Francesco M. Galassi, MD, Paleopatologo

Francesco M. Galassi, MD, Paleopatologo Pagina di divulgazione di Francesco M. Galassi (MD, PhD, 5 ASN), prof. associato presso Univ. Autore di ~300 pub. scientifiche e vari libri.

di Łódź, medico, paleopatologo, antropologo fisico, storico della medicina e scrittore. Forbes 30U30 Europe 2017.

Questa sera dalle 23:00 sarò ospite al Canale 122 Fatti Di Nera. Si parlerà come tutti i martedì di GARLASCO.Cercherò di...
31/03/2026

Questa sera dalle 23:00 sarò ospite al Canale 122 Fatti Di Nera. Si parlerà come tutti i martedì di GARLASCO.

Cercherò di interpretare come si possa eventualmente passare dalla nozione di una arma a più armi e della possibilità di azioni difensive da parte della vittima se s’ha da dar credito alle voci circolate sui media negli ultimi giorni - insieme ad altri argomenti che emergeranno sicuramente durante il dibattito.

Mi piace ricordare come nella scienza non tutto sia bianco o nero e si debba uscire dal dualismo giusto-sbagliato, corretto-scorretto, colpo di genio-cantonata. Non è scientifico parlare in questi termini.

Bisogna piuttosto parlare di maggiore o minore probabilità di un modello di spiegare un dato fenomeno, di più ricca o più povera applicazione di metodi all’avanguardia, di più raffinato o meno raffinato uso della letteratura scientifica. Solo in quel modo - lo concedo meno diretto e utile a “scontri” dialettici - si può, tuttavia, raggiungere una buona conoscenza dei fatti.

A stasera e non mancate.


Tiziana Ciavardini

TORINO: PRESENTAZIONE DEL MIO ULTIMO LIBRO SUI FALSI MITI DEI MALANNI DI STAGIONEUn invito speciale a tutti gli amici di...
30/03/2026

TORINO: PRESENTAZIONE DEL MIO ULTIMO LIBRO SUI FALSI MITI DEI MALANNI DI STAGIONE

Un invito speciale a tutti gli amici di Torino (del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta e, naturalmente, anche a chi vorrà raggiungerci da più lontano o sarà in quei giorni in città 😊):

mercoledì 15 aprile alle ore 18:00 presenterò il mio libro “È solo un banale raffreddore? Bufale e verità sui malanni di stagione” presso il prestigioso Circolo dei lettori di Torino.

Per me è un grande piacere tornare in questo luogo, che mi ha già ospitato lo scorso dicembre per una bellissima conferenza con il Prof. Luciano Canfora

Un sentito ringraziamento al Circolo e all’editrice Valentina Castellan (Espress Edizioni) per l’organizzazione dell’evento. Tra i relatori interverrà anche Elena Varotto.

Sarà un’occasione per confrontarci in modo serio, rigoroso e rispettoso su temi di sanità pubblica che ci riguardano tutti: il dialogo è sempre aperto, nella convinzione che una corretta informazione scientifica sia fondamentale per la tutela della salute collettiva.

Vi aspetto — e grazie fin da ora a chi segnerà la data in agenda!

29/03/2026

COME SI POTREBBE ESSERE ARRIVATI AL CONCETTO DI COLLUTTAZIONE/DIFESA NEL CASO DI GARLASCO? LA MIA INTERPRETAZIONE

Dalla relazione autoptica del dott. Ballardini (2007) emerge un quadro lesivo caratterizzato da traumi multipli in vita, con prevalente interessamento del capo e presenza di lesioni contusive ed ecchimotiche anche in sedi corporee diverse.

In particolare, vengono documentate ecchimosi violacee a carico dell’arto superiore sinistro, della coscia sinistra e della cresta iliaca destra, nonché un complesso ecchimotico-escoriativo a distribuzione irregolare tra il terzo inferiore del braccio e la regione del gomito, con escoriazioni lineari e angolate, in parte confluenti, su base contusiva diffusa.

È inoltre descritta una ecchimosi in regione deltoidea destra, anch’essa in vita, non specificamente valorizzata nel referto ai fini della dinamica. Parallelamente, viene segnalata la presenza di materiale ematico e reperti piliferi sulle mani, con repertazione dei margini ungueali.

Lo stesso Ballardini precisa tuttavia che non si configurano lesioni tipiche da difesa, e che le lesioni ecchimotico-escoriative delle sedi corporee diverse dal capo non delineano quadri specifici di colluttazione, potendo essere ricondotte anche a dinamiche di urto, caduta, fuga o trascinamento.

La perizia collegiale Varetto–Bison–Robino (2009) inserisce questi reperti in una dinamica non istantanea, articolata in più fasi: colloca il primo significativo spargimento ematico al piano terreno e interpreta le successive strisciate come compatibili con tracce lasciate dalle dita della vittima durante il trascinamento verso la scala del seminterrato.

Su questa base, una nuova consulenza potrebbe – se si dà credito alle indiscrezioni circolate – aver valorizzato l’insieme dei dati nel senso di una fase iniziale di interazione fisica tra vittima e aggressore, cioè una breve colluttazione o reazione attiva, verosimilmente rapidamente sopraffatta. Il coinvolgimento dell’arto superiore, la presenza di reperti sulle mani e la scansione dinamica dell’evento rendono infatti meno coerente l’ipotesi di una passività immediata. Resta tuttavia che i referti non documentano una dinamica di lotta prolungata o strutturata: l’assenza di lesioni tipiche da difesa e di un pattern compatibile con una resistenza efficace suggerisce piuttosto una reazione limitata nel tempo e rapidamente neutralizzata.

Resta però un limite rilevante: non è descritto un pattern tipico di lesioni da parata. Mancano lesioni localizzate al terzo distale ulnare-dorsale dell’avambraccio e non sono riportate fratture difensive; inoltre, il complesso lesivo del braccio appare più prossimale (braccio/gomito) rispetto alla sede classica delle cosiddette “parry injuries”. Questo elemento riduce la possibilità di interpretare il quadro come difesa tecnica contro colpi al capo.

A mio avviso, i referti consentono di sostenere cautamente una fase iniziale di contatto e potenziale reazione fisica, ma non documentano una difesa organizzata o prolungata: la lettura in chiave di “lotta” rappresenta, quindi, forse una interpretazione rafforzata dei dati, non già una conclusione univoca.

Fatto salvo che tali considerazioni si basano, però, su quanto noto dalle precedenti relazioni processuali e NON su eventuali ulteriori fotografie autoptiche e materiali autoptici e/o digitali analizzati nella nuova consulenza, per il quale motivo dobbiamo essere estremamente cauti in questa fase nel fare valutazioni di carattere assoluto e definitivo.

Prof. FM Galassi



[*nota per giornalisti e comunicatori social: cortesemente vogliate citare la fonte, questa pagina e il suo autore, laddove si riutilizzino a livello social e mediatico i materiali su di essa pubblicati e/o condivisi. È non solo buona educazione e corportamento deontologico, ma porta anche al massimo via 2 secondi nell’economia di un video o un post. Grazie della collaborazione.]

27/03/2026

SE LA SCUOLA DIVENTA UN CAMPO DI BATTAGLIA, SIAMO VERAMENTE FINITI

I metal detector nelle scuole e l'aumento del supporto psicologico nelle stesse sono sicuramente un intervento utile vista la situazione ormai fuori controllo, anzi in piena deriva: è inutile fare polemica su questo aspetto.

Il vero vulnus è un altro: la sistematica, spietata distruzione e degradazione della scuola come tempio del sapere e della formazione dei giovani.

Se a scuola si deve arrivare a mettere il metal detector, poi magari - perché no? come già successo in America - anche ad armare i docenti con armi semiautomatiche per legittima difesa, credo che a quel punto avrebbe più senso chiudere la scuola come istituzione e rifondandola da capo, dopo aver rifondata, anzitutto, la famiglia come nucleo primario imprescindibile.

Se la scuola diventa un campo minato o una trincea, la vita da adulti cosa sarà?

Grazie a chi mi ha seguito su Canale 122 Fatti Di Nera e scusate se ho calcato la mano, ma i fatti di Bergamo con la scuola nuovamente teatro di violenza mi hanno veramente indignato.

Una buona notte a tutti.

Prof. FM Galassi

27/03/2026

Il concetto espresso dal professore Fineschi - e ripreso anche da altri ospiti - durante la trasmissione di Milo Infante è a mio avviso ampiamente condivisibile, di buon senso e non va sovrainterpretato.

Concetto che in tanti hanno espresso, per prima Elena Varotto, nella sua intervista a Tag 24 del settembre scorso.

Una esumazione e un nuovo esame autoptico, soprattutto per lo studio della lesività (più che dell’epoca della morte), aggiungono praticamente SEMPRE nuovi dati e nuove prospettive interpretative.

Ciò detto, non significa che quanto fatto dalla professoressa Cattaneo sia INVALIDO o di scarso profilo.

Credo sia importante non attribuire, da parte del pubblico, casacche a dichiarazioni generali di natura scientifica e, come detto sopra, di buon senso.

Se ad esempio io dico “la TAC è fondamentale”, significa solo che la TAC è ottimo strumento diagnostico, non che parteggio per uno o per l’altro.

Significa solo fare una constatazione scientifica.

Stasera alle ore 22:00 su Canale 122 Fatti Di Nera, parlerò dei tristi fatti di Bergamo.
27/03/2026

Stasera alle ore 22:00 su Canale 122 Fatti Di Nera, parlerò dei tristi fatti di Bergamo.

27/03/2026

COME SI POTREBBE PASSARE DALLA SINGOLA ARMA ALLE PIÙ ARMI? ALCUNE CONSIDERAZIONI

Dalla lettura congiunta della relazione autoptica del dott. Ballardini e della perizia collegiale Varetto–Bison–Robino emerge un quadro lesivo riconducibile ad azioni violente ripetute a carico del capo, responsabili del trauma cranio-encefalico che ha determinato la morte. Le lesioni descritte sono prevalentemente di tipo contusivo e lacero-contuso, inserite in una dinamica non istantanea.

Ballardini attribuisce le lesioni craniche all’azione reiterata di uno strumento pesante di natura contusiva, utilizzato con notevole forza. Tuttavia, lo stesso referto osserva che alcune lesioni, in particolare in sede palpebrale e facciale, presentano caratteristiche morfologiche non del tutto tipiche del semplice trauma contusivo, risultando per alcuni aspetti compatibili anche con l’azione superficiale di un mezzo dotato di margini relativamente netti o di estremità appuntite. In questo contesto, il medico legale sottolinea che tali caratteristiche possono essere ricondotte alla conformazione dello strumento utilizzato, senza escludere in via teorica l’ipotesi di una pluralità di strumenti. Ne deriva che il referto non consente l’identificazione univoca dell’arma, né permette di stabilire con certezza se le lesioni siano state prodotte da un unico mezzo o da più strumenti, lasciando il punto indeterminato sul piano tecnico.

La perizia collegiale del 2009, pur ricostruendo un’aggressione articolata in più fasi e con colpi ripetuti, non conclude per l’uso di armi multiple. Essa conferma una dinamica non concentrata nel tempo e compatibile con una sequenza di azioni violente, ma non introduce elementi tali da rendere necessaria l’ipotesi di strumenti differenti.

Nel complesso, la varietà morfologica delle lesioni – escoriazioni, ferite lacero-contuse, componenti da urto e da strisciamento – è compatibile anche con l’impiego di un unico mezzo contusivo utilizzato con modalità diverse. Allo stesso tempo, per alcune lesioni facciali, resta aperta in via teorica la possibilità di caratteristiche non pienamente riconducibili a un solo strumento.

I referti documentano con certezza un’aggressione mediante azioni contusive ripetute, ma non consentono di stabilire se sia stato utilizzato uno o più strumenti, lasciando il numero degli stessi indeterminabile.

Come si potrebbe, quindi, essere giunti alla nozione di più armi (se bisogna credere a certe indiscrezioni)?

La nuova consulenza potrebbe aver fatto un salto in avanti separando in modo sistematico i cluster lesivi: da un lato le lesioni craniche chiaramente contusive da mezzo pesante, dall’altro le lesioni facciali (palpebre, regione zigomatico-mascellare) con margini più netti e componente tangenziale già segnalate da Ballardini. Potrebbe aver interpretato queste ultime non come varianti di uno stesso oggetto, ma come espressione di meccanismi lesivi diversi (impatto vs striscio/contatto con spigolo o punta). Inoltre, potrebbe aver correlato tali differenze alla dinamica in più fasi descritta dalla collegiale, ipotizzando strumenti diversi impiegati in momenti diversi. Il passaggio chiave consterebbe nel trasformare l’annotazione di caratteristiche non tipiche in un criterio di incompatibilità funzionale tra alcune lesioni. Questo consentirebbe di sostenere una pluralità di mezzi come ipotesi più coerente con l’insieme dei dati.

La mia resta comunque un’inferenza interpretativa, non una prova diretta e dovremo attendere di poter leggere.

Prof. FM Galassi

[gentilmente citare se riprendete materiali da questa pagina]

26/03/2026

Beh devo dire che se anche un cattedratico capitolino del calibro del prof. Fineschi, in un suo ultimo intervento televisivo, si è soffermato a lungo sulla possibilità che la Prof.ssa Cattaneo non per forza ripercorrerà la consulenza Ballardini alla luce dei numerosi prelievi tissutali effettuati dal medico legale dell’epoca - argomento da me peraltro trattato su questa pagina e sul Canale 122 Fatti Di Nera varie volte nelle ultime due settimane - quel che si scrive in questo luogo virtuale non deve essere poi così tanto inutile, come qualche esagitato utente del web alle volte sostiene.

25/03/2026

DIRE “CAUTELA” SIGNIFICA RAGIONARE BENE, NON TACITARE IL DIBATTITO

In un post che pubblicherò stasera proverò a riprendere alcuni dei concetti esposti ieri sera al Canale 122 Fatti Di Nera circa la lesività. Come dicevo nei giorni scorsi, urge stabilire una piramide delle evidenze e non speculare troppo soprattutto in una fase in cui le indiscrezioni dominano.

Stando ad alcuni miei contatti del mondo giornalistico ben ferrati su questa materia, coi quali ho potuto conversare nelle ultime ore, pare che ci sia una buona probabilità che tali indiscrezioni possono almeno in parte trovare riscontro effettivo. Per questo motivo a livello esclusivamente teorico, possiamo analizzarle come ipotesi di scuola.

Bisogna, nondimeno, essere cauti e accettare il fatto che solo dopo aver letto le risultanze, messe nero su bianco, ma ancora di più le fonti usate in bibliografia, i metodi scientifici, le limitazioni degli stessi e del materiale adoperato, si potrà fare una valutazione seria e compiuta.

Invito sempre ad essere estremamente prudenti non perché spesso il verosimile trova fondamento nel vero, ma è solo una parvenza e non coincide con lo stesso. Le informazioni, peraltro, passando di bocca in bocca subiscono modifiche dettate dal mezzo utilizzato per veicolarle e dalla volontà o meno dei messaggeri di cagionare negli uditori particolari emozioni.

Vi faccio un esempio: se una domanda tecnica è ad esempio “Possono escludersi segni di difesa e/o colluttazione?”, un tecnico molto bravo e prudente, esistendo una certa qual evidenza potrebbe rispondere qualcosa del tipo “Stanti i riscontri effettuati non si può escludere a priori ecc.”. Una tale asseverazione poi, veicolata in ambiente divulgativo e cronachistico, ammantata per di più di connotati emotivi, potrebbe diventare, ad esempio; “Notizia bomba: la vittima ha lottato a lungo con l’assassino”.

Capite bene che il mio invito alla cautela sta proprio in ciò.

La volontà di conoscenza non deve tramutarsi in una impazienza che subordina la razionalità e l’analisi fredda dei dati all’impeto del momento.

A più tardi.

[*Nota: i contenuti scientifico-divulgativi pubblicati su questa pagina sono proprietà intellettuale del Prof. Francesco M. Galassi. Per ogni utilizzo da parte di terzi è gentilmente richiesta la citazione della fonte. Si ringrazia per la preziosa collaborazione].

Grazie a chi mi ha seguito e a Tiziana Ciavardini per la bella foto dello studio. E scusate se l'ho detto in latino, ma ...
24/03/2026

Grazie a chi mi ha seguito e a Tiziana Ciavardini per la bella foto dello studio.

E scusate se l'ho detto in latino, ma la situazione lo imponeva: prima digestio fit in ore (la prima digestione avviene in bocca)!

Buonanotte a tutti.

A dimostrazione del fatto che, pur in trasmissioni vincolate dai tempi stretti pubblicitari e dalla concitazione del rit...
24/03/2026

A dimostrazione del fatto che, pur in trasmissioni vincolate dai tempi stretti pubblicitari e dalla concitazione del ritmo dialettico, laddove lo si voglia fare si può citare le fonti e gli studiosi che ne abbiano parlato, amo ricordare due esempi che mi riguardano, di alcuni anni fa. Non parliamo di televisioni seguite da quattro persone di numero.

In un caso la bravissima giornalista Barbara Gallavotti, citando un mio lavoro nel contesto della trasmissione “Di Martedì” di Giovanni Floris, non esitò a menzionarmi in diretta. Il tutto portò via 3 secondi di orologio e non cagionò un crollo dei proventi pubblicitari né costò il licenziamento al conduttore.

Nel secondo, uno studio scientifico della dott.ssa Elena Varotto e mio (sulla statura di Michelangelo Buonarroti) diventò addirittura una domanda culturale al quiz del gioco dei pacchi condotto da Flavio Insinna, che non esitò a menzionare lo studio condotto da ricercatori. E quale concitazione maggiore può esserci nel sapere se un pacco contenta un assegno da 50.000€ prima che inizi il telegiornale?

In buona sostanza, est modus in rebus.

Questa sera su Canale 122 Fatti Di Nera di Tiziana Ciavardini un mio intervento dalle ore 23:00 sul caso di Garlasco. Ce...
24/03/2026

Questa sera su Canale 122 Fatti Di Nera di Tiziana Ciavardini un mio intervento dalle ore 23:00 sul caso di Garlasco. Cercherò di stabilire una piramide delle evidenze sulle indiscrezioni circolate sui media.

Ps. Ai vari giornalisti e comunicatori che seguono la pagina: Mi fa sempre molto piacere quando i post tecnico-divulgativi sono letti e possono contribuire ad arricchire i vostri contenuti. Se incidentalmente vi capita anche di citare la fonte della prima divulgazione, sappiate che la cosa non mi arreca offesa e nulla osta a tale vostra cortesia. Non me ne vogliate, ma sono abituato al mondo accademico ove usa citare le fonti in bibliografia, deformazione professionale mia. Un caro saluto.

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