16/12/2025
Mi fermo davanti a lei con rispetto e delicatezza.
Una tartaruga gigante, antica, pesante, presente.
Appoggio la mano sul guscio e sento una lentezza che non è vuota, ma piena.
Lei non ha fretta di arrivare, non teme di restare.
In quel tempo dilatato mi accorgo di quanto io abbia imparato a correre anche quando non è necessario.
Accarezzo ancora, più piano.
Il respiro si abbassa, il corpo segue.
Non sto perdendo tempo: sto finalmente abitando il momento.
E capisco che rallentare non significa fermarsi, significa tornare a sé.
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