Pamela Pompa Psicologa

Pamela Pompa Psicologa Psicologa, Psicoterapeuta in formazione e CTP. ✨ Ricevo Online 💻

23/02/2026
Il tuo cervello è bravissimo a proteggerti.A volte, però, ti difende da coseche non arrivano mai.Gran parte dello stress...
22/02/2026

Il tuo cervello è bravissimo a proteggerti.
A volte, però, ti difende da cose
che non arrivano mai.

Gran parte dello stress
non nasce da ciò che accade,
ma da ciò che la mente prova e riprova
prima che esista davvero.

Quando torni a ciò che sta succedendo adesso,
non domani, non tra un’ora,
il sistema nervoso finalmente
si lascia andare.

E in quel momento
respiri davvero. ✨

07/02/2026

La nostra mente è pura come l'acqua.
Se ci mettiamo pensieri negativi, è come se la mescolassimo col fango, rendendola opaca;
quello che dobbiamo fare, è separare l'acqua dal fango per conservarne la purezza.

(Lama Gangchen)

06/02/2026

CREDI DAVVERO CHE IL TUO PASSATO TI DEFINISCA?

Il passato ti ha formato, sì.
Ma non è un verdetto.
Non è una sentenza a vita.
E soprattutto non è la tua identità.

Le esperienze che hai vissuto parlano di chi eri allora,
di cosa sapevi fare,
di cosa potevi reggere,
di cosa ti è mancato.
Non parlano necessariamente di chi sei oggi.

Eppure continuiamo a usare il passato come un’etichetta:
“Sei così perché sei stata così”
“Non puoi cambiare perché hai fatto questo”
“Le tue scelte ti definiscono”.

No.

Le tue scelte ti raccontano, non ti imprigionano.
Una persona non è una biografia congelata.
È un processo in movimento.

Crescere significa anche questo:
non permettere più che una versione vecchia di te
decida le possibilità della versione attuale.

Il passato può essere una radice.
Ma quando diventa una gabbia, non è più memoria:
è paura travestita da verità.

La domanda reale non è:
“Chi sono stato?”
è:
“Chi scelgo di essere adesso?”
E questa domanda
non ha bisogno di permessi.

E tu cosa ne pensi?
Sei proprio sicuro che il tuo passato ti definisca?

02/02/2026

La nostra mente non sopporta il dispiacere, deve scacciarlo ad ogni costo, e, quando la percezione della realtà reca dispiacere, è essa ossia la verità, a dover essere sacrificata.
Contro il pericolo esterno ci si può avvalere per parecchio tempo della fuga e dell'elusione della situazione pericolosa, nell'attesa di divenire un giorno abbastanza forti da eliminare la minaccia modificando attivamente la realtà.
Ma da sé stessi non si può fuggire, contro il pericolo interno non c'è fuga che serva, ed è per questo che (siamo) condannati a falsificare la percezione interna e a consentirci soltanto una conoscenza difettosa e deformata (di noi stessi), il risultato può essere paragonato soltanto alla situazione di chi si avventura, con passo non spedito, in una contrada che non conosce.

(Sigmund Freud)

29/01/2026

𝘽𝙊𝙍𝙉𝙊𝙐𝙏 𝙤 𝘾𝙍𝙊𝙇𝙇𝙊 𝙉𝙀𝙍𝙑𝙊𝙎𝙊
Cosa dicono le Neuroscienze.
Il crollo nervoso non arriva all'improvviso: progredisce lentamente in modo insidioso.

Tant'è che chi ne è affetto prova comunque a dirsi "Faccio ancora qualcosa e poi mi riposo" come se sentisse sempre un pò di forza e potesse avanzare, ma, in realtà, si sta consumando dentro e fuori.

E' un tipo di stress cronico che si accumula, si accatasta dentro, come quando collezioniamo cose su cose e le ammassiamo.
Tacitamente.
Ma, il corpo è la prima parte di noi che ne paga il prezzo.
Ciò accade perché se non siamo riusciti a SENTIRE noi stessi a tempo debito (a livello emotivo, così da esprimerci, comunicare, scaricare, ti**re fuori sofferenze antiche o attuali), allora il nostro organismo (che è la nostra parte più autentica, quella che non mente) inizia a "parlare" a modo suo con l'unico linguaggio che conosce: LE MALATTIE.

Il corpo va in modalità "sopravvivenza".
La mente appasisce.
Non è più in grado di desiderare, pianificare, realizzare, organizzare, costruire.
Dall'esterno non si appare depressi per come si è abituati a concepire la depressione, perché il meccanismo è molto più subdolo.
Il livello di attenzione si abbassa piano piano; giorno dopo giorno risulta difficile prendere le decisioni più semplici; si inizia a dimenticare.
Le cose più comuni vengono tralasciate, scordate.
La mente è in sovraccarico e, contemporaneamente, ignora i messaggi e i sintomi.
Tutta l'energia della persona serve unicamente per tenere testa allo stress: stringere i denti, tenere duro. Sono queste le priorità.
Il corpo è sulle spine, in guardia, in allarme.
I muscoli contengono tutta la tensione. "Tirano".
Il cuore batte forte.
Le palpebre vibrano.
La pelle si fa secca.
I denti digrignano.
La pancia si gonfia.
Le cefalee regnano sovrane.
L' astenia diventa uno stato normalizzato, senza averne consapevolezza.
Si dorme senza mai sentirsi carichi al risveglio: il sonno smette di avere la sua funzione ristoratrice.

In sostanza, il sistema nervoso (centrale e periferico) è sempre acceso: un "delirio" sostanziale.
Emotivamente parlando c'e' un blocco, ci si ritrova completamente chiusi, appiattiti e acciaccati, ma anche congelati. Rigidi.

Il fatto è che, OLTRETUTTO, quando ci si ferma con l'intento di prendersi un pò di tempo per sé SI STA PEGGIO.

Perché?
Perché quando il sistema nervoso allarmato può concedersi di disattivarsi, allora è lì che scarica tutto.

Finalmente il corpo può allentare.
Ma, rilasciare lo stress, vuol dire SENTIRLO, provare emozioni e sensazioni disturbanti (almeno all'inizio è così).

È il paradosso dell'esaurimento psico-fisico: prima si trattiene fino a scoppiare, ma quando si molla si avverte tutto il dolore contenuto e, in un primo momento, non ci si sente affatto meglio piuttosto, molto addolorati.

Se ne deduce che non "vedere" i primi segnali di esaurimento nervoso (ovvero, IGNORARLI) ha un costo particolarmente elevato, sia durante che quando si tenta di rimediare.
Le cause di tutto ciò non sono necessariamente risalenti a traumi infantili.
La vita adulta con le sue relazioni disfunzionali, tossiche, con la ricerca del successo, con il bisogno di confermare un'immagine grandiosa di se', con la necessità di dover svolgere più lavori è assolutamente caratterizzata da STRESS CRONICO.

Quando poi si parla ANCHE di motivazioni che possiamo far risalire al vissuto infatile traumatico, si è scoperto che queste persone presentavano già, nella propria personalità, un aspetto individuale che possiamo chiamare "disorganizzazione" ossia mancanza di ordine, struttura, coordinamento tra gli elementi di un sistema (Luogo, Attivita', Mente); aspetto che predispone a inefficienza, confusione e stress, purtroppo. Nato durante lo sviluppo del bambino, per capirci.

Dunque, informatevi, studiate e aggiornatevi su queste tematiche per aiutarvi o aiutare chi sta sottovalutando questa condizione.

La vita è difficile.

Ma la consapevolezza può salvarci. Sempre. ✨

Uno schema su come trasformare le scuse in gratitudine invece di focalizzarsi sull’errore o sul sentirsi “di troppo”, si...
28/01/2026

Uno schema su come trasformare le scuse in gratitudine invece di focalizzarsi sull’errore o sul sentirsi “di troppo”, si sposta l’attenzione su ciò che l’altra persona ha fatto di positivo.
Dire “grazie per avermi ascoltato” o “grazie per la pazienza” rafforza la relazione, comunica rispetto e riduce il senso di colpa inutile.
È un modo di usare un linguaggio più gentile, verso gli altri ma soprattutto verso noi stessi.✨

𝐈𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚 Le parole di Jean-Paul Sartre invitano a riflettere sul legame tra intelligenza, etica e r...
25/01/2026

𝐈𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚
Le parole di Jean-Paul Sartre invitano a riflettere sul legame tra intelligenza, etica e responsabilità personale.
Il pensiero profondo nasce da una mente aperta, capace di comprendere le conseguenze delle proprie azioni.

𝐋’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐥𝐥𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞
Una mente lucida osserva, analizza e considera l’impatto delle scelte sugli altri e sul mondo circostante.

𝐋𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨
Comprendere la complessità della realtà porta a sviluppare empatia, rispetto e senso morale.

𝐈𝐥 𝐥𝐢𝐦𝐢𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐮𝐬𝐚
La mancanza di riflessione e apertura riduce la capacità di distinguere tra azioni costruttive e distruttive.

𝐈𝐥 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐞𝐫𝐨 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨
Coltivare l’intelligenza significa andare oltre le apparenze e agire con responsabilità e profondità.
La vera intelligenza si manifesta nella capacità di pensare in modo ampio, etico e consapevole, contribuendo a relazioni e scelte più umane e significative.

24/01/2026
23/01/2026

Fai la differenza ✨

Completamente d’accordo con la mia collega ✨
22/01/2026

Completamente d’accordo con la mia collega ✨

Da qualche mese seguo una donna di 45 anni che è stata "ghostata" dal solito narciso.
Seduta dopo seduta ho indicato alla mia paziente tutti i comportamenti tipici dei narcisisti, affinché ella potesse convincersi di che razza di individuo fosse il tizio che chiamava fidanzato.
E mentre investivo tempo e pazienza per portarla ad un minimo livello di consapevolezza di sé, la scorsa settimana scopro che, da circa un mese, la mia paziente frequentava assiduamente una nota cartomante vista in tv che le aveva assicurato che lui sarebbe tornato più innamorato di prima.
Non sorridete cari lettori, perché la situazione è più frequente di quanto non pensiate.
Le interferenze, in un percorso terapeutico, possono provvocare un rallentamento o addirittura l'interruzione del rapporto con il terapeuta.
Ci sono le amiche del cuore con i loro consigli, i colleghi di lavoro che sanno tutto sull'argomento o che hanno fatto a loro volta terapia anni prima con un terapeuta più bravo, più veloce, più economico; la vicina di casa che ti dà le pasticche che il medico ha prescritto alla figlia (psicofarmaci); i genitori che ti ricordano che stare male è un lusso che ai loro tempi, non si potevano permettere eppure sono sopravvissuti; il medico di base che ti dice che fare terapia è una perdita di tempo e ti da una settimana di malattia per lombosciatalgia così ti riprendi che di fidanzati ne trovi quanti ne vuoi e persino il guru di turno che segui in un ritiro di tre giorni sulle Alpi Apuane per purificarti, meditare e approcciare il ta**ra!
Mettono bocca, criticano il terapeuta, lo disconfermano o sminuiscono i sintomi o la diagnosi.
Tutte situazioni che ho incontrato negli anni.
Cari pazienti, se vi affidate ad un terapeuta e non sentite un giovamento del vostro malessere; se non vi sentite compresi, parlatene con lui/lei. Dategli l'opportunità di entrare meglio in sintonia con voi e con le vostre esigenze. Oppure chiudete il rapporto e cambiate terapeuta. È un vostro inalienabile diritto.
Ma seguire in parallelo (e di nascosto) due terapeuti contemporaneamente, oppure vedere sia lo psicologo che il love coach che fa mega raduni nelle sale conferenze di lussuosi alberghi, o lo psicologo e la cartomante, lo psicologo e gli psicofarmaci autoprescritti su indicazione della vicina, o peggio l'influencer di turno che, con voce calda e primi piani ad hoc, vi parla di quanto siano cattivi gli uomini e quanto siete meravigliose voi, vi porterà solo molta confusione e nessun risultato.
Ve lo dico con amore e con profondo rispetto del vostro dolore.
Lasciateci fare il nostro lavoro.
Aiutateci ad aiutarvi

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