27/01/2026
Abbiamo deciso di condividere questo post perché risuona fortemente con la filosofia VerdiVivi e vorremno anche aggiungere che il percorso per trovare il centro di gravità permanente tra corpo, emozioni e mente descritto da Gurdjieff, passa inevitabilmente da da ciò che mangiamo ed è per questo che desideriamo essere di ispirazione per un' alimentazione sana, equilibrata e consapevole lasciando stare qualsiasi etichetta
Grazie Indaco per le bellissime parole e per l' enorme aiuto discreto che offri a tutti coloro pronti ad ascoltare ❤️
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SVEGLIARE GLI ALTRI?
L'altro giorno un'amico praticante mi stava raccontando del suo desiderio di essere d'aiuto per quanto concerne il risveglio delle persone...
Ho risposto che è una buona cosa il sentire un desiderio di aiutare gli altri, ma che questa è una cosa che non si può fare direttamente, ma indirettamente.
Dobbiamo comprendere che siamo circondati da milioni di persone che dormono e che quella è la loro zona di confort e che tutto questo ci influenza in maniera potente... e ci aiuta tutti quanti a dormire sempre più.
Non è facile uscire dalla condizione di "sonno" personale quando sei circondato da manifestazioni di "sonno collettivo" dovunque ti guardi intorno... servono molti sforzi ben organizzati per svegliarsi, perché l'abitudine a vivere inconsciamente è molto profonda.
I bambini nascono in famiglie addormentate e piano piano anche loro finiscono per addormentarsi, tranne pochissimi casi ovviamente.
Ma per quanto riguarda il tentare di svegliare gli altri...
Considera che, come parli di consapevolezza e di risveglio ad una persona che vive da moltissimi anni in maniera inconscia, questo, il suo ego lo prende come un'attacco frontale e si mette subito sulla difensiva; non puoi andarci in maniera diretta perché la sua mente si sentirebbe giudicata, svilita, oltraggiata, manderesti in crisi tutte le sue convinzioni, tutte le sue credenze e punti di vista, e questo non va bene se si vuole essere d'aiuto, bisogna capire come funziona la mente umana, serve un'approccio non violento, indiretto e graduale.
Nessuno ci è mai riuscito a risvegliare qualcuno a forza, convincendo, assillando, manipolando... tutti questi sono i soliti mezzi "inconsci" che abbiamo sempre subito tutti fin da piccoli, e danno l'idea che, chi ci sta parlando, di fatto non ci sta accettando, non vuole il nostro bene... bisogna innanzitutto rispettare, accogliere e saper accettare genuinamente le persone se vogliamo che qualcuno si apra a noi e ci ascolti.
Nessuno mette in dubbio le tue intenzioni, dissi all'amico, ma per quanto riguarda il modo, quella è un'altra faccenda.
Sii d'esempio in mezzo agli altri senza pretendere di voler dimostrare qualcosa... condividi ciò che sei senza giudicare le persone e poi lasciale libere di essere e di pensare ciò che vogliono; ti rispetteranno solo quando sentiranno che possono fidarsi di te e che tu non vuoi niente da loro, devono poter sentire che tu le accetti veramente così come sono e che non vuoi cambiarle.
E poi, per essere di aiuto nel processo del risveglio, sempre per ritornare sull'essere di esempio, prima di tutto bisogna aver "cristallizzato" in noi stessi un certo livello di presenza, di centratura e di consapevolezza che non crolla davanti alle avversità e alle provocazioni degli altri, altrimenti, che razza di esempio saremo riguardo la possibilità di crescita e di trasformazione?
Abbiamo forse realizzato in noi stessi un centro fermo e stabile di presenza, di amorevolezza e di equanimità prima di pretendere di essere d'aiuto agli altri?
E poi gli feci questo esempio...
T'immagini di essere lì, davanti ad un piccolo gruppo di persone a parlare di consapevolezza, di trasformazione, di alchimia e d'amore, e poi, tutto ad un tratto, qualcuno del pubblico ti critica aspramente e tu dai di matto e passi subito al contrattacco offendendo pesantemente il tuo interlocutore?
Ma non dovevamo essere d'esempio?
E come dice sempre un mio caro amico: "Ogni vaso dà ciò che contiene".
Bisogna avere pazienza...
E potrebbe essere anche pericoloso il cercare di trasformare le persone senza avere una profonda conoscenza pratica di come funziona il mondo interiore di un essere umano, sopratutto se non abbiamo ancora realizzato noi stessi, in primis, tutte le qualità che desideriamo convincere gli altri a realizzare.
Roberto Potocniak su Essere Indaco