24/11/2025
È assolutamente vero: ci sono tantissime forme di intossicazione di cui le persone non si rendono nemmeno conto. Viviamo immersi in una tale quantità di tossicità che spesso finiamo per esserne sopraffatti.
QUANDO IL CORPO DICE BASTA
(Di Patrizia Coffaro)
Oggi voglio parlarvi di qualcosa che tutti sentiamo, ma a cui nessuno dà un nome preciso. Ogni giorno appoggiamo sulla nostra pelle una quantità incredibile di sostanze. Non ci facciamo caso, perché sono lì, nei prodotti di uso quotidiano... shampoo, balsami, deodoranti, creme corpo, detergenti intimi, dentifrici, sieri, profumi, make-up. Poi ci sono i detersivi per la casa, gli ammorbidenti sui vestiti, il profumo che spruzziamo senza pensarci, l’igienizzante mani che usiamo ormai come un riflesso automatico. Tutto sembra normale, perché tutto quello che compriamo è sotto soglia, dentro i limiti di sicurezza, apparentemente innocuo.
Eppure il nostro corpo non ragiona in questo modo. Non fa la lista dei prodotti uno per uno. Non dice questo è sotto soglia, questo è sotto soglia, tutto ok. Il corpo somma, sempre. Somma ciò che la pelle assorbe, ciò che respiriamo, ciò che mangiamo, ciò che tocchiamo. È una macchina intelligente, sensibilissima e in costante comunicazione con ogni parte di noi e quando il carico supera la sua capacità di smaltimento, non è che si spegne.... ti avvisa.
Il problema è che nessuno ce lo spiega, perché dietro ci sono enormi interessi economici. Nessuno ci racconta cosa succede quando tutte quelle piccole quantità di sostanze chimiche entrano nella pelle. Qualcuno ti ha informato che la pelle, anche se non assorbe tutto, assorbe abbastanza da mettere in moto una catena di reazioni.
Perché la pelle non è un muro, non è un pezzo di plastica impermeabile. È un organo vivo, respira, scambia, comunica, protegge, avvisa e quando qualcosa passa attraverso di lei, il viaggio non finisce lì. Tutt'altro, quel qualcosa entra nel microcircolo, e da lì il corpo deve gestirlo.
Praricamente, la pelle intercetta la sostanza, un tensioattivo, un conservante, un profumo sintetico, un solvente. Una parte resta in superficie, una parte irrita la barriera cutanea, una parte entra nel microcircolo. A questo punto chi interviene? La linfa. Il sistema linfatico è il primo grande filtro, quel sistema silenzioso che drena, pulisce, raccoglie. È lui che prende in carico tutto ciò che arriva dalla pelle. Ma se la linfa è già congestionata, lenta, appesantita da infiammazione o vita sedentaria, il drenaggio rallenta e quello che dovrebbe scorrere resta lì, e ristagna.
Poi entra in gioco il fegato, la vera centrale chimica del corpo. È lui che trasforma le sostanze lipofile in molecole idrosolubili, così che possano essere eliminate. Il problema è che questo processo richiede nutrienti specifici, energia, spazio di lavoro e il fegato non lavora solo per i cosmetici.... deve occuparsi degli ormoni, dei farmaci, degli zuccheri, degli acidi grassi, della digestione, delle reazioni immunitarie. Se gli arrivano addosso ogni giorno decine di sostanze da gestire, può succedere una cosa semplicissima... non ce la fa.
E quando il fegato non ce la fa, non è che ci scrive un’e-maiI dicendo “cara, oggi stop ai tensioattivi”. Eh no. Fa quello che fa ogni organismo intelligente, mette da parte, per proteggerti. Perché è molto più rischioso lasciare una sostanza in circolo che stoccarla in un tessuto e occuparsene con calma. Così il corpo fa magazzino. E dove li mette questi pacchetti? Nei tessuti adiposi, nelle membrane cellulari, nei tessuti più ricchi di lipidi, talvolta persino nel sistema nervoso. Non perché vuole farti del male, ma perché è l’unico modo che ha per non esporti a una concentrazione acuta.
E questo è uno dei motivi per cui certe sostanze non escono facilmente dal corpo. Non escono perché non possono, perché la via di drenaggio è lenta, congestionata, o perché il fegato non ha il margine metabolico per occuparsene. Non escono perché non tutti i composti vengono trasformati allo stesso modo. Perché alcune molecole, per loro natura, si legano ai grassi e non alle acque, e quindi hanno bisogno di un lavoro enzimatico molto più complesso. Non escono perché siamo esseri umani inseriti in un sistema già sovraccarico, non robot perfetti che fanno reset a fine giornata.
E allora arrivano i segnali, ed è qui che tutto diventa interessante. I segnali non sono mai catastrofici all’inizio. Sono sottili, quasi delicati, ma molto chiari, se li ascolti. La pelle diventa più reattiva, dà fastidio anche un semplice sapone. Il cuoio capelluto prudicchia dopo lo shampoo, le mani si seccano più facilmente, le mucose diventano più sensibili, i profumi iniziano a dare fastidio. Dopo la doccia senti la pelle ti**re invece che essere morbida. A volte avverti una sensazione di pesantezza senza capirne l’origine. Il sistema nervoso è più irritabile, più sensibile agli stimoli, ti stanchi più facilmente, fai più fatica a recuperare.
Questi non sono capricci del corpo, sono segnali precisi. Sono la sua lingua... è così che ti dice: “È troppo”. Non necessariamente troppo di un solo prodotto... troppo nel complesso. Troppi stimoli, troppi ingredienti, troppi drenaggi richiesti.
E più la barriera cutanea si irrita, più diventa permeabile e più diventa permeabile, più lascia entrare cose che prima avrebbe bloccato, é un circolo vizioso. Il corpo, a questo punto, deve difendersi e la difesa passa attraverso l’infiammazione, che non è un nemico, ma un meccanismo con cui l’organismo cerca di tamponare un problema.
Il punto è questo, nessuno di noi vive usando un solo shampoo o una sola crema. Usiamo tanti prodotti insieme, e ogni prodotto contiene una dose piccola, sì, ma sommata alle altre diventa un lavoro enorme per i sistemi di detossificazione... è fisiologia pura. L’organismo è fatto così. Ha delle capacità, quando le superi, entra in allerta e quando entra in allerta, ti avvisa.
È incredibile come spesso ignoriamo questi segnali pensando che sia solo stress. Certo, lo stress peggiora tutto, perché quando sei stressata la detossificazione rallenta, il sistema nervoso è iperattivo, i mastociti sono più vigili, la barriera cutanea si assottiglia, il fegato lavora peggio. Tutto si amplifica, ma non è solo stress è biochimica quotidiana che si somma.
Il nostro corpo è intelligente, se vede qualcosa che non riesce a smaltire, la blocca, la trattiene, la parcheggia in un tessuto più sicuro. Ci protegge, ma quando questa strategia diventa quotidiana, quando il magazzino si riempie, quando la linfa si ispessisce, quando il fegato perde margine, il corpo chiede riduzione. Non chiede perfezione, non chiede di eliminare tutto, non chiede di vivere in una casa sterile senza profumi e senza detersivi, chiede semplicemente respiro.
Ridurre, non eliminare, alleggerire, non privarsi, scegliere prodotti più semplici, non impazzire leggendo etichette complicate. Ascoltare la pelle quando reagisce, non zittirla con altre creme.
E questa riduzione, nella maggior parte delle persone, è sufficiente per vedere miglioramenti enormi... la pelle diventa più forte, il cuoio capelluto meno reattivo, le mucose più stabili, la linfa scorre meglio, la mente si alleggerisce, l’umore migliora, la sensibilità ai profumi si abbassa, il corpo sembra respirare in modo nuovo.
Siamo stati educati a pensare che ciò che non si vede non esiste, ma il corpo non si sbaglia. Se ti manda un segnale, è perché qualcosa sta superando la sua capacità. E non serve allarme, nemmeno paura, serve conoscenza. Serve capire che la somma delle piccole cose crea un grande carico e quando inizi a ridurre la somma, il corpo torna al suo equilibrio naturale. Perché il corpo tende alla guarigione in modo spontaneo, se gli togli i pesi inutili.
Noi siamo immersi nella chimica, non possiamo evitarla del tutto, e non è nemmeno necessario. È sufficiente scegliere, osservare, ascoltare, modulare. Dare al corpo quello che chiede... un attimo di tregua, un po’ di spazio, un po’ di respiro.
XO - Patrizia Coffaro