Dott.ssa Giulia Burli

Dott.ssa  Giulia Burli Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dott.ssa Giulia Burli, Psicologo, Trento.

Psicologa
Master in psicologia pediatrica
Formazione nei disturbi dello spettro autistico
Formazione in Hikikomori
Facilitatrice gruppi AMA
parent training e supporto genitoriale
Appuntamenti online o in presenza

31/03/2026

POV: la mia vita dopo essere stata dallo psicologo




27/03/2026

A volte si parla molto di ipersensibilità nelle persone autistiche, ma esiste anche l’altra faccia: l’iposensorialità.Co...
26/03/2026

A volte si parla molto di ipersensibilità nelle persone autistiche, ma esiste anche l’altra faccia: l’iposensorialità.

Cosa significa?
Significa percepire meno. Suoni, dolore, temperatura, odori, contatto… possono arrivare attenuati, lontani, o addirittura non essere percepiti come ci aspetteremmo.

Una persona iposensibile può:
✨ cercare stimoli intensi (toccare tutto, muoversi molto, alzare il volume)
✨ non accorgersi di piccoli infortuni o del freddo
✨ avere bisogno di esperienze sensoriali più forti per “sentire” davvero

Non è distrazione. Non è “esagerazione”.
Anche questo è un modo diverso di percepire il mondo.
Dietro questi comportamenti non c’è un problema da correggere, ma un bisogno da comprendere.

Accogliere l’iposensorialità significa cambiare sguardo:
✔️ offrire stimoli adeguati e sicuri
✔️ ascoltare senza giudicare
✔️ costruire ambienti che rispettino i diversi modi di sentire

Perché ogni esperienza sensoriale è un ponte verso il mondo.
E ogni ponte merita di essere compreso, non forzato.

💬 Se ti va, condividi la tua esperienza o fai una domanda: parlarne è già un passo verso una maggiore consapevolezza.

Il cervello, proprio come le persone ha bisogno di respiro. Concedersi una pausa è un atto di cura, non di debolezza.Stu...
23/03/2026

Il cervello, proprio come le persone ha bisogno di respiro.
Concedersi una pausa è un atto di cura, non di debolezza.

Studiare quando si hanno difficoltà di apprendimento può diventare una vera battaglia: richiede più energia, più concentrazione e generalmente anche più pazienza.

Per questo motivo le pause durante lo studio non sono una perdita di tempo, ma uno strumento fondamentale perchè permettono allo studente di:
- riorganizzare le informazioni
- ridurre la fatica recuperando energia per ritornare sui libri
- prevenire la frustrazione che può emergere quando tutto sembra essere troppo difficile

Soprattutto per un ragazzo neurodivergente imparare a rispettare i propri tempi è un importante passo verso l'autonomia: non si tratta di fare meno, ma fare meglio.
Brevi pause, programmate e consapevoli, possono fare la differenza nella qualità dello studio e nel benessere emotivo.

Quando studiare sembra una scalata (ma hai solo bisogno di un sentiero alternativo per giungere alla vetta)Hai mai avuto...
21/03/2026

Quando studiare sembra una scalata (ma hai solo bisogno di un sentiero alternativo per giungere alla vetta)

Hai mai avuto l’impressione che il tuo cervello sappia esattamente cosa dire ma che le mani, l’organizzazione del foglio o il tuo corpo non riescano a rimanere al passo dei tuoi pensieri?

Molte persone con diagnosi di Disprassia evolutiva vivono proprio questa difficoltà: per loro lo studio non è solo memorizzazione di contenuti ma è una continua sfida di coordinazione: pianificare il movimento della mano per scrivere, gestire lo spazio nelle righe, nei quadretti o all’interno del foglio, gestire io proprio corpo nello spazio, la gestione del materiale… Spesso questi studenti vengono etichettati come svogliati o pigri, ma la realtà è che tutto ciò che per altri risulta automatico, per loro è estremamente difficoltoso, ma soprattutto stancante e frustrante.

Come si possono aiutare questi studenti affinché possano riuscire a trasformare la propria frustrazione in efficacia?

La prima cosa è passare dal “fare fatica” al “fare metodo” tramite l’uso di:
- Mappe concettuali o schemi lineari
- L’uso della tecnologia e altri strumenti compensativi o dispensativi
- Suddivisione i compiti ed il tempo a disposizione in micro-obiettivi
- Pause frequenti

La Disprassia evolutiva non definisce l’intelligenza di una persona o il suo successo scolastico, ma richiede un metodo di studio cucito su misura sul singolo ragazzo perché egli possa raccogliere i frutti del proprio impegno: ogni sfida ha la sua strategia!

Se anche tuo figlio ha queste difficoltà, scrivimelo nei commenti o parliamone in privato.

burligiulia@gmail.com o contattami al 3513074426

Dietro la porta di un ragazzo Hikikomori: il bisogno di un porto sicuroPer certi ragazzi c'è un silenzio che non equival...
12/03/2026

Dietro la porta di un ragazzo Hikikomori: il bisogno di un porto sicuro

Per certi ragazzi c'è un silenzio che non equivale ad assenza di rumore, ma ad un carico eccessivo e pesantissimo di aspettative, paure, stanchezza. Questi giovani, ad un certo punto, possono decidere di "chiudere la porta" al mondo esterno e iniziare a smettere di guardare la propria stanza solo come luogo fisico, ma iniziare a viverla come l'unica trincea possibile in contrasto con un mondo e una società che corre troppo veloce, che giudica troppo severamente e che sembra non avere un posto adeguato per loro.

In questi casi, spesso, gli adulti reagiscono con ansia o cercando di forzare quella porta. La realtà è che difficilmente il ragazzo uscirà dal suo rifugio fino a quando fuori percepirà solo la tempesta.
Per i ragazzi Hikikomori non servono incitamenti a "darsi una mossa", giudizi, consigli, occorre in primis riuscire a diventare il loro porto sicuro, il loro molo, su cui loro possono fare affidamento e aprirsi.

Che caratteristiche dovrebbe avere questo porto sicuro?
- assenza di giudizio: deve essere uno spazio in cui il ragazzo non sia costretto a performare o a essere all'altezza di standard esterni
- è importante che vi sia ascolto attivo, in modo che il ragazzo senta validate le proprie fatiche
- è importante mostrare molta pazienza nei confronti di questi giovani, in modo da stabilire con loro un rapporto di fiducia

Uscire dal ritiro sociale è un viaggio fatto di piccoli, anche impercettibili, passi. Il ruolo dei professionisti e dei genitori non è quello di trascinare fuori chi è dentro, ma costruire un ponte con l'adolescente in modo che egli scelga di uscire riuscendo a vedere il mondo come un posto meno spaventoso e in cui poter riuscire a tornare.

Se ti ritrovi in queste parole e pensi di aver bisogno di aiuto, contattami via e-mail a burligiulia@gmail.com o telefonicamente o tramite messaggio w.app al 3513074426

Avete mai sentito parlare di "porto sicuro"?Ci sono giornate difficili, in cui tutto il mondo sembra essere "troppo": tr...
11/03/2026

Avete mai sentito parlare di "porto sicuro"?

Ci sono giornate difficili, in cui tutto il mondo sembra essere "troppo": troppo rumoroso, troppo richiestivo, troppo veloce, troppo stressante.

Il "Porto Sicuro" non è solo un luogo di riposo, ma è quel posto (o la persona) in cui un individuo può permettersi finalmente di essere sè stesso, di smettere di combattere, di "ammainare le vele" proprio come le barche quando entrano in un porto.
Le funzioni di questo "luogo" sono quindi:
- permettere all'individuo di mostrarsi vulnerabile senza il timore di essere giudicato
- riuscire a regolare il respiro quando l'ansia prende il sopravvento
- ritrovare sè stessi e il proprio equilibrio prima di affrontare nuove sfide

Spesso le persone pensano che la forza consista sempre nel lottare contro le avversità, "sempre in mare aperto, sfidando anche le onde più alte". La realtà però ci rivela che come nessuna barca può navigare per sempre senza un molo a cui attraccare, così non è possibile che un individuo possa lottare sempre contro le avversità senza avere la possibilità ogni tanto di tornare al suo "porto sicuro" per ritrovare il proprio equilibrio e a cui mostrare le proprie emozioni o debolezze.

Può accadere che un percorso terapeutico possa servire proprio a costruire quel senso di sicurezza interna e a trovare in questo modo il proprio porto sicuro.

E tu, hai il tuo porto sicuro o ti senti ancora in balia della tempesta?
Scrivimelo nei commenti o contattami in privato, la terapia può essere il primo passo per costruire il tuo porto.

burligiulia@gmail.com

STIMMING E AUTISMOAvete mai visto una persona autistica agitare le mani, dondolarsi o ripetere alcune parole?Questo comp...
06/03/2026

STIMMING E AUTISMO
Avete mai visto una persona autistica agitare le mani, dondolarsi o ripetere alcune parole?
Questo comportamento si chiama stimming (o autostimolazione).

Spesso chi osserva da fuori può pensare che sia un comportamento “strano” o da correggere.
In realtà, nella maggior parte dei casi, è un modo naturale e fondamentale per le persone autistiche per autoregolarsi e per gestire il mondo attorno a sè che in molte occasioni può rivelarsi sovraccaricante.

Quali sono le funzioni che lo stimming può avere per una persona autistica?

• regolare le emozioni e le sensazioni quando l’ambiente è troppo stimolante
• calmarsi e scaricare la tensione nei momenti di stress o ansia
• mantenere la concentrazione durante attività difficili o impegnative
• esprimere emozioni quando le parole sono difficili da trovare
• gestire sensazioni fisiche o ambientali intense

In altre parole, lo stimming non è un capriccio né un comportamento “senza senso”.
È spesso una strategia di adattamento.

Quando è necessario intervenire?

Nella maggior parte dei casi non va bloccato.
Si interviene solo se lo stimming:

- provoca danni fisici alla persona (autolesionismo)
- mette a rischio gli altri o l’ambiente
- interferisce in modo significativo con il benessere o la vita quotidiana

In queste situazioni l’obiettivo non è eliminare il bisogno, ma trovare modalità più sicure o funzionali per soddisfarlo.
Per esempio si possono proporre:
- stim toys o oggetti sensoriali
- strategie alternative che offrano lo stesso tipo di stimolazione.

Come gestire uno stimming disfunzionale?

Alcuni punti fondamentali:

✔ intervenire solo quando è realmente necessario
✔ non bloccare, ma reindirizzare verso alternative più sicure
✔ cercare di comprendere la causa dello stimming
✔ se è legato all’ambiente, modificare gli stimoli che generano sovraccarico

Accogliere lo stimming significa riconoscere che dietro a quel comportamento c’è un bisogno reale di regolazione emotiva e sensoriale.

E solo comprendendo il bisogno possiamo realmente aiutare quella persona.



burligiulia@gmail.com

Ricerca identitaria e autismo.La ricerca identitaria per una persona autistica implica spesso il decostruire le aspettat...
26/02/2026

Ricerca identitaria e autismo.

La ricerca identitaria per una persona autistica implica spesso il decostruire le aspettative sociali (masking) per riscoprire e valorizzare la propria unicità neurodivergente.

Alcuni aspetti chiave della ricerca identitaria di una persona autistica sono:
- Il masking: : per adeguarsi alla società, le persone autistiche (specialmente ad alto funzionamento) adottano strategie di camuffamento, nascondendo i propri tratti naturali. Questo continuo adeguamento rende difficile distinguere tra il vero "sé" e la "maschera", portando spesso a vere e proprie crisi identitarie
- Maggiore fluidità di genere
- Costruzione del Sé: sviluppare un'identità positiva richiede tempo e spesso la necessità di rielaborare la diagnosi come un punto di partenza, non come un'etichetta rigida
- Il ruolo del contesto: è fondamentale offrire modelli identitari coerenti, sostenendo le persone autistiche nel comprendere e gestire i propri stimoli, in un ambiente non giudicante ma supportivo

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Sapete a cosa hanno diritto gli studenti con diagnosi di Disturbi Specifici dell'Apprendimento (o DSA) in Italia?In Ital...
23/02/2026

Sapete a cosa hanno diritto gli studenti con diagnosi di Disturbi Specifici dell'Apprendimento (o DSA) in Italia?

In Italia gli studenti DSA hanno diritto, secondo la lg 170/2010, ad un percorso scolastico inclusivo.

Cosa significa ciò?

Nella pratica questi alunni hanno diritto a:
- un Piano Didattico Personalizzato (o PDP) che è un documento obbligatorio in cui il consiglio di classe definisce strategie didattiche, strumenti e le modalità valutative personalizzate
- Strumenti compensativi, cioè tutti quei dispositivi tecnologici o didattici che facilitano l'apprendimento di quello studente DSA (non tutti gli studenti con diagnosi di DSA potranno avere quindi diritto agli stessi strumenti compensativi)
- una valutazione personalizzata: modalità di verifica programmata, tempo aggiuntivi per l'esecuzione delle prove, modalità orale/scritta personalizzata al bisogno del singolo ragazzo DSA (questo vale anche negli Esami di Stato)
- vedere tutelata la propria privacy (la diagnosi non deve essere divulgata a terzi)

Quali sono le agevolazioni per le famiglie dei ragazzi DSA?

- i genitori-lavoratori hanno diritto ad orari di lavoro flessibili per assistere i figli nello studio o per visite specialistiche
- hanno diritto alla detrazione fiscale del 19% per l'acquisto di strumenti tecnologici necessari al figlio DSA
- hanno la possibilità di richiedere l'indennità di frequenza all'INPS se la diagnosi presenta una persistente difficoltà che viene valutata da una commissione medica

Per attivare i diritti allo studio per lo studente DSA la diagnosi certificata va presentata alla scuola.

Disturbo dello spettro autistico e scuola.Cosa può fare un insegnante per favorire l’inclusione di una persona autistica...
18/02/2026

Disturbo dello spettro autistico e scuola.

Cosa può fare un insegnante per favorire l’inclusione di una persona autistica in ambito scolastico?

Per favorire l'inclusione di un alunno autistico, gli insegnanti possono utilizzare diverse strategie come, per esempio:

- stilare insieme alla famiglia e agli specialisti del ragazzo il PEI, costruito sulle personali esigenze dello studente
- formarsi ed informarsi sulle caratteristiche peculiari di quel ragazzo (le persone autistiche non hanno tutte le medesime caratteristiche): i suoi interessi, le sue risorse, le corrette modalità di approccio, le sue difficoltà sensoriali, eventuali strumenti da utilizzare per comunicare con lui
- avere un dialogo aperto e continuo con la famiglia tramite canali condivisi (possono essere e-mail, un diario, una telefonata, incontri periodici etc)
- strutturare attività didattiche in piccoli gruppo
- promuovere giochi cooperativi guidati basati sugli interessi del ragazzo
- educare la classe al rispetto dei suoi tempi e ad utilizzare modalità comunicative adeguate alle caratteristiche dello studente autistico
- utilizzare supporti visivi in modo da chiarire all’alunno autistico la routine scolastica

Ci sono inoltre alcune strategie specifiche che gli insegnanti possono implementare con il gruppo classe per favorire l'inclusione dello studente autistico:

- Formazione e sensibilizzazione della classe: educare i compagni sulle caratteristiche dell'autismo per promuovere empatia e comprensione (anche utilizzando video, immagini, testi)
- Interazione guidata: creare occasioni in cui i compagni possono interagire con il ragazzo autistico (per esempio si può partire da giochi paralleli per arrivare a giochi cooperativi, prevedere la presenza dell’alunno autistico in classe, sempre tenendo conto dei bisogni del ragazzo)
- Usare gli interessi del ragazzo autistico per coinvolgere i compagni in attività condivise
- Peer Tutoring (Tutoraggio tra pari): educare i compagni a fungere da facilitatori, insegnando loro ad approcciarsi in modo calmo e diretto al ragazzo autistico in modo che egli possa testare le competenze sociali apprese in terapia o impararne di nuove
- Gestione dei momenti di pausa: organizzare momenti di gioco o relax strutturati, in cui l’insegnante funga da mediatore
- Comunicazione semplice: insegnare alla classe ad usare un linguaggio chiaro, diretto, senza giri di parole, metafore o ironia
- Preparare un ambiente scolastico adeguato alle caratteristiche sensoriali dell’alunno autistico anche spiegando ai compagni le peculiarità del ragazzo

Ci tengo a precisare che le strategie da utilizzare in ambito scolastico rimangono sempre personalizzate e, affinché possano essere realmente utili è auspicabile che siano condivise con i famigliari e i professionisti che seguono l’alunno.

Cosa posso fare io, come psicologa, per favorire l’inclusione scolastica di un ragazzo autistico?

- Percorsi individuali o di gruppo per il ragazzo autistico volti all’acquisizione di competenze relazionali ed emotive, alle autonomie, al corretto utilizzo di strumenti specifici a seconda dei bisogni della persona. Questi percorsi sono importanti sia per insegnare strategie e abilità utili all'individuo autistico, sia per la prevenzione di possibili comorbidità importanti che possano impattare sull'apprendimento o sulla sua permanenza nell'ambiente scolastico
- Percorsi individuali con il ragazzo affinché possa apprendere un corretto metodo di studio, adeguato alle sue caratteristiche
- Partecipazione attiva ai GLO
- Formazione degli insegnanti sulle caratteristiche individuali di quell’alunno autistico e sulle strategie utili per approcciarsi a lui
- Percorsi di teacher training
- Osservazione dell’alunno nell’ambiente scolastico
- Interventi di informazione all’interno del gruppo classe riguardanti le caratteristiche del alunno autistico

Autismo e stile attentivo atipicoIn genere si tende a pensare che l'autismo comporti sempre un deficit di attenzione, in...
16/02/2026

Autismo e stile attentivo atipico

In genere si tende a pensare che l'autismo comporti sempre un deficit di attenzione, in realtà, pur esistendo la probabilità di comorbidità con l'ADHD, in molti casi possiamo parlare non di un deficit quantitativo dell'attenzione, ma di uno stile attentivo atipico.
Infatti, mentre il sistema neurotipico filtra le informazioni dando priorità al contesto sociale, il cervello autistico spesso utilizza una focalizzazione analitica e dettagliata.

Quali sono le caratteristiche attentive più rilevanti in una persona autistica?
- Monotropismo: molti individui autistici tendono a concentrarsi su un unico stimolo o interesse. Questo può comportare difficoltà nel multi-tasking o nel passaggio rapido da un compito all'altro, ma anche un livello straordinario di precisione e approfondimento
- Difficoltà nel filtrare stimoli irrilevanti: questo può comportare sovraccarico sensoriale ed esaurimento delle energie
- Difficoltà nel condividere l'attenzione con l'altro su un oggetto esterno

E' importante supportare questo funzionamento divergente non con l'obiettivo di "correggere" l'attenzione forzando un'attenzione "standard", ma creando ambienti in cui ogni mente possa essere riconosciuta, accolta, accettata e rispettata. Risulta quindi fondamentale la predicibilità e l'organizzazione, l'attenzione per l'ambiente sensoriale, il rispetto dei tempi dell'individuo e il rispetto delle caratteristiche soggettive che ogni soggetto autistico presenta nella sua unicità.

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Trento

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