07/02/2026
Certe volte mi fermo a pensare a come siamo cambiate le nostre priorità.
Dodici euro per un aperitivo ormai sono la norma, quindici per un cocktail non scandalizzano più nessuno.Si paga, non si discute, non si chiede perché. È semplicemente “così che va”.
Poi però basta parlare di un litro di olio extravergine a 10 o 12 euro perché scatti subito il giudizio: è caro.
Eppure quell’olio non nasce per caso. Nasce da mani sporche di terra, da schiene piegate, da giornate sotto il sole e notti passate a lavorare. Nasce da una famiglia, da una storia, da chi continua a credere nella qualità, nella terra e nel rispetto di ciò che mangiamo.
E lo stesso identico discorso vale anche per gli oli essenziali.
Si guardano i millilitri, si confrontano i prezzi, ma raramente ci si chiede cosa ci sia davvero dentro una boccetta. Dietro un olio essenziale puro c’è una quantità enorme di pianta, c’è il tempo della coltivazione, della raccolta, della distillazione. C’è attenzione, competenza, rispetto per la materia prima. Non è un profumo qualunque: è l’anima concentrata di una pianta, estratta con cura.
Anche qui il prezzo viene messo sotto accusa, mentre il valore,quello vero viene dimenticato.
E lo stesso succede con tutto ciò che è davvero essenziale: il cibo autentico, le materie prime, i prodotti che nutrono il corpo e non solo l’apparenza. Proprio lì, dove ci sarebbe da riconoscere il valore più alto, si inizia a risparmiare.
Il problema non è che l’olio costi troppo, né quello extravergine né quello essenziale.
Il problema è che abbiamo smesso di riconoscere il valore del lavoro onesto, del tempo, della fatica e della cura.
Finché saremo disposti a spendere senza pensarci per l’apparenza, ma a lesinare sulla sostanza, continueremo a perdere il senso delle cose vere.
Io, invece, scelgo di difenderle.
Le cose vere, quelle che contano davvero.
Sempre.🪷🌿