Dott.ssa Maria Teresa Izzo Pedagogista

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Dott.ssa Maria Teresa Izzo Pedagogista Educatrice Professionale - Pedagogista - Tecnico RBT - Medical Humanities e Medicina Narrativa

Diario di bordo di una Pedagogista a scuola.Il lavoro a scuola mi permette di osservare, osservare e scrivere tanto.Non ...
17/03/2022

Diario di bordo di una Pedagogista a scuola.

Il lavoro a scuola mi permette di osservare, osservare e scrivere tanto.
Non sono più tra quei banchi e non sono nemmeno dietro alla cattedra, ma l’ obiettivo del mio lavoro è quello di lavorare in sinergia con insegnanti e studenti per creare un ambiente inclusivo, basato però sulle risorse esistenti piuttosto che sulle differenze e fragilità che possono ostacolano.
Ci sono vari tipi di difficoltà e disabilità.
Alcune sono gravi e allora tu sai bene qual è il tuo compito.
Il problema però è diverso quando ti interfacci con adolescenti che non vogliono e non riconoscono di avere bisogno del “sostegno”.
Parlo di ragazzi con ADHD, DOP, DC che non ne vogliono saperne di avere un insegnante di sostegno o peggio ancora la figura dello specialista quale è l’educatore.
E allora il compito è diverso, non puoi arrivare lì con i tuoi materiali, le tue attività.
Qui si lavora sulla relazione, sulle strategie.
L’educatore funge da ponte tra quello che c’è a quello che desidera ci sia.
Ed ecco allora che risulta fondamentale l’insegnamento mediato dai pari.
Come afferma Crockett “Le tecniche di insegnamento mediato dai compagni sono raccomandate come metodo alternativo o complementare all’insegnamento tradizionale”.
Il Cooperative Learning costituisce una specifica metodologia di insegnamento attraverso la quale sono gli studenti che apprendono insieme in piccoli gruppi, aiutandosi reciprocamente e sentendosi corresponsabili di ognuno.
E non sapete oggi la meraviglia di vedere M. lavorare con passione e amore insieme ad A.
Io mi scosto, li guardò e scopro il motivo per cui siamo lì e perché c’è sempre più bisogno di Pedagogisti ed Educatori.
Che meraviglia il mio lavoro.


Come sono fatti gli uomini e le donne?Come e quando si diventa adulti?Come si indossa una assorbente e di quanti tipi ne...
17/01/2022

Come sono fatti gli uomini e le donne?
Come e quando si diventa adulti?
Come si indossa una assorbente e di quanti tipi ne esistono?
Come bisogna toccare ed essere toccati?
Che cos’è un rapporto sessuale?
Come si rimane incinta?
Quali sono i contraccettivi che possiamo usare?

Questi sono solo alcuni dei temi di cui abbiamo parlato oggi.
Rompiamo i tabù, il non detto, il non dire.
Per molto tempo si è pensato che i ragazzi con disabilità fossero senza emozioni, pulsioni o istinti sessuali, o che questi addirittura andassero repressi per proteggerne quell’idea di eterni bambini.
L’affettività e la sessualità sono parti integranti delle relazioni umane e ne caratterizzano la qualità di vita e l’interattività sociale e quindi, parliamone e rendiamo questi ragazzi adulti consapevoli.

Lavoriamo sul gioco simbolico e sulle autonomie.“Facciamo finta che…”.Con questa macchina del caffè sviluppiamo le abili...
08/01/2022

Lavoriamo sul gioco simbolico e sulle autonomie.
“Facciamo finta che…”.
Con questa macchina del caffè sviluppiamo le abilità pratiche soprattutto attraverso l’imitazione, ripetendo gesti o azioni che il bambino ha visto fare ai propri genitori.
Con questa attività stimoliamo:

📌 pensiero logico
📌 Immaginazione
📌 creatività
📌 capacità motorie
📌 coordinazione occhio-mano
📌 competenze sociali

Non solo concetti, numeri, lettura o scrittura, ma anche emozioni, affettività, intuito, linguaggio e immaginazione.“Com...
19/09/2021

Non solo concetti, numeri, lettura o scrittura, ma anche emozioni, affettività, intuito, linguaggio e immaginazione.
“Come stai?”.
Come ti senti?”.
“Cosa provi?”.
“Come ti ha fatto sentire?”.
Sentire e poi riuscire ad esprimere un’emozione è molto difficile, soprattutto per un bambino.
Educare alle emozioni è fondamentale e farlo sin da piccoli risulta ancora più importante, soprattutto per il riconoscimento delle proprie emozioni, ma anche per i futuri apprendimenti.
Felice, triste, arrabbiato, sorpreso, ma anche affetto, soddisfazione per un obiettivo raggiunto e gioia.
Questo possiamo farlo attraverso la conoscenza del sè, che porta inevitabilmente anche alla conoscenza dell’altro.
Come possiamo farlo?
Con i bambini molto piccoli risulta di fondamentale importanza la narrazione.
Raccontiamo ai bambini di gioia e felicità, ma anche di rabbia e tristezza.

Con questa attività proposta durante i Laboratori delle emozioni abbiamo lavorato sul riconoscimento degli stati emotivi, che possono essere suscitati in varie situazioni di vita reale quotidiana e poi li abbiamo abbinati alla corrispondente espressione facciale.
Con questo giorno andiamo a lavorare su:

▪️ stimolazione del pensiero creativo
▪️ stimolazione dell’attenzione
▪️ gestione delle emozioni
▪️ linguaggio



L’ inserimento alla scuola dell’infanzia rappresenta per i genitori e per il loro bambino una tappa fondamentale ed impo...
13/09/2021

L’ inserimento alla scuola dell’infanzia rappresenta per i genitori e per il loro bambino una tappa fondamentale ed importante di crescita e cambiamento.
E se fino a ieri il nostro bambino aveva appena iniziato a gattonare, ecco che ci ritroviamo oggi a comprare i primi vestiti per la scuola e sono già pronti con il loro piccolo zainetto in spalla, pieno di emozioni e sensazioni, ma anche con le tante domande e paure di mamma e papà, soprattutto quando si stratta del primo vero distacco. 🎒
Le domande sono sempre le stesse.
E se piange?
E se non si calma?
E se avesse paura?
Le maestre riusciranno a capirlo?

L’articolo completo lo trovate su
https://www.mariateresaizzo.com/post/ciao-mamma-ciao-papà-io-vado-a-scuola

Il gioco è fondamentale per lo sviluppo del bambino, perché diventa momento di crescita e di scoperta del mondo. L’attiv...
13/05/2021

Il gioco è fondamentale per lo sviluppo del bambino, perché diventa momento di crescita e di scoperta del mondo. L’attività di oggi non sono solo dei semplici cubi da impilare, ma con questa attività creativa e divertente possiamo stimolare:

📌abilità motorie di precisione
📌 riconoscimento delle lettere
📌riconoscimento dei numeri
📌 matching
📌 funzione
📌 classificazione
📌 coordinazione occhio-mano
📌 costruzione
📌 capacità di problem solving
Un’attività singola che si presta ad essere davvero molto versatile in quanto i cubi si possono mettere uno sull’altro per creare una torre e poi divertici a distruggerla, possiamo metterli uno dentro l’altro o farci ispirare dalla loro e dalla nostra fantasia.


“Ma cosa fai tu a scuola?”“Specialistica scolastica”.“Specialistica... cosaaaa?”.“Tipo insegnante di sostegno?”.“No, aff...
14/04/2021

“Ma cosa fai tu a scuola?”
“Specialistica scolastica”.

“Specialistica... cosaaaa?”.
“Tipo insegnante di sostegno?”.
“No, affianco l’insegnante di sostegno, io mi occupo di autonomie e comunicazione”.
“Ma non era meglio se facevi l’insegnante di sostegno”.
E ogni volta a spiegare chi solo, che faccio li, che competenze ho.
Per assistenza specialistica si intende un servizio ad personam che deve essere fornito al singolo studente con disabilità per sopperire ai problemi di autonomia e/o comunicazione sussistenti nello stesso. persegue, facilita l’inserimento e l’integrazione sociale degli alunni disabili.

Fare la specialistica scolastica ti permette di avere uno sguardo globale anche del gruppo classe e degli altri attori educativi.
Oggi pensavo ai termini...
Didattica personalizza.
Centralità della persona.
Inclusione.
Personalizzazione educativa.

Mi piace pensare ad una scuola futura dove l’educazione personalizzata sia attuabile per tutti.
Dove l’insegnante sia in grado di capire e programmare una didattica fatta di tempo e apprendimenti diversificati.
E forse aveva ragione Jung “Conosci tutte le teorie. Domina tutte le tecniche. Tuttavia, per toccare un’altra anima umana, devi semplicemente essere un’altra anima umana”.


La scuola è vecchia. Me ne rendo conto ogni giorno sempre di più. Lo era già ai tempi di quando ero io seduta tra quei b...
13/04/2021

La scuola è vecchia. Me ne rendo conto ogni giorno sempre di più. Lo era già ai tempi di quando ero io seduta tra quei banchi e lo è ancora di più oggi che mi trovo dall’altra parte. La scuola è vecchia. Me ne rendo conto quando vedo ancora bambini fare pagine e pagine di lettere e parole. Lo chiamano consolidamento, ma poi ti rendi conto che a lungo termine di acquisito resta poco e nulla. Dove abbiamo lasciato la fantasia? Dov’è il gioco e la scoperta? Io per oggi mi sono portata dietro un bel pacco di farina e le lettere le insegno così. E per oggi siamo tutti più felici e abbastanza sporchi.

2 Aprile.Giornata mondiale della consapevolezza dell’ autismo.Consapevolezza.Consapevolezza che bella parola.consapevole...
02/04/2021

2 Aprile.
Giornata mondiale della consapevolezza dell’ autismo.
Consapevolezza.
Consapevolezza che bella parola.

consapevolezza
/con·sa·pe·vo·léz·za/
sostantivo femminile
Cognizione, coscienza: aver piena c. di qualcosa, esserne perfettamente al corrente.

In psicologia, con il termine consapevolezza (awareness in inglese) si intende la capacità di essere a conoscenza di ciò che viene percepito e delle proprie risposte comportamentali.
E noi che risposte stiamo dando?
Le risposte le stiamo dando davvero?
Quando parliamo di inclusione, la stiamo poi creando e attuando per davvero?
Quando parliamo di consapevolezza la stiamo sviluppando per davvero?
Impariamo a colorare il mondo con un po’ di blu.
Ai miei bambini con cui lavoro ogni giorno.
Oggi anche i palloncini delle nostre attività si colorano di blu. 💙




Il primo ASSIOMA della Comunicazione ci dice che non si può non comunicare.Le parole, il silenzio o l'attività hanno val...
01/04/2021

Il primo ASSIOMA della Comunicazione ci dice che non si può non comunicare.
Le parole, il silenzio o l'attività hanno valore di messaggio sempre.
Influenzano gli altri e gli altri a loro volta rispondono a tale comunicazione.
Quando si lavora con bambini con sindrome dello spettro autistico molte volte ci troviamo davanti ad una compromissione del linguaggio verbale.
Proprio come G.
G. è un bambino con sindrome dello spettro autistico che seguo come terapista domiciliare che ha una comunicazione non verbale.
Io e G. però abbiamo la nostra carta bianca, che gli insegna a fare le richieste.
In questo modo sviluppiamo il linguaggio e andiamo a mettere le prime basi per la comunicazione aumentativa e alternativa con lo scambio delle pecs.
E tipo oggi abbiamo saltato sul letto per così tanto tempo che quell’ancora “salto” l’ho sentito anch’io.

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