NUTROme

NUTROme Dott.ssa Sandra Di Cocco biologa nutrizionista,farmacista e cosmetologa.

"Non si può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non si è mangiato bene." – Virginia Woolf

E se ingrassare dipendesse anche dai tuoi occhi e non solo dalla tua bocca? "Sembra assurdo, vero? Ma la scienza più rec...
10/02/2026

E se ingrassare dipendesse anche dai tuoi occhi e non solo dalla tua bocca?

"Sembra assurdo, vero? Ma la scienza più recente ci dice che c'è un legame invisibile e potente tra la luce che i tuoi occhi percepiscono la sera e come il tuo corpo gestisce ciò che mangi.
Recentissimi studi pubblicati su The Lancet Regional Health (basati sui dati della UK Biobank su oltre 84.000 persone) hanno confermato un dato inquietante: l’esposizione alla luce artificiale notturna aumenta significativamente il rischio di sviluppare disturbi metabolici e diabete di tipo 2.

Cosa succede al tuo corpo?
La crono-nutrizione ci spiega che la luce blu di smartphone e LED inganna il nostro 'orologio centrale'. Questo causa un corto circuito biologico:
1. Inibisce la Melatonina: Non solo fatichi a dormire, ma perdi l'azione regolatrice di questo ormone sul glucosio.
2. Resistenza Insulinica: Il corpo, 'illuso' che sia ancora giorno, non si prepara correttamente alla fase di riposo, faticando a gestire gli zuccheri della cena.
3. Accumulo Lipidico: Gli orologi periferici del fegato e del tessuto adiposo perdono il ritmo, favorendo l'accumulo di grasso addominale invece della sua ossidazione.

Il consiglio dell'esperto:
Non è solo una questione di calorie. Per proteggere il tuo metabolismo, la sera 'chiudi i LED blu' almeno un'ora prima di dormire. Il tuo corpo ti ringrazierà, processando meglio la cena e riposando davvero.
La nutrizione è un equilibrio di molecole, ma anche di ritmi e di luce.
Hai mai provato a fare un 'digital detox' serale? Hai notato benefici sul peso o sull'energia al risveglio? Raccontamelo nei commenti!

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Perché mangi poco ma non dimagrisci?È una delle frasi che sento più spesso dai pazienti che incontro:“Mangio pochissimo,...
30/01/2026

Perché mangi poco ma non dimagrisci?

È una delle frasi che sento più spesso dai pazienti che incontro:
“Mangio pochissimo, eppure il peso non scende.”

La verità è che mangiare troppo poco può rallentare il metabolismo per preservare energia in risposta a un forte deficit calorico, aumentando lo stress sul corpo e portare a squilibri ormonali che rendono il dimagrimento più difficile.
Non è solo una questione di calorie, ma di:
✔️ qualità degli alimenti
✔️ timing dei pasti
✔️ equilibrio tra nutrienti
✔️ storia metabolica della persona
Ogni corpo risponde in modo diverso, ed è per questo che le diete standard spesso falliscono.

Se vuoi capire cosa sta davvero bloccando i tuoi risultati e costruire un percorso adatto a te, scrivimi in privato per una visita nutrizionale.
Il cambiamento inizia dalla conoscenza, non dalla rinuncia.

Perché in menopausa ingrassiamo anche mangiando poco?“Non mangio più come prima… eppure prendo peso.”Se ti riconosci in ...
30/01/2026

Perché in menopausa ingrassiamo anche mangiando poco?
“Non mangio più come prima… eppure prendo peso.”
Se ti riconosci in questa frase, sappi una cosa importante: non è colpa tua.
Durante la menopausa il corpo attraversa cambiamenti profondi che influenzano metabolismo, ormoni, composizione corporea ed energia. Vediamo insieme cosa succede — e soprattutto cosa puoi fare.
Gli ormoni cambiano… e anche il modo in cui accumuliamo grasso
Il calo degli estrogeni favorisce:
✔ accumulo di grasso addominale
✔ riduzione della massa muscolare
✔ maggiore infiammazione metabolica
Risultato? Il corpo consuma meno energia a riposo, anche se mangi come prima.
Il metabolismo rallenta (ma non è una condanna)
Con l’età perdiamo fisiologicamente massa magra, che è il “motore” del metabolismo.
Meno muscoli = meno calorie bruciate.
Ma con una strategia nutrizionale mirata è possibile riattivare il metabolismo.
Sonno, stress e fame nervosa giocano un ruolo enorme
Insonnia, risvegli notturni e stanchezza aumentano:
✔ cortisolo
✔ voglia di zuccheri
✔ accumulo addominale
Non è mancanza di forza di volontà — è fisiologia.
La buona notizia?
La menopausa non è una fine, ma una nuova fase in cui puoi imparare ad ascoltare il tuo corpo in modo diverso.
Con un piano nutrizionale personalizzato puoi:
✅ ridurre il gonfiore
✅ ritrovare energia
✅ perdere grasso senza diete restrittive
✅ sentirti di nuovo bene nel tuo corpo
Vuoi capire cosa sta succedendo nel tuo caso specifico?
Ogni donna è diversa, e in menopausa le soluzioni standard non funzionano.
📩 Scrivimi in privato o commenta MENOPAUSA — sarò felice di aiutarti a costruire un percorso nutrizionale su misura per te.

La formazione sempre al primo posto💪
17/01/2026

La formazione sempre al primo posto💪

17/01/2026
29/12/2025
Non è solo cibo: è ascoltoAscoltare il proprio corpo non significa assecondare ogni impulso, ma sviluppare la capacità d...
16/12/2025

Non è solo cibo: è ascolto

Ascoltare il proprio corpo non significa assecondare ogni impulso, ma sviluppare la capacità di fermarsi, osservare e comprendere i segnali che ci invia. È un processo di consapevolezza che richiede attenzione e allenamento, soprattutto in un contesto in cui il ritmo quotidiano porta spesso a mangiare in modo automatico.
Porsi alcune domande può fare la differenza:
• si tratta di fame fisica o di una risposta emotiva?
• questo alimento contribuirà a sostenere il mio livello di energia o lo comprometterà?
• quali sensazioni emergono dopo il pasto, in termini di concentrazione e benessere?
Anche scelte apparentemente semplici hanno un impatto significativo: optare per un pasto più leggero quando si è già affaticati, rallentare il ritmo durante i pasti per riconoscere il senso di sazietà, rispettare i momenti in cui il corpo segnala la necessità di recupero e riposo, non solo di nutrimento.
Sviluppare questa capacità di ascolto significa adottare un approccio più responsabile e sostenibile al benessere, con effetti positivi che si riflettono anche sulla qualità delle prestazioni professionali e delle decisioni quotidiane.

Allergia al nichel: come alimentazione e pelle sono strettamente connesseL’allergia al nichel è una delle forme di aller...
13/12/2025

Allergia al nichel: come alimentazione e pelle sono strettamente connesse
L’allergia al nichel è una delle forme di allergia più diffuse, soprattutto nei Paesi industrializzati. Spesso viene associata esclusivamente al contatto cutaneo con oggetti metallici — gioielli, bottoni, monete — ma la realtà clinica è più complessa.
Oggi sappiamo che alimentazione, sistema immunitario e pelle dialogano costantemente, e che questo dialogo è particolarmente rilevante nei soggetti allergici al nichel.
Cos’è l’allergia al nichel e come si manifesta
Il nichel è un metallo ubiquitario, presente non solo in oggetti di uso quotidiano ma anche in numerosi alimenti. Nei soggetti sensibilizzati, il sistema immunitario reagisce attivando un processo infiammatorio che si manifesta soprattutto a livello cutaneo:
• dermatite allergica da contatto
• eczema
• prurito persistente
• arrossamenti e desquamazione
In alcuni casi, l’esposizione non avviene solo attraverso la pelle. La letteratura scientifica descrive una condizione nota come Systemic Nickel Allergy Syndrome (SNAS), in cui l’ingestione di nichel tramite l’alimentazione può riattivare o peggiorare i sintomi cutanei e sistemici.
Alimentazione: perché può influenzare la pelle
Il nichel è naturalmente presente in molti alimenti, in particolare di origine vegetale. Tra quelli più frequentemente citati:
• legumi
• cereali integrali
• frutta secca
• cacao e cioccolato
• pomodori
• spinaci
Diversi studi clinici mostrano che nei soggetti allergici o fortemente sensibilizzati, una dieta a basso contenuto di nichel può ridurre l’intensità e la frequenza delle manifestazioni cutanee.
Studi prospettici e retrospettivi hanno evidenziato:
• miglioramento della dermatite in pazienti che seguono una dieta a ridotto apporto di nichel
• riduzione del prurito e delle riacutizzazioni eczematose
• maggiore controllo dei sintomi nelle forme croniche e recidivanti
È importante sottolineare che non si tratta di una “dieta di moda”, ma di un intervento che, se indicato, deve essere personalizzato e guidato da professionisti.
La pelle come indicatore di equilibrio interno
La pelle è uno degli organi più sensibili agli stati infiammatori dell’organismo. In presenza di un’esposizione costante al nichel — sia per contatto sia per via alimentare — può instaurarsi un circolo vizioso infiammatorio che rende i sintomi persistenti e difficili da controllare solo con terapie topiche.
Un approccio nutrizionale mirato può contribuire a:
• ridurre l’infiammazione sistemica
• migliorare la funzione barriera della pelle
• supportare l’equilibrio intestinale, sempre più riconosciuto come fattore chiave nella salute cutanea
Evidenze scientifiche e buon senso clinico
Le evidenze disponibili indicano che:
• non tutti i soggetti allergici al nichel necessitano di una dieta restrittiva
• la risposta alla riduzione alimentare del nichel è individuale
• eliminazioni drastiche e non controllate possono risultare inutili o dannose
Per questo motivo, la gestione dell’allergia al nichel dovrebbe basarsi su un approccio integrato, che coinvolga dermatologo, allergologo e nutrizionista.
Conclusione
L’allergia al nichel non è solo una questione di contatto con la pelle. In molti casi, l’alimentazione può giocare un ruolo chiave nel mantenimento o nella riduzione dell’infiammazione cutanea.
Ascoltare la pelle significa guardare oltre il sintomo, considerando la persona nella sua interezza.
La personalizzazione rimane la chiave di ogni intervento efficace e sostenibile.

Bibliografia essenziale
1. Jordan WP et al. Low-nickel diet in patients with nickel dermatitis. Journal of the American Academy of Dermatology, 1993.
2. Zirwas MJ, Molenda MA. Dietary nickel as a cause of systemic contact dermatitis. Journal of Clinical Aesthetic Dermatology, 2009.
3. Jensen CS et al. Nickel sensitization and dietary nickel are associated with systemic contact dermatitis. British Journal of Dermatology, 2015.
4. Braga M et al. Systemic Nickel Allergy Syndrome: clinical features and dietary intervention. International Journal of Immunopathology and Pharmacology, 2013.

Cibo, intestino e acne: la connessione che pochi conosconoNegli ultimi anni la ricerca ha evidenziato un legame concreto...
09/12/2025

Cibo, intestino e acne: la connessione che pochi conoscono

Negli ultimi anni la ricerca ha evidenziato un legame concreto tra dieta, intestino e pelle.

Uno studio del 2025 ha evidenziato che chi aderisce alla Dieta Mediterranea tende ad avere acne meno severa rispetto a chi non la segue. (Nutrition & Metabolism, 2025)
Un altro studio, su 60 persone con acne da lieve-moderata, ha mostrato che una dieta Mediterranea combinata a supplementi di omega‑3 ha portato a una riduzione significativa delle lesioni cutanee infiammatorie e non infiammatorie. (PubMed, 2024)

Cosa portare nel piatto secondo la scienza?

Verdure, frutta, cereali integrali → antiossidanti e fibre per protezione della pelle

Grassi buoni (omega‑3: pesce, noci, semi) → effetto anti-infiammatorio

Limitare zuccheri raffinati e cibi ultra-processati → possono favorire l’infiammazione e peggiorare acne

La nutrizione non sostituisce terapie dermatologiche, ma — secondo questi studi — può essere un valido alleato naturale per migliorare la salute cutanea.



Bibliografia:

The Mediterranean diet and acne vulgaris: a systematic review and meta-analysis, Nutrition & Metabolism, 2025.

Exploring the potential of omega‑3 fatty acids in acne patients: A prospective intervention study, PubMed, 2024.

03/12/2025

Mangiare meglio e muoversi di più migliora la distribuzione del grasso corporeo, riducendo quello più dannoso per la salute.

La dermobiotica è la disciplina che studia la relazione tra il microbiota cutaneo – l’insieme dei microrganismi che vivo...
02/12/2025

La dermobiotica è la disciplina che studia la relazione tra il microbiota cutaneo – l’insieme dei microrganismi che vivono sulla pelle – e la salute dell’intero organismo. Si concentra sull’equilibrio di questo ecosistema e sul modo in cui alimentazione, stile di vita e fattori ambientali influenzano la funzionalità e la qualità della cute.

Il concetto chiave: l’Asse Cute-Intestino

Alla base della dermobiotica c’è una scoperta fondamentale: la pelle e l’intestino sono collegati da un sistema di comunicazione complesso chiamato asse cute-intestino (Skin–Gut Axis). Questo asse mette in relazione il microbiota intestinale con quello cutaneo, dimostrando come le condizioni interne del corpo possano riflettersi direttamente sullo stato della pelle.

L’equilibrio del microbiota e la salute della pelle

Quando l’equilibrio del microbiota viene alterato a causa di stress, abitudini scorrette o esposizioni ambientali, possono manifestarsi irritazioni, arrossamenti, acne e altre forme di infiammazione cutanea. Al contrario, un microbiota stabile favorisce una pelle più forte, luminosa e capace di proteggersi efficacemente.

Un approccio integrato

La dermobiotica propone un approccio integrato, considerando la salute cutanea come il risultato di un dialogo continuo tra pelle, intestino e stile di vita complessivo. È un vero cambio di prospettiva, che supera la gestione del singolo sintomo per concentrarsi sulle cause profonde dei disturbi cutanei.

L’impegno di Nutrome

Nutrome ha scelto di approfondire questa disciplina emergente e, nelle prossime settimane, pubblicherà una serie di contenuti dedicati alla dermobiotica, con l’obiettivo di offrire informazioni chiare, scientifiche e utili per comprendere meglio il ruolo del microbiota nella salute della pelle.

Hashtag:

Siamo felici di annunciare una nuova professionista nel team di Nutrome!Diamo il benvenuto alla Dott.ssa Giacinta Nevi, ...
27/11/2025

Siamo felici di annunciare una nuova professionista nel team di Nutrome!

Diamo il benvenuto alla Dott.ssa Giacinta Nevi, farmacista e biologa nutrizionista, specializzata nella gestione dei disturbi del comportamento alimentare (DCA) Anoressia, Bulimia e Binge Eating.

La sua esperienza e la sua sensibilità rappresentano un valore aggiunto importante per il nostro percorso di supporto e benessere.

Benvenuta nella squadra, Dott.ssa Nevi!

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