19/02/2026
Oggi, dopo la passeggiata, alla fine ho ceduto… e ho pianto. Da nove mesi, tre volte al giorno, porto fuori il mio compagno nel suo passeggino. Che piova, che ci sia il sole o che faccia freddo, non importa, si va. È quasi pesante quanto me, e a ogni uscita devo sollevarlo per sistemarlo, sorreggerlo mentre fa i suoi bisogni, poi spostarlo subito perché non si sdrai. Ogni passeggiata dura quasi un’ora. E si ricomincia, ancora e ancora.
Ho la schiena a pezzi, le mani e le dita sfinite dallo sforzo. E nonostante la paralisi, a volte riesce a trattenersi. Allora mi dico che non ho il diritto di mollare. Ogni volta che rientro, anche svuotata, sento una specie di orgoglio. Mi dico: « Resisterò anche la prossima volta. »
È dura, fisicamente e mentalmente. Sì, a volte mi chiedo quando tutto questo si calmerà. Ma quando incrocio il suo sguardo, capisco: se continua a lottare, allora anch’io posso reggere. È in quel momento che trovo la forza per andare avanti, anche nei giorni più difficili.
Quindi… lasciatemi cedere ogni tanto. Dopo le lacrime, riparto. E torno a essere la sua forza. Sempre.