04/01/2026
Sia chiaro: nessuno verserà una lacrima per la persona di Maduro. La sua figura non merita difesa. E siamo felici che i venezuelani abbiano una nuova speranza dopo anni di soprusi.
Ciò che invece merita una difesa strenua è il Diritto Internazionale. Perché il precedente creato dalla sua rimozione, un atto di forza unilaterale, apre le porte a uno scenario inquietante. Se accettiamo che la sovranità di uno Stato sia vincolata all'umore della superpotenza di turno, torniamo alla legge della giungla.
Facciamo un esercizio di realismo politico: se domani negli USA vincesse un presidente radicale che decidesse di considerare il governo italiano "pericoloso" o “fascista” chi ci garantirebbe che la nostra Premier non venga prelevata con a scusa di "liberare gli italiani"?
Potreste obbiettare che questo governo è stato regolarmente eletto, ma è ormai chiaro che la realtà non lega più nessuno, serve solo un pretesto, per quanto ridicolo.
Quindi, chi ci garantisce la sicurezza delle nostre istituzioni democratiche e sovrane?
La risposta cruda è: glielo impedirebbe solo un esercito credibile e armato fino ai denti, ed è qui il punto cruciale che molti faticano ad accettare.
Il riarmo europeo è indispensabile non perché desideriamo la guerra, ma esattamente per il motivo opposto: perché auspichiamo che quelle armi non debbano mai essere usate.
La storia insegna che in un contesto in cui il diritto internazionale non conta niente, se non sei armato, non sei "pacifico": sei solo innocuo e alla completa mercé di imperi pronti a usare la forza e che fanno il bello e il cattivo tempo sopra la tua testa.
Troviamo giusto scagliarsi contro l'atto di forza unilaterale di Trump, che ha sì abbattuto un tiranno, ma ha anche bellamente ignorato l’opposizione venezuelana proponendo anzi una gestione diretta del paese con termini che non esitiamo a definire coloniali.
Ma gridare allo scandalo per la violazione della sovranità e allo stesso tempo opporsi alla costruzione di una Difesa Europea comune è un cortocircuito logico imperdonabile.
Se rifiuti di difenderti da solo, stai implicitamente scegliendo da chi farti proteggere (o dominare, come diventa sempre più palese). Essere contro il riarmo europeo oggi significa solo una cosa: volersi inchinare al Dragone cinese, all’aquila di Trump o all’orso russo, tutte bestie predatorie che chiederanno MOLTO in cambio di questa “protezione”.
La garanzia di non essere invasi come l'Ucraina, "golpizzati"come il Venezuela o resi vassalli economici come le neocolonie cinesi in Africa (perché quello cinese è neocolonialismo tanto quello russo o americano) non sono le belle parole, ma la capacità di deterrenza militare per poter impedire un’aggressione e l’autonomia economica nei settori strategici per poter sostenere la suddetta deterrenza militare. Se pensate che l’Europa sia esclusa da questa spartizione, ricordate che Trump ha reclamato la Groenlandia e Putin, in un suo libro, ha reclamato i paesi baltici.
L'Europa deve scegliere se essere un attore geopolitico o un terreno di conquista. Noi vorremmo esserci da protagonisti, non per sete di potere o di conquista, ma per amore della libertà.