGERE LE MANI AI TRADITORI

Mentre tiriamo un sospiro di sollievo visto che grazie alla reazione europea il tiranno arancione di oltreoceano ha capito che la Groenlandia non è al momento sul menù della sua tavola, ci disgusta sapere che i 5s e Matteo Salvini hanno voluto rimarcare di essere sempre dalla parte sbagliata della storia.
È stato invitato per un evento alla camera dei deputati, lo scorso 15 gennaio, “L’ultimo sfregio al diritto internazionale: l’aggressione USA al Venezuela” il giornalista filorusso Alberto Fazolo. Costui oltre a essere un simpatizzante di Putin ha pure combattuto al fianco dei russi contro l'esercito ucraino ed è invitato da sempre nei talk-show nostrani o in centri sociali della sinistra antagonista ad esporre la solita propaganda del Cremlino. Ed ora lo troviamo a blaterare di diritto internazionale negato per il caso del Venezuela.
A seguire poi notizia di oggi è che Matteo Salvini ha ricevuto nel suo ufficio Tommy Robinson, membro del partito di estrema destra antisemita British National party e del movimento razzista English defence league, costui ha tutte le caratteristiche di un nazista: negazionista dell'Olocausto, suprematista bianco e sostenitore di Putin. È sostenuto da Elon Musk nella competizione contro Farage, considerato da lui troppo moderato. I media russi lo ritengono vittima della censura europea ed inoltre è famoso un suo viaggio nel 2020 a Mosca per nascondere i suoi soldi.
Dulcis in fundo è stato condannato per:
Stalking, droga, frode, rissa, aggressione ed oltraggio alla corte.
A questo punto erano meglio gli ultrà del Milan, caro Matteo.
In un momento in cui lo scenario internazionale è composto da potenze che vogliono papparsi gli europei non si può più permettersi di fare gli scendiletti dei tiranni.

P.S. consigliamo alla Meloni di allontanarsi immediatamente da queste figure e cominciare ad allinearsi a Macron e Carney, giusto per contare qualcosa di più in Europa.

Cosa unisce le trincee del Donbas alle strade di Tehran? Un filo fortissimo e indistruttibile: il desiderio umano di viv...
13/01/2026

Cosa unisce le trincee del Donbas alle strade di Tehran? Un filo fortissimo e indistruttibile: il desiderio umano di vivere liberi dall'oppressione.
Ucraini e Iraniani non combattono la stessa battaglia, ma hanno lo stesso rifiuto di vivere inginocchiati davanti a chi pretende di decidere sulla loro vita.
Da Kyiv a Tehran, la resistenza nasce da individui che scelgono di non cedere: chi difende la propria terra contro un invasore armato; chi affronta una dittatura teocratica islamista che pretende di regolare corpo, voce e futuro.
Due storie diverse, un desiderio comune: libertà, dignità, autodeterminazione.
Contro ciò che schiaccia. Per ciò che libera. Ora e sempre: RESISTENZA, quella vera.

Anche a Trieste, l'importanza di essere vicino a chi davvero sta provando a riprendere in mano il futuro dopo 47 anni di...
13/01/2026

Anche a Trieste, l'importanza di essere vicino a chi davvero sta provando a riprendere in mano il futuro dopo 47 anni di torture!

1.100 droni. 890 bombe.Questi non sono solo numeri. È quanto la Russia ha riversato sull'Ucraina negli ultimi 7 giorni, ...
11/01/2026

1.100 droni. 890 bombe.
Questi non sono solo numeri. È quanto la Russia ha riversato sull'Ucraina negli ultimi 7 giorni, colpendo deliberatamente civili e centrali elettriche proprio mentre arrivava il gelo.
Vogliamo essere chiarisismi: questo è terrorismo deliberato. L'uso di missili balistici come l'Oreshnik su obiettivi non militari dimostra che l'invasore non ha onore, né limiti morali.
Va ribadito forse (visti i dementi filoputiniani che provano anche ad entrare in Ucraina dicendo idiozie): l'Ucraina sta pagando con il sangue il prezzo della nostra sicurezza. Quella che vediamo è una resistenza eroica contro una violenza cieca che vorrebbe inghiottire non solo un Paese, ma le speranze di ogni cittadino europeo. Mentre il popolo ucraino ripara le reti elettriche sotto le bombe e i gruppi di difesa aerea vegliano nella notte, non stanno proteggendo solo le loro case. Stanno resistendo per tutti noi. Ogni missile abbattuto è una minaccia in meno alla nostra libertà, alla nostra democrazia, al nostro futuro di europei.
Kyiv chiede "supporto stabile", noi chiediamo di non dimenticarci nel nostro quotidiano del sacrificio di un popolo. Non possiamo permetterci un tema "stufi" quando muoiono innocenti, non possiamo voltarci dall'altra parte. Dobbiamo garantire agli ucraini i mezzi per difendersi e per sopravvivere a questo inverno.
Loro resistono al terrore: noi saremmo in grado? SLAVA UKRAINI 🇪🇺🤝🇺🇦

"Non c'è notte tanto lunga da impedire al sole di risorgere." ☀️🦁Siamo un'associazione fondata anche sui valori della li...
10/01/2026

"Non c'è notte tanto lunga da impedire al sole di risorgere." ☀️🦁
Siamo un'associazione fondata anche sui valori della libertà individuale: non possiamo restare a guardare mentre l'oscurità di un regime teocratico per l'ennesima volta sopprime i suoi cittadini, schiacciati da 47 anni di torture. Per questo siamo scesi nelle piazze di Roma e Milano: per testimoniare un'attenzione che i media italiani stanno dando col contagocce.
Nelle manifestazioni a cui abbiamo partecipato, non abbiamo visto solo protesta, ma la promessa di un'alba: l'Iran che sosteniamo non è quello cupo della Repubblica Islamica, ma quello luminoso, simboleggiato dal Leone e dal Sole.
Siamo al fianco di chi lotta affinché quel sole torni a splendere, scacciando le ombre per restituire all'Iran il suo posto nella storia e soprattutto alle persone che la abitano, la loro libertà;
affinché non sia come tutte le altre volte e non siano vane queste ore di buio internet dove gli uomini del regime ammazzeranno, incarcereranno e tortureranno qualche nostro coetaneo coraggioso.

🇪🇺✨Guardate il nostro simbolo: è Europa che cavalca il toro.Non è un’immagine ferma, è un viaggio. Rappresenta il moment...
05/01/2026

🇪🇺✨
Guardate il nostro simbolo: è Europa che cavalca il toro.
Non è un’immagine ferma, è un viaggio. Rappresenta il momento in cui il nostro continente prende il suo nome e il suo destino. Nel mito greco, il toro porta Europa verso Creta; per noi, simboleggia la forza e il coraggio necessari per trasportare l'ideale europeo verso la sua vera destinazione: gli Stati Uniti d’Europa.
I colori oro e blu non sono solo estetica: sono la nostra bandiera, la nostra casa comune.
Chi siamo?
Siamo cittadini (giovani e qualcuno meno), studenti e lavoratori che hanno deciso di impegnarsi in prima persona dal 5 gennaio 2016.
Una cosa ci distingue da molti altri: siamo svincolati da qualsiasi partito.
Non rispondiamo a segreterie, etichette o logiche di schieramento, ma solo alla nostra coscienza e al sogno di un'Europa libera, progressista e federale. Portiamo i nostri valori nelle piazze e nel dibattito pubblico, perché crediamo che alle grandi sfide globali non si possa rispondere con vecchie ricette nazionali.
L'invasione dell'Ucraina (Slava Ukraini!) è stata per noi l'ennesima dimostrazione che serve ancora oggi parlare di Integrazione Europea.
Il toro corre veloce verso il domani: è tempo di costruire l'Europa che sogniamo.
Auguri Comitato Ventotene!
Unisciti a noi, chiedici come. 🐂🚀

Sia chiaro: nessuno verserà una lacrima per la persona di Maduro. La sua figura non merita difesa. E siamo felici che i ...
04/01/2026

Sia chiaro: nessuno verserà una lacrima per la persona di Maduro. La sua figura non merita difesa. E siamo felici che i venezuelani abbiano una nuova speranza dopo anni di soprusi.

Ciò che invece merita una difesa strenua è il Diritto Internazionale. Perché il precedente creato dalla sua rimozione, un atto di forza unilaterale, apre le porte a uno scenario inquietante. Se accettiamo che la sovranità di uno Stato sia vincolata all'umore della superpotenza di turno, torniamo alla legge della giungla.
Facciamo un esercizio di realismo politico: se domani negli USA vincesse un presidente radicale che decidesse di considerare il governo italiano "pericoloso" o “fascista” chi ci garantirebbe che la nostra Premier non venga prelevata con a scusa di "liberare gli italiani"?

Potreste obbiettare che questo governo è stato regolarmente eletto, ma è ormai chiaro che la realtà non lega più nessuno, serve solo un pretesto, per quanto ridicolo.

Quindi, chi ci garantisce la sicurezza delle nostre istituzioni democratiche e sovrane?

La risposta cruda è: glielo impedirebbe solo un esercito credibile e armato fino ai denti, ed è qui il punto cruciale che molti faticano ad accettare.
Il riarmo europeo è indispensabile non perché desideriamo la guerra, ma esattamente per il motivo opposto: perché auspichiamo che quelle armi non debbano mai essere usate.
La storia insegna che in un contesto in cui il diritto internazionale non conta niente, se non sei armato, non sei "pacifico": sei solo innocuo e alla completa mercé di imperi pronti a usare la forza e che fanno il bello e il cattivo tempo sopra la tua testa.

Troviamo giusto scagliarsi contro l'atto di forza unilaterale di Trump, che ha sì abbattuto un tiranno, ma ha anche bellamente ignorato l’opposizione venezuelana proponendo anzi una gestione diretta del paese con termini che non esitiamo a definire coloniali.

Ma gridare allo scandalo per la violazione della sovranità e allo stesso tempo opporsi alla costruzione di una Difesa Europea comune è un cortocircuito logico imperdonabile.
Se rifiuti di difenderti da solo, stai implicitamente scegliendo da chi farti proteggere (o dominare, come diventa sempre più palese). Essere contro il riarmo europeo oggi significa solo una cosa: volersi inchinare al Dragone cinese, all’aquila di Trump o all’orso russo, tutte bestie predatorie che chiederanno MOLTO in cambio di questa “protezione”.
La garanzia di non essere invasi come l'Ucraina, "golpizzati"come il Venezuela o resi vassalli economici come le neocolonie cinesi in Africa (perché quello cinese è neocolonialismo tanto quello russo o americano) non sono le belle parole, ma la capacità di deterrenza militare per poter impedire un’aggressione e l’autonomia economica nei settori strategici per poter sostenere la suddetta deterrenza militare. Se pensate che l’Europa sia esclusa da questa spartizione, ricordate che Trump ha reclamato la Groenlandia e Putin, in un suo libro, ha reclamato i paesi baltici.

L'Europa deve scegliere se essere un attore geopolitico o un terreno di conquista. Noi vorremmo esserci da protagonisti, non per sete di potere o di conquista, ma per amore della libertà.

Mentre leviamo i calici per salutare l'anno che se ne va, il nostro sguardo non si ferma ai festeggiamenti. Va oltre. Va...
31/12/2025

Mentre leviamo i calici per salutare l'anno che se ne va, il nostro sguardo non si ferma ai festeggiamenti.
Va oltre. Va laggiù, dove la storia si sta scrivendo nel modo più duro.
Il 2025 ci lascia una lezione chiara: il mondo è cambiato.
I nostri amici e alleati d'Oltreoceano stanno legittimamente guardando ai propri interessi, misurando le alleanze sulla bilancia dei costi e dei benefici. È la logica del è pragmatismo nella storia, che sembra però ignorare il sacrificio di sangue dei fratelli ucraini. Non dobbiamo lamentarcene: dobbiamo però prenderne atto.
Il nostro augurio per il nuovo anno è che l'Europa smetta finalmente di essere figlia e diventi adulta. Che smetta di delegare la propria sicurezza e inizi a costruire la propria Forza.
Perché la base per questa "Europa Superpotenza" esiste già. Non è nei grafici della BCE, non è solo nei numeri, ma è nel cuore del continente.
Pensiamo, in questa notte di festa, ai tanti ragazzi – italiani ed europei – che stanno passando il Capodanno al fronte, nelle trincee dell'Est.
Loro non sono lì per un calcolo economico da Impero dei Mercanti. Non sono lì perché costretti da una burocrazia da Grande Fratello Orwelliano. Sono lì per una scelta di libertà e di civiltà.
In quelle trincee, dove si mescolano le lingue di tutto il continente, si è già realizzata l'Unione più vera: non quella dove si parla solo dei tassi d'interesse, ma quella della Comunità di destino e di intenti.
Loro ci dimostrano che l'Europa ha ancora un'anima disposta a tutto che vale la pena difendere.
Sta a noi, ora, costruire un corpo politico e militare all'altezza di questo spirito.
Che il nuovo anno ci porti la lucidità e il coraggio necessari. Per non essere più spettatori succubi, ma protagonisti.
Per un'Europa libera.
Per un'Europa armata di volontà.
Per un'Europa Superpotenza.
Buon Anno a tutti noi: siamo l'Europa che ama.
🇪🇺

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Pavullo Nel Frignano
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