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Nutri&fit NutriFit..Il TUO Personal Trainer..Around You..2 professioniste del settore una Biologa Nutrizionist

01/03/2013

Noi l'abbiamo provato...e tu ??

Consigli Fitness è la tua pagina di salute, nutrizione, integrazione e sport. Seguici e riceverai le migliori notizie, immagini e video: www.facebook.com/consiglifitness

01/03/2013

..falsi miti e luoghi comuni...Non Vi Illudete !!!! Bisogna Lavore & Sudare & Divertirsi per " dimagrire " !!

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01/03/2013

L'allenamento è Un' arte Che SI Basa Sulla Scienza. Un allenamento Senza valutazione E Un itinerario Senza meta. (Cit. Carmelo Bosco)

06/02/2013

..Allenare gli Addominali BASSI....

È una delle più spiacevoli affermazioni, quanto uno dei più radicati FALSI MITI che gravano da tempo indefinito nel settore del fitness. La possibilità di allenare in modo distinto la parte alta e, soprattutto, la parte bassa dell'addome è una pratica impossibile da realizzare nel concreto.

Il retto addominale è un unico muscolo, con origine a livello della sinfisi pubica e della cresta pubica ed inserzione a livello del processo xifoideo e della 5a, 6a, e 7a costa. L'unica separazione, di carattere squisitamente anatomico, è possibile farla tra le due metà destra e sinistra, unite dalla linea alba (punto di fusione delle guaine fibrose che avvolgono il muscolo).
L'innervazione è garantita dai rami primari anteriori degli ultimi nervi toracici (generalmente T6/T12). Avendo una sola zona d'origine, ed una sola zona di inserzione, non è possibile far lavorare in modo distinto la parte alta e la parte bassa di questo muscolo. Equivarrebbe a sostenere che, afferrando un elastico per i suoi 2 capi, uno in ciascuna mano, si sia in grado di porre in tensione solo metà elastico.
L'idea di poter differenziare l'allenamento nasce dalla sensazione percepita durante l'esecuzione di alcuni esercizi, per effetto dei quali si avverte un senso di affaticamento localizzato nella regione pubica. Gli esercizi appartenenti a questa categoria sono quelli che prevedono la flessione degli arti inferiori, generalmente dalla posizione supina. Dimenticandosi completamente che, il retto addominale, non ha punti di inserzione sulla struttura femorale, quindi non potrebbe in ogni caso avviare un simile lavoro.

È da precisare che, in genere, se si avverte questa sensazione, quasi sicuramente gli esercizi svolti non sono eseguiti correttamente. In secondo luogo, la sensazione di lavoro, è frutto della contrazione di altri muscoli, l'ileopsoas in prima istanza. L'ileopsoas, normalmente inteso come un unico muscolo, origina dalla fusione del muscolo grande psoas e del muscolo iliaco, la sua contrazione ha effetti iperlordotizzanti che possono portare a comparsa di lombalgie. Andrebbe pertanto evitato un lavoro di accorciamento a suo carico.

Occorre poi chiarire un ulteriore aspetto, per nulla secondario. Le ragioni che inducono al desiderio di una simile divisione del lavoro, sono a loro volta frutto di una concezione errata dell'attività fisica. Vale a dire la convinzione di poter avviare un dimagrimento localizzato nella regione del basso ventre. Questo purtroppo non trova nessuna spiegazione ragionevole. Anzitutto il meccanismo del dimagrimento localizzato di fatto non esiste in fisiologia (leggi l'articolo di approfondimento e guarda il video didattico). E non esiste nessuno studio che comprovi, anche parzialmente, la capacità di utilizzare in modo prevalente il grasso localizzato in un dato distretto.

Non c'è infatti ragione alcuna di sottrarre una quota dall'accumulo lipidico che sovrasta il muscolo, pur essendo tale muscolo al lavoro. Se questo potesse avvenire, il grasso avrebbe grande difficoltà a trovarsi accumulato in un'area che, anche in un sedentario, è probabilmente tra quelle maggiormente attivate (per ragioni posturali, nel corso di movimenti di flessione e torsione del busto, e così via). In altri termini, se il dimagrimento localizzato potesse avvenire in quanto si sollecita la parete addominale, con tutta probabilità questa regione sarebbe perennemente "definita" (per utilizzare un termine caro a chi frequenta gli ambienti sportivi) proprio perché, perfino in un sedentario, la muscolatura addominale è tra quelle maggiormente attive nel corso della vita, sia nel promuovere che nel coadiuvare i differenti movimenti.
www.nonsolofitness.it

..pensiamo ai nostri genitori....la maggior parte di loro...gli Adulti di oggi i Nonni di domani..
06/02/2013

..pensiamo ai nostri genitori....la maggior parte di loro...gli Adulti di oggi i Nonni di domani..

La prevenzione e la cura della sindrome metabolica, causa primaria di mortalità e morbilità in Occidente, passano attraverso una corretta attività fisica, come dimostrato dalla ricerca condotta presso l'Università di Urbino.

All'aria aperta, baciati dal sole, su un terreno così generoso come la sabbia che ci regala notevoli vantaggi e virtù..d...
06/02/2013

All'aria aperta, baciati dal sole, su un terreno così generoso come la sabbia che ci regala notevoli vantaggi e virtù..destabilizzazione del baricentro e dell'equinlibrio..attivazione del "core"..stabilizzaizone posturale..rinforzo neuromuscolare..stimolo propriocettivo.....cosa desiderare di più..?!?!

Attività Fisica Adattata...prevenire le cadute nell'anziano..ristabilire equilibrio e postura ! Si Può !!
03/02/2013

Attività Fisica Adattata...prevenire le cadute nell'anziano..ristabilire equilibrio e postura ! Si Può !!

informazione e promozione dell'attività fisica e dello sport

31/01/2013

INTERESSANTISSIMO ARTICOLO...VERITIERO DAL PUNTO DI VISTA SCIENTIFICO...da Humanitas Salute...IL DIMAGRIMENTO LOCALIZZATO NON ESISTE..

Per rimediare ad un addome “sovradimensionato”, non serve fare centinaia di addominali. Ed anche per avere glutei più snelli è inutile dedicargli moltissimi esercizi specifici. Perché? Semplicemente perché il dimagrimento localizzato non esiste! Il nostro organismo ha un meccanismo tutto particolare di accumulare il grasso e di smaltirlo. Ce lo spiegano il personal trainer ISSA Orazio Paternò e il Dott. Gianluca Galimberti, fisiatra e caposezione di Riabilitazione Ortopedica di Humanitas.

Perché il dimagrimento localizzato non esiste?

“Cercherò di spiegarlo attraverso due studi – dice Orazio Paternò –. Uno ha messo in rapporto grasso e muscolo di tennisti nel braccio dominante e non dominante. Ebbene, il muscolo era maggiore nel braccio dominante, ma il grasso era lo stesso. Un altro studio ha sottoposto un gruppo di persone a un allenamento mirato sugli addominali per 27 giorni. Ogni settimana aumentava il numero complessivo di ripetizioni effettuate. Si passava da 140 ripetizioni nella prima settimana e si arrivava a fare 336 ripetizioni alla fine dell’ultima. Sono state poi misurate le dimensioni (tramite biopsia) delle cellule adipose (cellule di deposito del grasso) addominali, della regione sottoscapolare e delle natiche. Risultato: nessuna differenza!”.

Il grasso: come si accumula e come si smaltisce?

“Quanto all’iter di accumulo del grasso, il corpo si regola in questo modo: si ingrassa dal basso verso l’alto e si dimagrisce dall’alto verso il basso! A chi non è capitato di dimagrire notando subito un deperimento nel viso, nel collo, nelle braccia e, nelle donne, all'altezza del seno? Ma, quanto alle cosiddette “maniglie dell’amore” e ai cuscinetti, nessun risultato. Non tutte le cellule adipose sono sensibili nella stessa misura agli ormoni “bruciagrasso”, come le catecolamine (adrenalina e noradrenalina). Sembra che il grasso meno sensibile all’attacco ormonale e dunque allo smaltimento sia purtroppo quello della regione gluteo-femorale, cioè quello tipicamente femminile. Mentre sarebbe un po’ più incline allo smaltimento quello addominale, cioè quello più tipicamente maschile. Uno studio è stato condotto su 26 donne obese sottoposte a dieta e attività fisica ( 45 minuti per 3 volte la settimana, 15 minuti di esercizi generali e 30 minuti di marcia o corsa) in 3 cicli distinti per un totale di 14 settimane. Dopo l’ultimo ciclo di dieta e allenamento si è evidenziata una riduzione del grasso delle cosce e, in misura ancora maggiore, di quello addominale.
Un dato consolatorio per le donne. Il grasso gluteo-femorale che le caratterizza (detto, appunto, ginoide) sembrerebbe il meno pericoloso nel provocare problemi cardiovascolari. L'opposto succede per il grasso sottocutaneo e viscerale nella zona sterno-addominale che, invece, affligge più spesso gli uomini”.

Come agire allora sui punti critici: i fianchi e l’addome per gli uomini; i fianchi, i glutei e le cosce per le donne?

“Non esiste la possibilità di agire in maniera localizzata – sottolinea Paternò – . Né con esercizi fisici né tanto meno con i loro surrogati, come l'elettrostimolazione. Questo sistema non tiene conto del sistema nervoso centrale e quindi non crea nessuna cascata ormonale. Senza produzione ormonale non esiste allenamento, né in termini di tonificazione né di dimagrimento!
L’unica soluzione comprovata di dimagrimento a carico della massa grassa, salvaguardando però l'importantissima massa magra è:

Seguire un’alimentazione bilanciata che crei dei deficit calorici non traumatici. No, dunque, alle diete di tendenza iperproteiche e fortemente ipocaloriche, che attaccano la massa magra e risparmiano il grasso, ponendo inoltre le basi per ingrassare ancor di più quando si ricomincia a mangiare.
Fare un’attività fisica mista, di tipo aerobico (cyclette, corsa, camminata sostenuta, ginnastica aerobica) e di tipo muscolare ( pesi, esercizi a corpo libero, con elastici). I muscoli sono la più importante centrale “bruciagrasso” del corpo. Perché incrementino questa loro preziosa attività è necessario aumentarne le dimensioni. Più muscoli significa un maggiore consumo di ossigeno e di calorie (il grasso brucia solo in presenza di ossigeno), soprattutto a riposo, quando leggiamo, guardiamo la televisione o dormiamo. Perché anche nel sonno si bruciano calorie! Ecco allora che chi tiene in forma i propri muscoli accumula un bonus che gli permette di consumare più calorie anche quando meno se lo aspetta, cioè a riposo! Sappiate che tutti i muscoli contribuiscono a bruciare grasso in tutte le regioni corporee. Se, allora, anche i muscoli del dorso o delle spalle contribuiscono a bruciare il grasso addominale o delle natiche, perché fossilizzarsi a tonificare solo quel distretto muscolare dove il grasso si accumula? Con il rischio, inoltre, di stressare inutilmente i tendini e i legamenti di quella zona e di creare dei pericolosi squilibri posturali a danno, magari, della schiena. I muscoli “tirano” sulle ossa e, se viene a mancare l’equilibrio tra i vari distretti, qualche muscolo può prendere il sopravvento, creando delle tensioni anomale sul sistema scheletrico. Alla lunga questo causerà dolore”.
Quali sono gli errori da evitare?

“Gli errori più comuni - aggiunge il Dott. Gianluca Galimbnerti, fisiatra di Humanitas – e da evitare, sono:

Non mangiare o mangiare poco. In caso di digiuno o semi-digiuno il corpo risponde solamente attraverso un sistema di allarme enzimatico-ormonale, mediato dal sistema nervoso, che porta a risparmiare le preziose riserve di grasso e a distruggere la massa magra.
Allenare in modo localizzato i punti critici.
Fare solo attività aerobica, trascurando il lavoro muscolare. Ricordate che fare solo corsa o bicicletta brucia molto meno grassi di quel che si pensa. Una persona di 70 chili deve approssimativamente percorrere 10 km di corsa per bruciare solo 35 grammi di grassi. Avere dei muscoli tonici, invece, permette di bruciare più calorie, anche nel sonno. I muscoli vivi hanno infatti un perenne bisogno di energie, anche se stiamo seduti.
Credere alle false promesse dei dimagranti a riposo. Solo una variazione dell’assetto ormonale e del consumo di ossigeno permette di bruciare grassi. Sappiamo che i grassi bruciano al fuoco dell'ossigeno e, se vogliamo bruciare più grassi, dobbiamo aumentare il consumo di ossigeno! Come aumentare il consumo di ossigeno? Muovendoci e aumentando la massa muscolare con esercizi appropriati. Così a riposo si avrà un bisogno maggiore di ossigeno che, a sua volta, brucerà un quantitativo maggiore di grassi.
Tagliare i carboidrati dalla nostra alimentazione, nell’illusione che non mangiando né pane né pasta né riso si dimagrisca. Solo i carboidrati forniscono ai grassi la chiave di accesso metabolica ai processi di combustione e smaltimento. Niente carboidrati, niente grassi bruciati, ma solo una situazione poco fisiologica per l’organismo. Se i grassi vengono richiamati in circolo, ma mancano le condizioni per bruciarli, si trasformano in cosiddetti “corpi chetonici”, sostanze tossiche per l’organismo, che portano a disidratazione e sovraccarico renale, poiché devono essere eliminati attraverso l’urina”.
A che cosa servono allora gli esercizi localizzati, ad esempio gli addominali e gli esercizi per i glutei?

“Semplicemente e tonificare quelle zone – spiega Orazio Paternò –. E’ un errore, però, pensare che molte ripetute consentano di ottenere risultati migliori I muscoli si tonificano solo se vengono sottoposti a uno stress di carico ottimale, che corrisponde a un massimo di 12 ripetute. Solo al principiante è utile, nelle prime fasi dell'allenamento, effettuare un lavoro di resistenza muscolare toccando anche le 20 ripetizioni. Ma, una volta che ci si è adattati a quel carico, negli esercizi con le macchine o con i manubri (e ve ne accorgete quando non fate più fatica a sollevarli nelle ultime ripetizioni), è fondamentale incrementare il peso riducendo, ovviamente, il numero di ripetizioni. Anche quando si eseguono esercizi a casa, a corpo libero, come i piegamenti sulle braccia che consentono di tonificare pettorali, spalle e tricipiti o gli esercizi per tonificare gli addominali, è inutile eseguire molte ripetute, perché la ripetizione eccessiva del movimento non tonifica il muscolo né lo libera dal grasso in eccesso. Esagerare con le ripetute, inoltre, può risultare dannoso, poiché sovraccarica i tendini e i legamenti e li sottopone a continue e dannose sollecitazioni. Ciò che all’inizio è allenante, non lo è più quando non risulta stressante per il muscolo. Accanirsi solo aumentando le ripetizioni e non il peso non pone le basi per un’ottimale produzione di testosterone e di Gh, gli ormoni responsabili della crescita muscolare”.

28/01/2013

FUNZIONALE.....CHE ?!!
L’allenamento funzionale
L'allenamento funzionale (o functional training) è un'attività che, in origine, è stata utilizzata all'interno dei protocolli riabilitativi per consentire di riacquistare la piena e corretta funzionalità di uno o più distretti corporei. Ad essere sinceri l'allenamento funzionale è un po' patrimonio di ciascuno di noi in quanto, come lo stesso Le Boulch(1) ci segnala, quando da piccolissimi ci si esercita nel gioco al fine di soddisfare una propria esigenza, altro non si sta compiendo che un allenamento funzionale finalizzato alla conoscenza del proprio corpo ed alla capacità di utilizzarlo al meglio.

Nel lavoro funzionale vengono impiegati esercizi capaci di determinare movimenti nei tre piani dello spazio (poliassiali), con una stimolazione di tipo multiarticolare, ossia con attività che impieghino contemporaneamente più articolazioni alla volta e che stimolino, oltre alle componenti condizionali, quali forza e resistenza, anche la coordinazione dell'individuo ed il suo equilibrio. La ricerca di un assetto di questo tipo è anzi il cuore del lavoro, che determina un maggiore coinvolgimento di quei muscoli normalmente poco o per nulla utilizzati all'interno dei comuni workout, soprattutto se svolti alle macchine. L'impiego degli stabilizzatori aumenta certamente con il progressivo impiego dei pesi liberi, ma nel functional training viene ulteriormente esaltato, incrementando gradualmente la difficoltà nell'esecuzione dei gesti. Questa caratteristica, oltre a migliorare le performance atletiche, rende il corpo maggiormente prestante rispetto ad attività fisiche di tipo complesso, come gli sport di situazione, ed ovviamente rispetto agli impegni fisici della vita di tutti i giorni, caratterizzati proprio da gestualità non codificate e movimenti tutt'altro che stereotipati e ripetitivi. Va da se che associare ad un classico lavoro l'attività di tipo funzionale determina anche una crescita più armonica dei volumi muscolari, con vantaggi di rilievo anche sotto il profilo estetico. In altri termini con l'allenamento funzionale si allena il movimento non il muscolo(2) , producendo in ogni caso un adattamento anche su quest'ultimo.

È evidente che l'allenamento funzionale non può essere ritenuto il risolutore di tutti i mali, né lo strumento con il quale raggiungere qualsivoglia risultato. Semplicemente perché non esiste una disciplina con queste caratteristiche e, ciascuna metodologia di lavoro è caratterizzata da specifiche peculiarità, conoscendo le quali si possono efficacemente dosare ed abbinare al fine di ottenere i migliori risultati, anch'essi da selezionare sulla base delle necessità e delle ambizioni personali. Di sicuro l'allenamento funzionale risponde alla ricerca, sempre più sentita, di spostare il fulcro del lavoro verso un'attività che punti ad un benessere globale del soggetto, che lo renda realmente, è il caso di dirlo, più funzionale rispetto al mondo che lo circonda, e non semplicemente più muscoloso o più magro. I classici esercizi che anche la moderna pesistica ci offre, ricalcano solo porzioni dei ben più complessi movimenti che quotidianamente ci si trova ad affrontare. L'allenamento funzionale offre una base più solida all'individuo, attraverso una stimolazione con gesti più fluidi, naturali e carichi ben proporzionati rispetto alle diverse aree muscolari.
Come se non bastasse, per quanto le aziende che operano nel settore studino e realizzino attrezzature che possano coadiuvare un simile lavoro, nella realtà dei fatti è possibile impiegare tutta una serie di attrezzi già esistenti, e perfino non codificati, al fine di operare una sollecitazione di questo tipo.

Il prodotto di tale attività è una stimolazione capace di coinvolgere al tempo stesso sia il versante aerobico, con tutti i benefici che ne conseguono sotto il profilo cardiocircolatorio, sia una stimolazione globale dei parametri di forza e resistenza alla forza. Il tutto condito da una dinamicità che non lascia il tempo alla noia.

Tornando brevemente all'applicazione dell'allenamento funzionale in ambito riabilitativo, è interessante notare che il suo utilizzo avviene anche in soggetti che abbiano subito dei danni di tipo cerebrale come ad esempio amnesia, ictus, ma anche individui sani e in età avanzata che, attraverso un lavoro di questo tipo, possono avere un miglioramento indiretto delle funzioni mnemoniche per effetto dell'attivazione aspecifica del cervello ed un miglioramento del grado di attenzione(3). Da qui ad affermare che i medesimi benefici possano essere appannaggio di persone giovani e sane che con una pratica regolare possono migliorare la propria memoria è probabilmente eccessivo, ritenere invece che sia uno strumento preventivo contro i normali processi di decadimento che coinvolgono la sfera cognitiva, allora certamente l'allenamento funzionale può costituire un valido ausilio.

Non da meno l'allenamento funzionale può essere utilizzato come efficace strumento per la preparazione atletica in una data disciplina. Va da se che, come sempre accade nell'ambito della preparazione atletica, il primo step prevede sempre di conoscere le specifiche sollecitazioni cui si è sottoposti da una data disciplina sportiva, e conseguentemente l'allenamento funzionale potrà essere impiegato nella fase successiva ad un miglioramento generale, o addirittura per accelerare il comune iter che vedrebbe prima un incremento generale delle caratteristiche ricercate, seguito da un miglioramento specifico, finendo con l'eventuale reiterazione del gesto atletico. Una sollecitazione funzionale permette di unire questi tre elementi in una sessione unica, il che non equivale a dire l'utilizzo unico e specifico del functional training, con indubbi vantaggi anche relativamente al tempo necessario per approntare un'idonea preparazione.
!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :D

28/01/2013

..IL GRASSO OSTINATO...

Ci sono varie cose che si possono fare per evitare il grasso ostinato:

1. evitare le diete strette e quelle diete che fanno prima perdere grasso e poi riprenderlo: il grasso di seconda generazione è più ostinato di quello di prima generazione ed inoltre più variazioni di peso si hanno, più grasso ostinato si accumula;

2. evitare di consumare alimenti ai quali si può essere sensibili od allergici. Alcuni sono intolleranti a certi alimenti, come il frumento, i latticini o la soia. Se pensi di essere tra queste persone, fai un controllo per le intolleranze alimentari;

3. mangiare cibi biologici il più possibile, evitando così molte sostanze estrogene presenti negli alimenti, come petrolio ed altri fertilizzanti, pesticidi, erbicidi chimici (presenti nei prodotti non biologici) ed ormoni presenti nella carne, nel pollame, nei latticini e nelle uova di produzione non biologica;

4. bere acqua pura e filtrata. Non bere e non cucinare con l’acqua del rubinetto, perché non è filtrata;

5. se il cibo od i liquidi odorano di plastica, evitare di usarli;

6. ridurre al minimo il consumo di alcol. Infatti, un eccessivo consumo di alcol può compromettere la capacità del fegato di smaltire ed eliminare i derivati degli estrogeni e se ciò avviene, queste sostanze penetrano nel sangue provocando sintomi sgradevoli, come sensazione di gonfiore, ritenzione idrica ed accumulo di grasso ostinato. Inoltre, se queste tossine non vengono tenute sotto controllo possono causare malattie croniche e persino il cancro;

7. controllare i livelli di insulina. Cerca di ridurre al minimo ed in maniera naturale la quantità di carboidrati assunti riservandoli per la parte finale del pasto. Inoltre, se necessario, puoi integrare l’alimentazione con tutti i nutrienti essenziali necessari per stabilizzare i livelli di insulina, come acidi grassi essenziali, vitamine e minerali;

8. fare regolare attività fisica. Infatti, un’alimentazione completa ed un regolare esercizio fisico sono la prima difesa contro l’accumulo di grasso ostinato.

Un’alimentazione completa ed un regolare esercizio fisico sono la prima difesa contro l’accumulo di grasso ostinato

L’esercizio fisico, infine è vero che da un lato aumenta il metabolismo, riduce i sintomi legati allo stress e quindi accelera gli effetti della dieta. Tuttavia, evita di superallenarti. Infatti, stressare eccessivamente l’organismo può causare l’effetto opposto e rallentare il metabolismo, quindi valuta bene il giusto rapporto tra volume di allenamento, intensità e frequenza!

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