27/03/2026
Mi accorgo che spesso spingo le persone ad andare fuori dalla loro zona di comfort. Non lo faccio per caso, né per convinzione astratta, ma perché in certi passaggi ci sono già stato. So cosa si prova quando qualcosa dentro ti dice di muoverti ma una parte di te resiste, quando il dubbio pesa più della curiosità. E so anche che, proprio lì, in quella tensione, c’è qualcosa che può cambiare davvero.
Non è mai semplice. Uscire da ciò che conosciamo richiede coraggio, e il coraggio non è assenza di paura, ma la scelta di attraversarla. Per questo, quando incoraggio qualcuno, lo faccio con rispetto, perché so quanto può essere scomodo quel passo… ma anche quanto può essere necessario.
E poi ci sono anch’io, che continuo a mettermi in gioco. Non sarebbe coerente chiedere agli altri ciò che non sono disposto a vivere in prima persona. Così mi spingo, a volte senza tutte le risposte, fidandomi più del sentire che della sicurezza.
Ed eccomi qui, oggi, ad Asunción, in Paraguay. Un altro pezzo fuori da quello che conoscevo, un altro passo che all’inizio sembrava lontano. Qui si respira qualcosa di diverso. Non è che non si lavori, anzi… ci si dà da fare, si costruisce, si cerca. Ma c’è un ritmo più umano, meno carico di tensione, come se lo spazio intorno permettesse anche a te di allargarti un po’.
E forse è proprio questo il punto:
ti accorgi che il limite non era il mondo fuori… ma l’idea che avevi di te prima di provarci e che puoi espanderti e conoscerti sempre un po di più...
Andrea Santiccioli