15/02/2026
PERCHÉ NON BISOGNA SOTTOVALUTARE LE ANALISI ANTROPOMETRICHE SULL’INDAGATO
Contrariamente ad una certa narrazione semplicistica di alcuni miei diffamatori del web, non ho mai asserito che la depositanda consulenza medicolegale nel caso di Garlasco non aggiungerà nulla.
Mi sono limitato semmai a dire una ovvietà, ossia che essa si muoverà necessariamente nel perimetro scientifico delle precedenti valutazioni e della letteratura scientifica disponibile ad oggi.
Limitatamente alla stima dell’epoca della morte, eseguita ex post sulla base di dati vecchi, il perimetro è molto stretto e non mi aspetto, quindi, rivoluzioni copernicane.
Relativamente alla lesività e alla stima della possibile arma impiegata per compiere il delitto, mi attendo, invece - pur limitata dalla non esecuzione (così parrebbe dai media) della estumulazione della salma (esame autoptico diretto) - un dettagliato approfondimento, corroborato forse da valutazioni tomografiche, sebbene io rimanga scettico che possa identificarsi con precisione l’arma.
Circa suggestioni su più armi utilizzate, quelle circolate a livello mediatico non mi convincono, ma ovviamente non si possono escludere a priori. Farlo alla cieca, metodologicamente sarebbe non adeguato, ma ricordo anche che una stessa arma utilizzata in direzioni e angolazioni diverse può produrre superfici di impatto diverse, quindi lesività morfologicamente differenti anche se riconducibili in ultima analisi ad uno stesso oggetto.
Ho, invece, più volte sottolineato come gli esami antropometrici effettuati su vivente (su Sempio) non vadano affatto sminuiti né considerati un mero corollario dei due punti succitati e che, proprio lì, anzi, credo si svilupperà la componente più sostanziosa dell’analisi.
Certo, si parla di compatibilità, non di identificazione (due concetti spesso confusi a livello mediatico ma assai diversi), ed è innegabile che il corpo umano cambi nel corso del tempo, come ho più volte spiegato, ma, a livello scientifico, sarebbe a mio avviso un errore FATALE a qualsiasi logica difensiva (in questo come in altri casi di questa tipologia) prenderli alla leggera.
Una compatibilità antropometrica e biodinamica alta, infatti, inquadrata nella scena del crimine, potrebbe, costituire un elemento davvero assai spinoso da risolvere e confutare a livello analitico per la difesa dell’indagato.
Tali esami non possono dire in chiave identificativa univoca “è stato Tizio”, siamo tutti d’accordo, ma potrebbero dire che un biotipo assai compatibile con l’indagato è collocabile sulla scena del crimine. Certo, potrebbero anche escluderlo: lo si vedrà quando le risultanze saranno di pubblico dominio.
E una tale stima, per essere efficemente smontata e sminuita nella sua potenza, richiede una conoscenza sistematica dei metodi antropologico-forensi nonché delle limitazioni e margini di errore dei vari studi, alcuni peraltro recentissimi e quasi ignoti a chi non sia del mestiere e frequenti la letteratura medico-forense più fresca a livello specialistico accademico.
Detto, ora, in parole povere: se un corpo come il tuo ci può stare bene sulla scena, allora o dimostri che le stime non sono corrette o hai altre evidenze esterne che dimostrino che lì non c’eri comunque, quindi al massimo c’era uno con una corporatura simile alla tua.
Ho detto questo almeno una decina di volte, tra questa mia pagina e varie dirette YouTube e in trasmissioni televisive, ma siccome in molti scrivono che io ho detto che tale consulenza “non aggiungerà nulla”, più vari insulti personali, così ho pensato fosse meglio precisare.
Scusate se nel parlare di questi argomenti non urlo né faccio capriole, ma mi piace ragionare in maniera equilibrata.
Prof. FM Galassi