16/12/2025
🔹 𝙇𝙖 𝙨𝙞𝙘𝙪𝙧𝙚𝙯𝙯𝙖 𝙣𝙤𝙣 è 𝙢𝙖𝙞 𝙪𝙣 𝙙𝙚𝙩𝙩𝙖𝙜𝙡𝙞𝙤.
Il drammatico episodio di Pedrengo nel 2020 ci ricorda che prevenzione e rispetto delle norme sono fondamentali in ogni luogo di lavoro.
𝙐𝙣 𝙢𝙤𝙣𝙞𝙩𝙤 𝙘𝙝𝙞𝙖𝙧𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙚 𝙡𝙚 𝙖𝙯𝙞𝙚𝙣𝙙𝙚: 𝙡𝙖 𝙩𝙪𝙩𝙚𝙡𝙖 𝙙𝙚𝙞 𝙡𝙖𝙫𝙤𝙧𝙖𝙩𝙤𝙧𝙞 𝙫𝙞𝙚𝙣𝙚 𝙥𝙧𝙞𝙢𝙖 𝙙𝙞 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙤.
È il primo pomeriggio del 22 luglio 2020, a Pedrengo: nel cantiere dove la Pro System sta svolgendo lavori di scavo (appalto stipulato con il Comune per la costruzione di una struttura nell’area feste del Parco Frizzoni) arriva un camion della Vavassori srl, per consegnare un carico da 8 anelli di calcestruzzo, ciascuno con un diametro di 2 metri e un peso di 550 chili. L’esito della manovra sarà drammatico: Mohamed Ouhida, operaio tunisino che oggi ha 59 anni, dopo essere salito sul pianale del camion e aver imbragato i primi due anelli, che sarebbero stati scaricati con una gru, a causa dell’oscillazione viene colpito al capo (non indossava il casco) e schiacciato contro le pile di materiale rimaste sul pianale. Non perde la vita, ma i danni sono permanenti e gravissimi: tutt’oggi è ricoverato al Don Orione, a Bergamo, in uno stato di «sostanziale coma vigile, incapace di intendere e volere». A prendersi cura di lui, peraltro a distanza non abitando a Bergamo, è suo fratello, nelle vesti di amministratore di sostegno. Mentre sua moglie e suo figlio, di 56 e 26 anni, vivono tutt’ora in Tunisia.
A distanza di cinque anni da quel drammatico infortunio, la sezione Lavoro della Corte d’Appello di Brescia ha rigettato gli appelli proposti da Prosystem Srl, Mario Rauseo e Hodaj Novrus, confermando il giudizio già espresso in primo grado. 👉 Leggi l'articolo di Federico Rota sul Corriere: trovi il link nel primo commento