28/01/2026
🔍 CALPROTECTINA FECALE ALTA: COSA CI STA DICENDO DAVVERO L’INTESTINO?
Quando un referto mostra una calprotectina elevata, il messaggio è uno solo:
👉 l’intestino sta segnalando un’infiammazione reale, che merita attenzione e metodo.
Non è una diagnosi, ma un campanello d’allarme prezioso, soprattutto quando si parla di malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD).
🧬 Che cos’è la calprotectina?
È una proteina rilasciata in grande quantità dai neutrofili, cellule del sistema immunitario coinvolte nei processi infiammatori.
Quando la mucosa intestinale è infiammata, la calprotectina aumenta e viene eliminata con le feci. La sua stabilità la rende un marcatore affidabile e non invasivo per intercettare l’infiammazione intestinale.
📊 I valori vanno sempre letti nel contesto clinico
I range possono variare leggermente, ma in generale:
• 🔹 < 50 µg/g: valori compatibili con la norma
• 🔸 50–100 µg/g: zona grigia, da monitorare
• 🔶 > 100 µg/g: infiammazione intestinale probabile
• 🔴 > 250 µg/g: forte sospetto di patologia organica
• 🚨 > 700–800 µg/g: infiammazione verosimilmente significativa, da valutare con urgenza
In particolare, nelle IBD (Morbo di Crohn e Rettocolite Ulcerosa) la calprotectina è uno degli esami di prima scelta sia per la diagnosi precoce sia per il monitoraggio dell’attività di malattia.
🩺 Perché può aumentare?
Le cause più frequenti includono:
• Malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD)
• Coliti infettive (batteriche, post-antibiotico, C. difficile)
• Diverticolite
• Uso di FANS (antinfiammatori non steroidei)
• Più raramente, altre condizioni organiche che richiedono approfondimento
La calprotectina non dice “che malattia è”, ma indica che un processo infiammatorio è in atto e va identificato.
⚠️ Cosa NON fare
Con valori elevati, evitare soluzioni fai-da-te, protocolli improvvisati o tentativi di “spegnere il sintomo”.
Interventi inappropriati possono ritardare la diagnosi o mascherare quadri clinici importanti.
✅ Cosa fare concretamente
📌 Contattare il medico curante e programmare una valutazione gastroenterologica
📌 Portare con sé il referto e un diario dei sintomi (almeno 7 giorni):
• numero delle evacuazioni
• presenza di sangue o muco
• dolore, febbre, stanchezza
• farmaci assunti (inclusi FANS e antibiotici)
• viaggi recenti e cambi alimentari
🚑 In presenza di dolore intenso, febbre alta, sangue evidente, disidratazione o peggioramento rapido, è indicato l’accesso urgente alle cure.
🔬 Gli approfondimenti utili
Di solito il percorso prevede:
• esami del sangue (emocromo, PCR, VES, ferro, ferritina, albumina)
• esami delle feci per escludere infezioni
• colonscopia con biopsie, fondamentale per distinguere tra IBD, coliti infettive e altre condizioni
• eventuali indagini sull’intestino tenue se necessario
🏠 Nell’attesa, nella vita quotidiana
• 💧 Idratazione costante
• 🍽️ Alimentazione semplice e non irritante
• 🚫 Evitare alcol e FANS senza indicazione medica
• ❗ Niente antibiotici, cortisonici o antidiarroici “forti” senza prescrizione
❓ “E se fosse solo colon irritabile?”
La sindrome dell’intestino irritabile non è una malattia infiammatoria.
👉 Una calprotectina alta orienta verso un processo organico, ed è proprio per questo che è uno strumento così utile nella diagnosi differenziale precoce.
✨ In sintesi
La calprotectina fecale è un alleato fondamentale per riconoscere tempestivamente l’infiammazione intestinale, in particolare nelle IBD.
Un valore elevato richiede rispetto, competenza e un percorso diagnostico strutturato.
Solo dopo una diagnosi corretta si costruisce una strategia efficace e personalizzata.
📣 La diagnosi precoce fa la differenza. Sempre.
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