02/02/2026
Viviamo in un’epoca che ci ha abituati all’idea che tutto possa essere ottenuto in pochissimo tempo. E più siamo disposti a pagare, più quel tempo è destinato a ridursi.
Infatti, più pago, più la consegna è veloce; più pago, più il successo appare rapido e garantito; più pago, più posso circondarmi di strumenti che mi aiutano ad essere efficiente.
Alla base, c’è una sorta di equazione: se do molto subito, allora è matematico che io ottenga qualcosa alla svelta.
Il che ha sedimentato una credenza pericolosa, cioè che l’intensità iniziale possa essere sempre una scorciatoia, anche quando non si parla di denaro, ma di cose che non si possono acquistare.
Lo sport ci insegna l’esatto contrario: il successo, di qualsiasi tipo esso sia, non è per forza una questione di velocità, di motivazione o di intensità iniziale.
Alcuni obiettivi richiedono un tempo che non può essere né barattato, né accelerato. Perché non sempre scattare è il modo migliore per arrivare prima al traguardo, così come allenarsi allo sfinimento non è sempre il modo più efficace per ottenere prima certi risultati. Anzi, spesso è l’opposto: dare tutto subito è il modo più rapido per fermarsi prima, stremati.
In altre parole, sul lungo periodo, la qualità supera la quantità. La costanza sorpassa l’intensità. E chi, pur di arrivare prima, prende scorciatoie – sia lodato lo sport – spesso finisce per arrivare ultimo.
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Il Saggio dello sport