Studio di Psicoterapia - Dott.ssa Marina Romano

Studio di Psicoterapia - Dott.ssa Marina Romano salute psicologica. benessere della persona.

24/06/2024

A tutti noi è capitato di vivere dei momenti in cui ci accorgiamo che gli altri non ci capiscono più. Ma questo, lungi dall'essere un fatto negativo, è un segno della nostra emancipazione, del nostro sviluppo psicologico. Infatti, se siamo sempre compresi, vuol dire che parliamo il linguaggio degli altri, un linguaggio collettivo. Ma se il nostro atteggiamento e le nostre idee sono originali, non possiamo più essere capiti, perché esprimiamo qualcosa di nuovo. Ecco allora che nasce un senso di estraneità reciproca, per cui la nostra ricerca di una strada individuale viene considerata almeno come una 'stranezza.

Aldo Carotenuto,
Il labirinto verticale

20/04/2024

Le cosiddette “pecore nere” della famiglia sono in realtà ricercatori nati da vie di liberazione per l’albero genealogico. Quei membri che non si adattano alle regole e tradizioni del Sistema Familiare, quelli che sin da piccoli cercavano di rivoluzionare le credenze andando contro ai cammini marcati dalle tradizioni familiari, quelli criticati, giudicati e incluso abbandonati, quelli che, in generale, sono chiamati a liberare l’albero da quelle storie ripetitive che frustrano generazioni intere. Le “pecore nere”, quelli che non si adattano, quelli che gridano ribellione, riparano e disintossicano e creano un nuovo e fiorito ramo.
Incontabili desideri repressi, sogni irrealizzati, talenti frustrati dei nostri antenati si manifestano nella loro ribellione cercando di realizzarsi.
L’albero genealogico, per inerzia, vorrà continuare a mantenere la parte tossica e castrata del suo tronco che rende la sua fioritura difficile e complicata.
Che nessuno ti faccia dubitare, prenditi cura della tua rarità come il fiore più prezioso del tuo albero. Sei il sogno realizzato di tutti i tuoi antenati.

Bert Hellinger

16/04/2024
30/03/2024

“I momenti brutti che ho avuto nella mia vita sono stati solo di natura cosmologica. Una volta durante la notte mi sono alzato, sono venuto in questa stanza e ho guardato in faccia la mia paura, con attenzione, e la crisi si è risolta. Non è facile, perché in quel momento ti senti un essere sbattuto nel nulla, non hai legami con niente. È la notte oscura di San Giovanni della Croce, sofferenze che sembrano insormontabili, insopportabili, e che invece puoi superare in un batter d'occhio. Basta ricordare che siamo impermanenti. Noi pensiamo di essere eterni, questa è la nostra disgrazia. A scuola non ci insegnano a morire; sulla morte invece gli antichi egizi hanno costruito una civiltà.”

Franco Battiato (1945-2021), dall'intervista di Giuseppe Videtti su Repubblica.it, 27 novembre 2011

10/01/2024

Mia nonna, già alzata prima di tutti, mi dava una grande tazza di caffè con pezzi di pane e mi chiedevo se avessi dormito bene.
Se le raccontavo qualche brutto sogno nato dalle storie del nonno, lei mi rassicurava sempre: "Non ascoltare, nei sogni non c'è fermezza".
Pensavo allora che lei, anche se era anche una donna molto saggia, non riusciva a raggiungere le altezze di mio nonno, che steso sotto il fico, con il nipote accanto, era capace di far muovere l'universo solo con due parole.
Molti anni dopo, quando lui era già andato via da questo mondo e io ero un uomo fatto, sono venuto a capire che anche la nonna credeva nei sogni.
Un'altra cosa non può significare che una notte seduta davanti alla porta della sua povera casa, dove allora viveva sola, guardando le stelle più grandi e minori, avrebbe detto queste parole: "Il mondo è così bello e io ho tanta pena di morire".
Non ha detto paura di morire, ha detto pena di morire, come se la vita di pesante e continuo lavoro che era stata la sua, in quel momento quasi finale, stesse ricevendo la grazia di un addio supremo e ultimo, il conforto della bellezza rivelata, proprio lì nella sua casa, così speciale nel mondo, perché in essa vivevano persone capaci di dormire con i maiali come se fossero i loro stessi figli, persone che avevano pena di andarsene dalla vita solo perché il mondo era bello, persone come mio nonno, pastore e narratore, che sentendo che la morte stava venendo a cercarlo, ha detto addio agli alberi del suo orto uno ad uno, abbracciandoli e piangendo perché sapeva che non li avrebbe più rivisti.

(José Saramago - dal Discorso di accettazione del Nobel per la letteratura nel 1998)

03/01/2024

Un mattino partiamo, il cervello in fiamme,
il cuore gonfio di rancori e desideri amari,
e andiamo, al ritmo delle onde, cullando
il nostro infinito sull’infinito dei mari:

Ma i veri viaggiatori partono per partire;
cuori leggeri, s’allontanano come palloni,
al loro destino mai cercano di sfuggire,
e, senza sapere perchè, sempre dicono: Andiamo!

Charles Baudelaire

Buon anno a tutti

22/12/2023

Ho dei periodi neri. Chi non ne ha?
Ma non sono loro ad avere me. Non appartengono tanto al mio male, quanto al mio essere.
Si potrebbe dire che ho il coraggio di averli.

Quanta vita ho perso per il semplice motivo di non essere stato capace di guardare o di avere guardato senza vedere?

Irvin D. Yalom - da "Le Lacrime di Nietzsche"

20/12/2023

Devi capire chi sei.
Perché c’è un mucchio di gente che vive a propria insaputa. Non solo i giovani. Anche gli adulti. Soprattutto loro. I quali sono alienati 5 giorni alla settimana perché realizzano non se stessi ma gli scopi dell’ apparato di appartenenza. E poi la domenica. Il sabato e la domenica che potrebbero rivolgere anche uno sguardo a se stessi, scappano da se stessi come dal peggior nemico. Si mettono in macchina e fanno il week end.
Per distrarsi.. da sè

Umberto Galimberti

04/12/2023

"Noi ereditiamo all'incirca il 50 per cento delle nostre reti neurali; l'altro 50 per cento lo acquisiamo attraverso la nostra conoscenza e le nostre esperienze personali. Se non creiamo alcuna nuova connessione sinaptica nella nostra vita, possiamo soltanto fare affidamento su quelle che abbiamo ereditato, e ciò conduce a una mente che esprime soltanto le nostre predisposizioni genetiche. Per evolvere noi stessi (e la nostra specie), dobbiamo essere in grado di accrescere e modificare quello che ci era stato dato all'inizio. La nostra capacità di esprimere la nostra individualità consegue dall'accrescere le nostre connessioni sinaptiche in risposta al nostro ambiente, e dall'utilizzare la plasticità del nostro cervello. Ci sono due modi di formare nuove connessioni: il primo consiste nell'apprendere nuove cose; il secondo nel fare nuove esperienze. Ogni volta che impariamo nuove conoscenze o informazioni, creiamo una connessione sinaptica. Pertanto se nel corso della nostra intera vita raramente apprendiamo cose nuove e non facciamo quasi nessuna esperienza sconosciuta, il numero di connessioni sinaptiche che creeremo sarà inferiore. La nostra consapevolezza cosciente sarà prevalentemente limitata all'utilizzo di quelle prime reti neurali che ci vengono trasmesse dal nostro lignaggio genetico. La via d'uscita per sfuggire alle nostre propensioni genetiche, consiste quindi nell'apprendere continuamente nuove informazioni e nel fare nuove esperienze. È così che potenziamo il nostro cervello. Possiamo aggiungere nuovi circuiti alla nostra architettura neurale personale; possiamo ulteriormente modificare e disegnare un nuovo sè progressivo."

J. Dispenza

12/10/2023

Abbiamo costruito un inferno
di capannoni senza finestre
ecografie possibili fra un anno e mezzo
intelligenze artificiali e ignoranze autentiche
burocrazie indecenti
atrocità declassate a norma
applicazioni pratiche
di totale disumanità.

Siamo bravi con le bombe
vogliamo le telecamere
a riprendere la guerra
mettiamo etichette
sulle persone
indicando il prezzo
il genere
la razza
il difetto
amiamo il profitto
impieghiamo schiavi
la facciamo pagare ai deboli
ci inginocchiamo ai potenti
perché in fondo è sempre
colpa di dio.

(Anna Martinenghi)

«Non far caso a me.Io vengo da un altro pianeta.Io vedo orizzonti dove tu disegni confini».Frida Kahlo
03/10/2023

«Non far caso a me.
Io vengo da un altro pianeta.
Io vedo orizzonti dove tu disegni confini».
Frida Kahlo

Indirizzo

�Roma, Via San Miniato 5/A (zona San Giovanni/Tuscolana), �Campagnano Di Roma
Rome

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