17/01/2026
LA STORIA DI CRISTINA:
“Sono Cristina, ho 50 anni,voglio raccontare la mia storia.Esattamente un anno fa ho scoperto di avere un tumore al seno "carcinoma labulare maligno",solo il nome mi faceva tremare.Quando il dottore me lo ha comunicato, io piangevo, tremavo.Avevo paura?
Sì, è normale. Ma la cosa che più mi faceva stare male era il senso di colpa nei confronti di mio figlio! Mi sentivo una madre incosciente, colpevole sì, perché avrei dovuto fare quei controlli ogni anno come è giusto che sia, io invece avevo rimandato quegli appuntamenti, per paura in primis, e perché la nostra mente si sá è brava quando vuole raccontarsi le cose che vuole sentirsi dire:" Ma si nella mia famiglia nessuno ha mai avuto questo problema, non è il mio caso, lo farò il prossimo anno".Ma la paura ogni anno si ripresentava, era più forte di prima e vinceva sempre lei.
Poi però "qualcuno" decide che "basta Cristina non puoi più nasconderti", e così sono io stessa che lo scopro, da sola, in una tranquilla sera di Settembre mentre mi facevo la doccia. È bastato un attimo e mi sono resa conto che qualcosa non andava...ma questa volta non mi sono nascosta, ho preso il coraggio a due mani e ho fatto tutto quello che non avevo fatto in tutti quegli anni:visite,ecografie ,mammografie e biopsie.Alla fine il verdetto è arrivato "carcinoma maligno della mammella".Ho pianto mi sono disperata, ma nello stesso tempo sentivo che il quel percorso ero stata guidata,i miei angeli mi avevano presa per mano e mi avevano affidata ad altri angeli, e tra questi c'era lei ,la mia cara dottoressa Barbara Valenti. Lei mi ha subito accolta con la sua grande professionalità, ma soprattutto con tanta umanità, non mi ha fatta sentire una paziente tra tante,un numero o un codice messo in fila su una sedia ad aspettare, io per lei sono stata Cristina, una mamma,una donna, un essere umano ferito nel corpo e nell'anima.Lei è stata il mio farò nel buio della notte più buia,mi ha guidata,mi ha rassicurata,mi ha messa nelle mani giuste,mi ha accompagnata nel mio iter come una sorella.Non dimenticherò mai quello che lei ha rappresentato per me in quel periodo.
Se adesso sono qui a raccontare la mia storia è soprattutto grazie a lei che ci ha visto chiaro, che non ha voluto credere ad una biopsia negativa, ma ha insistito e mi ha salvata. Oggi sono consapevole di quanto veramente la prevenzione sia l'unica arma che abbiamo per sconfiggere il tumore al seno.Adesso so che nascondersi non serve, perché un solo giorno di paura se affrontato ti salva la vita.”
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