Il Fattore Umano - Management Coaching and Consulting

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Il Fattore Umano - Management Coaching and Consulting Parliamo di crescita personale, comunicazione, cambiamento e rinnovamento, perché per essere veramente noi stessi dobbiamo essere il meglio di noi stessi.

Per chi non si stanca mai di esplorare se stesso e vede in ogni esperienza un’occasione di crescita, per chi sa che fallire fa parte del processo di apprendimento e per chi crede al valore della curiosità come scelta.

L'ansia del creare il "Natale perfetto" per la nostra famiglia ci spinge spesso in un loop distruttivo.Gli studi conferm...
09/12/2025

L'ansia del creare il "Natale perfetto" per la nostra famiglia ci spinge spesso in un loop distruttivo.

Gli studi confermano che un genitore su sei sperimenta un aumento significativo dello stress durante le feste (quasi il doppio per le mamme). Il nostro cervello va in tilt a causa dell'enorme carico logistico e, non a caso, un terzo delle famiglie cita le preoccupazioni finanziarie come il fattore scatenante principale.

La buona notizia è che ciò che crea ricordi duraturi non è il dettaglio impeccabile, ma la connessione autentica e la forza delle tradizioni. Ecco 4 pratici consigli:

1. 💰 Spendi meno, connettiti di più

Il consumismo spesso aumenta i debiti e il senso di colpa. La ricerca è chiara: il vero senso di unione nasce dai rituali semplici.
Stabilisci un limite di spesa per tutti o concentrati su attività come fare biscotti o decorare l'albero. Le tradizioni creano un "cuscinetto" contro lo stress, i regali costosi no.

2.🗣️ Regolazione Emotiva

Le feste sono un'opportunità unica per insegnare ai nostri cari la gestione dello stress.
Non nascondere la tua tensione. Dai un nome alle tue emozioni (es. "Mi sento sopraffatto/a dalle cose da fare") e prenditi cura di te dicendo che ti prenderai una pausa. Chiedere aiuto e accettare il supporto insegna ai bambini che i confini sani sono vitali.

3.✨Tradizioni Significative

Non devi fare tutto ciò che la pubblicità ti suggerisce.
Chiedi ai tuoi figli o al tuo partner quali sono le tradizioni che amano davvero. Concentrati su quelle e impara a dire di no a tutto il resto. Alleggerire la lista dei compiti per dedicarsi a ciò che ha significato è un atto di coraggio e amore.

4.⏰Proteggi la routine

Quando le scuole chiudono, il caos può regnare sovrano. Mantenere le abitudini è fondamentale per l'equilibrio mentale di tutti (orari dei pasti, degli spuntini e, soprattutto, del sonno). Avere un ritmo costante su cui fare affidamento, anche nel bel mezzo del trambusto, riduce l'ansia e la sensazione di essere in balia degli eventi.

Ricorda: è la tua presenza, non la tua perfezione, ciò che sarà ricordato.

Credits by: PsychologyToday

Il narcisismo patologico rappresenta una delle sfide più dolorose delle relazioni strette. La sua essenza risiede in una...
05/12/2025

Il narcisismo patologico rappresenta una delle sfide più dolorose delle relazioni strette. La sua essenza risiede in una profonda mancanza di empatia e in una totale centratura su di sé, che porta a percepire gli altri non come entità autonome, ma come strumenti per la propria gratificazione.

⛓️L'Altro come estensione

I narcisisti patologici faticano a riconoscere l'esistenza di bisogni e sentimenti altrui. Nelle dinamiche familiari, questo si traduce nel vedere il partner o i figli come estensioni di sé, da indirizzare e utilizzare a proprio piacimento. L'intimità è sostituita da un anonimato affettivo, dove il tempo viene concesso solo per ragioni funzionali.

Questa incapacità di riconoscere il valore emotivo altrui porta a un disinteresse superficiale per i doni, i successi o le manifestazioni d'amore che non riflettano direttamente l'immagine che il narcisista ha di sé. La gioia del figlio per un successo viene filtrata e spesso viene celebrata non la sua autonomia, ma il modo in cui quel successo rafforza l'immagine del genitore stesso.

✨Intolleranza per i riflettori altrui

Uno dei tratti più distintivi del narcisismo patologico è la costante necessità di essere al centro dell'attenzione. Se il riflettore si sposta su qualcun altro – specialmente un familiare che riceve riconoscimento – il narcisista sperimenta un profondo disagio.

Questo innesca una reazione immediata e spesso sgradevole: il narcisista cerca di reindirizzare l'attenzione su di sé, talvolta attraverso battute denigratorie, apparentemente scherzose ma molto offensive, che ridicolizzano l'altro nel suo momento di gloria. L'obiettivo non è ferire, ma distogliere l'attenzione e riaffermare la propria superiorità, sminuendo il successo altrui.

È fondamentale distinguere queste dinamiche dalle forme sane di narcisismo (come l'autostima e la fiducia in sé), che invece consentono empatia e relazioni equilibrate. Nelle forme patologiche, il costo emotivo è altissimo e riduce le relazioni a un mero campo di gioco per la gratificazione di un Io costantemente affamato.

Credits by: PsicologiaContemporanea

Quante volte, nella ricerca del successo o della felicità, ci concentriamo esclusivamente su fattori come l'autodiscipli...
04/12/2025

Quante volte, nella ricerca del successo o della felicità, ci concentriamo esclusivamente su fattori come l'autodisciplina, l'intelligenza, la forza di volontà?

Eppure, una vasta meta-analisi pubblicata da APA, che ha coinvolto quasi 900.000 persone, ci rivela che il fattore di maggiore impatto sul nostro benessere e sulla nostra efficacia non è qualcosa che "facciamo da soli".

Il vero acceleratore non è il supporto che riceviamo (l'atto concreto), ma il supporto sociale percepito: la ferma convinzione che familiari, amici e colleghi sarebbero lì per noi, pronti a intervenire in caso di bisogno. È la forza di questa rete invisibile a determinare il nostro successo.

🧠La ricerca ha scelto di focalizzarsi su questa "percezione" perché è ciò che agisce direttamente sulla nostra psiche. Quando il nostro cervello sa che l'aiuto è disponibile, la nostra amigdala si calma, il nostro livello di stress scende e si libera energia mentale preziosa.

Non a caso, i ricercatori hanno scoperto che il supporto percepito ha le correlazioni più forti proprio con le aree che ci stanno più a cuore:

1. Salute mentale: La convinzione di avere un "paracadute" è il motore più potente per la nostra resilienza psicologica.
2. Migliori performance lavorative: Sentirsi protetti e compresi in ambito sociale si traduce direttamente in una maggiore efficacia, concentrazione e successo nel lavoro.

Inoltre, il supporto percepito aiuta ad avere una migliore salute fisica, risultati educativi più solidi e una minore tendenza ad adottare comportamenti maladattivi.

💡La sfida non è solo "avere" una rete sociale, ma coltivare attivamente la fiducia che quella rete sia robusta e pronta ad agire. Questo non richiede sforzi eroici, ma trasparenza, autenticità e investimenti emotivi costanti.

È il momento di smettere di misurare il successo solo con le nostre risorse interne e di onorare la verità scientifica: la connessione umana è il nostro capitale più prezioso.

Credits by: APA

"I team non collaborano più", "la produttività è crollata", "i manager sono spaesati".Ci troviamo di fronte a un fenomen...
03/12/2025

"I team non collaborano più", "la produttività è crollata", "i manager sono spaesati".
Ci troviamo di fronte a un fenomeno in crescita, e il colpevole è quasi sempre lo stesso: l'Incertezza.

Il nostro cervello è programmato per la certezza. Quando l'ambiente esterno è imprevedibile (crisi finanziarie, cambiamenti politici o aziendali), l'amigdala percepisce l'incertezza come una minaccia, innescando la risposta allo stress.

Come leader e professionisti, non possiamo risolvere l'incertezza globale, ma possiamo controllare come gestiamo le reazioni che provoca.

🛑 Spesso, di fronte a cali di produttività, irritabilità o scadenze non rispettate, il management ricorre a strumenti tradizionali: richiami, misure disciplinari, o peggio.

Ma se ci fermassimo a chiedere: "Potrebbe esserci qualcos'altro sotto?"

Questa semplice domanda sposta il focus dal performance management alla salute mentale. L'obiettivo resta lo stesso — riportare il dipendente ad essere efficiente — ma il percorso cambia radicalmente: si usano strumenti di supporto, non di punizione.

🛡️ Consigli per prevenire:

* Manteniamo le comunicazioni frequenti e basate sui fatti. Se non ci sono novità, comunichiamo che "Non ci sono aggiornamenti su X, Y, Z." Questo impedisce ai dipendenti di creare narrazioni catastrofiche nel vuoto informativo.

* Creiamo un ambiente in cui è sicuro mostrarsi autentici, commettere errori e chiedere aiuto senza paura di conseguenze negative.

* Noi stessi, come leader, dobbiamo prenderci cura di noi. Accettare la vulnerabilità (es. chiedere supporto al nostro capo o prendersi una pausa) riduce la probabilità di riversare il nostro stress sui collaboratori.

L'incertezza è inevitabile. La sofferenza che ne deriva, invece, no. Investire nel benessere e nel supporto dei team è la migliore strategia di performance management a lungo termine.

Credits by: GreaterGood

Sei un perfezionista? Credi che l'autocritica più feroce sia l'unica cosa che ti tiene in riga?L'autocritica eccessiva n...
02/12/2025

Sei un perfezionista? Credi che l'autocritica più feroce sia l'unica cosa che ti tiene in riga?

L'autocritica eccessiva non è solo un problema emotivo; spesso consuma energia mentale che potremmo usare per fare scelte migliori.

Spesso, ciò che percepiamo come "onestà brutale" è in realtà un meccanismo che ci esaurisce, ci blocca e rende la vita inutilmente difficile. La buona notizia è che non serve essere così duri con noi stessi per avere successo.

Nella nostra infografica vediamo insieme i principali schemi di auto-giudizio negativo e come iniziare a spezzarli.

Ridurre l'autocritica non significa abbassare gli standard, ma diventare più efficaci. Essere meno duri con noi stessi aiuta a prendere decisioni migliori e a sprecare meno energia emotiva e tempo, rendendoci in realtà più produttivi e resilienti.

Credits by: PsychologyToday

Per anni, abbiamo pensato ai tratti di personalità come a strutture rigide, quasi immutabili. Quando si parlava di patol...
01/12/2025

Per anni, abbiamo pensato ai tratti di personalità come a strutture rigide, quasi immutabili. Quando si parlava di patologia, si pensava in termini di categorie ("o hai il disturbo, o non ce l'hai").

Oggi, la psicologia clinica sta abbracciando una visione più sofisticata, quella dimensionale (adottata dal DSM-5-TR e dall'ICD-11): la personalità esiste su un continuum. Questo significa che tutti noi ci posizioniamo lungo uno spettro di tratti maladattivi.

E' importante per noi professionisti e per chi intraprende un percorso di psicoterapia sapere che i tratti di personalità non sono immutabili.

🔨La ricerca ha già confermato che la psicoterapia, in particolare la Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT), può modificare i tratti adattivi (i cosiddetti Big Five). Ma quanto è efficace nel modificare i tratti specificamente maladattivi?

🔎Per colmare questa lacuna, è appena stato avviato un progetto ambizioso (nato dalla collaborazione tra la Sigmund Freud University di Milano e inTHERAPY). Lo studio monitorerà per un anno 200 partecipanti in CBT, valutando sistematicamente come i loro tratti maladattivi (misurati con strumenti come il PID-5) evolvono nel tempo.

L'obiettivo è cruciale: capire se i cambiamenti nei tratti più problematici sono direttamente collegati al progresso terapeutico generale (riduzione di ansia, depressione, miglioramento del funzionamento).

🎯Questo monitoraggio sistematico ha implicazioni enormi per il coaching e la psicoterapia:

1. Permetterà di superare l'approccio standard alla terapia. La chiave non è cercare di "stravolgere", ma aiutare a gestire e modulare l'espressione dei tratti maladattivi più forti.

2. I risultati potranno fornire una mappa per interventi più personalizzati e mirati. Se i risultati indicano che una diminuzione del distacco porta ad un miglioramento, sarà semplice capire su cosa concentrarsi in terapia.

Non si tratta solo di curare un sintomo, ma di lavorare sull'architettura profonda della persona. Questa è la strada verso una terapia basata sull'evidenza, dinamica e personalizzata.

Credits by: StateOfMind

L'Intelligenza Artificiale (IA) non è più una novità: il 78% delle aziende la utilizza già. Eppure, la maggior parte (74...
27/11/2025

L'Intelligenza Artificiale (IA) non è più una novità: il 78% delle aziende la utilizza già. Eppure, la maggior parte (74%) fatica a trasformare il suo potenziale in valore concreto.
Il motivo? La sfida non è solo tecnica, ma di Leadership.

L'IA sta ridefinendo i ruoli, i processi e, soprattutto, i valori che guidano i leader.
🚀Secondo il Top Employers Institute, le aziende ottengono i maggiori benefici dall'IA solo quando riescono a preservare e valorizzare le competenze umane. Ecco alcuni consigli:

1. Fiducia digitale
Non si tratta di diventare esperti di coding, ma di sviluppare una solida fiducia digitale. I leader devono comprendere i limiti e le potenzialità dell'IA per integrarla in modo responsabile e collegarla agli obiettivi umani.

2. Essere Umano al centro
L'IA deve rafforzare le capacità umane, non sostituirle. Il leader agisce come un "architetto dell’engagement", rimodellando i processi in modo che la tecnologia supporti, anziché erodere, il senso e il valore del lavoro.

3. Etica
L'automazione accelera le decisioni, ma amplifica i rischi etici. La leadership responsabile esige trasparenza in ogni scelta automatizzata. È fondamentale assumersi la responsabilità delle decisioni dell'IA, spiegare i criteri e garantire che i valori aziendali siano sempre rispettati.

4. Empatia
L'IA può migliorare l'analisi, ma non può sostituire la connessione emotiva. Applicare l'empatia significa utilizzare la tecnologia per comprendere meglio i bisogni dei collaboratori, senza perdere il tocco umano. Presenza, ascolto e comunicazione emotiva diventano competenze cruciali per mantenere la fiducia.

5. Consapevolezza
Chi possiede una profonda consapevolezza di come l'IA cambierà sistemi, strutture e competenze può essere in grado di preparare le persone all'incertezza e bilanciare il potenziale tecnologico con la realtà vissuta.

L'Intelligenza Artificiale è la nostra straordinaria opportunità per ridefinire la leadership, modellando un cambiamento culturale duraturo. La vera sfida non è solo adottare l'IA, ma farlo senza perdere ciò che ci rende umani.

Credits by: HBR

Chi di noi non ha mai sussurrato a un bambino di sembrare entusiasta per un regalo orrendo o ha lodato un disegno franca...
26/11/2025

Chi di noi non ha mai sussurrato a un bambino di sembrare entusiasta per un regalo orrendo o ha lodato un disegno francamente terribile?

Queste non sono bugie dette per guadagno personale. La scienza le chiama "bugie prosociali": falsità dette per proteggere i sentimenti di un altro. E la ricerca ci svela qualcosa di sorprendente: la capacità di mentire per gentilezza non è un difetto, ma un segno di sviluppo cognitivo ed emotivo avanzato.

🧠La capacità di dire una bugia egoistica (antisociale) emerge presto. Ma la bugia prosociale è molto più complessa e richiede che il bambino sviluppi e coordini almeno 4 capacità distinte:

1. Teoria della Mente: Capire che l'altro ha pensieri diversi dai nostri
2. Empatia: Identificare la sofferenza potenziale nell'altro
3. Compassione: Il desiderio di alleviare quel disagio
4. Immaginazione: Prevedere la conseguenza negativa che la verità causerebbe (es. "La zia sarà triste se dico che il regalo fa schifo")

Intorno ai 7 anni, i bambini iniziano a risolvere il conflitto tra due importanti norme sociali: l'onestà e la gentilezza, scegliendo spesso quest'ultima. Questo è un chiaro indicatore di ragionamento morale sofisticato.

🤝L'impatto di una bugia dipende totalmente dall'intenzione. Le ricerche su adulti e bambini hanno dimostrato che:

* Le bugie egoistiche, non solo corrodono la fiducia, ma innescano una reazione nell'amigdala che le rende una vera e propria "pendenza scivolosa" neurologica: con ogni menzogna, diventa sempre più facile mentire.

* Le bugie altruistiche ("bugie bianche") non solo non innescano questa reazione negativa nel cervello, ma, quando vengono scoperte e comprese, aumentano la fiducia e rafforzano i legami sociali.
Quando riconosciamo che l'altro ha mentito per il nostro bene, la sua intenzione onora la relazione.

Come adulti e professionisti, non possiamo dare ai bambini il semplice comando "non mentire". Dobbiamo aiutarli a navigare in questa complessità: il messaggio centrale che stiamo trasmettendo è che i sentimenti degli altri contano e che l'empatia deve essere la nostra guida.

Credits by: GreaterGood

Oggi, nella Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, vorremmo parlare di prevenzione, ...
25/11/2025

Oggi, nella Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, vorremmo parlare di prevenzione, che inizia dalla scuola.
L'Educazione alla Sessualità e all'Affettività (ESA) è lo strumento più potente per costruire una cultura del rispetto e della parità.

🎯L'urgenza di introdurre l'ESA nei percorsi scolastici è direttamente correlata ai dati sulla violenza e disinformazione:

* Quasi un adolescente su 4 (24%) ritiene la pornografia una rappresentazione realistica del sesso. L'ESA fornisce la corretta informazione per smontare stereotipi e modelli tossici.

* I giovani ricorrono al web (spesso inesatto) per informarsi su affettività o malattie sessualmente trasmissibili. L'ESA a scuola garantisce contenuti scientifici e attendibili.

* L'ESA è cruciale per contrastare la violenza di genere, le discriminazioni e il cyberbullismo, promuovendo il rispetto per l'altro.

🛡️I programmi di Comprehensive Sexual Education (CSE), raccomandati a livello internazionale (UNESCO, OMS), hanno obiettivi chiari che sostengono l'uguaglianza e la sicurezza:

* Aumentare le skill relazionali, promuovendo la sessualità come dimensione globale (biologica, affettiva, sociale).

* Contribuire a prevenire fenomeni di abuso e coercizione educando al concetto fondamentale di consenso e al rispetto dei confini fisici e psicologici.

* Affrontare in gruppo il superamento degli stereotipi e l'importanza della corresponsabilità nelle relazioni.

🧪L'ESA implementa metodi partecipativi supportati da professionisti (psicologi e sessuologi). L'efficacia di questi interventi è stata riscontrata in attività mirate, come i laboratori anonimi, che permettono agli studenti di esprimere liberamente dubbi in un ambiente protetto, facilitando la discussione di temi delicati.

L'educazione affettiva non è un optional didattico; è un investimento sociale nella sicurezza e nella salute mentale delle future generazioni. È la via più efficace per interrompere il ciclo della violenza, rendendo i ragazzi/e protagonisti consapevoli del loro percorso di vita.

Credits by: SaveTheChildren

Quando si vive un evento traumatico, le reazioni immediate (nervosismo, insonnia, evitamento) sono naturali. Ciò che spe...
24/11/2025

Quando si vive un evento traumatico, le reazioni immediate (nervosismo, insonnia, evitamento) sono naturali. Ciò che spesso sorprende è la natura dei ricordi che affiorano: intrusivi, frammentati e altamente carichi di emozioni.

Questo accade perché i ricordi traumatici sono immagazzinati in modo diverso nel sistema nervoso.

🧠Mentre i ricordi non traumatici sono come un "mosaico coerente" (pezzi organizzati in una narrazione unificata), il trauma agisce diversamente:

* L'attività si riduce nelle parti del cervello che danno contesto e organizzazione (come l'ippocampo) e si amplifica nei centri emotivi (come l'amigdala, centrale per la paura).

* Il risultato non è una storia unica, ma frammenti isolati di memoria – vere e proprie "schegge emotive" – che saltano fuori all'improvviso, attivando intense sensazioni fisiche ed emozioni di rabbia, impotenza o tristezza.

La buona notizia è che il sistema nervoso ha la capacità di riorganizzare questi pezzi in una narrazione coesa, mettendo una cornice protettiva attorno al dolore.

🛠️La psicoterapia e il coaching si concentrano su questi punti:

1. Respirare rapidamente prolunga la risposta di attacco/fuga. Una respirazione lenta e profonda (espirazione due volte più lunga dell'inspirazione) attiva il sistema parasimpatico, l'antidoto allo stress, creando le condizioni ideali per nuove connessioni cerebrali.

2. L'isolamento è una reazione naturale, ma le relazioni sane sono potenti promemoria di chi siamo e di ciò che c'è di buono nella vita, un fattore di guarigione primario.

3. Numerose ricerche dimostrano il potere curativo del raccontare l'esperienza. È fondamentale andare oltre i semplici fatti, descrivendo cosa abbiamo pensato o quali sensazioni fisiche abbiamo notato.

4. Evitare i promemoria del trauma (luoghi, immagini) rafforza la paura. Affrontare gradualmente questi trigger, in un ambiente sicuro, aiuta a riappropriarsi di quel pezzo di storia.

Il processo di guarigione non ci riporta a chi eravamo, ma a chi siamo destinati a diventare: più forti, proprio grazie alla nostra storia.

Credits by: PsychologyToday

La dipendenza affettiva è una condizione disfunzionale e dolorosa che sposta l'asse di una relazione dall'amore al bisog...
21/11/2025

La dipendenza affettiva è una condizione disfunzionale e dolorosa che sposta l'asse di una relazione dall'amore al bisogno primario. Nonostante non ci sia una diagnosi ufficiale, le sue conseguenze sulla vita e sul benessere di chi ne soffre sono patologiche e profonde.

In sostanza, la dipendenza affettiva è un pattern comportamentale maladattivo in cui tutti gli sforzi sono diretti a mantenere vivo il legame, anche a costo di sofferenza e isolamento.

🚩I Segnali d'allarme

Quando l'amore diventa dipendenza, assistiamo a un graduale e pericoloso abbandono dei propri spazi.
Si sperimenta:

* Vuoto e Angoscia: L'assenza del partner scatena ansia, depressione e un intenso bisogno di riavvicinamento.
* Abbandono Personale: Hobby, attività sociali e talvolta anche impegni lavorativi vengono sacrificati per una dedizione quasi totale al partner.
* Ipervigilanza: La paura di non essere abbastanza o di essere abbandonati porta a comportamenti che oscillano tra il controllo (es. controllare il telefono, geolocalizzazione) e l'estrema disponibilità/sacrificio (per prevenire la rottura).

🛡️Chi soffre di questa condizione spesso ricorre a strategie di *coping* disadattive che perpetuano la trappola emotiva:

* Minimizzazione e negazione: Ridimensionare l'impatto dei comportamenti abusivi del partner.
* Autocolpevolizzazione: La scarsa disponibilità dell'altro diventa una conferma della propria inadeguatezza ("Non mi rispetta perché sono io che non vado bene").
* Autosacrificalità: La convinzione che solo soddisfacendo pienamente i bisogni del partner si possa evitare l'abbandono.

Al centro di questo circolo vizioso vi è una scarsa percezione del valore di sé e bassi livelli di autostima. La rottura della relazione è percepita come un dramma inimmaginabile da evitare a qualunque costo.

Non siamo destinati a mendicare amore. Il viaggio verso l'autonomia affettiva è impegnativo, ma è l'unico che conduce a relazioni basate sulla libertà, non sulla paura.

Credits By: StateOfMind

Quanti di noi si fanno prendere dal panico quando gli viene chiesto di salire su un grande palco?Quel momento in cui i r...
20/11/2025

Quanti di noi si fanno prendere dal panico quando gli viene chiesto di salire su un grande palco?

Quel momento in cui i riflettori si accendono e sentiamo la famosa "risposta di lotta o fuga": il cuore accelera, la voce trema e temiamo che la nostra mente si svuoti completamente. Questo accade perché parlare in un ambiente sconosciuto, amplificati dagli altoparlanti e sotto gli occhi di tutti, ci spinge inevitabilmente fuori dalla nostra zona di comfort.

Cosa possiamo fare per evitare che questa paura ci paralizzi?

📝Il segreto è l'uso strategico degli appunti. Non sono un sintomo di impreparazione, ma la nostra ancora per gestire l'ansia e mantenere il controllo.
Non dovrebbero essere un testo scritto parola per parola, ci costringerebbe a guardare in basso costantemente. Bisognerebbe usare:

* Frasi brevi (3-4 parole) per stimolare la memoria, permettendoci di rimanere concentrati sul pubblico.
* Stampa chiara, caratteri grandi e tanto spazio bianco, per una consultazione rapidissima e discreta.

🧊In caso di blocco
Non importa quanto siamo preparati, un vuoto di memoria può sempre capitare. In quei momenti cruciali, il nostro obiettivo è apparire riflessivi, non agitati.

1. Quando sentiamo che stiamo per perdere il filo, possiamo muoverci. Spostarci con disinvoltura verso il leggio mentre parliamo dà l'impressione di una transizione intenzionale, non di un momento di panico.

2. Se la mente si blocca, fermiamoci. Prendere un respiro profondo e fare una pausa è percepito dal pubblico come un gesto di enfasi o riflessione. Trasmettiamo calma, anche se in realtà stiamo riorganizzando i pensieri.

3. Il Trucco dell'acqua: Se ci sentiamo sotto pressione, annuiamo pensierosi, beviamo un sorso d'acqua e approfittiamo per dare un rapido sguardo agli appunti. Un piccolo momento di distrazione per loro, un enorme recupero di controllo per noi.

Ricordiamo che non bisogna memorizzare ogni singola parola: il pubblico desidera la nostra autenticità, non una perfezione robotica.

Credits by: HBR

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Il Fattore Umano

E’ il guizzo geniale, la creazione sfrenata, l’imperfezione che rende la bellezza sublime. Il nostro essere umani è quello che ci porta più lontano, anche quando sembra frenarci. Lo studiamo da anni con passione e metodo per dare delle risposte e generare domande nuove e audaci.