Progetto Galileo - Movimento Giotto

Progetto Galileo - Movimento Giotto Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Progetto Galileo - Movimento Giotto, Medico di famiglia, Rome.

27/09/2025

Siamo stati invitati e partecipiamo al primo congresso nazionale della Società Italiana di Medicina di Comunità e delle Cure Primarie (SIMCCP) ( ) : un momento fondamentale di incontro e confronto per chi crede nel valore della medicina territoriale e nella sua evoluzione.

Come Movimento Giotto partecipiamo con la convinzione che il futuro delle cure primarie in Italia abbia bisogno di una visione comune e condivisa, costruita insieme nonostante l’attuale distinzione dei ruoli professionali. Una distinzione che oggi viviamo, ma che guardiamo con l’auspicio di un domani più unitario, capace di valorizzare ciò che ci accomuna nei nostri percorsi.

Per noi significa rafforzare la collaborazione, l’equità e la prossimità, per dare risposte concrete ai bisogni di salute delle comunità e difendere un Servizio Sanitario Nazionale pubblico, universale e solidale. for

24/09/2025

📅 Domani 25 settembre, alle ore 12:00, sarà presentato in Senato della Repubblica (Sala Nassirya) il Progetto MedicInRete, un’iniziativa promossa dall’Istituto Mario Negri in collaborazione con l’Alleanza per la Riforma delle Cure Primarie e la campagna PHC Now or Never.

“‘MedicInRete’ - spiega Alessandro Nobili Responsabile del Dipartimento di Politiche per la Salute e Coordinatore del progetto - ha gettato le basi per un modello di assistenza territoriale più inclusivo, multidisciplinare e orientato ai bisogni della popolazione, dimostrando come la formazione e il networking possano essere leve fondamentali per rinnovare il Servizio Sanitario Nazionale”.

L’evento sarà trasmesso in diretta su webtv.senato.it e sulla pagina Facebook della Senatrice Mariolina Castellone.

Maggiori informazioni sul progetto e sui risultati del primo anno di lavoro sono disponibili qui
👇
https://www.marionegri.it/magazine/giovani-medici-al-centro-della-riforma-delle-cure-primarie-in-italia-il-progetto-medicinrete-traccia-i-risultati-del-primo-anno-di-lavoro

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29/07/2025

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🌲 Dove si terrà quest’anno l’Assemblea Giotto?

A) Spert (BL)
B) Cortina
C) Venezia

Rispondi al quiz nelle storie e scopri se indovini! 😉

Quando anche l’assemblea è spaziale! 🪐🚀Unisciti anche tu, ti aspettiamo 👉 https://docs.google.com/document/d/1b-Xb_Moe6b...
27/07/2025

Quando anche l’assemblea è spaziale! 🪐🚀

Unisciti anche tu, ti aspettiamo 👉 https://docs.google.com/document/d/1b-Xb_Moe6bcKIiz0Otf_1QPAK7xYCPbTSGeJ3TQyG7g/edit?tab=t.0

Siamo super felici di invitarti all’Assemblea annuale del Movimento Giotto!

📅 Dal 17 al 19 ottobre 2025 ci vediamo a Spert, Alpago (BL), immersi nello spettacolo delle Dolomiti bellunesi ⛰️✨

Tre giorni insieme per scoprire la medicina generale nell’ambito rurale! 👩‍⚕️👨‍⚕️

Prenota il tuo posto compilando il modulo di iscrizione entro il 15 settembre ⬇️
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdMNas0YaSVp9MRP50x6yOS7uLhvT8RFSaDH2nPG7j87417mg/viewform

14/04/2025

Il travisamento specialistico della prevenzione e il tradimento della medicina generale

In Italia, la cultura della prevenzione è stata progressivamente distorta da un’interpretazione prestazionale e consumistica del concetto stesso di “controllo”. Sempre più spesso, cittadini sani e asintomatici si rivolgono direttamente allo specialista, in regime privato o assicurativo, nella convinzione, profondamente radicata, che esista una forma di prevenzione superiore, una tutela aggiuntiva, una sicurezza “in più” rispetto a quella garantita dal medico di medicina generale e dagli screening raccomandati a livello nazionale.

Ma quella che dovrebbe essere una medicina personalizzata, basata su rischio e contesto, diventa così una medicina standardizzata e ripetitiva, spesso inutile, talvolta dannosa. Uomini sani con PSA normale e nessun sintomo urologico si sottopongono ogni anno a visite specialistiche “di controllo”. Donne con un Pap test negativo, senza alcun sintomo ginecologico, vedono il ginecologo ogni 12 mesi senza che vi sia alcuna indicazione. Pazienti senza segni o sintomi di patologia cardiovascolare vengono indirizzati al cardiologo solo “per sicurezza”. Questa abitudine, largamente diffusa e culturalmente accettata, non solo genera un sovraccarico del sistema privato e una distorsione dell’agenda sanitaria individuale, ma tradisce il senso profondo della medicina di iniziativa: quella che anticipa la malattia senza inventarla.

Il problema non è soltanto organizzativo. È etico e culturale. Perché di fronte a una visita che non ha un vero razionale clinico, lo specialista spesso non interrompe il percorso, non spiega al paziente che in assenza di sintomi e fattori di rischio non è necessaria alcuna valutazione specialistica. Anzi, per giustificare la parcella o per timore di perdere il paziente, o forse semplicemente per abitudine, molti specialisti trascinano la visita sul terreno della medicina generale.

E allora proliferano le prescrizioni inappropriate: statine iniziate senza alcun calcolo del rischio cardiovascolare globale, screening per l’osteoporosi in donne senza fattori di rischio clinico né indicazioni da linee guida, esami di laboratorio aspecifici, ecografie addominali o tiroidee in assenza di sintomi, che spesso portano al riscontro di incidentalomi (noduli tiroidei, angiomi epatici, cisti ovariche) destinati a innescare una spirale ansiogena di controlli, esami di secondo livello e, in alcuni casi, anche interventi non necessari.

Così la medicina specialistica si ritrova ad alimentare una medicalizzazione della normalità. E il paziente, rassicurato dal “tutto a posto”, viene intrappolato in percorsi annuali di follow-up per condizioni clinicamente irrilevanti. È un paradosso perfetto: si moltiplicano gli esami per dimostrare che non serve farne altri. Ma intanto, l’attenzione sanitaria si concentra su noduli benigni, millimetri di crescita, curve glicemiche appena mosse, in un esercizio tautologico che assorbe risorse, genera ansia e produce zero benefici reali in termini di morbilità e mortalità.

Nel frattempo, molti specialisti finiscono per deskillarsi: abituati a gestire banalità, perdono familiarità con la patologia complessa e diventano sempre meno capaci di svolgere il ruolo per cui sono stati formati. Si assiste a un lento, ma tangibile slittamento verso la medicina generale, ma senza la cultura della medicina generale. Senza la visione d’insieme, senza il filtro della selezione clinica, senza la capacità di tenere conto della storia del paziente, del suo contesto, del suo rischio cumulativo.

Questa tendenza è figlia di un sistema che premia la prestazione e non il pensiero clinico. Ma è anche responsabilità nostra, come categoria. Gli specialisti dovrebbero avere l’autorevolezza di dire: “Non serve un consulto specialistico in assenza di indicazione clinica. Ne riparliamo se ci saranno sintomi o segnali di allarme. In questo momento è più utile che lei continui il follow-up con il suo medico di medicina generale”.

E i medici di medicina generale, a loro volta, dovrebbero sentirsi legittimati a ribadire che la prevenzione non si fa accumulando visite, ma applicando buone pratiche, con giudizio e proporzionalità. Dovremmo trovare la forza di contrastare la cultura del “meglio un controllo in più”, che spesso è solo il modo elegante di dire “ho paura, ma non so di cosa”. Perché la medicina non è rassicurazione a pagamento. È cura della salute, e richiede coraggio, misura, competenza.

Oggi, in un sistema che premia chi prescrive e punisce chi pensa, è sempre più difficile essere razionali. Ma è necessario. Non possiamo più tollerare che si confonda l’appropriatezza con la negligenza, la sobrietà con la superficialità, l’alleanza terapeutica con la compiacenza. E non possiamo accettare che la medicina generale sia continuamente svuotata del suo ruolo, mentre intorno a essa si costruisce una medicina specialistica che fa le sue veci senza averne gli strumenti, la visione, l’esperienza.

Fare medicina generale non è un piano B. È una disciplina. E come ogni disciplina, ha confini, metodi e dignità. Chi li ignora, finisce per fare male il proprio mestiere. E per tradire la fiducia di chi, in buona fede, chiede soltanto di essere ascoltato, non medicalizzato.
di Marco Nardelli - MMG

06/04/2025

Alla scoperta dell’Olanda 🤩

In ambulatorio può capitare spesso che le persone presentino sintomi non chiaramente attribuibili ad un disturbo fisico ...
26/01/2025

In ambulatorio può capitare spesso che le persone presentino sintomi non chiaramente attribuibili ad un disturbo fisico o che questi siano così numerosi da non poter identificare una causa fisica unica. Diventa quindi importante, per il medico, cercare di sollevare e valutare l'eventuale possibilità di una (con)causa psicologica/psichica, senza cadere nella tentazione di attribuire etichette diagnostiche premature ed errate, e senza scontrarsi con il paziente che esclude questa possibilità.
Due domande possono aiutare il medico di famiglia a sondare il vissuto psichico del paziente in modo semplice e rispettoso:
- Ti sei sentito giù, depresso o senza speranza per tutto o gran parte del mese scorso?
- Hai perso interesse o piacere in tutte o molte delle tue solite attività nello scorso mese?
Il Medico di Medicina Generale può ragionevolmente escludere un disturbo depressivo se la risposta alle due domande è no. Se anche una sola risposta è sì, è corretto continuare con la valutazione della salute mentale.

📍Lago di Toblino, Valle dei laghi, Trentino

Bibliografia:
NICE Guidelines, Depression in adults: treatment and management (2022)
Global Primary Mental Health Care: Practical Guidance for Family Doctors, edited by Christopher Dowrick, 2020, WONCA

“Cof! Cof! Che  ! Ma quanto dura?”La tosse da infezione virale delle vie aeree può durare qualche settimana, in media 18...
01/12/2024

“Cof! Cof! Che ! Ma quanto dura?”

La tosse da infezione virale delle vie aeree può durare qualche settimana, in media 18 giorni. Tuttavia, tra i sintomi d’allarme, quelli a cui prestare più attenzione sono altri, come le alterazioni dei parametri vitali (FC, PA, FR, SpO2, TC), l’età del paziente e le comorbidità (DM tipo 1 o 2, scompenso cardiaco, malattie croniche respiratorie, ospedalizzazioni nell’ultimo anno).

Quindi sì, che fastidio la tosse, ma l’invito è sempre quello di guardare il paziente nel suo insieme, evitando di focalizzarsi sul singolo sintomo.

Progetto Galileo - Movimento Giotto

📍Anywhere

- Albert RH. Diagnosis and treatment of acutebronchitis.AmFamPhysician.2010;82(11):1345-1350.
- Ebell MH. How Long Does a Cough Last ?
- Comparing Patients ’ Expectations With Data From a Systematic Review of the Literature.2013:5-13.doi:10.1370/afm.1430.
- NICE. Cough ( acute ): antimicrobial prescribing.2019;(February).

I maggiori prescrittori e deprescrittori di SSRI sono MMG, psichiatri e neurologi.È noto da tempo che questi farmaci (SS...
11/11/2024

I maggiori prescrittori e deprescrittori di SSRI sono MMG, psichiatri e neurologi.

È noto da tempo che questi farmaci (SSRI, benzodiazepine ma anche oppiodi e gabapentinoidi), spesso assunti in cronico, vadano scalati con gradualità posologica precisa e per periodi più o meno lunghi (in funzione della durata dell’assunzione del farmaco dello specifico paziente) per evitare la sindrome da sospensione (withdrawal syndrome).
Ecco, proprio sulla gradualità dello scalaggio ci sono novità importanti da sapere: per questi farmaci bisogna abbandonare di un modello di riduzione graduale delle dosi secondo una progressione lineare (60-30--10-5-0 ecc.). Si è dimostrato che l'alternativa più efficace per evitare la sindrome da sospensione è il passaggio a una progressione di tipo iperbolico (quindi 60 - 40 - 20 - 19 -9 - 5.4 - 3.4 - 2.3 - 1.5 - 0.8 -0.37). Perchè scalare la gradualità iperbolica? Gli studi di neurofisiopatologia hanno messo in correlazione la dose dei farmaci e la percentuale di occupazione del trasportatore cerebrale del principio attivo (nella figura il SERT è il trasportatore della serotonina). Quello che diventa essenziale operativamente è comprendere che anche a dosi apparentemente molto basse, le percentuali di occupazione dei trasportatori specifici rimangono elevate. Il rischio di una sindrome di astinenza, dopo la sospensione, sarebbe, su queste basi, più significativo nel caso in cui si procedesse alla sospensione del farmaco in un momento in cui la percentuale di occupazione dei trasportatori specifici fosse ancora elevata, nonostante le dosi assunte siano già decisamente basse (sia dal punto di vista del professionista che del diretto interessato).

📍 Sentiero Molentargius-Poetto, vista sulla sella del diavolo, Cagliari



Horowitz, Mark Abie, and David Taylor. "Tapering of SSRI treatment to mitigate withdrawal symptoms." The Lancet Psychiatry 6.6 (2019): 538-546.

https://www.nice.org.uk/guidance/ng215

https://www.farmacologico.it/il-bollettino/

Indirizzo

Rome

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