11/12/2014
12 dicembre 2014
Carissimi Amici,
il Congresso congiunto ACOI Lombardia – Società Lombarda di Chirurgia, giunto alla VI edizione, ci offre l’occasione per incontrarci nuovamente e per avanzare qualche riflessione.
Il Congresso nazionale ACOI di Napoli del giugno ultimo scorso ha visto l’elezione di Diego Piazza a Presi-dente dell’Associazione e l’insediamento del nuovo Consiglio nazionale, in cui sono stato chiamato grazie al vostro sostegno, andando così a sostituire Mauro Longoni, a sua volta nominato nel Consiglio nazionale della Società Italiana di Chirurgia. Mi succede, come Coordinatore regionale, Pierluigi Carzaniga, cui tocche-ranno l’onore e l’onere di gestire la chirurgia ospedaliera in Lombardia.
Personalmente, l’impatto con il “mondo del direttivo” richiede ancora qualche momento di ambientamen-to e di studio. Una cosa è partecipare con voi all’attività quotidiana del nostro territorio, un’altra è metabo-lizzare le linee programmatiche e politiche del panorama chirurgico italiano. Ad oggi ACOI è una società scientifica che unisce professionisti chirurghi i quali, nonostante una crisi economica devastante ed una crisi etica altrettanto pericolosa, ancora riescono a garantire con dignità il bene più prezioso, ovvero la salute dei nostri concittadini. Negli ultimi anni, nonostante le contingenze economiche, la carenza di vocazioni chirurgiche dei giovani colleghi e la riduzione delle unità operative abbiamo aumentato i nostri iscritti. Mol-to è stato fatto per gettare il seme della chirurgia, ma molto rimane da fare per vederlo germogliare. Il braccio SCIENTIFICO, quello SINDACALE e quello ASSICURATIVO rappresentano l’impegno programmatico dell’Associazione: le scuole ACOI, i giovani, la FESMED, il connubio ACOI –CINEAS e la Fondazione Chirurgo e Cittadino costituiscono le testimonianze principali di oggi a favore della crescita delle generazioni future.
Una particolare attenzione dovrà essere rivolta all’Europa, alla ricerca di linee comuni tanto per i nostri do-veri quanto per i diritti, partendo dagli standard di formazione professionale per arrivare all’adeguamento dei requisiti dei nostri ospedali, sia quelli strutturali e tecnologici, sia quelli di organico del personale sanita-rio. Lavorare in strutture obsolete e sotto organico rappresenta un rischio non tollerabile per tutti gli attori delle prestazione sanitarie. Un adeguamento agli standard europei dovrà impedire di considerare il chirur-go come un burocrate della sanità e permetterà di definire lo stesso ruolo del medico attraverso il ricono-scimento di uno status giuridico autonomo per il cui raggiungimento sarà necessario “fare sistema“, in mo-do tale da far interagire il mondo sociale, accademico e assicurativo.
Di seguito, vorrei portare alla vostra attenzione i risultati estremamente interessanti di un’indagine svolta quest’anno da ACOI in collaborazione con il CINEAS (Consorzio universitario per ingegneria nelle assicura-zioni) del Politecnico di Milano, basata su un campione di 729 chirurghi ospedalieri italiani e soci ACOI.
- l’80% dei soci ACOI ha subito nel corso della carriera professionale una denuncia o esposto per eventi av-versi di natura professionale
- il 79% percepisce un forte aumento delle denuncie e degli esposti
- il 92% ritiene che le norme che disciplinano la responsabilitĂ professionale abbiano ripercussioni sul nor-male svolgimento del rapporto medico-paziente
- Il rischio di subire una denuncia risulta tra i fattori di maggior preoccupazione professionale (80%), di pari passo con la paura di perdere il proprio patrimonio personale (83%), mentre la paura di perdere la propria reputazione appare maggiore rispetto al timore di perdere il proprio posto di lavoro (77% vs 47%)
- Il 58% degli intervistati ha stipulato una polizza assicurativa , mentre il 37 % si ritiene coperto dalla polizza stipulata dalla struttura in cui opera
- la quota dei medici che si ritiene informato riguardo a quanto previsto dal Dpr 137/2012 in tema di RC professionale è abbastanza contenuta: l’8% si dichiara molto informato, mentre il 57% si definisce poco o per niente informato
- relativamente alle richieste in termini di aggiornamento, gli intervistati esprimono una preferenza netta riguardo al tema della gestione dell’evento avverso (57%) e la gestione del rischio (52%)
A questo proposito, l’esplosione della medicina difensiva, a cui sia aggiunge l’ulteriore aspetto della medi-cina difensiva omissiva con un rapporto spesa sanitaria/PIL passato dal 6% del 2002 al 7% del 2012, com-porta fra le conseguenze più evidenti l’esclusione o il non trattamento di pazienti a rischio oltre le normali regole di prudenza. L’86 % del campione dichiara che questa è una strategia abituale ed il 36% afferma che tale prassi avviene con una frequenza elevata. Il 54% degli intervistati dichiara che, nell’ultimo anno, ha prescritto più esami strumentali di quelli che riteneva sufficienti per non correre il rischio di incorrere in un esposto, e così il 48% ha prescritto più esami di laboratorio e il 42% più esami specialistici.
Questi numeri fotografano una realtà preoccupante riguardo agli aspetti giuridici della nostra professione ed ai risvolti che questi possono avere sulla pratica clinica quotidiana. Abbiamo sul tavolo una serie di pro-blemi comuni, ed affrontarli uniti sarebbe un’opportunità da non perdere. Una frammentazione numerica delle società scientifiche genera scarsa credibilità nei confronti delle istituzioni, della politica e anche del mondo commerciale. In questo senso è da ricercarsi il ruolo pivotale di ACOI, con il suo status a livello cen-trale, la sua capillarità regionale e la sua vocazione formativa ed associazionistica.
Poi, come ha affermato il nostro Presidente “una proposta rivoluzionaria potrebbe prevedere la creazione di un nuovo contenitore scientifico in cui far rientrare le società di area chirurgica generale e che sia davvero rappresentativo di tutto quel mondo, senza distinzione fra pubblico e privato, fra ospedalieri e universitari. Per realizzare un progetto cosi innovativo servono però regole precise da rispettare e tempo per non essere frettolosi”.
Per tornare alla nostra Lombardia, auspico che possa essere ulteriormente incrementato il coinvolgimento sul territorio da parte del Coordinamento regionale ACOI, attraverso i Referenti provinciali ed aziendali. Tutti insieme vogliamo continuare ad affermare il ruolo della rete chirurgica ospedaliera lombarda, che in connubio con la componente universitaria, come peraltro di recente auspicato anche dal Presidente della SocietĂ Italiana di Chirurgia Francesco Concione, garantisce alla chirurgia della nostra regione un profilo esperienziale e formativo di alto livello.
Con gli auguri per un felice Natale ed un 2015 ricco di soddisfazioni,
Ildo Scandroglio, Pierluigi Carzaniga