27/12/2025
➡️Nello sviluppo di un essere umano esistono due forme di intelligenza fondamentali e complementari: l’intelligenza cognitiva e l’intelligenza emotiva.
Non sono alternative, né in competizione. Crescono insieme, si modulano a vicenda e, quando una delle due è carente, l’intero funzionamento della persona ne risente.
✔️L’intelligenza cognitiva riguarda le capacità di ragionamento logico, memoria, attenzione, linguaggio, problem solving e apprendimento astratto. Dal punto di vista neurobiologico coinvolge prevalentemente le reti fronto-parietali e i sistemi esecutivi della corteccia prefrontale. È quella che tradizionalmente viene misurata con il QI, ed è essenziale per comprendere il mondo, organizzare il pensiero, pianificare azioni e acquisire conoscenze.
✔️L’intelligenza emotiva, invece, riguarda la capacità di riconoscere, comprendere, regolare e comunicare le emozioni, proprie e altrui. Ha una base neurobiologica integrata tra sistema limbico (amigdala, ippocampo) e corteccia prefrontale mediale. Include empatia, autoconsapevolezza, regolazione emotiva, competenze relazionali e capacità di tollerare la frustrazione.
🗣 La ricerca degli ultimi decenni mostra con chiarezza che un alto QI non garantisce benessere psicologico, adattamento sociale o successo nella vita, se non è accompagnato da un’adeguata competenza emotiva.
Allo stesso modo, una buona intelligenza emotiva senza un sufficiente sviluppo cognitivo può limitare l’autonomia e l’espressione del potenziale individuale. È l’integrazione tra pensiero ed emozione che rende una persona resiliente, flessibile e capace di scegliere.
🔺️Come valutarle in un bambino🔺️
Nel bambino l’intelligenza cognitiva si osserva attraverso curiosità, capacità di attenzione, apprendimento, linguaggio, flessibilità del pensiero, oltre che con strumenti standardizzati (test cognitivi).
L’intelligenza emotiva si manifesta invece nel modo in cui il bambino riconosce le emozioni, le esprime, gestisce la rabbia e la frustrazione, si relaziona con i pari, chiede aiuto, tollera l’errore. Non si misura con un numero, ma si comprende attraverso l’osservazione della qualità delle relazioni e dell’autoregolazione.
🔺️Come stimolarle🔺️
Stimolare l’intelligenza cognitiva significa offrire esperienze di apprendimento adeguate all’età, gioco esplorativo, lettura condivisa, domande aperte, possibilità di sbagliare e riprovare.
Stimolare l’intelligenza emotiva significa dare un nome alle emozioni, legittimarle senza banalizzarle, aiutare il bambino a comprenderne il significato e a trovare strategie di regolazione. Un adulto che sa contenere emotivamente, più che correggere, diventa il principale “modello regolatore”.
Dal punto di vista psicologico e relazionale, il messaggio più potente per un bambino è questo:
Le emozioni non sono un ostacolo al pensiero, ma una bussola per orientarlo.✌️
Quando mente ed emozioni imparano a dialogare, il bambino non diventa solo più bravo o più intelligente, ma più sicuro, più libero e più umano.